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Una Bergen mondiale

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di SIMONE BASSO Il Giornale del Popolo, 23 settembre 2017 Bergen verso il clou della festa: il sabato le donne, l'indomani i professionisti. In Norvegia c'è più pubblico sulla strada in cinquanta metri, prendendo un tratto a caso del percorso, che in tutta la rassegna iridata a Doha 2016. L'ultima (e unica, prima di quest'anno) volta che i Mondiali furono ospitati dal Regno fu il 1993: un altro secolo, un altro universo. Furono Campionati storici, con un incrocio (curioso) di storie e di uomini. C'erano ancora i dilettanti, la categoria degli under 23 sarebbe stata creata nel 1996, a Lugano, e la gloriosa Cento Chilometri - una sorta di Formula Uno della bicicletta - era prossima alla resa. Tra i Grandi, Epolandia era diventata realtà, crudele ma sottaciuta e necessaria (...). Eravamo a Oslo e si arrivava dalla seconda doppietta Giro-Tour consecutiva di un irresistibile Miguel Indurain e dall'annata della carriera di Maurizio Fondriest,...

Rooney ritorna a Old Trafford - Un tributo tra le difficoltà

di STEFANO BOLDRINI, La Gazzetta dello Sport, 17 settembre 2014 Le parole di José Mourinho sono il miglior tributo ai 13 anni vissuti da Wayne Rooney al Manchester United e al suo primo ritorno da ex all’Old Trafford , il teatro dove il sogno di uno degli ultimi prodotti di calcio da strada è diventato realtà: «Mi auguro che riceva il tributo che merita. Rooney non è solo il miglior marcatore della storia dello United: è uno dei (suoi) giocatori più importanti di sempre». RICORDI  Il portoghese ha detto molto con 48 ore di anticipo, ma non poteva raccontare tutto. Non poteva certo mettersi a fare il contabile e ricordare i 253 gol del centravanti di Liverpool in 559 partite , i successi di squadra – 5 Premier, una Champions, un Mondiale per club, una Europa League, 4 Coppe di Lega, una FA Cup, 6 Community Shield – e quelli personali, gli stipendi da favola che hanno fatto di Rooney il calciatore inglese più ricco nel pianeta . E neppure poteva accennare al trasferiment...

BERGEN2017. MAGLIA AZZURRA, SI TORNA ALL'ANTICO

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http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=news&tp=n&cod=104969 PROFESSIONISTI | Dopo la fortunata esperienza delle maglie bianche - culminata con l'oro olimpico di Elia Viviani - la Nazionale Italiana torna all'antico e a Bergen indosserà nuovamente la maglia azzurra. La nuova divisa, che è stata realizzata da Castelli, porta sul petto il nome degli sponsor azzurri, Suzuki ed Enervit. “Il ciclismo italiano è più vitale e in salute che mai, capace di conquistare consensi anche in settori che fino a poco tempo fa ci vedevano ancora comprimari – dice il Presidente Di Rocco – Un esempio sono le 55 medaglie vinte nel 2017 dalle nostre Nazionali ad oggi. Iniziare da questo record è il modo migliore per affrontare l’avventura a Bergen con la consapevolezza del nostro valore”. OBIETTIVI AZZURRI – VOCE AI CT Salvoldi CT Settore Femminile – Investire sui giovani talenti Uno delle eccellenze del movimento ciclistico italiano è, senza dubbio, il settore ...

Rooney: a great talent that was never truly fulfilled

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by Brian GLANVILLE THE VOICE OF FOOTBALL - World Soccer, September 2017 It was a bitter irony that Wayne Rooney’s salient international career moment was frustrated by a crude Portuguese tackle in the 2004 European Championship quarter-finals in Lisbon . Till then Rooney seemed to be reaching the crescendo of his talent; the greatest seen of an English player since the doomed Paul Gascoigne.  Now, with a record number of goals and a great profusion of caps , he has decided to retire from international football, returning to his local Everton team for which he had once been a sensationally precocious debutant. He had been only 16 when coming on at Goodison Park as a substitute against Arsenal and winning the match with a shot of phenomenal power and accuracy.  Sven-Goran Eriksson, then England’s manager, ignored the cautious pleas of the Everton manager David Moyes and picked Rooney as a 17-year-old , first as a substitute against Australia and tiny Liechten...

