Bundesliga 2026/27, le ragioni per seguirla
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La 64sima stagione del campionato tedesco a girone unico è alle porte. Perché seguirla?
ago 28, 2026
Endlich. Finalmente. Al contrario di quanto accade tradizionalmente la Bundesliga 2026/2027 è l’ultimo tra i migliori cinque campionati europei a cominciare. Ma perché seguire la massima serie tedesca? Ecco qualche ragione per farlo.
Bayern Monaco, (im)possibile non vincere
I bavaresi, già campioni nel 2025 e nel 2026, sono i favoriti numero uno per la conquista del Meisterschale.
Gli uomini di Vincent Kompany hanno dominato l’ultima stagione e hanno tutte le carte in regole per farlo anche nel 2026/2027.
La rosa ha perso Leon Goretzka, già ai margini del progetto e ha acquistato Ismael Saibari e soprattutto Nathaniel Brown, già in rete nella Supercoppa di Germania contro il Borussia Dortmund.
Due acquisti che si aggiungono a una squadra piena di talento offensivo, con Olise, Diaz e Kane, oltre a Musiala rallentato da un problema neurologico e che ha ancora mostrato limiti nella fase difensiva, con i centrali in difficoltà quando presi in velocità.
Più che sapere se vincerà il Meisterschale (al momento è difficile immaginare il contrario) interessante sarà vedere come proseguirà il processo di cambiamento e ringiovanimento avviato da Kompany.
Il belga ha fatto esordire tanti ragazzi provenienti dal Bayern Campus, ha lanciato Lennart Karl e in rampa di lancio c’è il senegalese Bara Sapoko Ndiaye, classe 2007, già visto sul finire della stagione passata, oltre a Tom Bischof, pronto per un posto da titolare.
E poi c’è l’ultimo ballo di Manuel Neuer, pronto al ritiro e che ha già un erede designato, Jonas Urbig.
Il “nuovo” Dortmund di Nils-Ole Book
I gialloneri nel 2025/2026 hanno concluso il campionato al secondo posto ma non hanno davvero mai impensierito il Bayern Monaco.
In primavera c’è stato un terremoto societario, con l’allontanamento di Sebastian Kehl dalla carica di DS e l’assunzione di Nils-Ole Book, l’uomo dietro l’ascesa dell’Elversberg.
Il 40enne, ex centrocampista in 2.Bundesliga, ha condotto una campagna acquisti, puntando sui giovani.
Il 19enne francese Gadou dal Red Bull Salisburgo, il 18enne ecuadoriano Lerma dall’Independiente del Valle, più Konstantinos Karetsas, talento offensivo classe 2007, capace di esordire con un gol che ha fatto già innamorare i tifosi del BVB; che a parte Karim Adeyemi non hanno ceduto alcun pezzo pregiato.
Una squadra con gli italiani Mané, Reggiani e soprattutto Samuel Inacio che Kovac ha schierato in Supercoppa con un 3-4-2-1 e che ha ampi margini di crescita e le qualità per far divertire.
Le altre inseguitrici:
chi può mettere paura al Bayern?
Il Bayern Monaco parte ancora una volta davanti a tutti. E probabilmente anche quest’anno la domanda non è tanto chi vincerà la Bundesliga, quanto chi riuscirà almeno a rendere meno solitario il viaggio dei bavaresi verso l’ennesimo Meisterschale. Il margine dell’ultima stagione è stato enorme: il Bayern ha chiuso con 16 punti di vantaggio sul Borussia Dortmund, secondo. Eppure alle sue spalle oltre al Borussia Dortmund ci sono altre tre squadre con motivi sufficienti per pensare di poter accorciare le distanze, due delle quali sono ripartite da una nuova guida tecnica.
Lipsia: ripartire da zero, o quasi
Dopo il terzo posto della scorsa stagione, il club ha deciso di interrompere dopo appena un anno il rapporto con Ole Werner e affidarsi a Martin Demichelis.
