I Lakers venduti a 12,5 mld e l’“ombra del trumpismo”


FOTO LAPRESSE - “Luka Magic” e “Hillbilly Kobe” 
I due giocatori più pagati dei Lakers: Luka Doncic e Austin Reaves

IL GIALLO 
IL VENDITORE È FINITO IN UN’INCHIESTA FEDERALE...

La squadra di Los Angeles passa ancora di mano: va a Bob Iger (ex Disney) e a Josh Kushner, fratello di Jared, che voleva “privatizzare” i Mondiali di calcio

13 Aug 2026 - Il Fatto Quotidiano
Marco Palombi

Se uno guarda bene le cose non è proprio come se Donald Trump avesse messo i piedi nell’odiata Nba, la lega di basket statunitense, piena di suoi oppositori e contro cui ha pubblicato decine di post in questi anni, ma certo i due nuovi proprietari di una delle squadre più importanti al mondo, i Los Angeles Lakers – Josh Kushner e Bob Iger – non sono certo estranei al mondo degli affari trumpiano, specie nella versione sfacciata di questo secondo mandato.

CI TORNEREMO, ma intanto va detto che la vendita (manca solo l’approvazione della stessa Nba) è avvenuta – com’è obbligatorio per la squadra di Hollywood, il cui miglior periodo sportivo, gli anni 80, va sotto il nome di Showtime – con una svolta improvvisa e inattesa: la squadra era stata venduta solo un anno fa al finanziere Mark Walter dagli storici proprietari, i Buss, famiglia litigiosa e con tasche troppo poco profonde per un’industria diventata ricchissima. Anche le cifre sono hollywoodiane: valutata nel 2025 per oltre 10 miliardi di dollari, un record, ora la franchigia viene quotata a 12 miliardi e mezzo e Walter ne intasca due di plusvalenza in un solo anno, peraltro non indimenticabile dal punto di vista sportivo e specie per chi ha vinto 16 titoli nella sua storia.

Qual è il motivo del ripensamento improvviso di un finanziere che a Los Angeles possiede anche la squadra di basket femminile (Sparks) e quella di baseball (i Dodgers, vincitori degli ultimi due campionati)? Mistero, nel suo comunicato di addio non fa cenno ai motivi della vendita, ma molti, a partire dalla rete sportiva ESPN, collegano l’improvvisa uscita di scena del miliardario cresciuto nell’iowa a un’inchiesta federale a suo carico (a Hollywood il giallo si porta sempre bene): la Procura di Manhattan e la SEC, l’autorità di Borsa, indagano su Guggenheim Partners (360 miliardi di asset gestiti, il cuore dell’impero di Walter) e due sue compagnie assicurative, contestando scorrette comunicazioni al mercato e alcuni affari intragruppo.

E qui si può passare ai compratori. Josh Kushner è il fratello minore (e socio) di Jared, marito di Ivanka Trump, figlia di, ex consigliere e oggi spicciafaccende internazionale del suocero presidente. Josh, in realtà, si è sempre definito un “liberal”, un democratico in sostanza, e sua moglie – la modella e imprenditrice dei media Karlie Kloss – ha pubblicamente appoggiato sia Hillary Clinton sia Joe Biden. Josh Kushner è grande sostenitore di Israele (suo fratello è il promotore del ridicolo “piano di pace” per Gaza) e di recente è finito sotto i riflettori per il tentativo del presidente della FIFA, Gianni Infantino, ormai una specie di cheerleader trumpiana, di vendere ai privati un pezzo dei mondiali di calcio: il partner doveva essere proprio la Thrive Capital di Josh Kushner. Il tentativo, come noto, per ora è stato bloccato.

Anche il suo partner d’investimento, Bob Iger, il manager che ha creato Disney come la conosciamo (cioè un colosso in odore di monopolio), ha una storia liberal. Eppure alla fine del 2024, subito dopo le presidenziali, Iger decise di pagare 15 milioni di dollari a Trump per chiudere una fantasiosa causa presentata da The Donald contro la tv ABC, controllata da Disney. Fu sempre Iger a decidere di sospendere il late show di Jimmy Kimmel per una battuta (peraltro innocua) sull’omicidio dell’attivista di destra Charlie Kirk subito cavalcata dalla Casa Bianca. Insomma, i nuovi proprietari dei Lakers saranno magari dei liberal, ma di quelli assai sensibili al girare del vento e dei soldi.

