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Tour of Flanders: World champion Julian Alaphilippe crashes as Mathieu van der Poel wins

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https://www.bbc.com/sport/cycling/54592334 BBC, 18 October 2020 Julian Alaphilippe (back left)  led  the  2019 Tour de France for 14 stages World champion Julian Alaphilippe crashed out after hitting a motorbike as Dutch rider Mathieu van der Poel won at the Tour of Flanders. Alaphilippe, 28, was part of what would become the winning breakaway, when he hit a race motorbike 35km from the finish of the 243km one-day epic. That left Van der Poel, 25, and Belgium's Wout van Aert, 26, to battle it out at the finish in Oudenaarde. And Van der Poel edged it on the line, with Alexander Kristoff coming third. The pair started their sprint at the same time and Alpecin-Fenix rider Van der Poel just managed to hold off his Jumbo Visma rival Van Aert. It is his first win in one of cycling's Monuments - the five most prestigious one-day races - and comes 34 years after his father Adri won the race. It also ended Van Aert's hopes of becoming the first rider to win the Tour of Flanders a...

2020/2021 LIGUE 1 PREVIEW GUIDE - STADE RENNAIS

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file:///C:/Users/giordanoc/Desktop/GFFN-Ligue-1-202021-Guide.pdf KEY MAN M’BAYE NIANG  While most observers would point to the prodigious midfield sensation Eduardo Camavinga as being the key to Rennes season, given his preternatural ability to control a match, it is Niang on whom this season’s fortunes will rise and fall. The club have brought in an ideal foil for him in Martin Terrier , who has greater pace and scoring instincts when compared with Niang’s regular strike partner Adrien Hunou , and offers a far more physical (and defensively hard-working) complement to the former Milan striker. But the finishing will still be down to Niang - his goal return of ten, from 24 starts , was decent enough, but Rennes will have surely hoped for more from a player who cost €14m. If he can play with a modicum of consistency, perhaps edging his goals total closer to twenty, Rennes can assure themselves of another top three finish, but if he stumbles, things could sour quickly. SIGNING TO ...

A Panta-land un altro gabbiano Jonathan

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Volano alti, i "gabbiani" J(h)onathan al Giro #103.  Alla terza, sull'Etna, Jonathan Kléver Caicedo , bravo e furbo a lasciar lì Giovanni Visconti; alla 12-esima Jhonatan Narváez, bravo e furbo - e fortunato - nello staccare Mark Padun, l'ucraino - ormai bergamasco di adozione - che ai -20 km ha dovuto dire addio allo sprint a due per colpa della ruota anteriore. E rassegnarsi al secondo posto. Al 23-enne Narváez, la Romagna porta benone: a settembre vinse a Riccione la terza tappa e poi la generale alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali. Secondo successo ecuadoriano in questo Giro, il quinto nella storia con i tre di Richard Carapaz, che nel 2019 fece doppietta e poi chiuse in rosa a Verona. Terza vittoria in questa edizione invece per la Ineos Grenadiers, dopo la doppietta (e i due giorni da leader) di Filippo Ganna. Tappona sulle strade di Marco Pantani e della Nove Colli, 204 km di freddo e pioggia su e giù per quattromila metri di dislivello con i big preo...

Démare a forza 4

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E quattro. Villafranca Tirrena, per due centimetri, su Peter Sagan, alla quarta. Quasi per distacco, da Démarziano, su Michael Matthews, a Matera, alla sesta. Di nuovo davanti a Sagan il giorno dopo a Brindisi e, Rimini, all'undicesima. Poker di Arnaud Démare, nella volata forse più difficile, e perfetta, del treno Groupama-FDJ magistralmente diretto dal pesce-pilota Jacopo Guarnieri. Quarto successo a questo Giro (il quinto in carriera, il 14esimo in stagione) per Démare, e maglia a punti di un ciclamino che torna a farsi più intenso, all'indomani dell'impresa di Sagan a Tortoreto: a quota 220 il 29-enne francese, a 184 il 30-enne slovacco, per la quarta volta secondo e per la terza dietro proprio Démare. Continua invece la stagione-no per lo sfortunatissimo Elia Viviani, tamponato da una moto della carovana a trentadue km dall'arrivo e solo decimo nella volata con quattro italiani nella top ten: Consonni quarto, Stefano Oldani ottavo e Jacopo Mosca nono. Tutto immuta...

