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Fraile à la Bartali

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Bella bella, l'undicesima tappa. A Ginettaccio Bartali, quei 161 km dalla sua Ponte a Ema fino a Bagno di Romagna con 4 GPM, sarebbe piaciuta, anche se poi, in classifica generale, non è che sia successo granché. Con ancora la crono del giorno prima nelle gambe, e alla vigilia della tappa più lunga di questa edizione, ecco la fuga alla prima salita. E' quella buona. Nel finale Kangert raggiunge e prova a infilare i gran combattenti di giornata: lo spagnolo Omar Fraile, il portoghese ex iridato Rui Costa e il francese Rolland.  Ordine rispettato all'arrivo, con Fraile (da due anni re degli scalatori alla Vuelta) che questa tappa l'aveva cerchiata di rosso: nel 2015 aveva vinto a Ponte Decimo il Giro dell'Appennino davanti a Stefano Pirazzi e a Damiano Cunego, ultimo suo successo assieme alla quarta tappa alla Quattro giorni di Dunquerque, sempre nel 2015. La classifica generale ha provato a scuoterla Vincenzo Nibali, che sul Monte Fumaiolo ha cercato ...

Dumoulin, la Farfalla che punge come un'ape

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Era strafavorito, e non l'ha solo vinta la prima crono di questo Giro. Ha rivoluzionato la classifica come neanche Etna e Blockhaus messi assieme. E dire che Tom Dumoulin, la Farfalla di Maastricht per la perfetta levità con cui fluttua in un tutt'uno con la bici, prima del via si sentiva bene ma non benissimo. Invece, ha chiuso i 39.8 km vallonati da Foligno a Montefalco, con leggera ascesa finale al 2%, rifilando 49" ad altri specialisti quali Geraint Thomas (stoico dopo la caduta di due giorni prima ai piedi del Blockhaus) e 56" a Bob Jungels. Si è difeso bene Vincenzo Nibali, sesto al traguardo a 2'07", sette secondi più dello sfortunatissimo Vasili Kiryienka, caduto stavolta poco prima del traguardo. Peggio del previsto Quintana, che, complice il rapportone, ha perso la maglia rosa dopo un giorno. Sul Blockhaus, il colombiano aveva staccato l'olandese di 24", ma contro il tempo Dumoulin - vicecampione olimpico a Rio2016 della spe...

ITALY: NOW IT’S A WAR!

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http://pelotonmagazine.com/travel-culture/from-inside-peloton-now-its-a-war/#.WNonXY5_tME.twitter https://pelotonmagazine.com/features/italy-now-its-a-war/ The dramatic inside story of Stephen Roche’s battle with Roberto Visentini at the 1987 Giro d’italia From issue 11  Words: John Wilcockson Illustrations:  Matthew Burton For several long moments, a distraught Stephen Roche sat silently in the passenger seat of his Carrera team’s Citroën, its door open, while his thin, muddied legs were wiped down by his personal helper, Patrick Valcke. The Irishman was still wearing the maglia rosa of the 70th Giro d’Italia, but he had just lost the lead to the defending champion, his teammate Roberto Visentini, in the stage 13 time trial from Rimini to San Marino . It was a humiliating defeat for Roche, who on that windy, rain-filled afternoon lost some three minutes to the Italian in 46 kilometers. Eventually, a wry smile brightened the Irishman’s mournful face, an...

Giro '87: The Sappada Affair

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http://www.podiumcafe.com/2011/6/6/2209374/Stephen-Roche The stats tell you that the 1987 Giro d'Italia was as a pretty dull affair. Three men wore the maglia rosa during the race, two from one team. It sounds processional, boring and dull. But the 1987 Corsa Rosa was a little gem. Grand Tours in which internecine squabbling tears a team apart and yet that team still comes out with one of their riders on top are things of beauty. by Feargal McKay @fmk_RoI Jun 6, 2011, 1:58pm EDT Look at almost any Italian Tour de France squad that featured both Fausto Coppi and Gino Bartali when the two were at the height of their powers. Look at the 1962 Vuelta a España when Jacques Anquetil was put to the sword by his own team-mate, Rudi Altig. Look at the 1962 Giro d'Italia, Nino Defilippis versus Franco Balmamion and the Carpano team being torn apart from within. Look at the 1986 Tour de France when La Vie Claire's Bernard Hinault messed with his team-mate Greg LeM...

Sul Blockhaus, Quintana in rosa e "strage" di polizia

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Doveva essere il tappone del Blockhaus , il secondo arrivo in salita dopo l'Etna, e primo vero test per gli uomini di classifica: 13 km all'8% medio con punte del 14% fino all'arrivo a quota 1665. Il monte delle "case di pietra" contro il brigantaggio post-Unità d'Italia è stato tutto questo, e molto, troppo, altro. Perché l'arrivo che cinquant'anni fa - sull'altro versante, quello meno duro - rivelò l'immensità di Eddy Merckx - non meritava un epilogo così condizionato dall'errore umano. Perché di questo si è trattato, non di fatalità: lì, sul ciglio della strada, la moto della polizia non si doveva fermare. I treni dei big tiravano a tutta per mantenere davanti e protetti ai piedi della salita i rispettivi capitani, e quando Wilco Kelderman del team Sunweb, la squadra di Tom Dumoulin , ai -14 km ha urtato il bauletto destro della moto, a domino ha buttato giù mezzo gruppo. La peggio l'hanno avuta Adam Yates, Mikel L...