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Stefano Allocchio: l'uomo della strada

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http://www.museociclismo.it/content/articoli/10347-Stefano+Allocchio%3A+l%27uomo+della+strada/index.html di Pier Augusto Stagi Tuttobici, Numero 8 - anno 2006 Da corridore è stato un buonissimo velocista, adesso è un raffinato passista: calmo, paziente, un vero maestro di mediazione e diplomazia. Da corridore era benvoluto da tutti; da dirigente della RCS Sport, anche. Stefano Allocchio di strada ne ha fatta tanta: ieri in bicicletta, oggi in macchina. Eppure è solo all'inizio del suo viaggio. «Ho ancora tanto da imparare e non ho fretta di arrivare. Per il momento sono contento di dove sono, di quello che ho fatto. Spero solo di fare sempre meglio». È così Stefano Allocchio : un agonista ma non un cannibale. Alla polemica preferisce il dialogo, alle urla il sorriso. «Io cerco di andare d'accordo con tutti. Non sempre è facile, ma con un po' di buona volontà e pazienza si può. Magari ci si impiega un po' più di tempo, ma alla fine si arriva dove s...

Intervista a Tito Tacchella

http://piazzettamonte.dobank.com/ii-trimestre-2006/intervista-a-tito-tacchella Tito Tacchella, classe 1941, grande appassionato di ciclismo, interista da sempre ma ormai da tempo abbonato al Chievo Verona, seconda squadra della città. Il giornalista e scrittore Cesare Marchi usava definirlo scherzosamente come “l’uomo che ha messo gli italiani in braghe di tela”. Nel 1965 infatti, ha fondato insieme ai fratelli Imerio e Domenico la Carrera Jeans , azienda numero due del settore in Italia. Dice di essere tecnicamente in pensione, “se non vado in ufficio nessuno mi rimprovera”, ma è difficile credergli visto che un minuto più tardi racconta che a breve ha in programma un viaggio di lavoro con il figlio e il fratello in India. Emerio è il Presidente, il figlio Gianluca l’amministratore delegato, lui e l’altro fratello Domenico i consiglieri .  L’anno scorso il quarantesimo anniversario della Carrera , tra ricordi e memorie, abbiamo cercato di ricostruire la storia di questa a...

L'ultimo vagone del treno

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https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/08/tiravolata.shtml Da Poblet-Baffi a McEwen-Steegmans (nella foto), passando per Cipollini-Martinello: dietro ai successi di un velocista c'è il lavoro della squadra e dell'uomo che gli lancia lo sprint di JACOPO GERNA, Gazzetta.it VITRE' (Francia), 8 luglio 2006 - Sì è visto benissimo ieri. Dietro le vittorie di un grande velocista come Robbie McEwen , c'è il lavoro della squadra. Dai gregari che tirano per ricucire le fughe da lontano all'ultimo apripista. Gert Steegmans , che dopo la caduta di Fred Rodriguez tira le volate all'australiano, ha compiuto due capolavori in questo Tour. L'ultimo proprio ieri, portando in carrozza McEwen ai 200 metri. "Pazzesco, quando ci ha superato con a ruota Robbie andava a 4-5 km all'ora in più di tutti gli altri". "Gert - a parlare è Daniele Bennati - sta facendo un lavoro super. Io so vincere anche senz...

FOOTBALL PORTRAITS - Henry, il fantastico Titì (2006)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-vita-ebook/dp/B01KI1XRO6/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1471436349&sr=1-1 Assieme a Ronaldinho è la prima superstar del calcio mondiale. All’Arsenal lo legano un contratto che scadrà nel 2007 e una riconoscenza lunga sette anni. Se il capitano andrà via, il club dovrà trarne il massimo di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo Da che parte cominciare? Henry è con Ronaldinho il numero uno al mondo, per quanto possa avere senso buttar lì classifiche individuali, e fra ruoli diversi, in uno sport di squadra. Allora tanto vale raccontarla dall’inizio la storia di un centravanti fantastico e atipico, per arrivare alla fine, ancora tutta da scrivere, di una stagione magica: per la prima finale di Champions League del suo Arsenal e per i record realizzativi strappati ai bomber all-time dei Gunners, Ian Wright in assoluto (185 reti in 287 gare dal 1991 al 1998) e Cliff Bastin in campionato (159 gol nel 19...

