Post

CR700

Immagine
Vabbè, dai, troppo facile, ma come esimersi: CR700. Dopo il gol numero 699, al Lussemburgo, nel suo ex "José Alvalade" di Lisbona, era quasi scritto che la cifra tonda arrivasse all'Olimpisky di Kiev. Meno scontato, magari, che il 95esimo col Portogallo arrivasse su rigore e coincidesse con la sconfitta per 2 a 1 con l'Ucraìna, ora aritmeticamente prima nel Gruppo B delle qualificazioni europee. Settecento gol in 976 partite ufficiali in carriera, senza contare i 2 in 3 presenze con l'Olimpica nel 2004. Il più vicino in attività, ma ancora lontano, è, neanche a dirlo, "quello là", come di solito si chiamano fra loro i dioscuri di una stessa èra: al secolo Lionel Messi, fermo - ma per poco - a 672. Il Settecento di CR nei pro' comincia a 17 anni, 17 anni fa: il 7 ottobre 2002, Sporting-Moreirense 3-0. La pietra miliare numero 100 arriva allo United in FA Cup contro il Tottenham. Tutte in Liga col Real Madrid quelle nume...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Gli Scapigliati: Baronchelli

Immagine
https://www.amazon.it/gp/offer-listing/1087075408/ref=tmm_pap_new_olp_0?ie=UTF8&condition=new di SIMONE BASSO ©  IN FUGA DAGLI SCERIFFI ©  Rainbow Sports Books ©  Con quell’espressione un po’ così, con quella faccia un po’ così, Giovanbattista Baronchelli (che Adriano De Zan pronunciava come una poesia marinettiana) fu uno dei corridori-simbolo del moserismo.  Per descriverlo la parola incompiuto rende perfettamente l’idea: un patrimonio, per il ciclismo tricolore, lasciato a macerare in un contesto che ne esaltò i difetti atavici.  Primo rivale del re di Palù, fu proiettato in una dimensione che mai gli appartenne: lui, il lombardo, così timido e introverso, contrapposto al trentino, campione feroce e aggressivo.  Finì malissimo per Tista e la contrapposizione tolse ai due, complessivamente, almeno un Giro d’Italia a testa.  Il dilemma di Gibì furono i risultati, tonanti, ottenuti precocemente e nonostante ...

Lombardia 2019 - Mollema all'italiana, Valverde e Bernal podio de rois

Immagine
Trentotto anni dopo Hennie Kuiper '81, per rivedere un olandese in cima al Lombardia, quinto e ultimo "monumento" del calendario, è servita un'azione all'italiana: in contropiede. Bauke Mollema, ai -18,5 km dei 243 km su e giù per sei colli da Bergamo a Como (Gallo, Brianza, Ghisallo, Sormano, Civiglio, San Fermo della Battaglia, tornato quest'anno), ha infilato i big, troppo impegnati a squadrarsi in cagnesco per cogliere l'attimo. Fuggito via con il quasi 33enne (26 novembre) capitano della Trek-Segafredo, prossima squdara di Nibali, lo Squalo primo due volte sulle strade di casa e secondo un anno fa. Ma, come previsto, in giornata-no, confermata dalla borraccia che per poco non lo faceva arrotare con Benoot. Mollema è scappato via alla Nibali, e i tardivi attacchi dei favoriti Roglic (ai -9,5) e Valverde ai (-4,5) non hanno fatto altro che lanciarlo verso il suo primo successo individuale del 2019, il terzo dopo la staffetta mista oro ...

2000 E UNO, SOLO AL COMANDO: L’ODISSEA DI REMCO EVENEPOEL

Immagine
https://www.sport-e-cultura.com/2019/10/11/2000-e-uno-solo-al-comando-lodissea-sotto-lo-sguardo-di-tutti-di-remco-evenepoel/ di SIMONE BASSO, 11 ottobre 2019 Sabato 4 agosto 2019, sei giorni dopo l’incoronazione di un colombiano di ventidue anni (il più giovane dell’èra moderna) sui Campi Elisi, Egan Bernal , si corre una classica del circuito World Tour. San Sebastián , che dagli anni Ottanta – dall’89 nell’allora Coppa del Mondo – segue la Grande Boucle , è un su e giù feroce per i monti baschi prima dell’arrivo in spiaggia. La Movistar dell’eterno Alejandro Valverde guida il forcing, in attesa dell’ultimo gipiemme, e le telecamere cercano – con un senso dello spettacolo, della sceneggiatura, che sa di predestinazione – Remco Evenepoel. Il belga si era staccato, la salita precedente, e rientra, con le borracce nella maglietta (da sporgere ai suoi, rimasti nel plotoncino di testa). Il classe 2000, sul falsopiano che precede Murgil Tontorra segue l’allungo di Toms Skuj...