Poi è cambiato anche l’Head of Global Soccer del gruppo RedBull, con Klopp che ha lasciato il posto a Roger Schmidt.
L’argentino Demichelis conosce bene la Bundesliga: da giocatore ha disputato 174 partite con il Bayern e ha poi lavorato per tre anni nel settore giovanile bavarese.
Dopo le esperienze da allenatore con River Plate e Mallorca, torna dunque in Germania con l’obiettivo di rilanciare un progetto che ha perso alcune delle sue certezze.
La partenza di Yan Diomande, passato al Real Madrid, è una perdita pesante, ma la rosa conserva talento e profondità, anche se ci si aspetta ancora qualcosa dal mercato, oltre a Nkunku.
Stoccarda: la sorpresa che non vuole più essere sorpresa
Quarto nell’ultima Bundesliga e finalista di Coppa di Germania, lo Stoccarda ha ormai smesso di essere una meteora.
Il lavoro del direttore sportivo Fabian Wohlgemuth e dell’allenatore Sebastian Hoeneß, in panchina dall’aprile 2023, ha trasformato le ambizioni del club.
Il nipote di Uli (e figlio di Dieter) è uno degli allenatori più interessanti: calcio offensivo, coraggio, flessibilità tattica e soprattutto capacità di far crescere i giocatori.
Lo Stoccarda ha mantenuto gran parte dell’ossatura della squadra e ha aggiunto un elemento potenzialmente utilissimo come l’attaccante classe 2005 Dzenan Pejcinovic.
Il limite è rappresentato dalla Champions League: competere su tre fronti sarà un test completamente diverso. Ma proprio per questo, se il VfB riuscirà a reggere il doppio impegno, potrebbe diventare la mina vagante della stagione.
Bayer Leverkusen: il grande punto interrogativo
Il Leverkusen è la squadra sulla quale è più difficile fare una previsione.
Dopo la separazione da Kasper Hjulmand, il club ha scelto una strada a sorpresa: Carles Martinez, 42 anni, ex tecnico del Tolosa e con un passato nell’Academy del Barcellona.
È una scelta che racconta la volontà del Bayer di aprire un nuovo ciclo, senza cercare semplicemente un clone di Xabi Alonso. Martinez porta con sé un’idea di calcio molto intensa, fatta di pressing e lavoro sui dettagli. Ma il vero obiettivo sarà capire quanto velocemente riuscirà a costruire una squadra capace di competere ai vertici, anche perché fino all’ultimo giorno di mercato potranno entrare e uscire calciatori importanti: Palacios via, Diaby in arrivo, per citarne solo due, ma potrebbero ancora esserci una decina di operazioni.
Quattro inseguitrici, dunque, ma quattro storie molto diverse. Il comune denominatore sarà provare a fare qualcosa in più per mettere pressione al Bayern, magari partendo da un cambiamento di mentalità.
Come sostiene infatti, tra gli altri, l’ultimo CT della Germania dell’Est, Eduard Geyer, su Kicker, spesso il Bayern vince prima ancora di iniziare: “Mi irrita la mentalità da vittima che gli altri club adottano fin dall’inizio. Nessuno osa dichiarare apertamente le proprie ambizioni di campionato perché temono di essere considerati arroganti se non vinceranno il titolo” o, ancora, “gli altri club rimangono bloccati nel loro ruolo di presunti inseguitori senza speranza”.
Forse questo cambio di mentalità, già accennato ad esempio in alcune dichiarazioni di Nico Schlotterbeck lo scorso anno, potrebbe essere la chiave.
Elversberg, un chihuahua in Bundesliga
A poche ore dall’inizio del campionato il Suddeutsche Zeitung, autorevole quotidiano del sud della Germania, ha definito così la squadra neopromossa nella massima serie, scherzando sull’espressione inglese underdog.
