Tu sì che Valgren
C'è del buono in Danimarca.
Dopo il 4 su 4 in salita del re in rosa Jonas Vingegaard, ecco il gran numero di Michael Valgren.
Ai -1100 metri dal traguardo di Andalo, anticipa la volata degli altri cinque superstiti della fugona (inizialmente a 28) di giornata.
Il danese se ne va a tutta controvento, Andreas Leknessund perde l'attimo e chiude secondo come a Fermo dietro Jhonatan Narváez e a Verbania sverniciato da Alberto Bettiol, con lo stesso Valgren poi quarto.
Commossa e commovente, all'arrivo, l'esultanza mostrando il Pokéball-talismano verde (con inserti rosa Education First-EasyPost) donatogli dal figlioletto dopo il terribile incidente del 19 giugno 2022: quarta tappa de La Route d'Occitanie, rischio di necrosi e protesi all'anca sinistra, e dieci mesi senza corse.
Primo successo al Giro e decimo in carriera per il 34enne che a palmarès vanta un primo (2018) e un secondo posto (2016) alla Amstel Gold Race, il bronzo mondiale 2021 dietro Julian Alaphilippe e Dylan van Baarle; e quest'anno la tappa di Mombaroccio alla Tirreno-Adriatico in solitaria davanti a Isaac del Toro e Matteo Jorgenson. Là 141 km al vento, qui ben 169, a Verbania addirittura 189.
La quarta tappa oltre i 200 km è stata anche la grande occasione sfiorata per Damiano Caruso: 38 anni e non sentirli; terzo nella volatina al traguardo, irrompe in top ten nella generale, nono a 8'34", subito dietro a Davide Piganzoli, miglior italiano, a 7'57" dal suo capitano Vingegaard.
C'è del buono anche in Italia. Basta solo saperlo, e volerlo, aspettare.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO ©
mercoledì 27 maggio 2026 ©



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