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Vince e Pelli, fratelli di strada

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“Quante volte le ho sentite da te “Pelli” per uno scatto di troppo quando ero giovane e le forze erano talmente tante nelle mie gambe che mi sembrava di poter spaccare il mondo? Quando arrivai 21enne alla Liquigas, eri già lì, un punto di riferimento. Mi piacevano il tuo modo di correre, la tua capacità di vedere la corsa, la tua professionalità. Spesso ci mettevano in camera assieme. E i consigli arrivavano puntuali. «Stai attento a quando attacchi, non sprecare energie “Vince”. Sei forte, ma...».  C’ero, nel 2007, quando alla Maddalena vincemmo la cronosquadre e Gasparotto prese la maglia rosa. Quell’anno ci prendemmo il Giro d’Italia con Di Luca, fu la nostra prima grande vittoria anche se, prima della partenza della carovana rosa dalla Sardegna, resta per me indimenticabile la fuga insieme al GP di Larciano in Toscana dove alla fine tu mi lasciasti la vittoria.  Eravamo ancora insieme, tu e io, al Giro 2008 quando prendesti la maglia rosa ad Agrigento, nella m...

Rockets book excerpt: Rudy Tomjanovich and moving on from The Punch

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https://www.houstonchronicle.com/texas-sports-nation/rockets/article/Rockets-book-excerpt-Rudy-Tomjanovich-and-moving-13315028.php By Jonathan Feigen , Houston Rockets Beat Reporter Oct 17, 2018 In a Dec. 9, 1977 game, Lakers forward Kermit Washington (right) threw the punch that altered Rudy Tomjanovich's career and changed both their lives. Editor's note: The following is an excerpt from Houston Chronicle staff writer Jonathan Feigen's upcoming book "100 Things Rockets Fans Should Know & Do Before They Die." The book will be released Oct. 23. For more information or to order a copy please click here . Kermit Washington reached his hand—that right hand , the hand that changed everything—toward Rudy Tomjanovich. This time, Tomjanovich smiled, happy to see it. Nearly 25 years after Washington turned and landed the punch that nearly killed Tomjanovich, changed both their lives, and forever altered the way the sport looked at the sort of on-court violence that h...

Lombardia 2018: Pinot à la Nibalì

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«Solo la vittoria è bella», s'è tatuato sul braccio destro. Se in Italia, come 7 delle sue 27 in carriera da pro’, ancora di più.  Settimana fantastica per Thibaut Pinot : la Milano-Torino mercoledì davanti a Miguel Ángel López e al neocampione del mondo Alejandro Valverde; il Lombardia il sabato, in solitaria con 32" su Vincenzo Nibali e 43" sul belga Dylan Teuns, qui secondo al Piccolo Lombardia 2014 dietro Moscon. Quel Moscon oggi sfortunato nel forare al momento forse decisivo. Per il 28enne della Groupama-FDJ, già terzo al qui nel 2015, è la prima Monumento, l’ultima di una stagione per lui - finale di Giro a parte - magica: cinque successi, tra cui il Tour of the Alps (ex Giro del Trentino) e due tapponi alla Vuelta (Lagos de Covadonga e Andorra/Naturlandia).  Pinot ha vinto à la Nibalì, per lui «un simbolo» più che l’avversario che stima di più.  Ai -50 km, sul Muro di Sormano ha risposto al morso dello Squalo e sul Civiglio, ai -14 km, ha piantato...

Giro di Lombardia: Nibali per il tris, c’è Valverde, occhio a Moscon

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https://www.gazzetta.it/Ciclismo/11-10-2018/giro-lombardia-2018-guida-percorso-300589534968.shtml Da Bergamo a Como, 241 km durissimi per l’ultimo Monumento della stagione. Il podio del Mondiale con Bardet e Woods, Pinot in gran forma, Mollema e gli olandesi: grande spettacolo. Ultimo trampolino, a 3 km dall’arrivo, lo strappo di Monte Olimpino di LUCA GIALANELLA LA GAZZETTA DELLO SPORT, 12 ottobre 2015 E così siamo arrivati alla 112a edizione : il Giro di Lombardia, nato nel 1905 nel segno del “Diavolo Rosso” Giovanni Gerbi su Rossignoli e Ganna , non ha rivali in Italia. Soltanto la Parigi-Roubaix, tra le corse Monumento, ha più edizioni: 116. E quelle tre cifre testimoniano la grandezza della Classicissima delle foglie morte, con un percorso che profuma di leggenda soltanto a guardare la cartina. La Milano-Sanremo debutta sul panorama ciclistico nel 1907, il Giro d’Italia nel 1909 . Tre giganti che ci rendono orgogliosi. E se il volo di Coppi è sempre stato legat...

