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MAESTRI DI CALCIO - Rappan, reazione a Catenaccio

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-allenatori-stranieri-Portraits-ebook/dp/B01ARVU5JC di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo Buon difensore e poi allenatore di successo, è stato l'inventore del Verrou, modulo che scatenerà miriadi di imitazioni all'insegna del difensivismo più spinto, con e senza licenza di attaccare. In Svizzera, lui austriaco, vinse tutto e da Ct portò gli elvetici a tre Mondiali. Dirigente appassionato e creativo, promosse il torneo estivo per club chiamato inizialmente Coppa Rappan e poi diventato Intertoto  Harry Lime (Orson Welles) si sbagliava quando, nel film di Carol Reed “Il terzo uomo”, diceva che 500 anni di democrazia e pace in Svizzera non hanno prodotto altro che l’orologio a cucù. Tanto per cominciare l’hanno inventato i tedeschi; in secondo luogo, gli svizzeri hanno vinto più premi Nobel e registrato più brevetti pro-capite di qualsiasi Paese al mondo. Ma se è loro la paternità di müsli, DDT, assicurazioni sulla vita e conti corre...

Old Firm #422: è già storico

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Storico. Si dice di ogni Old Firm , e il prossimo sarà il 422-esimo, il secondo di una stagione - comunque vada - anch'essa già storica. I Rangers, dominatori imbattuti in campionato e in Europa League, sono a +16 sul Celtic, che ha tre partite da recuperare e insegue - come la Juventus in Italia - il record mai realizzato di dieci titoli nazionali consecutivi. Impresa negata agli Hoops proprio dai rivali di sempre nel 1998, e il viceversa, dai Blues protestanti ai biancoverdi "cattolici", nel 1975. All'Ibrox Park quindi si giocherà per molto altro che i tre punti, per quanto pesanti nella corsa al titolo. Stevie Gerrard, alla terza stagione ai 'Gers e ancora a caccia del primo trofeo da manager, perde Arfield, Ryan e Katic. E si gode - col milgior attacco e la miglior difesa - la miglior annata del capitano, Tavernier, terzino da già 11 gol in campionato e 17 in stagione. Neil Lennon, subito fuori da Champions, Europa League (nel girone del Milan) e Coppa di Lega...

Buon compleanno al Re, Lebron James

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https://www.facebook.com/LaGiornataTipo/photos/a.142465759213328/3345741478885724/?type=3 dai 3 agli 11 anni è stato senza fissa dimora, girovagando tra parenti, amici e dormitori, solo con la giovanissima madre. il padre biologico Anthony McClelland, non lo ha riconosciuto, scappando quando la madre 16 enne era incinta. a 9 anni Frank Walker Sr., l'allenatore di football della scuola, lo "adotta", dandogli disciplina e facendogli condurre una vita normale. Di lì a poco lo indirizzerà verso il basket. a 10 anni il suo canestro era una tanica del latte tagliata che aveva inchiodato al palo del telefono pubblico vicino casa. "Alle elementari era un disastro, un anno ho perso 100 giorni di scuola su 160 per seguire mia madre. Poi, finalmente, dopo 5 anni passati tra dormitori e divani di gente sconosciuta, ci siamo stabiliti ad Hickory Street. La casa cadeva a pezzi, ma almeno avevamo finito di girovagare". a 14 anni veniva bullizzato dai coetanei che gli chiedevan...

Laurent Fignon et les 8 secondes d’éternité du Tour 1989

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CHARLES PLATIAU/REUTERS L’Américain Greg LeMond, vainqueur du Tour, et Laurent Fignon,  le 23 juillet 1989, sur le podium après l’arrivée à Paris. Le Français a été battu par Greg LeMond sur les Champs-Élysées avec le plus faible écart de l’histoire de la Grande Boucle. 28 Dec 2020 - Le Figaro JEAN-JULIEN EZVAN @JeanJulienEzvan 19 septembre 2020. Au sommet de la Planche des Belles Filles, le Tour de France chavire. Le Slovène Primoz Roglic, blanc comme un cierge, s’incline face à l’ascension éclair de son compatriote Tadej Pogacar, qui défile en jaune le lendemain sur les Champs-Élysées. Ce final a réveillé la dramatique du Tour de France 1989. Un show à l’américaine… Cette année-là, au terme d’une édition folle et incontrôlable - tout avait commencé lors du prologue avec la bourde de Pedro Delgado, le vainqueur sortant, qui, parti s’échauffer, avait raté le départ et perdu 2 min 54 s -, au cours de laquelle le maillot jaune a passé son temps à changer d’épaules (7 jours en jaune p...

Scusate il riTourdo

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De Wolf, Delgado, Roche: i grandi ritardatari alla Grande Boucle di CHRISTIAN GIORDANO © IN ESCLUSIVA per © Panache magazine Nell’èra moderna il primo gran ritardatario fu il Fonzie belga, al secolo Alfons (Fons) De Wolf, uno forse troppo bello per essere, oltre che puntuale, pure un vincente. Almeno nel senso più Cannibale del termine. Dal Tour 1985 fu buttato fuori per essersi presentato con cinque minuti di ritardo al via del prologo di Plumelec, e nonostante la prestazione che lo aveva portato a concludere i 6,8 km a “soli” due minuti dal vincitore (di giornata e poi finale) Bernard Hinault. Ma nella specialità del far tardi il più grande di tutti è stato lo spagnolo Perico “Pedro” Delgado. Il campione uscente del Tour ’88 che, nonostante la positività al Probenecid, poté tenersi il titolo grazie a un non trascurabile cavillo legale: la sostanza, un diuretico capace di nascondere l’assunzione di steroidi anabolizzanti, era nella lista vietata dal CIO ma non in quella dell’UCI....

