Finn bum bum!
JOLYPICS-TOUR DE L’AVENIR
Sul podio Lorenzo Finn, 19 anni, premiato dalla leggenda
del ciclismo Bernard Hinault, 71 anni, a Ceresole Reale
LORENZO, CHE STORIA: IL TRIONFO È DOPPIO E HINAULT LO ESALTA
Il ligure re de l’Avenir, dominata pure l’ultima tappa in Piemonte: maglia gialla dopo la rosa della Next Gen
«Sì, possiamo considerarlo un potenziale campione.
È un corridore completo»
- Bernard Hinault
«Ho chiuso un cerchio: pronto per il salto tra i grandi,
questa è stata l’ultima corsa negli Under 23»
- Lorenzo Finn (Red Bull Rookies)
27 Aug 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO INVIATO A CERESOLE REALE-LAGO SERRÙ
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Appena qualche metro dopo la linea del traguardo, è sceso dalla bici e l’ha sollevata verso il cielo come un gladiatore. «Non c’erano motivi particolari. Era felicità, felicità pura», dice Lorenzo Finn quando è già passata un’ora abbondante dall’impresa che gli ha permesso di scrivere un pezzetto di storia ciclistica. Lollo, 19 anni e l’aura di talento più puro del nostro ciclismo, ai 2.275 metri di Ceresole Reale-Lago Serrù, dopo la cronoscalata di lunedì, ha firmato anche la settima e ultima tappa del Tour de l’Avenir, riportando in Italia il “piccolo Tour de France” per Under 23 ben 53 anni dopo il successo di Gianbattista Baronchelli. «Ho chiuso un cerchio e ora mi sento pronto per il salto tra i grandi, questa era l’ultima corsa in categoria», ha spiegato il ligure della Red Bull Rookies che negli ultimi 11 mesi aveva già conquistato il Mondiale in Ruanda e poi la maglia rosa del Giro Next Gen. La metterà vicino a questa gialla come nella storia, nello stesso anno, era riuscito solo allo stesso Baronchelli: «Non sapevo fosse passato così tanto tempo, ma tutto sommato non è troppo importante. Conta la vittoria, che avevo messo nel mirino da tempo». Già nel 2026, farà il Mondiale e l’Europeo con i professionisti.
Leggenda
Una festa totale per Lorenzo – pure maglia bianca dei giovani e a pois della montagna – e per l’Italia, che può aggiungere quella verde dei punti di Thomas Capra. Sì, abbiamo portato a casa tutte le classifiche, e male non fa. Sul podio, Finn è stato premiato da una leggenda come il bretone Bernard Hinault (11 grandi giri, 5 Monumenti e un Mondiale...) che ha speso bellissimo parole per lui. «Finn, Seixas, del Toro: stiamo vedendo il futuro. Finn tra i pro’ non vanta ancora quei risultati, ma mi sembra avviato sulla buona strada. Nel 2024 aveva già vinto il Mondiale juniores, gli indizi ormai sono tanti, lo si può considerare un potenziale campione. È un corridore completo con una grande attitudine offensiva, i successi più importanti li ha già ottenuti staccando tutti». «Ho sempre sentito parlare di Hinault – ha detto Finn, che caratterialmente è molto posato e composto -, so che occupa un posto importantissimo nella storia del ciclismo. Mi fa piacere che abbia detto così, anche se è troppo presto per essere sicuri di che tipo di sviluppo avrà la mia carriera nel professionismo».
Affetto
In tanti dei suoi cari sono venuti a tifare per lui sui tornanti del Nivolet, nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso, a cominciare da mamma Chiara, papà Peter, la fidanzata Fabiana, l’agente Jaime Barlow. Più il fan club, con le maglie dedicate a sfondo giallo già pronto. D’altro canto Finn - allenato dal sudafricano John Wakefield, un passato nella UAE di Pogacar - aveva indirizzato subito al meglio l’Avenir, guadagnando nella prima frazione due minuti sui rivali più accreditati. Tra crono e salita, ha poi sbaragliato la concorrenza: ieri ha dato 27” al belga Driesen con l’affondo decisivo ai meno 3, e i distacchi finali (2’34” allo stesso Driesen, 3’42” all’altro belga Vanhuffel) raccontano di un dominio. È vero che il suo coetaneo Seixas è stato già capace di un quarto posto al Tour dei grandi, dunque è giusto mettere il tutto nella corretta prospettiva, ma Lollo sta crescendo bene e con i tempi giusti.
Sensazioni
«Vincere una tappa in montagna, e per di più in maglia gialla, rappresenta una ciliegina sulla torta. Devo ringraziare la squadra, tutti si sono spesi per me e siamo riusciti a tenere sotto controllo la fuga. È stato il sigillo», ha spiegato Finn, che ha ricevuto lo stesso leoncino che spetta a chi va al comando nel Tour de France dei grandi. L’albo d’oro dell’Avenir – 62 edizioni – fa capire come spesso sia stato l’indizio per qualcosa di molto meglio: Gimondi, LeMond, Indurain e Pogacar sono solo alcuni dei grandi nomi a cui adesso Finn si è affiancato. «Lorenzo è serio, determinato, onesto. Con un forte senso del dovere», racconta mamma Chiara. «Questi due anni fatti tra gli Under 23 – è l’analisi di Finn, quarto l’anno scorso all’Avenir a 47” dal vincitore Seixas – sono stati belli e intensi, con alti e bassi. Gli obiettivi che avevo sono riusciti a centrarli, ho imparato a conoscere meglio il mio corpo, apprendere come gestire al meglio le gare e i ritiri. Tutte cose che mi serviranno». Non è un caso che la Red Bull lo abbia “blindato” in tempi non sospetti con un contratto pluriennale pure tra i grandi: Finn ha già fatto esperienza, basti pensare alla cronosquadre vinta a Maiorca con Remco Evenepoel, e ai primi successi ottenuti a inizio luglio al Sibiu Tour, in Romania. Non è più il tempo di attendere, il futuro è adesso.
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