JOHAN CRUIJFF E LA REINVENZIONE DELLO SPAZIO

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http://www.minimaetmoralia.it/wp/johan-cruijff/#respond di Gabriele Santoro mercoledì, 6 settembre 2017  Johan Cruijff sapeva accendere la fantasia come pochissimi altri. Ogni suo movimento con il pallone, che Nureyev associava alla danza, era totale e produceva un’eco di emozioni che non si è spenta. Esiste un riconoscimento costante per il gioco dell’Ajax forgiato da Rinus Michels, cuore e anima del Calcio Totale, per una civiltà calcistica avanzata che ha sedotto il mondo, segnando non solo la storia dei Paesi Bassi con il vero fine della bellezza. Non conta soltanto vincere, ma soprattutto come lo si fa. «Correvano e si passavano la palla in un modo insolito, seducente, scorrevano attraverso il campo seguendo traiettorie ricercate, intricate, ipnotiche», scrive David Winner nel bel saggio Brilliant Orange (minimum fax, 362 pagine, 18 euro, traduzione a cura di Fabio Deotto), che è pure un’anatomia della nazione olandese capace del coraggio e dell’ingegno ...

Vuelta: bis di Froome, Nibali da podio

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Signore del tempo e della generale, Chris Froome. Il più forte, non solo a cronometro - e si sapeva - ma, sin qui, anche della Vuelta 2017. La maglia rossa ha chiuso i 40,2 km dal Circuito de Navarra a Logroño in 47 minuti netti, a 51,319 km/h di media. Un mostro. Secondo, a 29 secondi, un altro specialista come l'olandese Kelderman, terzo nella generale a 2'40". Si sono difesi benissimo Nibali, terzo all'arrivo a 57" e sempre secondo nella generale, ma ora a 1'58"; poi Zakarin e Contador, quarto e quinto sia al traguardo (a 59 secondi) sia in classifica: a 3'07" il russo, a 4'58" lo spagnolo, all'ultima recita della carriera. Il capitano del Team Sky, che a luglio aveva vinto il Tour senza successi di tappa, in Spagna ha già concesso il bis. E non è finita. Nibali e gli altri hanno ancora tredici salite per scalzarlo dal trono. Ma sarà dura, durissima: almeno quanto l'Alto de Los Machucos già mercoledì e l...

Coleen minaccia di mollare Rooney

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Extra Time, La Gazzetta dello Sport, 5 settembre 2017 Non contento di essere stato arrestato ubriaco al volante la settimana scorsa (motivo per il quale apparirà in tribunale il prossimo 18 settembre), ora Wayne Rooney, 32 anni a ottobre, rischia pure il divorzio. Stando infatti ai tabloid, la moglie Coleen (incinta del loro quarto figlio) non avrebbe per niente gradito che il marito fosse alla guida dell’auto di Laura Simpson, quando è stato fermato dalla polizia ed è convinta che lui avesse ben altre intenzioni che limitarsi ad accompagnare a casa la ragazza incontrata al Symposium Bar. Da qui la decisione di Coleen di passare il fine-settimana a casa dei genitori con i tre figli (Kai, quasi 8 anni, Klay, 4, e Kit, 1) per chiarirsi le idee. Mentre il Sun riporta di un calciatore in pena «perché convinto che il matrimonio sia ormai finito». E a puntare il dito contro l’attaccante dell’Everton, ex Manchester United e primatista di gol in nazionale (53), è anche lo psicolog...

