L’ombra Klopp agita la Germania contro Kessie vale già il primato
(Afp) Missione - Julian Nagelsmann dirige l’allenamento,
la Germania ha vinto l’ultima Coppa nel 2014. Sotto, Jamal Musiala
La sfida alla Costa d’Avorio con la frase dell’ex tecnico Reds su Nagelsmann
Klopp/1
"Per fortuna che il c.t. Julian Nagelsmann
continua a fare la formazione, per ora..."
Klopp/2
"Mi sarei preso a schiaffi da solo per quello che ho detto
È scivolata fuori così, con leggerezza"
Ho capito che ho compiuto 59 anni e sono ancora un’idiota
Qualità tedesca
Per la squadra tedesca la solidità di Kimmich e la creatività di Musiala e Wirtz
Possesso
La Germania mantiene una fase di possesso di alto livello contro qualsiasi avversario
20 Jun 2026 - Corriere della Sera
Dal nostro inviato Massimiliano Nerozzi
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Schiantata 7-1 Curaçao, oggi pomeriggio a Toronto (le 22 italiane) si vedrà se Die Mannschaft, la Nazionale tedesca, saprà essere Über Alles anche con la Costa d’Avorio, che ha mostrato qualità, fisiche e dinamiche, ben più di quanto non abbia detto il tribolato 1-0 con l’Ecuador. In bilico, per l’una e per l’altra, c’è il primato nel girone E, con conseguente qualificazione anticipata ai sedicesimi e il non lieve vantaggio di poter dosare le rotazioni, in un Mondiale lungo e afoso.
Di certo, la Germania ha già lasciato il segno sulle lavagne, oltre che sul tabellino: insieme con l’Argentina (e, forse, la Spagna), è l’unica squadra che sembra poter mantenere una fase di possesso di alto livello contro qualsiasi avversario; in confronto ad altre big — Francia e Brasile, per dire — che sono partite con un set-up offensivo inferiore, mentre l’Inghilterra ha sacrificato alcuni game changer per cementare solidità e impatto fisico. Ben plasmata nel tempo da Julian Nagelsmann, quello che arrivava in skateboard agli allenamenti del Bayern Monaco, la Germania attacca spesso sovraccaricando le zone centrali del campo, per obbligare alla scelta gli avversari che si schierano con blocchi bassi, accettando però un rischio: i tedeschi si scoprono a palla persa, meno di quanto facciano Inghilterra e Argentina, almeno per quel (poco) che s’è visto finora.
Al solito, tutto parte dalla fase di possesso, per la quale la Germania si affida a Joshua Kimmich, un terzino con la sedia del regista, e alla creatività di Jamal Musiala e Florian Wirtz, gestendo palla e, all’occorrenza, chiudendo gli spazi centrali per poi verticalizzare con rapidità. Pare funzionare tutto, nonostante l’ombra di Jürgen Klopp, che tanti vedono come futuro Ct e che l’altro giorno si è scusato con il collega per una frase sibillina sfuggitagli da commentatore tv: «Per fortuna Julian Nagelsmann continua a fare la formazione... per ora». Scuse nel dopo partita, con la solita autoironia, da personaggio nato, pure per gli spot: «Mi sarei preso a schiaffi da solo per quello che ho detto, è scivolata fuori così, con leggerezza — s’è spiegato l’ex allenatore del Liverpool — ma non ha alcun significato. Ho capito che ho compiuto 59 anni (il 16 giugno, ndr) e sono ancora un idiota».
Sarà un bel crash test contro la Costa d’Avorio, cui il ct Emerse Faé ha dato ordine (sul prato) e resilienza (nell’anima). Manifesto la sfida con l’Ecuador, che non è una brutta squadra: difesa spigolosa e ripartenze. A occhio, verrà la strategia prima ancora della tattica, con qualche duello d’élite a centrocampo: Franck Kessié, motore e capitano degli «Elefanti», contro Musiala e i suoi fratelli, con il compito di aggredire ed evitare che i suoi restino schiacciati dietro per novanta minuti. Corollario, la squadra africana si affiderà alla catapulta di Amad Diallo ed Elye Wahi, in ripartenza, e, di più, alle volate di (Yan) Diomande, uno dei migliori all’esordio. Buone notizie per Kimmich, preoccupato dai serpenti del Nord Carolina: a Toronto ci sono solo specie innocue.
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