KLOPP ANTI-AFD: “NO ALLA GERMANIA IN MANI SBAGLIATE”
«Si può essere tedeschi aperti amichevoli e inclusivi.
Sventolate la bandiera con orgoglio»
- Jürgen Klopp Ct Germania.
il caso
SILVIA SCOTTI
La Repubblica - Venerdì 18 settembre 2026
Pagina 49
Era il giorno fissato in agenda, il suo primo giorno da guida della Germania, il Ct salvatore della Patria, e per Jürgen Klopp, che mai si è rifugiato in banalità e luoghi comuni, non è una metafora. Ha un unico pensiero: il successo dell'ultradestra nella sua Germania, l'ascesa dell'AfD, che alle elezioni in Sassonia-Anhalt ha vinto con maggioranza schiacciante e raddoppiato i consensi in pochi anni.
Klopp, che si è definito «uomo di sinistra», milionario che non voterebbe mai un partito di destra e una formazione politica che taglia le tasse ai ricchi, «perché credo nello stato sociale e se sto bene, anche gli altri dovrebbero stare bene», è enormemente preoccupato. Parla di «mani sbagliate». Di «orgoglio nazionale».
Dovrebbe essere il momento in cui lui, il grande seduttore, l'allenatore vincente, gentile, empatico, affascinante, il tecnico del calcio heavy metal parla del suo progetto in Nazionale, dei 44 convocati, una cosa mai vista, del suo ciclo con la Germania, ma è un altro il ciclo della Germania che lo spaventa: «Recentemente sono successe delle cose. Si è tenuta un'elezione, per alcuni è stato OK, mentre altri hanno pensato: "Mio Dio, che sta succedendo là?"». Klopp oggi unisce la Germania, con il suo sorriso irresistibile e il cappellino "uno tra 83 milioni" sente di avere il dovere di non dover spiegare la maxichiamata di vecchi e giovani calciatori per la Nations League contro Olanda, Grecia a Serbia, i progetti, i sistemi di gioco, vuole identità, orgoglio e unità, desidera che l'onda nera si fermi e non travolga il Paese: «Mi piacerebbe riappropriarci della bandiera. Vorrei che, quando qualcuno la sventola, nessuno pensi: "Che cosa non va in te?". Ma che si abbia semplicemente la sensazione che sia felice e capisca di aver avuto fortuna a essere nato, cresciuto o trasferito in questo meraviglioso Paese: non voglio lasciare l'orgoglio nazionale alle persone sbagliate». E se con persone sbagliate il concetto non è abbastanza chiaro, meglio spiegare che: «Si può essere tedeschi, ed essere anche aperti, inclusivi, amichevoli».
L'AfD, che propone programmi xenofobi e parole come "remigrazione", dopo l'ultimo Mondiale aveva sollevato polemiche razziste contro i giocatori del la Nazionale. Per il presidente del partito in Turingia, Björn Höcke, durante lo scambio di maglie, non si sapeva chi giocava per quale squadra.
Pensieri e parole osceni per uno come Klopp che pensa che «l'Unione Europea è stata una delle migliori idee che l'uomo abbia avuto negli ultimi secoli». E supplica: «Non lasciamo nelle mani sbagliate l'orgoglio nazionale, potrebbe essere chiamato patriottismo positivo».
Così il maestro del Gegenpressing è sceso in campo e il suo marchio è sempre la riaggressione. Che ha già ribaltato risultati e certezze.
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