Stars line up for final showdown at Il Lombardia – Preview

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http://www.cyclingnews.com/races/il-lombardia-2018/preview/ Nibali, Pinot and Valverde among the favourites for the Italian Monument It's called Il Lombardia these days, but what was known to English speakers as the Tour of Lombardy for so long remains one of the sport's oldest and most romantic of one-day races, enjoying the poetic nickname of 'The Race of the Falling Leaves'. Autumn wouldn't seem like the ideal time for one of the best races of the season, but the scenery – with the race based around the stunning Lake Como , which includes the climb of the magnificent Ghisallo – as well as the opportunity to see the new world champion in their fresh white jersey with the rainbow stripes, which in this case is Movistar 's Alejandro Valverde , makes this a must-see event for fans, whether on the roadside or at home in front of the TV. While many of the big names have already drawn their seasons to a close by this point, either through fati...

IL LOMBARDIA 2018 – PARTENTI E TV COLLEGATE

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http://www.ilombardia.it/it/notizie/il-lombardia-annunciati-partenti-e-tv-collegate/ 12 ottobre 2018 Ufficializzato oggi l’elenco dei partenti della 112esima edizione de Il Lombardia NamedSport, organizzato da RCS Sport / La Gazzetta dello Sport e in programma domani 13 ottobre con partenza da Bergamo e arrivo a Como dopo 241 km su un percorso molto selettivo (4.000 m di dislivello). L’ultima Classica Monumento della stagione, sarà una vera e propria rivincita del Mondiale di Innsbruck-Tirol, con l’intero podio della rassegna iridata al via. Oltre a Valverde figurano infatti Romain Bardet e Michael Woods tra gli sfidanti al campione uscente Vincenzo Nibali .  Accanto ad essi, tra i moltissimi nomi di spicco, vi sono Gianni Moscon, Thibaut Pinot, Adam Yates, Enric Mas, Rigoberto  Uran  Uran , Tim Wellens, Primoz Roglic, Rui Costa, Wilco Kelderman e Bauke Mollema. IL PERCORSO Partenza da Bergamo in direzione sud attraversando nei primi 40 km ...

Un auto con trasporto carrozzina: il sorriso di Sharon, la sua forza

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https://www.facebook.com/donate/264057954217813/273154473308161/ Raccolta fondi per Sharon Racamato. IBAN:  IT44G0306967684510334351141 (intestato a Romina Mauri, la mamma di Sharon, c/o Banca Intesa San Paolo) POSTA PAY 4023600953818269  (c.f. Romina Mauri, la mamma di Sharon: MRARMN82D58F704L)

MAESTRI DI BASKET - Addio a Tex Winter, il Triangolo sì (2018)

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AMAZON https://www.amazon.it/Hoops-Portraits-Ritratti-basket-americano/dp/1731583168/ref=monarch_sidesheet SPOTIFY https://open.spotify.com/episode/2fSpiEaRKULIiChbAowuaz di CHRISTIAN GIORDANO © SKY SPORT 24 © Sarà stato per la pelle così liscia e gli occhi tanto vividi, ma ha sempre dimostrato 25 anni di meno. Forse perché è sempre stato - almeno - un quarto di secolo avanti a tutti. E forse perché su quella pelle i raggi ultravioletti han inciso ben poco: una vita in palestra, la sua. Devota al basket, il suo grande amore con cui la moglie Nancy, i figli Chris, Brian e Russ e i tre nipotini hanno sempre saputo di dover convivere. Texano di Wellington, classe '22, Morice Fredrick "Tex" Winter era più un figlio della Grande Depressione che della guerra, ma la fame l'ha assaggiata, e soprattutto per questo mai ha rifiutato un pasto gratis: ne conosceva il valore, e il prezzo. Winter se n'è andato a 96 anni, e la sua eredità - tecnica e umana ...

