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Visentini sei tutti noi

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di Tony Lo Schiavo Bicisport, speciale Fotoromanzo '86 - Il Giro d'Italia di Roberto Piove. L'albergo è presidiato da una piccola folla. Dentro, Roberto Visentini è appena rientrato da un leggero allenamento, tanto per non affrontare impreparato l'ultima tappa del suo vittorioso (ma lui ancora non vuole dirlo) Giro d'Italia. L'aria che si respira è frizzante. La gioia, la contentezza è palpabile. Ragazzi e ragazze si infilano da tutte le parti e non è facile il compito di chi deve impedire che ciò accada. Una ragazzina bionda sbuca addirittura dalla cucina. "Roberto - urla implorante - un autografo!". Visentini sorride. Alle 11 si siede a tavola. Tutta la squadra gli è vicino e a capotavola c'è il padre, Tito. Un po' imbarazzato, silenzioso, ma tanto contento. Su un tavolo vicino fa bella mostra di sé una torta enorme. Ma non è stata portata per festeggiare il Giro d'Italia: sono tutti troppo scaramantici per commettere un si...

Roberto Visentini - La Sfinge

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Bicisport - Speciale Guida al Giro 1986 Supplemento al n. 5 - maggio 1986 1 - Più utili le crono delle salite 2 - So che qualcuno non crede più in me 3 - Lascio il Tour per vincere il Giro 4 - Volpi, il giovane più interessante Ogni anno ci ritroviamo a parlare del Giro d'Italia: è più duro, più difficile, ci sono più montagne, finalmente ci sarà più selezione. Poi invece finisce il Giro e siamo tutti quanti a chiederci dove erano le montagne di cui si ea parlato prima, perché non c'è stata la selezione che si aspettava e così via. D'altra parte Torriani pensa ai suoi interessi e fa i fatti suoi senza dare troppa importanza alle richieste che gli vengono dagli addetti ai lavori. Per quanto mi riguarda mi sembra che vada un po' mglio degli altri anni, ma dico questo con la speranza che le cartine che ci hanno dato siano giuste. Perché se poi inseriscono le gallerie è inutile che ci dicono l'altitudine dei passi e disegnano sull cartine dei gran ...

Stephen Roche - Il Paggio

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Bicisport - Speciale Guida al Giro 1986 Supplemento al n. 5 - maggio 1986 1 - Non era così che volevo presentarmi 2 - L'ultima settimna sarà decisiva 3 - LeMond è proprio un brutto cliente 4 - Con Visentini mi troverò molto bene Non erano queste le condizioni nelle quali speravo di debuttare al Giro d'Italia. Ho avuto un inverno molto sofferto e tribolato che mi ha impedito di svolgere un regolare e tranquillo programma di preparazione. Ho anche iniziato a correre molto tardi rispetto alle mie abitudini e questo non so quanto potrà influire sulla mia condizione. E' vero che dovendo correre poi il Tour de France potrei godere in luglio di qualche vantaggio, ma essendo il mio primo anno in una squadra italiana ci tenevo a farmi conoscere in Italia. Mi hanno detto che questo Giro d'Italia è un po' più duro delle ultime edizioni, ma non sono certo le difficoltà a preoccuparmi visto che ormai il Tour de France mi ha abituato a cose tremende. ...

KELLY SIGNORE DELLA SANREMO

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Mario Fossati la Repubblica, 16 marzo 1986 SANREMO - Sean Kelly, campione autentico, ha stabilito per l' Irlanda un primato: ha vinto la 77a Sanremo. Un irlandese, dunque nel libro d'oro. Ha battuto l'americano LeMond di pura potenza: e il nostro bravo e irascibile Beccia, che agita la lingua come una spada, di quanto ha voluto.  Il quarto classificato è Saronni, che ha dominato la volata del gruppo, a 23' da Kelly. Il finale, ha detto Saronni, non gli è stato facile. (La caduta di un corridore dell'Atala ha spezzato il plotone nella discesa della Cipressa: Saronni è stato costretto ad avanzare dalla seconda frazione alla prima. E non è che lo sforzo gli abbia giovato).  Schietto, alla maniera di sempre, Moser non ha cercato scusanti di sorta. La squadra, Baronchelli in testa, lo aveva accompagnato in posizione strategica pressoché al culmine del Poggio, da dove ci si paracaduta su Sanremo. LeMond, Beccia e Kelly hanno spiccato il volo: Moser, no. ...