I bianconeri sono il 59simo club a debuttare in Bundesliga, il primo della Saar dopo 33 anni (l’ultimo fu il Saarbrücken) e sono l’espressione di un comune di 13mila abitanti, dove non c’è la stazione ferroviaria, tanto che per raggiungere la "Ursapharm-Arena an der Kaiserlinde" serve una navetta.
Al di là dei numeri lillipuziani e delle particolarità (7400 abbonamenti e uno stadio ad ora di 10mila posti, di cui solo 3410 a sedere) l’approdo dell’Elversberg è un piccolo gioiello di ingegneria calcistica.
Firmato da Ole Book e dal tecnico Horst Steffen e sostenuto dalla Ursapharm, azienda locale di prodotti farmaceutici, i cui proprietari, la famiglia Walter hanno ruoli attivi in società, con il figlio Dominik che ne è il presidente.
La rosa 2026/2027, allenata dal 40enne Vincent Wagner, ex insegnante di educazione fisica, ha un valore di 60 milioni di euro ed è basata sulla “vecchia guardia” e sul prestito di tanti giovani interessanti, presi dai club di Bundesliga.
Occhio a Francis Onyeka, di proprietà del Bayer Leverkusen, alla punta Noel Futkeu in prestito dall’Eintracht Francoforte e a Maurice Krattenmacher, esterno scuola Bayern.
La Bundesliga è (sempre)
un campionato per giovani
C’è un altro motivo per cui ogni anno vale la pena seguire la Bundesliga: la sensazione che, in ogni partita, possa comparire il prossimo talento destinato a diventare una stella.
La Germania continua a essere uno dei più interessanti laboratori del calcio europeo.
E non soltanto perché i club investono nei settori giovanili (il caso più eclatante è la cifra spesa dal Bayern per potenziare la proprie strutture, in particolare per le giovanili): la vera differenza è la disponibilità a dare ai ragazzi minuti, responsabilità e soprattutto la possibilità di sbagliare.
Partiamo dagli italiani, alcuni già visti nella nazionale “sperimentale” di Silvio Baldini, altri in odore di convocazione da parte del nuovo CT Mancini.
Dortmund è una piccola Italia: Filippo Mané, difensore centrale classe 2005, ex Sampdoria, Luca Reggiani, difensore arrivato dal Sassuolo a 16 anni e già capace di collezionare nove presenze e un gol con la prima squadra nella scorsa stagione, oltre al talentuoso trequartista/seconda punta Samuele Inacio, ex Atalanta, anche lui classe 2008, figlio dell’ex Napoli e Torino Inacio Pia, spesso titolare già dalla seconda metà della scorsa stagione.
Nel Borussia Mönchengladbach gioca Fabio Chiarodìa, altro difensore centrale, mancino, classe 2005: a differenza degli altri tre è cresciuto in Germania, nel Werder Brema, ma ha fatto tutta la trafila con le nazionali giovanili italiane e ha esordito con Baldini.
Il direttore sportivo del 'Gladbach, Rouven Schröder, ha recentemente dichiarato di considerarlo un giocatore con grande potenziale, sottolineando però che ora deve compiere il definitivo salto di qualità, spesso non riuscito anche a causa degli infortuni.
Ci sono poi i giovani già noti, perché visti con la nazionale tedesca o nelle coppe europee: parliamo in particolare dell’ala classe 2006 Said El Mala, rimasto a Colonia dopo diverse proposte (Dortmund e Lipsia su tutte) e del 2008 Lennart Karl, talentuosissimo trequartista mancino del Bayern, che si sta riprendendo dall’infortunio che non gli ha permesso di partecipare al mondiale americano.
Passando a nomi meno conosciuti, segnaliamo in primis Kennet Eichhorn, centrocampista del 2009, affermatosi lo scorso anno in Zweite con l’Hertha e cercato in estate anche da diversi grandi club inglesi. Alla fine l’ha spuntata il Bayer Leverkusen, da sempre attento ad arrivare prima sui giovani talenti. Unico neo: al momento è fermo a causa di un disturbo metabolico e resta da capire quando potrà tornare a pieno regime.