GIOVANNETTI E LA VUELTA CHE NESSUNO SI ASPETTAVA

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https://sport660.wordpress.com/2017/09/03/giovannetti-e-la-vuelta-che-nessuno-si-aspettava-nel-1990/ di Nicola Pucci 3 settembre 2017 Quando si presenta ai nastri di partenza della Vuelta 1990, Marco Giovannetti altri non è che il vincitore della cronometro a squadre – sui 100 km – alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, associato a Marcello Bartalini, Eros Poli e Claudio Vandelli. Da quei giorni illuminati di gloria a cinque cerchi il gigante milanese, classe 1962, è passato professionista con la casacca dell’Ariostea nel 1985 e nel 1987 ha colto a Tasch al Giro di Svizzera e in due prove del Trofeo dello Scalatore le uniche vittorie in carriera. Certo, ha pure evidenziato buone doti non solo di passista, ma pure di scalatore, a dispetto della stazza, se è vero che nei quattro anni precedenti, dopo il 14-esimo posto al debutto proprio nel 1985, ha chiuso per quattro volte consecutive nei primi dieci della classifica generale del Giro d’Italia, sesto nel 1987 e nel ...

PREFACE - ISSUE 233 / SEPTEMBER 2017

Procycling,  ISSUE 233 / SEPTEMBER 2017 EDWARD PICKERING  EDITOR The ’17 Tour is growing on me. The GC never quite ignited, save for Peyragudes. But the more I look back at the race, the more I appreciate its texture and complexity. Sometimes a Tour improves with age, like wine and cycling journalists.  I like Chris Froome. He’s a great athlete and intelligent company. I even have a soft spot for his style of pedalling – there’s a rhythmic spiky angularity to it which is more jazz than classical but that’s the thing about cycling and music – there’s room for everyone. However, I find Sky’s tactics boring and Froome’s detachment frustrating, even if I understand why he rides and acts the way he does. Of the four Tours he’s won, I only really enjoyed last year’s in terms of the GC. That downhill attack! That crosswind escape with Sagan! Running up the Ventoux! These showed me that Froome is not just a rare physical talent, he is also a racer. There was no suc...

Gianluca Bortolami

http://www.museociclismo.it/content/articoli/11136-Gianluca-Bortolami/index.html Nato a Locate Triulzi (MI) il 28 agosto 1968. Passista veloce. Alto 1,80 m. per 74 kg. Professionista dal 1990 al 2005 con 35 vittorie. Grandi qualità sul passo, le brevi salite e uno spunto veloce degno, per il fondo a monte, di poter emergere su sprint a gruppi ristretti. In altre parole, un uomo da classiche. Questa è la sintesi estrema di Gianluca Bortolami, un corridore dal buon palmares che avrebbe potuto vincere di più se non avesse, spesso, incontrato sulla sua strada la sfortuna. A contribuire a frenare il proprio ruolino professionistico, anche un carattere accomodante, una certa introversione ed una disponibilità verso il gioco di squadra, che non avevano altri vincenti, molto meno dotati di talento rispetto a lui. Uno che esplose presto, prestissimo e che, forse, come molti, ha pagato l'unicità ciclistica nel suo rapporto con lo sport a livello giovanile. Basto citare che ad 11 anni vi...

Adelante, con juicio. Il successo di un’azienda passa da scatole e bar

https://www.ilfoglio.it/economia/2017/08/24/news/adelante-con-juicio-il-successo-di-unazienda-passa-da-scatole-e-bar-149517/ “Azienda ricca, famiglia povera”. Dal nonno Giovanni che diceva di volere lasciare tutto allo zio prete fino a Gianluca. La storia di Carrera jeans, tra crisi e passaggi generazionali di Emmanuel Exitu Il Foglio, 24 agosto 2017 Il nonno Giovanni, che si occupava di tutt’altro, un pomeriggio fece il giro dei nipoti per dare l’imprinting a tutti: “Caro mio, ti voglio tanto bene perciò quando muoio andrà tutto allo zio missionario in Congo. Stai tranquillo che non ti lascio niente”. Gianluca Tacchella esplode con risata luccicante a cento denti, un gigante di 49 anni e quasi due metri con spalle e bicipiti in sospetto di palestra: “Così il nonno ci sistemò tutti. E quando a qualcuno il successo dava un po’ alla testa, cantilenava: ‘ azienda ricca, famiglia povera ’ ma soprattutto ‘attenti che chi cade dalla montagna si fa più male di quello che cade ...

¡Hasta la Vuelta, siempre!