A Beaten Man

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Slovenian Primož Roglič looked every bit the Tour de France champion-elect for 19 days, until he was unceremoniously dethroned on the penultimate stage. Procycling examines how it all went so wrong, so quickly for the race favourite Writer: Barry Ryan PROCYCLING - November 2020 Nothing transfigures a raider like defeat. For three weeks, Primož Roglič had looked a fitting winner of a socially distanced Tour de France. Cautious in his tactics, guarded in his comments and safely shielded by the strongest team in the race, he kept everybody at arm’s length. Then, in the space of 36.2 kilometres of hard road in the Haute-Sadne, all changed utterly. On the Tour’s penultimate day, the detached impregnability of the champion suddenly gave way to the vulnerability of the human. Nothing marked that transition quite like the new helmet that was perched atop Roglic’s head during the fateful final time trial. As he readied himself on the start ramp in Lure, eyes hidden behind a tinted visor, the ...

WE ARE ALL WITNESSES

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"If Michael, (Phil) Jackson notes with a certain delight, is the lineal descendant of those great athletes who went before, Elgin Baylor, Connie Hawkins, and Julius Erving, each learning from and expanding upon the accomplishments of the other, then the most exciting question is, what is the next great player going to be able to do?" - David Halberstam, The NBA At Fifty , 1999

Il re Guerreiro e il gabbato Jonathan

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Dal Portogallo con furore. Ma anche con tanta testa e buone gambe.  A Ruben Guerreiro il tappone - reso ancora più tale da freddo e pioggia - di Roccaraso, al suo connazionale João Almeida, il settimo giorno in rosa.  Una maglia così "calda" e pesante - da non volerla coprire tutta con la mantellina, e capace di farti arrivare in maniche corte anche sotto il diluvio dopo 177 km da lanciano ad Aremogna, 4 GPM e quasi quattromila metri di dislivello. Scalatore scaltro, Guerreiro, che s'è fatto tirare quasi sempre da Jonathan Castroviejo, ultimo dei fuggitivi di giornata ad arrendersi. E beffato sul traguardo com'era successo sull'Etna a Visconti, alla terza tappa, con un altro della Education First, l'ecuadoriano Jonathan Caicedo. Allora lo Jonathan beffante, non quello beffato. Quarta fuga su quattro andata in porto dopo quelle di Caicedo, Ganna e Dowsett. Nella generale, qualcosina è successo: Almeida ha 39" di vantaggio ma sull'olandese Wilco Kelderm...

FOOTBALL PORTRAITS - Pressley, BraveHearts

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Esploso tardi, il capitano dei Cuori di Midlothian incarna il simbolo dei “Jambos” e i valori più cari al calcio britannico: grinta, agonismo e determinazione. L’anti-Keane, se ne esite uno, è lui di Christian Giordano  © , Guerin Sportivo   ©  (2006) “The Captain of Her Heart”, il Capitano del suo cuore, cantavano con successo (l’unico) i Double nel 1985. Il compianto zurighese Felix Haug scrisse quelle parole per una ragazza, ma oggi fanno pensare al carismatico condottiero dei Cuori: Steven Pressley. “Chewbacca” (come l’irsuto personaggio di Guerre stellari) o, più di recente, “Elvis” (giocando sul cognome), non è solo l’anello di congiunzione tra la tradizione e la nuova proprietà legata al magnate russo, cresciuto in Lituania, Vladimir Romanov. È il cavaliere senza macchia e senza paura (anche se, dopo un paio di errori dal dischetto, per un po’ ha lasciato i rigori ...

