L’AGOSTO FRANCESE
Stanotte è finita l'estate più cada d'Europa, come l'hanno superata le grandi capitali?
A Parigi seminando piante, togliendo asfalto, pensando di imbiancare i tetti di zinco voluti da Haussmann
FABRIZIO TONELLO
Il Manifesto - Mercoledì 23 settembre 2026
Pagina 16
Siamo a Parigi, non a Timbuctù, più precisamente in rue Coriolis, dietro la gare de Lyon. Sono le 18,30 del 31 luglio e il termometro sul balcone di un appartamento segna 50,7 gradi. Gli immobili di questa strada lunga appena 450 metri sono esposti a Sudovest e davanti hanno soltanto i binari della ferrovia, quindi il sole ci batte da mezzogiorno alle nove di sera: quanto basta per arrostire le case e gli abitanti. Nel resto della città la temperatura si aggira sui 44°, qualcosa meno nelle zone verdi di cui parleremo tra un attimo.
BENVENUTI nella vague de chaleur di luglio, la terza ondata che ha colpito la Francia, la Spagna e l'Italia in questa catastrofica estate del 2026, che finisce oggi ma non sarà dimenticata tanto presto: c'è stato il record del mese di giugno più caldo mai registrato nell'Europa occidentale. Il Washington Post osservava che la temperatura media in Francia era superiore a quella del 99,02% del pianeta. Parigi aveva la stessa temperatura di Abu Dhabi (41°), Marsiglia quella di Marrakech (33 °C), Tolosa quella di Dubai (40 °C) e Bordeaux quella di Baghdad (42°). Solo che a Baghdad non ci sono gli Chateaux e i vigneti più famosi del mondo, e neppure gli incendi che quest'estate hanno devastato la Gironda.
IL 13 AGOSTO oltre 135 milioni di europei boccheggiavano a più di 35°. Tre settimane fa, a fine agosto, c'è stata la settima ondata di caldo estremo.
Il bilancio provvisorio, fermo a un mese fa, era di almeno 30.000 morti in eccesso rispetto a quelli previsti, più numerosi tra gli anziani, i soggetti deboli e chi lavora all'aperto. Il bilancio finale sarà di decine di migliaia di vittime, molte di più di quelle causate dal crollo di un ghiacciaio in Nepal, il 26 agosto, ma i governi balbettano e mass media parlano solo dei "record", come se si trattasse delle Olimpiadi.
Per fortuna dei parigini, dall'altra parte della Senna si respira meglio: a Place de Catalogne, di fianco alla gare Montparnasse, sono stati creati 4.000 m2 di foresta urbana, con 470 alberi e 5.525 m2 di pavimentazione permeabile all'acqua, dieci volte più di prima. La riqualificazione è costata 10 milioni di euro ma ne valeva la pena: in città, i quartieri più alberati sono da 4 a 10 ° più freschi degli altri, una differenza enorme.
L'IMPEGNO ASSUNTO da Anne Hidalgo nella campagna elettorale del 2020 era di piantare 170.000 nuovi alberi entro il 2026 . A fine agosto, il bilancio ufficiale della Ville riportava 129.542 alberi piantati dall'inizio del piano, il che portava il patrimonio complessivo di Parigi intra-muros a più a più di 200.000 alberi, oltre ai 300.000 nei due boschi vicini, il Bois de Boulogne e il Bois de Vincennes.
LA COSA PIÙ interessante fatta in questi anni sono forse i 650 km di strade con vegetazione, che hanno reso alcune zone irriconoscibili: davanti all'Hotel de Ville oggi si cammina in mezzo al verde, come si può fare anche nei 730 parchi cittadini. Perfino la gigantesca, e centrale, Place de la Concorde sarà trasformata in una piazza verde, su progetto degli architetti Philippe Prost e dell'Atelier Bruel-Delmar (salvo rivolte degli automobilisti).
L'anno scorso, un referendum ha approvato con oltre il 60% dei voti la creazione di 500 nuove strade verdi. Ovunque ci sono aiuole incolte, al posto delle triste macchie di erba rasata a due centimetri di altezza: sono molto più efficaci per attenuare il calore.
LE MAPPE del Municipio censiscono oltre 1.400 luoghi freschi: 1.300 punti d'acqua, 175 fontane nebulizzanti, 140 parchi aperti 24 ore su 24, 42 piscine. Una meraviglia rispetto all'Italia, ma quest'estate non è stato sufficiente: la notte la temperatura non scendeva al di sotto dei 30 gradi, rendendo difficile, se non impossibile, il riposo notturno.
Uno studio del Consiglio comunale del 2023 prevedeva, all'orizzonte 2050, tre settimane di canicola l'anno e notti tropicali: Parigi con il clima di Siviglia. Ci siamo arrivati già quest'anno.
L'amministrazione del sindaco Emmanuel Grégoire punta molto sull'eliminazione dell'asfalto per ridurre la bolla di calore urbana: almeno il 40% delle strade e piazze dovrebbero tornare permeabili, con terra e ciottoli (erano state asfaltate d'urgenza dopo il maggio 1968 per impedire ai futuri manifestanti di usare i sampietrini contro la polizia). Però ci vuole tempo e costa molto. L'obiettivo è rendere "spugnoso" il 35% del territorio entro il 2030 e il 55% entro il 2050. Se realizzato, questo solo provvedimento potrebbe diminuire la temperatura di 2-3 gradi in estate.
UN ALTRO PROBLEMA con cui la città deve misurarsi sono i tetti grigi di zinco, voluti a fine Ottocento dal barone Haussman per impedire ai riottosi parigini di bombardare con le tegole dei tetti le truppe incaricate di mantenere l'ordine (la Comune del 1871 era nella mente di tutti). Oggi, però, i tetti di zinco sono l'equivalente di un barbecue, rendendo invivibili tutte le mansarde. Si parla di dipingerne di bianco 40.000 m2 per attenuare l'assorbimento dei raggi solari ma si tratta di briciole: l'intero centro di Parigi ha i tetti di zinco grigi e le Belle Arti resisteranno ferocemente a ogni tentativo di trasformare il profilo della città per ragioni climatiche.
E IL GOVERNO, in tutto questo? Le riunioni ministeriali sono state molte, le azioni concrete poche, se non la promessa di comprare nuovi aerei Canadair per combattere gli incendi. La classe politica francese ormai pensa solo alle presidenziali del 2027, i candidati si moltiplicano, e Marine Le Pen ha già proposto un "piano condizionatori" pubblico per tenere le famiglie francesi al fresco anche durante le estati più calde. In vacanza al mare non ci si va più: quest'estate il Mediterraneo stava a 30 gradi e l'Atlantico non era di molto più fresco.

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