SVEN SCHULZE: MAI UN'ALLEANZA CON LA AFD MA DOBBIAMO OCCUPARCI DEI TEMI CARI A CHI LA VOTA



Una protesta contro la AFD che alle regionali 
in Sassonia-Anhalt è data favorita
EPA Sven Schulze.

Parla il governatore della Sassonia-Anhalt, Sven Schulze. Alternative für Deutschland è favorita in vista delle regionali

«Con Ulrich Siegmund è importante parlare dei problemi concreti 
su cui lui e il suo partito hanno dimostrato di essere molto deboli»

dalla nostra inviata
TONIA MASTROBUONI
La Repubblica  - Martedì 1 settembre 2026 
Pagina 13

HALLE (SASSONIA-ANHALT) - Il governatore della Sassonia-Anhalt, Sven Schulze, è reduce dal primo duello in tv con il suo rivale, lo Spitzenkandidat ("candidato di punta" o "candidato principale", ndr) della AFD, Ulrich Siegmund. E secondo qualcuno, lo sfidante della CDU è riuscito a spegnere il sorriso al leader dell'ultradestra in Germania: lo ha stracciato su temi concreti. Peraltro, se è vero che la AFD continua a svettare al 40% nei sondaggi - quasi 20 punti sopra la CDU - è vero anche che nelle indagini sulla popolarità dei singoli politici, Schulze batte Siegmund. In vista delle elezioni regionali del 6 settembre, il 48% dei cittadini in Sassonia-Anhalt vorrebbe che Schulze continuasse a fare il governatore - solo il 32% gli preferirebbe il leader della AFD. In ogni caso, il leader della CDU mette in chiaro che «non ci sarà alcuna collaborazione con la AFD».

- Schulze, come tanti populisti, Siegmund preferisce muoversi nella sua bolla di destra. E in effetti, nel primo duello alla tv pubblica con lei non è riuscito a rispondere a domande su temi cruciali come l'economia.

«Esatto, con Siegmund è importante parlare di temi concreti. Perché lui e la AFD hanno dimostrato più volte di essere molto deboli quando si tratta di questioni di merito. Non solo in tv, ma anche in altre occasioni. Alla Camera dell'Artigianato o alla Camera di Commercio e dell'Industria, Siegmund non si è proprio presentato! Perché sa benissimo che non possiede la cosa più importante che si possa avere in politica, ovvero idee concrete per affrontare le sfide del futuro».

- Escludete, come CDU, di allearvi con la AFD?

«Non ci sarà alcuna collaborazione con la AFD. Mai. Ciò non significa però che non dobbiamo riflettere su come affrontare meglio le tematiche care agli elettori della AFD».

- Ad esempio?

«Ad esempio, l'immigrazione».

- Ma avete il 9% di immigrati.

«Sì, ma non possiamo pur sempre dare questa risposta. Non possiamo dire "inutile parlare di immigrazione perché da noi riguarda solo il 9% delle persone".  Potremmo parlarne, ad esempio, in modo positivo. L'importante è parlarne, non rimuoverlo». 

C'è una campagna, "voto tattico", che invita a votare la SPD o i Verdi per garantirgli l'ingresso nel Parlamentino regionale e scongiurare il fatto che la AFD conquisti la maggioranza assoluta dei seggi. In fondo, conviene anche a lei e alla CDU: avreste più chance di restare al governo. Che cosa ne pensa?

«Capisco le sue argomentazioni ma no, io preferisco ovviamente che gli elettori votino la CDU».

- Quanto è pericolosa la AFD?

«C'è una chiara classificazione dei Servizi Segreti Interni: la AFD va considerata un partito di estrema destra. Ma torniamo ai programmi, o meglio, alla mancanza di programmi. Sulla carenza cronica di manodopera qualificata, la AFD sostiene che dobbiamo semplicemente fare di nuovo più figli e il problema si risolverà da solo. Ora: se anche tutte le donne della Sassonia-Anhalt dovessero partorire improvvisamente più figli, il problema sarebbe risolto tra 20 anni».

- Sì, è anche un punto tipico della propaganda di Giorgia Meloni. Ma a proposito di governi nazionali: quanto incide l'impopolarità di Merz sulla debolezza della sua CDU?

«Ultimamente, per fortuna, ci stiano concentrando sui temi locali. Ed è un bene. Ma per troppo tempo le querelle del governo Merz hanno oscurato la nostra campagna elettorale».

- Non per difendere Merz, ma non è un po' in trappola? Se annuncia riforme incisive come quella sulle pensioni, ha mezzo Paese contro - compresi voi governatori CDU dell'Est. Se non fa nulla, viene massacrato ugualmente.

"No, il tema è un altro. Le faccio un esempio. Se il governo annuncia una tassa sullo zucchero e poi si scopre che si applicherebbe anche sulla Coca Cola Zero, la gente si chiede: ‘Ma che diavolo stanno combinando?' E cose così accadono continuamente. Non parlo di riforme strutturali, che noi sosterremmo. Ma la sensazione che da Berlino danno è che non abbiano sotto controllo i problemi».

- Quanto potrà peggiorare la situazione nell'istruzione e nella cultura se la AFD salirà al potere?

«Molto: hanno idee radicali in questo campo e le cose potrebbero mettersi molto male se dovessero vincere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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