LEGGENDE: CHARLIE GEORGE, IL MITO RIBELLE

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https://www.agentianonimi.com/leggende-charlie-george-mito-ribelle/ "Acqua? Soft drinks? Bevande al ginseng? Ma stiamo scherzando? Ai miei tempi nel dopogara ci si accendeva sempre un bel sigaro, un paio di pinte e poi si andava di roba invecchiata".  Forse basterebbe questa sua citazione per descriverlo ma non è da noi scrivere due righe e pubblicare una foto; per chi non lo avesse capito stiamo parlando del Re di Highbury… Charlie George.  Nato a Islington il 10 ottobre 1950, Charlie è un vero local lad dell’Arsenal, un ragazzo del posto che tifa Arsenal e che nel 1966 entra nella squadra giovanile dei Gunners per poi ottenere un contratto da professionista nel 1968. Incarna il sogni di ogni tifoso e per questo motivo risulta sempre amato qualunque cosa combini… e ne combinerà tante…  Un animale da palcoscenico che per 8 anni incendierà Highbury con i suoi gol pesanti e con le sue litigate furiose con tutto e tutti. Dalla testata a Kevin Keegan, ...

Un Démarziano a Matera

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Di un millimetro (in realtà due centimetri, ndr) a Villafranca Tirrena alla quarta, di una macchina - e quasi per distacco - due giorni dopo a Matera.  È Arnaud Démare , 29enne campione nazionale di Francia, il più forte velocista del Giro #103. E dire che ai -2 km dall'arrivo, che pareva disegnato apposta per un bis di Ulissi o la prima di un Sagan, ma non questo Sagan, o un Michael Matthews (infatti secondo davanti all'ottimo Fabio Felline), Demare sembrava tagliato fuori. Invece, riportato dentro grazie ancora allo straordinario Jacopo Guarnieri e al resto del treno Groupama-FDJ - forse il migliore del gruppo - non solo è rientrato ma ha bruciato tutti, con una superiorità disarmante. Ha dovuto faticare per rientrare anche la maglia rosa, João Almeida, involontariamente tamponato dallo statunitense Brandon McNulty mentre il portoghese s'era accostato per sistemare la radiolina. Anche qui, decisivi i compagni, che lo hanno scortato nel suo quarto giorno in rosa. Dietro, ...

Démare, questione di millimetri

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Il Giro #103 lascia la Sicilia con la prima volata e quattro tappe mai banali. Nei 140 km da Catania a Villafranca Tirrena, solo lo strappo di terza categoria, Portella Mandrazzi, poi giù in picchiata verso lo sprint vinto - al fotofinish, per due centimetri - dal 29-enne campione nazionale francese Arnaud Démare . Quest'anno già secondo agli Europei, primo alla Milano-Torino e al nono successo stagionale.  Ancora una volta piazzato, come dietro Diego Ulissi ad Agrigento alla seconda tappa, Peter Sagan, che si consola con la maglia ciclamino della classifica a punti.  Per lo slovacco continua il 2020 senza vittorie. Come per Elia Viviani, quinto dietro Davide Ballerini e Andrea Vendrame . Sette gli italiani nella top ten. E italiana, di Jacopo Guarnieri , è la regia per il successo di Demare, che sfrutta anche il buco creato dall'azione - non programmata - di Miles Scotson, loro compagno alla Groupama-FDJ. Programmati invece i 2" di abbuono conquistati, e dichiarati alla ...