PAOLETTI MIGLIORA IL RECORD DELL' ORA DEI DILETTANTI

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/02/04/paoletti-migliora-il-record-dell-ora-dei.html la Repubblica, martedì 4 febbraio 1986    SANTIAGO DEL CILE - Roberto Paoletti ha stabilito il primato dell'ora dilettanti di ciclismo su pista, coprendo la distanza di 46,751 chilometri. Il precedente limite, inferiore di 357 metri, apparteneva ad Ercole Baldini, che lo aveva realizzato nel 1953 a Milano.  Paoletti ha stabilito, di passaggio, anche i primati italiani sulla distanza dei quattro, cinque e dieci chilometri, rispettivamente in 4'45"185, 5'59"625 e 12'17"750.  Paoletti fa parte dell’équipe di Gregor Braun. Il tedesco occidentale finora ha tentato invano di battere il record dell'ora dei professionisti, che appartiene a Francesco Moser; sabato notte ha fallito l'ennesimo assalto, ritirandosi verso il ventesimo chilometro per la rottura del sellino.

Visentini vuol partire con la bici a pallone

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Ma la giuria non lo autorizza ad usare la bicicletta con la ruota lenticolare anteriore molto larga ed il telaio carenato con la struttura portante. Altri corridori usano telai inclinati, a sezione stellare, con triangoli di lega, e ruote lenticolari molto diverse tra loro. Qualcuno calza perfino il casco aerodinamico... Bicisport, speciale 1985 - supplemento a Bicisport n. 6 giugno 1985 Lo scorso anno a Verona si è posto per la prima volta il problema della tecnologia del record dell'ora applicata all'attività su strada. Si stava concludendo il Giro ed ancor prima della clamorosa impresa di Moser, si valutava quanto le ruote lenticolari avevano già influito nelle cronometro precedenti, consentendo a Moser di accumulare un vantaggio che avrebbe poi dovuto rivelarsi determinante. Ad un anno di distanza, c'è stata l'evoluzione che era lecito attendersi. Tante industrie ciclistiche, colte impreparate lo scorso anno, si sono prontamente impegnate nella ricerca e...

Giro d'Italia 1985 - ROBERTO VISENTINI

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68° Giro d'Italia / I cacciatori della rosa Bicisport, n. 5 - maggio 1985 Roberto Visentini è nato a Gardone Riviera, nella provincia di Brescia, il 2 giugno 1957. Passato professionista nel 1978 con un eccellente palmarès alle sue spalle (campione del mondo junior nel 1975), Roberto si è affermato anche tra i professionisti come un corridore completo, buon scalatore e soprattutto eccellente passista. Figlio di una famiglia assai benestante, gli è sempre stata rimproverata l'incapacità di soffrire, di stringere i denti, facendo buon viso anche a situazioni contrarie, ma ancora di più gli viene imputata una ingiustificabile debolezza nei momenti cruciali, cosa che gli ha spesso impedito di raccogliere risultati importanti che pure aveva costruito con impegno e dedizione. Forse anche per questo finora le sue potenzialità sono rimaste spesso inespresse. La sua regolarità, la completezza, la capacità di difendersi su qualsiasi percorso ne fanno un corridore temibile in o...