Il Lombardia 2019

Immagine
di Luca Gialanella La Gazzetta dello Sport Sono i 70 chilometri finali più belli del ciclismo mondiale.  Sali sul Ghisallo e in cima trovi la Chiesetta della Madonna protettrice dei ciclisti, i tre busti in bronzo di Coppi, Bartali e Magni, e il Museo del ciclismo voluto proprio da Fiorenzo Magni.  Sullo sfondo, le Grigne, aspre, e il lago di Como.  Poi arriva il Muro di Sormano, un’erta che guarda al cielo con quelle punte al 25% e una strada strettissima dove i tifosi condivi - dono il respiro dei corridori.  La picchiata verso Nesso è una palestra, lunga 13 km, per aspiranti campioni.  E infine il Civiglio, una lama che fa male in salita e soprattutto in discesa. Mettiamo tutto insieme e scopriamo il finale del Giro di Lombardia numero 113, la Classica delle Foglie Morte (prima edizione 1905) che tra i cinque Monumenti è preceduta nel mondo soltanto dalla Parigi-Roubaix (117).  In questa edizione ritorna il finale classic...

1961, Taccone e Massignan al Lombardia più duro di sempre

Immagine
http://allezmagazine.altervista.org/vito-taccone-e-imerio-massignan-storia-del-lombardia-piu-duro-di-sempre/?doing_wp_cron=1576493176.9854629039764404296875 Taccone e Massignan assieme a Fontoni sulla Colma di Sormano  articolo di Luca Pulsoni tratto da Allez-operazione ciclismo È un inverno gelido quello che accoglie il decennio d’oro. Gli anni del boom, dei blue jeans, dei Beatles e della Grande Inter di Helenio Herrera. Vincenzo Torriani saluta gli anni ’60 pensando alle sue amate creature, Milano-Sanremo, Giro d’Italia e Giro di Lombardia. Ognuna di queste porta via notti insonni, giornate trascorse a studiare, comprendere, scovare, escogitare. Come se tutto, all’improvviso, non bastasse più. La Sanremo aspetta una vittoria italiana da sette anni . È divenuta preda ambita dei forti velocisti belgi. Il patron pensa ad un nuovo epilogo per liberare la Classicissima dall’egida della prevedibilità. Ecco, dunque, la trovata del secolo: poco prima di entrare nella ...

ADDIO A UGO COLOMBO, FU PROFESSIONISTA E DIESSE DI SARONNI

https://www.tuttobiciweb.it/article/1570709085 Tuttobiciweb - 10/10/2019  Si è spento Ugo Colombo, ex professionista e direttore sportivo. Nato a San Giorgio su Legnano,il 22 febbraio 1940, è stato professionista dal 1964 al 1974. Ottimo gregaio, in particolare di Franco Bitossi alla Filotex, vinse tre tappe al Giro d'Italia, concludendo la corsa rosa al quinto posto nel 1969 e addirittura al terzo nel 1971. Nel suo palmares anche tappe al Tour de Suisse, al Tour de Romandie e alla Volta Ciclista a Catalunya, oltre a due edizioni consecutive della Coppa Placci (1970 e 1971). Conclusa la carriera agonistica, Colombo è salito in ammiraglia per guidare la mitica Pozzi di patron Gianni Pozzi alla quale approdò Beppe Saronni: fu proprio lui, con Carlo Chiappano ed Ernesto Colnago, l'artefice del passaggio del giovanisimo Saronni al professionismo con la Scic. Colombo ha lottato, con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto, con una malattia che si è rivela...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Gli Scapigliati: Bontempi e Rosola

Immagine
https://www.amazon.it/dp/B07XP5GBYG Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books, 160 pagine - kindle, amazon.it – € 9,90 In un ciclismo a scartamento ridotto, costruito per esaltare le doti del dinamico duo, si esaltarono più o meno involontariamente i kamikaze delle volate: i celeberrimi cento metri di buio morale, in pieni anni Ottanta, ebbero un periodo di fortuna sfacciata.  (...) Guido Bontempi e Paolo Rosola furono la crema della specialità e nacquero entrambi nello stesso paesino del Bresciano, Gussago: malgrado condividessero l’attitudine, i due (caratterialmente) sembrarono subito gemelli diversi. Introverso e silenzioso l’alfiere della Carrera-Inoxpran, estroverso e caciarone l’altro. Guidone, a dispetto dei santi, fu il corridore tricolore più affidabile a livello internazionale nel dopo-Moser e prima della maturazione di Moreno Argentin. Il Rosola i...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Gli Scapigliati: Lubberding