Schalke 04, la missione di Christian Gross

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https://bundesitalia.com/2020/12/27/christian-gross-nuovo-allenatore-schalke/ di ROBERTO BRAMBILLA Bundesiltalia.com, 27 dicembre 2020 Natale di cambiamenti in casa Schalke 04: Christian Gross, 66-enne tecnico svizzero è il nuovo allenatore dei Knappen. È il quarto manager della stagione del club di Gelsenkirchen dopo David Wagner, il fallimento Manuel Baum e il brevissimo “interregno” di Huub Stevens . Ecco chi è Gross, il cui contratto scade nel giugno 2021, e che cosa dovrà affrontare. Uomo d’esperienza Classe 1954 Gross, dopo aver avuto una buona carriera come centrocampista in Svizzera, con una breve stagione, la 1980-1981, in Bundesliga al Bochum, ha iniziato ad allenare nel 1988 . Ha guidato lo Zurigo e il Grasshoppers , con cui ha vinto due campionati elvetici, prima di aprire a partire dal 1999 un ciclo decennale con il Basilea, condotta a quattro titoli nazionali e altrettante Coppe di Svizzera .  In mezzo due esperienze all’estero con il Tottenham, tra il 1997 e il 1998...

K.C. Jones, l’anti-maestro

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https://www.amazon.it/bostoniani-Celtics-Greatest-Hoops-Memories-ebook/dp/B01C9ALGT2 Perfetto esemplare del primo principio di Bill Fitch, coach del titolo bostoniano ’81: l’allenatore che si batte per i propri giocatori rafforza la propria reputazione anziché viceversa.  Nei suoi cinque anni sulla panchina dei Celtics, Jones aveva in quintetto sera dopo sera Bird, Parish e McHale nel frontcourt e Dennis Johnson nel backcourt.  Come primo risultato arrivò la più implacabile striscia di vittorie nella storia della franchigia. Poi – come Fitch – anche Jones ci avrebbe messo del suo, anche se quei suoi modi taciturni avrebbero fatto sì che gran parte del suo impatto sui giocatori e sulle prestazioni della squadra finisse per essere – anche qui come per Fitch – ampiamente sottovalutato.  Jones, ex guardia hall-of-famer, potrà anche aver sempre vissuto all’ombra di Bill Russell, sia al college sia nei professionisti. E pure da allenatore forse non riuscì mai ad affrancarsi dal...

Fabio Bordonali, l'Antipatico - Sotto il segno del salmone

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di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS © Fabio Bordonali o incontro a casa sua, subito dopo pranzo. Affabile, di straordinaria cordialità, si vede che ha voglia di parlare di ciclismo. Meglio: di un certo tipo di ciclismo, che da anni non è più il suo. O meglio ancora: del ciclismo che lui vorrebbe si reinventasse, magari per rientrarci. Alla sua maniera. Controcorrente.  Brescia, lunedì 12 febbraio 2018 - Per chi non t’ha visto correre, Fabio Bordonali, che corridore sei stato? «Un corridore che, purtroppo, si arrangiava un po’ dappertutto, si difendeva in salita, sapeva tirar le volate, si difendeva nelle cronometro a squadre. Dico “purtroppo” perché, per diventare qualcuno, bisognerebbe emergere in una specialità, essere un velocista, un gran scalatore, un grande cronoman. Io mi difendevo un po’ dappertutto perciò andavo bene per tutte le stagioni. Ero un “quattro stagioni”, [ride]. Andavo bene con Guido [Bontempi] e anche coi cap...

LARRY LEGEND (E DAVID SKYWALKER)

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/12/24/larry-legend-e-david-skywalker/?fbclid=IwAR1GCdRa0SALqXw6NoBU8Sj9M-0tCmnXQu-3mwVfHY7dFENrr8pe2OGgT0s di SIMONE BASSO Sport e cultura, giovedì 24 dicembre 2020 LARRY BIRD In ogni discussione, divertente quanto inutile, sul GOAT, che è come il Mostro di Loch Ness (non esiste!), Larry Joe Bird dovrebbe essere sempre incluso. Apice assoluto, tecnico e agonistico, della palla con estro di uno Stato – l’Indiana – che vive per la pallacanestro. Da French Lick sino all’Hall of Fame, giocando con la passione degli ultimi, dei poveri, e il genio degli eletti: vedendolo, con la 33 verde addosso, si intuiva tutto. Le migliaia di ore spese sul campetto, il babbo alcolista (e suicida), la fuga dal campus di Indiana, l’impiego come spazzino e la cavalcata con Indiana State nel Torneo NCAA 1979. Epitome evolutiva dell’ala piccola, col corpo di un’ala forte e il raggio di tiro di una guardia. Al di là dello stereotipo – sul bianco che non salta – mani fortissi...