Louis Lemke, 2009, terzino sinistro dell’Amburgo, è il nome più a sorpresa: si è fatto spazio nel ritiro precampionato, grazie all’arrivo ritardato, causa Mondiale, del titolare Miro Muheim. Ora sarà difficile togliergli il posto, come ha dimostrato in Coppa di Germania, dove è diventato il più giovane marcatore della storia del club anseatico.
Dennis Seimen, portiere 20enne, nella scorsa stagione in prestito al Paderborn in Zweite, dove ha potuto misurarsi con il calcio professionistico. È tornato a Stoccarda con un ruolo molto più importante: il club lo ha individuato come nuovo numero uno per il 2026/27.
Francis Onyeka è forse il talento che offre lo spunto più intrigante dal punto di vista tattico. Classe 2007, trequartista/centrocampista mancino, cresciuto nel Bayer Leverkusen, nel 2025/26 ha avuto un’esperienza molto produttiva in Zweite con il Bochum, chiusa con 8 gol e una continua pericolosità offensiva. Nel 2024 aveva già debuttato con il Leverkusen e nell’ottobre dello stesso anno aveva ricevuto la Fritz-Walter-Medaille U17. Ora è passato in prestito al neopromosso Elversberg, dove avrà un altro contesto nel quale continuare a crescere.
Chiudiamo con Noahkhai Banks, centrale difensivo statunitense classe 2006 dell’Augsburg. Nato alle Hawaii ma cresciuto calcisticamente in Germania, è già titolare da quasi due stagioni. È considerato dagli addetti ai lavori nella top5 europea dei difensori centrali del suo anno.
Il ritorno del Revierderby
Per chi ama il calcio e il Fussball in particolare, la nuova Bundesliga vedrà il ritorno del derby tra Borussia Dortmund e Schalke 04.
I Knappen di Miron Muslić hanno vinto la 2. Bundesliga mostrando organizzazione e carattere. Ora la sfida è quella di trovare la propria dimensione in Bundesliga e di fare lo sgambetto ai “cugini”, il BVB.
La squadra con cui l'allenatore di origine bosniaca ha tirato fuori lo Schalke 04 dalle sabbie mobili della Zweite è stata rinforzata con Robin Gosens, dichiarato tifoso del club, Éric Junior Dina Ebimbe, in passato all’Eintracht Francoforte, la punta austriaca Dejan Ljubičić e il suo connazionale Junior Adamu. Il primo appuntamento sarà tra il 4 e il 6 dicembre.
Il ritorno di Adi Hütter
A Francoforte sono tornati al passato. Hanno scelto, ancora, l’allenatore austriaco per tornare ad altissimi livelli.
La dirigenza ha risolto in extremis la situazione portiere con l’ingaggio di Noah Atubolu del Friburgo e Jonathan Burkhardt dovrebbe essere al 100% e Can Uzun ha l’occasione di crescere ancora. Interessante l’acquisto di Raphael Onyedika, centrocampista difensivo nigeriano, giocatore-chiave del Club Bruges.
La ricerca della salvezza del Paderborn
La formazione di Ralf Kettemann ha battuto nel playout il Wolfsburg. Molti dei protagonisti dell’impresa come Baur e Brackelmann sono partiti e anche per questo la salvezza della squadra del Nordrhein-Westfalen, capitanata da Felix Götze è un’impresa.
Kettemann ha proposto un calcio offensivo fatto di grande intensità.
La stella potrebbe essere Gabriel Vidović, nato e cresciuto nell’Augsburg e con esperienza anche al Bayern Monaco. Nell’ultima stagione ha fatto bene con la Dinamo Zagabria, qui è chiamato a guidare una squadra che mai si è salvata in Bundesliga.
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