Silvano Contini, l'anti-Tasso: non son legno di te
di CHRISTIAN GIORDANO © IN ESCLUSIVA per Rainbow Sports Books © Leggiuno. Stesso paesino del Giggirriva nazionale, destino diverso assai. Ma forse non troppo. Il silenzio come bene-rifugio: l'icona azzurra in quella Sardegna in cui mai sarebbe voluto andare e che invece mai più avrebbe lasciato, il rosa infranto nel Varesotto in cui ha sempre voluto vivere. Silvano Contini (15 gennaio 1958) è stato uno dei più grandi corridori italiani degli anni Ottanta. Quasi coetaneo di Beppe Saronni (22 settembre 1957), formava con Tommy Prim e Gibì Baronchelli il tridente spuntato della Bianchi che fino all'ultimo tentò di esautorare al Giro '82 il monarca assoluto Bernard Hinault. «Di quei tre non ne facevo uno», mi ha detto vis-à-vis il loro ex Sergente di Ferron, al secolo Giancarlo Ferretti. Un po' ingeneroso, però. Più fortunato nella vita privata che in bici, Contini. Reinventatosi - nel post-carriera - mastro artigiano del legno nella falegnameria di famiglia, la Prandi-Con...