FOOTBALL PORTRAITS - È Messi, non è Maradona (2006)

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di CHRISTIAN GIORDANO © Guerin Sportivo © Ortega, Aimar, Saviola, Riquelme, D’Alessandro: basta.  Nonostante l’ennesima investitura-autoidentificazione di re Diego, stavolta viva el Flaco Menotti: «Messi non è Maradona».  L’essere piccoletto e massiccio, mancino, povero e argentino le cose che li accomunano. Oltre a quelle «contro la fisica, viste fare solo a Maradona».  Lo dice Enrique Domínguez, che allenò Leo dal 1999 al 2000 . Ma da adulto el Pibe allestiva one-man show , la Pulga , imprendibile palla al piede in velocità, gioca mezzapunta destra nel Dream Team del suo hermano Ronaldinho. Fine.  L’inizio è da favola. Con l’orco cattivo sottoforma di una deficienza ormonale che ne rallenta lo sviluppo osseo. Il rosarino esce dalla lampada a 4 anni nel Grandoli, la squadretta allenata da papà Jorge, operaio metallurgico.  Cresce, ma solo sul campo, dribblando in serie bambini più grandi. A 7 segue il fratello Rodrigo al Newell’s...

FOOTBALL PORTRAITS - Cesc Fàbregas, Il professore ragazzino (2006)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di Christian Giordano © Rainbow Sports Books © Guerin Sportivo  © -  n. 15, 11-17 aprile 2006  Gioca col piglio e la sapienza tattica del veterano, l’ennesima scoperta del Professore vero, Arsène Wenger. L’alsaziano lo fa seguire nelle giovanili del Barcellona e nell’ottobre 2003, quando il 16enne non ha ancora firmato pezzi di carta blaugrana, se lo porta all’Arsenal.  Ai Gunners spopola nella squadra riserve e il 28 ottobre, a 16 anni e 177 giorni, in League Cup contro il Rotherham United strappa a Jermaine Pennant il primato di più giovane esordiente nella storia del club. Gli altri record vengono con gli infortuni di Vieira, Gilberto Silva e Edu che gli aprono le porte della prima squadra. È il più giovane marcatore (16 anni e 212 giorni) di sempre dell’Arsenal, grazie al gol nel 5-1 al Wolverhampton in league Cup il 2 dicembre 2003.  La p...

Terzi, prove da Capitan Futuro: «Non mi sento neppure titolare» (2006)

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/03/16/terzi-prove-da-capitan-futuro-non-mi.html?ref=search di CHRISTIAN GIORDANO la Repubblica, edizione. Bologna - 16 marzo 2006 Capitan Futuro, visto che nel presente il capitano è Pagliuca. «E a Vicenza, dopo che lui s' era fatto male, Bellucci, il vice, era stato espulso. E' stato bello prender la fascia, m'ha fatto piacere». Claudio Terzi, centrale difensivo di belle, si spera bellissime speranze, è oggi la miglior realtà d'un Bologna che alla stagione può chiedere solo un finale senza brividi. Il capitano l'ha fatto per caso, ma è tutt'altro che casuale la sua presenza al centro della difesa, quasi una garanzia a dispetto del doppio cambio di allenatore e di una guarigione-lampo da uno dei peggiori infortuni che possano capitare a un calciatore.  «E' successo tutto nel 2005 - si disimpegna in sala stampa com'è solito uscire dall' area, e cioè con piglio e furbizie da veterano -. ...

Due libri, tre film

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venerdì 10 marzo 2006 Sono in pochi a saperlo, ma il celebre film Fuga per la vittoria ("Victory" nell’edizione originale), diretto nell’81 da John Huston, si basa sulla “Partita della morte” giocata domenica 9 agosto 1942 a Kiev. Ed è la terza pellicola da essa ispirata, dopo Due tempi all’Inferno dell’ungherese Zoltán Fábri (1961) e Il terzo tempo (noto anche come "L’ultima partita") del russo Yevgeni Karelov (’62).  Quella che vede coprotagonista Pelé e preziosi cameo di stelle più o meno note quali gli inglesi Moore, campione del mondo ’66, Summerbee del Man Utd e Osman, lo scozzese Wark, il belga van Himst, il polacco Deyna, l’argentino Ardiles, il danese Linsted, il norvegese Thorensen, l’olandese Prins, l’irlandese O’Callaghan, è tratta dal romanzo di Jeff Maguire, Djordje Milicevic e Yabo Yablonsky (che del film è cosceneggiatore con Evan Jones) e si è presa varie licenze poetiche. A partire dalla location, Francia, 1943, con lo stadio dell’MTK Buda...