“Siamo tifosi NBA da sempre”, hanno spiegato i due, che finora s’erano interessati alla squadra che la lega intende creare a Las Vegas in futuro. Nel loro comunicato Kushner e Iger citano Jerry Buss, il proprietario che creò i Lakers super-vincenti dello Showtime e poi di Shaquille O’Neal e Kobe Bryant, e sua figlia Jeanie Buss, che al momento della vendita dell’anno scorso aveva strappato un accordo per restare presidente della squadra fino al 2030. La prima reazione dei tifosi non è stata positiva: politica a parte, Kushner e Iger sono debuttanti nello sport e un nuovo periodo di transizione societaria non è proprio quel che serve a una squadra che ha poco tempo per sfruttare gli anni (sportivi) migliori della sua superstar, Luka Doncic.

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Star Luka Doncic, 27 anni, perno dei Lakers di oggi. 
A lato Magic Johnson, 66, 5 titoli negli anni 80, i tempi dello “Show time”

LAKERS DA RECORD VENDUTI ALLA CIFRA PIÙ ALTA DI SEMPRE

13 Aug 2026 - La Gazzetta dello Sport 
Di MASSIMO BRIZZI AFP

Miliardi di dollari a palate. Come i popcorn consumati con modalità smodate durante le partite alla Crypto.com Arena, l’ex Staples Center di Figueroa Street. È lì, Downtown Los Angeles, non lontano dal Memorial Coliseum, l’epicentro della vendita che in questo caldo agosto sta scuotendo i mercati dello sport. Americano e no. I Los Angeles Lakers passano di mano. La franchigia gialloviola della NBA cambia padrone a soli 14 mesi dalla sua precedente cessione. Parlavamo di record assoluto allora, metà giugno 2025, per quella somma a doppia cifra messa sul piatto, 10 miliardi di dollari (8,67 miliardi di euro), ribadiamo il concetto ora. L’assegno staccato fissa ancora più in alto l’asticella del primato per la vendita di una squadra dello sport USA: 12,5 miliardi di dollari, in doppia cifra pure in euro: 10,8 miliardi. Somma da capogiro, offerta da due uomini di affari americani, Josh Kushner e Bob Iger, per acquisire più di una squadra: in ballo c’è un simbolo dello sport mondiale, un brand che travalica i confini dei parquet, per molti un sogno.

L’affare, svelato da ESPN e in dirittura d’arrivo previa, scontata, approvazione dell’assemblea dei proprietari NBA, è il più costoso di sempre per una franchigia dello sport americano, battendo, come detto, di diventare i custodi dei Los Angeles Lakers, una delle franchigie più iconiche del mondo - le parole di Kushner e Iger -. Abbiamo un immenso rispetto della leadership di Jerry e Jeanie Buss. Il nostro impegno è di costruire su quella visione, competere al massimo livello e servire questo team, i suoi tifosi e la città di Los Angeles», Visione: va oltre i pick&roll, le triple e i risultati del campo e si proietta nella valorizzazione di un marchio planetario e del suo profitto correlato.

Josh Kushner, 41enne fratello del genero del presidente Usa Donald Trump che Gianni Infantino voleva coinvolgere nello ‘spacchettamento’ del Mondiale di calcio, è proprietario del fondo Thrive Capital che controlla asset per oltre 60 miliardi di dollari ed è anche attualmente un azionista di minoranza dei Miami Heat, quota che per le regole Nba dovrà quindi vendere. Iger, 75 anni, è lo storico Ceo che ha portato la Disney a diventare il colosso dell’intrattenimento con le acquisizioni di Pixar, Marcel, Lucasfilm e Fox, ed è affiancato a Kushner dallo scorso anno: sembravano puntare la nuova franchigia Nba di Las Vegas, ma hanno chiuso per i Lakers. Parliamo di una realtà da 17 titoli, dietro solo il record di 18 dei Boston Celtics, ma soprattutto della squadra Nba con il maggior seguito al mondo, soprattutto in mercati in espansione come quello cinese, con un contratto tv per i diritti locali da 200 milioni di dollari l’anno e un marchio dal valore di 1 miliardo di $: il top nel mondo del basket e fra i primi 5 brand dello sport globale. Da Kareem Abdul-Jabbar a Magic Johnson, passando per Shaquille O’Neal e Kobe Bryant, fino a LeBron James e il nuovo totem Luka Doncic: a Figueroa Street si vuol vincere, stupire e sognare. In grande e pure in eccesso. La coppia Kushner-Iger l’ha appena dimostrato. Preparate i popcorn.

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I nuovi padroni tra fondi e Disney

Gli acquirenti dei Lakers, Josh Kushner (in alto), padrone del fondo Thrive Capital e pure in possesso di una quota dei Miami Heat (che deve cedere), e Bob Iger (sopra), ex Ceo Disney

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