Visentini, un cronoman d'eccezione

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Bicisport n. 3, marzo 1985 Roberto Visentini nasce a Gardone Riviera (Brescia) il 2 giugno 1957. Dopo aver esordito nel mondo delle motociclette, passa al ciclismo. Da dilettante conquista il Campionato del mondo su strada (categoria junior) nel 1975 e il Campionato d'Italia su strada (sempre nel 1975). Nonostante queste affermazioni, la sua provenienza "anomala" e l'agiatezza economica della famiglia gli creano grossi problemi di immagine in un ambiente sportivo caratterizzato soprattutto da una forte capacità di soffrire e lottare: non tutti ritengono infatti che una simile caratteristica possa essere prerogativa di un "signorino". Passato professionista nel 1978, Visentini dimostra subito di essere un corridore completo, eccellente soprattutto nelle corse a cronometro. nel 1981 vnce, con i colori della Sammontana, il Giro del Trentino. Nel 1982, in coppia con Gisiger, conquista il Trofeo Baracchi.  Ma la maturità piena arriva nel 198...

E se Visentini non dorme più?

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Un anno fa, alla fine del Tour, Guimard disse che l'unico corridore italiano degno d'essere pilotato verso la conquista della maglia gialla era Roberto. ma fino a questo momento il "bel tenebroso" del nostro ciclismo ha fallito i bersagli più importanti e forse ha anche cercato troppe scuse. Perché? Lui dice che gli altri (a cominciare da Moser l'anno scorso) sono stati favoriti. Boifava replica che con un bel bagno d'umiltà il suo capitano può ancora puntare al grande successo a tappe di BEPPE CONTI Bicisport n. 3, marzo 1985 Quando il Tour de France di Fignon, lo scorso luglio, stava volgendo al termine, quando la corsa più non offriva la minima emozione, chiedemmo a Cyrille Guimard, santone, stregone, mago del ciclismo di oggi, quale italiano avrebbe scelto per condurlo alla maglia gialla. Guimard, di Tour de France, ne ha già vinti con persino troppi corridori, da Hinault a Fignon a Van Impe. E senza esitazione, dopo aver sbeffeggiato per...

MA SENZA MOSER CHI È IL PADRONE?

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Ezio Moroni vincitore Giro dell’Emilia 1984 https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/04/ma-senza-moser-chi-il-padrone.html di MARIO FOSSATI la Repubblica, 4 ottobre 1984 RAVENNA - Francesco Moser, mi hanno raccontato alla punzonatura, del  67°  Giro dell'Emilia, si farà vivo stasera (ieri notte, per questo giornale) a Ravenna ma semplicemente per ricevere una medaglia, che premia coloro che hanno vinto due volte la corsa.  Non partecipa a questa edizione, pare abbia detto all'organizzatore Ermanno Mioli, anche per non usare uno sgarbo a Vincenzo Torriani, il patron del Giro di Lombardia, che il 13 ottobre manda a dormire per l'intero inverno il ciclismo su strada.  Per farla breve, Moser non se la sentiva di dire "sì" al Giro dell'Emilia e "no" al "Lombardia". No, dunque, ad entrambi: e buonanotte.  Il campione trentino pedala pressoché ininterrottamente dallo scorso anno. Quando gli altri ...

Quel giorno segreto di Saronni a Ferrara da Conconi

Bicisport, n. 9, settembre 1984 Saronni era giunto a Ferrara poco prima di mezzogiorno, accompagnato da [Pietro] Algeri e dal medico della sua squadra. Era finito da poco il Giro d’Italia: dietro la facciata degli osanna a Moser si celava quest’ombra inquietante. Saronni era alla ricerca del filo conduttore d’una carriera che sembrava misteriosamente finita. Perché? Il professor Francesco Conconi lo aspettava sull’erba del velodromo insieme ai suoi assistenti. Lo scienziato aveva da poco “curato” Maria Canins in partenza per i Giochi olimpici e dopo qualche preambolo mise in pista Saronni. Beppe cercava un aiuto. Soprattutto egli chiedeva al “medico” di Moser una traccia per iniziare una preparazione diversa, più scientifica, nuova. Algeri aveva il volto segnato. Il giovane tecnico di Saronni era alla ricerca d’una spiegazione ai tanti perché che ancora popolavano la via di Saronni. Lontano da quello stadio, un’altra persona trepidava non poco: Ernesto Colnago il quale su ...