Un quarto e tre secondi posti (l'ultimo nel 2016 fa fra Quintana e Chaves), e con essi la sensazione di incompiutezza, di lavoro non finito. Una sensazione da cancellare con una storica doppietta che manca da 39 anni e lo accumenerebbe a Jacques Anquetil '63 e Bernard Hinault '78, gli unici nella storia a vincere - nella stessa stagione - Giro di Francia e Giro di Spagna. Altri tempi, altro ciclismo: la Vuelta a España era in aprile e si correva in preparazione al Giro o al tour, dal 1995 è invece l'ultima grande corsa a tappe prima del mondiale. I big della generale ci sono tutti, tranne Landa e Quintana - il campione uscente - che ha fallito il doblete Giro/Tour piazzandosi però secondo nella corsa rosa. Correre tutti e tre i grandi giri, sarebbe stato troppo anche per il colombiano che con l'arrivo di Landa sembra sempre più lontano dalla Movistar. Ci sono Bardet e Barguil, rispettivamente terzo e maglia a pois al Tour, e Chaves, sul podio sp...

Il capolinea inglese di Rooney

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http://blog.guerinsportivo.it/calcio/2017/07/10/il-capolinea-inglese-di-wayne-rooney di  Stefano Olivari   Abituati a leggere di nuovi acquisti che hanno sempre tifato per la squadra che li ha acquistati, con tanto di autoriduzione dell’ingaggio, dobbiamo segnalare i rari casi in cui queste situazioni corrispondono a verità. Uno di questi è quello di Wayne Rooney, appena tornato all'Everton dopo 13 anni al Manchester United, per indossare la maglia numero 10 che fu del suo idolo Duncan Ferguson.  Giocando per la squadra allenata da Ronald Koeman guadagnerà la metà, anche se ancora non si conoscono le cifre esatte, di quanto prendeva a Manchester e un quarto della più bassa offerta ricevuta dalla Cina: a quasi 32 anni è presto per andarsi a seppellire in un campionato minore, ma la sensazione è che Rooney non farà una scelta simile neppure a 40. Che cosa gliene importa dei "nuovi mercati"? Lui ha il suo. Rooney infatti non si può spiegare soltanto dal ...

NBA star LeBron James swipes at President Trump while calling for unity after Charlottesville tragedy

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Sntv -  16/08/2017 - 05:18 GMT Sandusky, Ohio, USA. 15 August 2017. LeBron James, Cleveland Cavaliers Forward "I know there's a lot of tragic things happening in Charlottesville, North Carolina . I just want to speak on it right now. I have this platform and I'm somebody that has a voice of command and the only way for us to get better as a society and for us to get better as people is love. And that's the only way we're going to be able to conquer something as one. It's not about the guy that's the so-called president of the United States , or whatever the case. It's not about a teacher that you don't feel like cares about what's going on with you every day. It's not about people that you just don't feel like want to give the best energy and effort to you. It's about us. It's about us looking in the mirror. Kids all the way up to the adults. About all of us looking in the mirror and saying,'What can we do better...

Johnny “Red” Kerr, la grande freddura

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di CHRISTIAN GIORDANO In America li chiamano one-liners , barzellettieri. E nella categoria, Johnny Graham “Red” Kerr, forse il più citabile fra giocatori ed ex NBA, è stato uno degli interpreti più continui e convincenti. Ritenerlo però soltanto un comedian  mancato sarebbe fare un torto alla sua carriera di iron man . Per oltre undici stagioni non saltò neanche una gara: 844 consecutive, seconda striscia di sempre (ma allora un record), e avrebbe potuto essere più lunga se Paul Seymour,  il 4 novembre 1965, non l'avesse interrotta preferendogli, nel frontcourt dei Baltimore Bullets, Jim Barnes e Bob Ferry nella sconfitta di 11 contro i Boston Celtics. L'esclusione aveva sorpreso e deluso la squadra, ma coach Seymour si era poi difeso adducendo la presunta distorsione a una caviglia di Kerr, che invece l'ha sempre negata. A precisa domanda su che cosa lo avesse motivato negli undici anni senza saltare una partita, Johnny rispose à la Kerr: «Temevo che mia mog...