Tadéjà-vu sul Tourmalet: macerie à la Merckx



"È stato un atto gratuito. Tutto si è sbriciolato in macerie, compresi i piani dei suoi avversari e il concetto stesso di competizione”. Jacques Goddet così su Eddy Merckx dopo il tappone del Tourmalet, 17a frazione del Tour 1969.

Delorean avanti di 57 anni e sul "Souvenir Goddet", stesse "macerie, e avversari sbriciolati con il concetto stesso di competizione".

Cambia il Cannibale, non lo scenario. Per lo spettacolo (e la concorrenza): apocalittico.

Il fido Isaac del Toro accelera ai -43,2 km, Tadej Pogačar scatta ai -42,7 km e fa il vuoto. Tadéjà-vu, seconda tappa e di nuovo in giallo come a Le Angles alla terza.

Solita cavalcata solitaria e Tour mai nato già alla sesta: 186 km da Pau all'inedito Gavarnie-Gèdre con 5 GPM (compreso l'Aspin) e 4150 metri di dislivello.

E record sul gigante dei Pirenei sbriciolato: 43'12" contro il suo stesso 45'32" del 2023.

Jonas Vingegaard è secondo a 2'38" all'arrivo, dove nemmeno ha più la forza per pedalare gli ultimi metri; e a 2'42 nella generale. Isaac del Toro, terzo a 2'57" sprinta per togliere i 4" di abbuono a Remco Evenepoel; e ora il "Torito" è terzo pure in classifica, a 3'27"; il belga è quarto a 3'30", Juan Ayuso quinto a 3'34" e il baby Paul Seixas sesto a 3'55".

L'ex maglia gialla Torstein Træen, arrotatosi in discesa ai -20 km col compagno Tobias Halland Johannessen, ha chiuso a mezzora. E non ripartirà.


Tadej ha spianato il Tourmalet spingendo 420 watt, Vingo 380, Seixas 399. Cose che noi umani... Tadéjà-vu.

PER SKY SPORT 24 ©, CHRISTIAN GIORDANO ©
Giovedì 9 luglio 2026

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