Il Nivolet incorona Finn re del Tour de l’Avenir: è doppietta dopo il Giro


La gara Under 23
La vittoria di un italiano mancava da 53 anni: l’ultimo successo era di Baronchelli

27 Aug 2026 - Corriere della Sera / Torino
Timothy Ormezzano
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Lorenzo Mark Finn non ha deluso le aspettative. Anzi, le ha trasformate in certezze. Dopo aver conquistato il Giro Next Gen, il 19enne ligure ha vinto anche il Tour de l’avenir, la più importante corsa ciclistica riservata agli Under 23. L’italia non vinceva l’avenir dal lontano 1973 con Giambattista Baronchelli, unico azzurro prima di Finn a fare la doppietta con il Giro.

Già in maglia gialla dopo il successo di lunedì nella cronoscalata Les Carroz-Flaine, Finn ha conquistato anche l’ultima tappa piemontese, da Strambino a Ceresole Reale: 130 km fino ai 2.275 metri del Lago Serrù, sul Nivolet. Il talento genovese di Avegno ha fatto il vuoto negli ultimi 2 km, tagliando il traguardo in solitaria. A festeggiarlo c’erano quasi mille spettatori e tifosi, compresa una delegazione del Finn Club di Borzonasca. Una nuova invasione di appassionati sulle rampe del Nivolet, dopo quella di fine giugno, quando la 5ª edizione del Bike Day aveva portato 2.500 cicloamatori sulle strade del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Una manifestazione organizzata da Paola Gianotti, ciclista eporediese da Guinness che domenica 4 ottobre, a Ivrea, sarà di nuovo protagonista con la 2ª edizione della 100x100 Donne, evento ciclistico tutto in rosa a sostegno di progetti dedicati all’altra metà del cielo.

Il nuovo fenomeno del ciclismo azzurro ha chiuso la mini Grande Boucle davanti ai belgi Niels Driesen e Matteo Van Huffel, distanziati di 2’34” e 3’42”. Tutte le maglie sono finite sulle spalle di italiani: la gialla, quella a pois e la bianca a Finn, la verde a Thomas Capra. A premiarli, sul podio, Sonia Cambursano, sindaca di Strambino.

«Non potevo immaginare di concludere in un modo migliore», ha raccontato Lorenzo Mark. «È bellissimo aver finito la corsa in Italia, c’erano tantissimi tifosi sull’ultima salita, ma già nella prima parte della corsa. L’Avenir e il Giro erano i miei obiettivi principali e sono riuscito a coglierli entrambi». Poi l’annuncio: «Questa è stata la mia ultima gara da Under 23».

Mamma genovese, papà inglese, gamba da campione e una personalità che va oltre i suoi 19 anni. Il suo fan club assicura che «Lorenzo è un ragazzo pacato, tranquillo, non se la tira, sta con i piedi per terra anche se ha capito molto bene quanto vale». Il palmarès di Finn racconta già di due titoli mondiali: quello Under 19 conquistato nel 2024 e quello Under 23 vinto da sotto età nel 2025. In questa stagione è arrivato anche il primo successo tra i professionisti, al Giro di Sibiu in Romania. A osservarlo con attenzione durante la cronoscalata di lunedì c’era anche il suo futuro avversario Paul Seixas, presente poi il giorno successivo sull’Iseran, quando Finn ha gestito con intelligenza il vantaggio conquistato.

Ora all’orizzonte ci sono i Mondiali Elite di Montreal del 27 settembre e gli Europei del 4 ottobre a Lubiana con la maglia azzurra. Dopo l’ennesima impresa, Finn prenota già un futuro al fianco di talenti come Isaac del Toro e lo stesso Seixas. Il ciclismo italiano forse ha finalmente trovato il corridore capace di colmare il grande vuoto lasciato da Vincenzo Nibali.

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