Alla ricerca del bomber perduto ai rossoblù manca tanto Bellucci

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/03/02/alla-ricerca-del-bomber-perduto-ai-rossoblu.html?ref=search di CHRISTIAN GIORDANO la Repubblica, ediz. Bologna - 2 marzo 2006 «Guardate Adriano: agli attaccanti, anche ai più forti, capita di attraversare momenti un po' così. Bisogna soltanto lavorare sereni e tranquilli. Non credo che Claudio sia ossessionato dal fatto di non trovare la rete: le situazioni le ha avute e, quando ne hai tante, alla lunga, il gol lo fai, è solo questione di tempo». Questo il Mandorlini-pensiero sul presunto appannamento di Bellucci.  Un'involuzione che per i maligni è figlia, chissà quanto illegittima, della coabitazione in prima linea con Massimo Marazzina, altra seconda punta, più di ruolo che di vocazione. Non sarà che i due si pestano i piedi? La storiella rimbalza dallo spezzone di gara di Pescara, il primo in rossoblù per l' ex senese. E che in pochi avrebbero rispolverato se venerdì, nella ripresa, il numero 11 ave...

FOOTBALL PORTRAITS - Palacio, uno e Trenza (2006)

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Fuori categoria: «Se c’è un giocatore in Argentina che potrebbe onorare la divisa del River, quello è Palacio», il massimo se a dirlo a uno xeneize è, l’allenatore del River Plate, Leonardo Astrada.  Attaccante completo (sfonda, crossa e segna), figlio d’arte cresciuto nel Banfield è, come il concittadino NBA (di Bahía Blanca) Manu Ginóbili, destinato a ben altri palcoscenici. Top scorer dei campioni dell’ultima Apertura (10 gol dopo gli 11 del 2003-04, ma «sono un buon giocatore d’area, non un goleador»), il Gioiello ha passaporto comunitario.  Confidenza con la rete («non sono un goleador, ma un buon giocatore d’area»), movimento perpetuo e razionale. Scalzati i vari Guillermo Barros Schelotto e Marcelo Delgado nelle gerarchie dell’allenatore Jorge el Chino Benítez, ha resuscitato perfino il declinante Martín Palermo.  Nel 2002 passa dal Bella Vista, squadra di quarta divisione, all’Huracán, in B Nacional (la cadetteria). L’anno dopo, è in Spagna con il suo agente per t...

FOOTBALL PORTRAITS - "Kun" Agüero, santo subito (2006)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO Eurocalcio , marzo 2006 La dieresi non è negoziabile: si pronuncia, per imperscrutabili motivi tutti argentini, A-gue-ro e non alla spagnola, “Aghero”.  Qua siamo al livello di santità promessa al blaugrana Lionel Andrés Messi.  Sito personale, studia l’inglese, gli alitano addosso scout e maneggioni di mezzo mondo da quando, col numero 34, divenne il più giovane debuttante in prima divisione argentina (Independiente-San Lorenzo 0-1 del 5 luglio 2003, grazie a Oscar Ruggeri), a 15 anni, due prima di regalare al Ct Francisco Ferraro il Mondiale Under 17.  In patria Sergio ha giurato fedeltà al Rojo , nel quale è l’erede del "Bocha", Ricardo Bochini. Nonostante tutto, "el Kun" (dal personaggio dei cartoni animati giapponesi di cui da bambino era appassionato) migliora giorno dopo giorno. Unico limite: il cielo, e forse la concentrazio...

FOOTBALL PORTRAITS - Tymoschuk, lo manda Sheva (2006)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Capitano dell’Ucraìna prima di Andriy Shevchenko, che ora lo sponsorizza, “Tolia” allo Shakhtar Donetsk è un jolly di alto rendimento. Poco pubblciizzato, è pronto per le grandi platee di CHRISTIAN GIORDANO Guerin Sportivo n. 8, 21 febbraio 2006 Non è da tutti rifiutare la Dynamo Kyiv, figuriamoci farlo due volte e da ragazzini. Altro che il degregoriano calcio di rigore, è anche da questi particolari che si giudica un giocatore. A 17 anni Anatoliy Tymoschuk lascia il rinnovato settore giovanile della Dynamo Kyiv per tornare al Volyn Lutsk, club della sua città con cui nel 1995-96 (nonostante le 10 presenze e un gol) retrocede in seconda divisione. Dopo due stagioni fra i cadetti (6 reti in 38 gare nella prima, una in 14 nella seconda), la recidiva: al ritorno alla Dynamo preferisce, nel marzo 1998, lo Shakhtar Donetsk.  «Avrei potuto restare alla Dynamo e tornarci – ricorda ...