Immagine
https://www.amazon.it/dp/B07XP5GBYG Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books, 160 pagine - kindle, amazon.it – € 9,90 Erano gli anni dei tulipani da esportazione, degli eredi di Jan Janssen : duri a morire, sempre presenti a Tour e classiche ( Joop Zoetemelk e lo stesso Hennie Kuiper ) e pirati delle strade nordeuropee à la Jan Raas e Gerrie Knetemann .  Una scuola di talenti disposti a tutto per passare il traguardo prima degli altri, con una borsa di trucchi alcune volte oltre l’indecenza (chiedetelo al Battaglin di Valkenburg ’79).  Corsari dell’asfalto, rodati dal vento e dalle piogge di quei luoghi dal panorama meravigliosamente monotono, il Giovanni fu il più fico dell’ultima sfornata, comprendente talenti come Peter Winnen e Henk Lubberding , quest’ultimo lombrosianamente gemello di Johan van der Velde .  Il biondone-bis della Raleigh necessita d...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Gli Scapigliati: Visentini

Immagine
https://www.amazon.it/dp/B07XP5GBYG Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books, 160 pagine - kindle, amazon.it – € 9,90 Roberto Visentini, da Gardone Riviera, fu l’avanguardia luddista di quel decennio: corridore ed essere umano complicati da descrivere, rappresentò l’antidoto ideale alla noia omertosa che ammorbò il periodo.  Classe 1957, il ritratto perfetto del corridore italico di quei dì: talentuosissimo ma zeppo di blackout caratteriali, zavorrato sul piano tecnico dall’inconsistenza agonistica di quel movimento così provinciale.  Eppure il gardesano arrivò nei pro’, a soli vent’anni, con le stimmate del super: primo iridato junior della storia, anche campione nazionale della categoria e poi a cronometro nei dilettanti.  (...) Il diesse della Carrera-Inoxpran, convinto delle doti di Roberto, per anni sfidò i sorrisi ironici dei sapientoni del...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Gli Scapigliati: Baronchelli

Immagine
https://www.amazon.it/dp/B07XP5GBYG Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books, 160 pagine - kindle, amazon.it – € 9,90 Con quell’espressione un po’ così, con quella faccia un po’ così, Giovanbattista Baronchelli (che Adriano De Zan pronunciava come una poesia marinettiana) fu uno dei corridori-simbolo del moserismo.  (...) Arrivò tra i grandi ancora bambino, reduce da un’accoppiata Giro baby-Tour de l’Avenir mai realizzata prima. Il problema forse fu quell’impatto clamoroso, deflagrante, con il circo dei pro’.  L’esordio al Giro 1974, nemmeno ventunenne, alimentò nei suoi riguardi speranze messianiche.  (...) Il giorno del giudizio universale fu il tappone delle Tre Cime di Lavaredo, che arrivò con una generale corta e Eddy, reduce da una bronchite primaverile, in rosa pallido.  (...) Amarcord. Alcuni, per esempio Ernesto ...

SESSANT’ANNI DI PALLA CON ESTRO E DEVOZIONE

Immagine
https://www.sport-e-cultura.com/2019/10/03/sessantanni-di-palla-con-estro-e-devozione/?fbclid=IwAR0asL0ogemTkFKrCnuwNt5ZUGkcdyaenUdiGUj9fh2-G_mO98Sg2kW8Y5g di  Simone Basso , 3 ottobre 2019 Oggi celebriamo la devozione, facendo le distinzioni del caso: vorremmo spiegare l’Eurolega ai bambini, ma il solo pensiero di occuparci dei federali (...), di politica sportiva, ci manda ai pazzi. Allora, la risolviamo con un giochino: la pretesa di scegliere uno starting five per decennio è tale, avendo ambizioni solo di stimolare il ricordo (e il confronto) storico, recidendo – per il senso del ridicolo – qualsiasi comparazione col basket pre-Ignis Varese.  Non come nel foot , dove i fessi si sono convinti che l’attuale Champions League sia la Coppa dei Campioni che fu, come se gli altri tornei continentali non fossero (mai) esistiti, ma la tendenza – wikipedistica, ovvero priva di ermeneutica sull’argomento – si è diffusa pure tra gli appassionati della palla con est...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Gli Scapigliati: Battaglin

Immagine
https://www.amazon.it/dp/B07XP5GBYG Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books, 176 pagine (...) Battaglin si rivelò sull’erta del Carpegna al Giro d’Italia 1973, quando da neoprofessionista duellò gomito a gomito con un irresistibile Eddy Merckx. Quella corsa rosa lo impose subito all’attenzione, terzo sul podio finale dopo i dioscuri Eddy e Felice.  (...) Inesperto capitano della Jolljceramica, si ritrovò a gestire le pressioni di un ambiente che vide in lui un fuoriclasse da Tour: corse molto, male, e fu consigliato ancora peggio.  Un dottore novello-Frankenstein tentò di trasformarlo in una macchina da guerra: il risultato, icaresco, si esplicò in un’inconcepibile, assurda, due giorni al Giro del 1975.  Vinse volando a quasi quarantanove di media la cronometro di Forte dei Marmi, vestendo un rosa che parve definitivo, e poi, il g...