Visentini: Ho lasciato la scuola perché amavo lo sport

Bicisport n. 8, agosto 1984 Lucia Targetti chiede a Robeto Visentini se è vero che non ha comèpletato gli studi e perché "A quella età facevo sci e motocross ottenendo anche buoni risultati. Poi ho scelto il ciclismo. La decisione non è stata sbagliata". Caro Roberto,    sono una tua grande ammiratrice e prima di tutto voglio congratularmi con te per la tua grande serietà che non sempre ti fa essere considerato quello che sei veramente. Ma io ti ammiro proprio per questo. Avrei anche delle domande da rivolgerti: ho saputo che hai frequentato le scuole medie superiori, ma che non le hai portate a termine: per quale motivo? Che tipo di scuole erano? Ringraziandoti anticipatamente ti saluto e porgo i miei migliori auguri per un’ottima stagione. Lucia Targetti, Bergamo Cara Lucia,     non è vero che non ho terminato le scuole superiori perché non le ho nemmeno cominciate. A 4 anni ero già molto impegnato con lo sport che mi dava grandi sod...

Io, Argentin non accetto il linciaggio di Visentini

Moreno Argentin a Pia Zilioli Bicisport n. 7, luglio 1984 «No, non è vero che non mi impegno a conoscere la gente e che tratto tutti allo stesso modo. Certo, h molta diffidenza nei confronti di voi giornalisti. Prenda ad esempio il caso Visentini: coloro, i tanti che, che non l’hanno voluto capire ed eventualmente scusare sono in malafede. Quelli che hanno attizzato il fuoco della polemica hanno guardato unicamente l’interesse del loro giornale non dandosi neanche lontanamente la pena di pensare che umanamente e concretamente distruggevano Roberto, reo, tuttalpiù, di dire verità scomode e con mal calcolata misura. Se, come andate dicendo, ci apprezzate e volete bene, avreste dovuto comprendere e cercare di minimizzare l’accaduto; invece troppo spesso ci trattate come carne da macello sicché è logico che io abbia grosse resistenze ad essere completamente autentico».

Visentini - Gli sono saltati i nervi nel giorno destinato alla sfida con Moser

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Bicisport n. 7, luglio 1984 Seduto sul sedile posteriore dell'ammiraglia, Roberto Visentini, con lo sguardo fisso nel vuoto, mostrava ancora la tensione che lo aveva tradito appena la strada iniziava a salire verso Selva Gardena. Davide Boifava, fuori, sotto gli occhi avviliti e sorpresi degli sponsor, cercava di offrire ai giornalisti spiegazioni convincenti. Quando nella discesa di Montemarcello si era tuffato verso Lerici su strade bagnate ricche di curve pericolose, aveva aggiunto ancora più convinzione alla sua speranza di fare propria la maglia rosa. Sul lungomare di Lerici aveva conquistato la sua prima vittoria in una gara in linea e guadagnato 39" sui rivali. Tutto si metteva bene. Anche Battaglin, attardato nettamente in classifica, era pronto a dargli una mano per fargli conoscere quelle quelle emozioni che lui stesso nel 1981 aveva provato nella stessa Arena di Verona. Poi qualcosa non aveva funzionato nella cronometro di Milano. Moser con una ruot...

IL GIRO ALLE STRETTE: MOSER RESISTE MA PERDE UN MINUTO

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https://www.youtube.com/watch?v=VlTo9A1MTl8 FIGNON: "OGGI ATTACCHERO'"  dal nostro inviato MARIO FOSSATI la Repubblica, 8 giugno 1984 SELVA DI VAL GARDENA (m.f.) - La Merano-Selva di Val Gardena di ieri ha rimesso in discussione il primato del 67-esimo Giro. La classifica che ne è uscita, lo dice: Moser: a 1'03" Fignon. A 1'07" Argentin. A 1'08" Marino Lejarreta.  Moser, che è pur sempre l'uomo da battere, viene posto in discussione per non aver saputo gestire il suo ritardo. "Ho preferito tenere finché ho potuto - ha detto Moser immediatamente dopo l'arrivo -. Ma all'ultimo strappo sono stato afferrato da un incredibile mal di gambe. Gli altri se ne sono accorti. E mi hanno attaccato. L'avversario mio autentico è Fignon, che contro il cronometro, cammina".  Il campione francese è, a proposito, molto esplicito. "Nella Selva di Val Gardena-Arabba, di oggi, staccherò Moser e vincerò il 67-esimo Giro ...