A NEW FRENCH FOREIGN LEGION IS BORN

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by SAM DANSIE Procycling UK, November 2018 Stefan Küng, Niki Terpstra, André Greipel : some big international names are heading to French teams in 2019. This is good news for those teams and racing in general. High-calibre foreign riders on French teams have been a rarity. After the rash of new signings, Marc Madiot, Groupama-FDJ’s chief complained in L’Equipe that, “For a long time we didn’t have access to these riders. Their agents didn’t come to see me.” If anything, some of the best French riders looked to foreign teams: Julian Alaphilippe and Warren Barguil’s careers began on Low Countries squads. So what does the change of tide show? Probably that the French teams have shed their reputation as old school operators who lagged behind on matters of sports science and training. Also that the teams are stable. Ag2r's budget is steady and increasing. At the start of the year, FDJ welcomed Groupama as a headline sponsor on a three-year contract. Direct Energie said...

Modrić unites and divides a nation

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World Cup star still due in court charged with perjury by James Montague in Zagreb WORLD SOCCER, September 2018 As soon as the day had broken, rain fell heavily and steadily in Zagreb. But that didn’t matter. Tens of thousands of people still streamed into Ban Jelacic Square six hours before kick-off. A stage and a big screen had been set up, as it had all through Croatia’s incredible run in the 2018 World Cup. Big crowds had greeted Croatia’s victory against the hosts Russia, on penalties, in the quarter-finals, and even more arrived for the semi-final comeback against England, celebrating wildly with flares and smoke bombs. But this would be the biggest and the most important. This, after all, was the World Cup Final.  The bars and cafes that surround the capital’s main square were full of fans who had come not just from around the country but from across the world. The diaspora , many of whom were children ...

Connie Hawkins: Flying Outside

http://www.espn.com/classic/000707hawkins.html Thursday, August 31 By Ron Flatter Special to ESPN.com "He was Julius before Julius. He was Elgin before Elgin. He was Michael before Michael. He was simply the greatest individual player I have ever seen," says Philadelphia 76ers coach Larry Brown on ESPN Classic's SportCentury profile of Connie Hawkins airing today at noon (and Sept 2 at 4 a.m. ET and Sept. 3 at 5 a.m. ET. He was Jordan before Jordan, Dr. J before Dr. J. But despite his prodigious talent, basketball showman Connie Hawkins was not allowed to grow into his prime on the sport's greatest stage. While he eventually got there, it was long after he had been forced to pay unnecessary dues outside the NBA. That's because the league blackballed him for years though he was guilty of nothing more than knowing a master fixer. The 6-foot-8, 215-pound Hawk had to display his skills off Broadway, on the playgrounds of New York, as...

Layups: More Info on Connie Hawkins

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http://www.espn.com/classic/s/addhawkinsconnie.html Wednesday, November 19, 2003 By Ron Flatter Special to ESPN.com Signature Game March 29, 1970 - After waiting his turn to play in the NBA, Connie Hawkins faced a daunting task at the end of his first season with the second-year Phoenix Suns. In the first round of the playoffs, the Suns faced the Los Angeles Lakers of Wilt Chamberlain, Jerry West and Elgin Baylor. Anyone who thought Hawkins was some kind of minor-league wunderkind coming out of the ABA was proven wrong in Game 2 at the Forum in Inglewood , Calif. Against a front line of Chamberlain, Baylor and Happy Hairston, the 6-foot-8 Hawkins put on a dazzling performance. Racking up 34 points, 20 rebounds and seven assists, he led the Suns to a 114-101 upset that evened the series. "That was the greatest individual performance I've ever seen," said Suns coach Jerry Colangelo. Odds 'n' Ends Hawkins' performance in ...

Pallone d'oro 2018: Modrić o doppietta Bleus?