SEVENTIES - Troppo elementare, Watson

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di Christian Giordano, Indiscreto.it Attaccanti si nasce, difensori si diventa. La prova vivente dell’assunto si chiama David Vernon Watson . Nato il 5 ottobre 1946 a Stapleford, Nottinghamshire, “Big Dave” comincia in Football League da centravanti del Notts County, la squadra della sua città. Due anni dopo, nel 1968, lasciato il club del Meadow Lane per il Rotherham United, è il manager dei Millers, Tommy Docherty, ad arretrarlo centrale difensivo per sfruttarne il colpo di testa. Uno dei migliori di quella generazione. E al Sunderland, Bob Stokoe si adegua.  Coi Black Cats ancora in Second Division, Watson alza a Wembley la FA Cup 1973 dopo aver battuto 1-0 (gol di Ian Porterfield al 31’) un Leeds United zeppo di nazionali. Ma è il cuore - più che il senso della posizione, l’arte di staccare fuori equilibrio e l’attitudine a far ripartire l’azione - a farne un idolo del "Roker Park". Per i media, invece, sarà sempre un giocatore "negativo". Per gli avv...

Ganna dei miracoli

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Un ragazzo d'oro come la sua bici, Filippo Ganna. "Bolide" essa, bolide lui. Signore del tempo: a 24 anni, campione d'Italia, del mondo e prima maglia rosa al Giro d'Italia numero 103. E la dedica al "suo" Piemonte devastato dal maltempo. In otto giorni, dominatore - da strafavorito - al mondiale di Imola al cronoprologo siciliano: 15,1 km da Monreale a Palermo.  Una cronodiscesa che al Giro aveva un unico precedente, la picchiata giù dal Poggio che il patron Torriani s'inventò nell'87. Azzardo mai più replicato perché ritenuto troppo pericoloso. Vinse Stephen Roche ; rosa al giro, giallo al tour, iride al mondiale austriaco di Villach. Sulle strade spazzate dallo scirocco, l' arc-en-ciel di Ganna s'è dipinto di rosa già dal via in Strada ferrata, con quel rapportone "impossibile": 60x11 per uno sviluppo massimo di 11,651 metri a pedalata e punte di velocità - in discesa - ai 106 km orari. Ganna ha chiuso in 58,831 kmh di media...

Wolfsburg vs. Augsburg: probable line-ups, match stats and LIVE blog!

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https://www.bundesliga.com/en/bundesliga/news/wolfsburg-augsburg-live-line-ups-stats-weghorst-brooks-niederlechner-13076 Latest / WOLFSBURG Wolfsburg may be yet to taste victory in the Bundesliga in 2020/21, but Oliver Glasner's side are also undefeated after draws with Bayer Leverkusen and Freiburg .  The Wolves are also looking to bounce back from the disappointment of a UEFA Europa League play-off defeat to AEK Athens in midweek.  Last season's top scorer Weghorst is still chasing his first goal of the domestic campaign with Josip Brekalo the only Wolfsburg player to find the back of the net in the Bundesliga.  Both should start at the weekend having played on Thursday, with Admir Mehmedi continuing in the No.10 role.  First-choice goalkeeper Koen Casteels could be missing, though, after he pulled up with a knee problem in the warm-up before the Freiburg game. Pavao Pervan is on standby.  Ridle Baku joined from Mainz on Thursday and could be an immedi...

SEVENTIES - Tony Brown, bomber coi baffi

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https://www.indiscreto.info/2010/04/i-gol-con-il-baffo-di-tony-brown.html «The moment I walked into  The Hawthorns  I felt I was home»    –  Tony Brown di Christian Giordano  © - Indiscreto.it  © Rainbow Sports Books  © Dici “Brown Bomber” e nella boxe pensi subito a Joe Louis , leggendario - appunto - bombardiere nero USA re dei massimi negli anni Trenta-Quaranta. Ma nel calcio l’unico e solo Bomber Brown è il recordman del West Bromwich Albion per reti (218) e presenze (574) in 17 anni al "The Hawthorns".  Paradigmatico figlio della Black Country, Anthony “Tony” Brown nasce a Oldham il 3 ottobre 1945, quindi un mese e un giorno dopo la fine della Seconda guerra mondiale.  Carattere introverso, etica del lavoro infinita, cresce a Manchester afflitto da una forma d’asma. Per curargliela il medico lo incoraggia a fare sport. Prescrizione corretta: a 14 anni, quando Tony è già una promessa, la ma...