ADDIO ALLO STELVIO: IL GIRO CAMBIA STRADA

"TORRIANI HA FATTO BENE: SULLA NEVE NON ANDIAMO"  dal nostro inviato MARIO FOSSATI la Repubblica, 6 giugno 1984 LECCO (M.F.) - Lo Stelvio (metri 2757, Cima Coppi) non verrà scollinato, oggi, nella Lecco-Merano, diciottesima tappa del Giro. La corsa infilerà il tracciato di riserva: 252 chilometri. Due vette, passo del Tonale (m. 1883) e passo delle Palade (m. 1812) con discesa su Merano , sostituiranno il tetto del Giro.  Torriani ha esitato molto prima di confermare una decisione che appariva scontata. Decisivo, è stato al riguardo, un telegramma dell'ingegnere Ortolani, dell'ANAS di Bolzano . La maglia rosa Francesco Moser, prima ancora di conoscere la decisione, aveva rilasciato una dichiarazione piuttosto significativa. "Io andrei a Merano, ha detto, per la strada più normale che conosca: la Verona-Trento-Bolzano-Merano. Una strada, del resto, nota a tutti. Mi risulta che pure sul Tonale è caduta la neve". "Se avessimo affrontato lo...

Giro d'Italia 1984: Roberto Visentini - IL NOBILE

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Ha fallito un anno fa sulle strade del tappone, quando ormai aveva la corsa in mano, m è maturato e parte con sicurezza maggiore. Le crono lo assecondano Bicisport n. 5, maggio 1984 Roberto Visentini ci riprova. L’anno scorso [1983, nda] nessuno lo aveva pronosticato come il rivale numero uno del favoritissimo Giuseppe Saronni e soprattutto pochi pensavano che grazie alla cura di Davide Boifava avrebbe fatto un così immediato e promettente salto di qualità. Non ha avuto fortuna però. Persi per strada i suoi compagni più importanti, alle battute finali è giunto stanco e con il solo infaticabile Luciano Loro ad aiutarlo. Non è bastato. - L’esperienza dello scorso anno sarà certamente un’arma in più per il Giro che sta per cominciare – afferma Roberto deciso – ma è anche fuori dubbio che ci saranno più avversari che mi terranno d’occhio. - Ritiene questo Giro più duro di quello passato? - Grosso modo credo che ricalchi quello scorso, poi bisogenrà vedere come sarà co...

Forse Moser e Saronni non mi stimano… Ma a me non importa

“A tu per tu” Bicisport n. 3, marzo 1984 Antonella Ceramicoli vuol sapere da Roberto Visentini: Ma tra voi vi stimate? Caro Visentini,    sono una tua accanita tifosa e vorrei che rispondessi alle mie domande: - durante il periodo invernale come ti sei allenato? Quante volte sei uscito la settimana e su che percorsi? - Chi stimi di più tra Moser e Saronni come carattere e classe? - Se potessi tornare indietro sceglieresti ancora di fare il corridore ciclista? Antonella Ceramicoli ROBERTO VISENTINI: Certo che sceglierei ancora la bicicletta. È stata una scelta mia e soltanto mia. L’ho fatta ben sapendo che sarei andato incontro a sacrifici e rinunce; l’ho fatta pur essendo abituato bene e pur avendo praticato diversi sport. Ce n’è soltanto uno che amo come il ciclismo: è lo sci. Non sono diventato un campione ma credo di poter essere considerato un buon corridore: le mi soddisfazioni me le sono prese e credo che me ne prenderò ancora. Io stimo tut...