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L'edizione 2018 del Pallone d'oro, trofeo tornato dal 2016 alla rivista che nel 1956 lo ideò, sarà assegnato il 3 dicembre pescando dalla lista di 30 candidati che France Football - per puro clickbaiting - ha pubblicato a blocchi scaglionati di cinque giocatori.  Non stupisce l'assenza di Italia (assente al mondiale dopo sessant'anni) e Germania, campione uscente che a Russia ha fatto una figuraccia epocale. Comandano i francesi: 6 campioni del mondo (Lloris, Varane, Kanté, Pogba, Mbappé e Griezmann), più Benzema cui Deschamps ha preferito Giroud (anche) per il noto affaire-Valbuena, ma da tre anni vincitore della Champions League col Real Madrid;  Non per caso il club più rappresentato; 8 le nominations merengue : oltre al croato Modrić e ai francesi Benzema e Varane, anche gli spagnoli Sergio Ramos e Isco, il brasiliano Marcelo e il gallese Bale. La Liga, con 14 candidati, guida la graduatoria dei campionati, davanti agli 11 della Premier League, ...

SEVENTIES - Perryman, medaglie al valore

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di CHRISTIAN GIORDANO Probabilmente il più continuo e leale giocatore che gli Spurs abbiano mai avuto, Steve Perryman detiene il record all-time per presenze con gli Spurs. Aveva già fatto il suo debutto contro il Sunderland nel settembre 1969 quando giocò nella squadra che vinse la FA Youth Cup del 1970. Perryman era uno membro degli Spurs che vinsero la League Cup 1970/71 e 1972/73 e la Coppa UEFA 1971/72. Nell’estate del 1972 conquistò, contro la Germania Est, il primo dei suoi 17 caps con l’Inghilterra Under 23; e dopo aver giocato la finale di Coppa UEFA 1974, la partenza di Martin Peters nel marzo 1975 vide Perryman succedergli come capitano. Anche se il club fu retrocesso alla fine della stagione 1976/77, Perryman la riportò in First Division al primo tentativo. Tornato in massima serie, Perryman passò da giocare da difensore centrale a terzino destro e fu quello il suolo in cui si godette alcuni degli highlights della sua carriera, capitanando gli Spurs alle...

SEVENTIES - Platt, Boro colato

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di CHRISTIAN GIORDANO Il giovane portiere irlandese Jim Platt aveva impressionato parecchia gente mentre giocava per il Ballymena e aveva interessato un bel numero di club importanti, incluso il Liverpool. Ma le sue tre settimane di prova al club dell’Anfield furono seguite dalla firma di Ray Clemence dallo Scunthorpe United che fece saltare ogni accordo. Tuttavia, la perdita del Liverpool i rivelò il guadagno del Middlesbrough col manager del Boro, Stan Anderson, che nel 1970 per assicurarsene i servigi scucì 7.000 sterline.  Dopo una prima stagione di nostalgia ai margini, Jim Platt rilevò la maglia numero uno da Willie Bingham dopo appena due mesi della stagione 1971/72. Dopo due successive sconfitte nelle quali aveva subìto sette gol, Anderson mise dentro Platt e ne seguirono due candidissimi clean sheets. La forma di Platt tra i pali finì gli valse il premio di Giocatore dell’anno del club alla fine della stagione.  La stagione seguente Platt fu sempre p...

HOOPS MEMORIES - Celtics '57, nasce "The Dinasty"

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di CHRISTIAN GIORDANO Nonostante un backcourt di All-Star come Bob Cousy e Bill Sharman i Boston Celtics non raggiunsero mai le finali NBA prima della stagione 1956-57, quando arrivò Bill Russell a dare alla squadra quei rimbalzi che le erano sempre mancati per fare strada nei playoff. Ma quell’anno ad offrire un importante contributo alla causa biancoverde fu anche un’altra matricola doc, l’ala di 2 metri “Tommy Gun” Heinsohn, che non a caso vinse il premio di Rookie of the Year. Con il frontcourt rinnovato per due terzi, i Celtics di Red Auerbach vinsero agevolmente la Eastern Conference e “spazzarono” via (4-0) Syracuse nelle semifinali dei playoff. Nella serie finale si sarebbero trovati di fronte proprio quei St. Louis Hawks (primi ad Ovest a pari merito con altre due formazioni, nonostante un record perdente di 34-38) che, ironia della sorte, al draft gli avevano ceduto i diritti su Russell in cambio di Ed Macauley e di Cliff Hagan. I Celtics erano i grandi favori...