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Flanders Flashback: Gianni Bugno beats Johan Museeuw by millimetres at 1994 Ronde

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Gianni Bugno celebrates the narrowest ever Tour of Flanders victory (Pic: Sirotti) https://roadcyclinguk.com/racing/flanders-flashback-gianni-bugno-beats-johann-museeuw-millimetres-1994-ronde.html Italian wins by smallest ever margin in race's history by Colin Henrys Road Cycling UK - 31st March 2016 This year marks the 100th edition of the Tour of Flanders and the Belgian Classic has enjoyed a long and storied history thanks to its iconic cobbled climbs, and the heroic images the Koppenberg, Oude Kwaremont and Muur conjure. Merckx, Van Looy, Raas, Simpson, Museeuw, Leman, Boonen, Cancellara… the race has been won by some of the biggest names in cycling. And some of the toughest riders. But of the 99 editions raced so far, none were as close as the 1994 showdown – won by Gianni Bugno by just millimetres ahead of the ‘Lion of Flanders’ himself, Johan Museeuw, who ended his career with three Rondevictories (1993, 1995, 1998). We’ve delved back into the archives to relive the race. Se...

BUGNO ED IL GIRO DELLE FIANDRE 1994 CHE NON TI ASPETTI

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https://sport660.wordpress.com/2020/04/16/bugno-ed-il-giro-delle-fiandre-1994-che-non-ti-aspetti/ articolo di Emiliano Morozzi Gianni Bugno diceva di se stesso che quando tutti lo aspettavano, lui rimaneva nell’ombra e quando invece nessuno si aspettava una sua vittoria, piazzava la zampata vincente. Una descrizione perfetta per il Giro delle Fiandre dell’anno 1994, quando il monzese nato in Svizzera riuscì a mettere in riga un terzetto di mostri sacri del pavè come il padrone di casa Museeuw, il nostro Ballerini e il moldavo Tchmil. Gente che sulle pietre andava come il vento: 3 Fiandre e 3 Roubaix per Museeuw, un Fiandre e una Roubaix per Tchmil, due Roubaix per il nostro Ballerini. Bugno arrivava a quel Fiandre piuttosto in sordina: dopo una deludente stagione 1993 e raggiunte le trenta primavere , qualcuno già cominciava a dare il monzese come ormai avviato sul viale del tramonto. E di certo ben pochi avrebbero scommesso su di lui in quel quartetto di ciclisti che andavano a nozze ...

LE STORIE DEL FIGIO. I TONOLI, ARTISTI DELLA MECCANICA

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https://www.tuttobiciweb.it/article/2019/12/28/1577198761/le-storie-del-figio-giovanni-tonoli-antonio-tonoli di Giuseppe Figini - Tuttobiciweb, 28 dicembre 2019 Tonoli è un cognome che evoca, in ambito ciclistico, soprattutto per gli appassionati di mezza età o anche più, il ricordo di Giovanni Tonoli, un “gigante buono” del ciclismo, un “passistone”, come si usa dire, che sapeva esprimersi al meglio nelle corse contro il tempo, individuali o a squadre, indifferentemente. Non disdegnava, trovando l’occasione, affermazioni che lo distinguevano come valido “finisseur” e anche discreto velocista nelle volate ristrette. Era di Brugherio, grosso centro della cintura milanese, nato nella vicina Melzo per ragioni d’ospedale, nel 1947. Aveva un fisico possente con leve che gli consentivano di spingere i lunghi rapporti con alta frequenza di pedalata. Sono le qualità che l’hanno distinto nella sua carriera agonistica che non è approdata al professionismo per una sua precisa e più volte ribadita...

Atene 1994 - Un gran Diavolo per Capello

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1994, un Savićević stellare zittisce lingualunga Cruijff di Christian Giordano, Guerin Sportivo n.1 7-13 gennaio 2003 © Rainbow Sports Books Tutti ricordano il Milan di Sacchi, vincitore di uno scudetto e di due Coppe Campioni, più raramente quello di Capello, che di campionati ne ha vinti quattro su cinque, tre consecutivi, con altrettante finali di Coppa, conquistata al secondo tentativo e a spese del Barcellona delle stelle straniere sparse fra campo (Romário, Stoitchkov e Koeman), tribuna (Laudrup) e panchina (l’allenatore Cruijff). Proprio il tecnico olandese, sentendosi mancare la terra sotto i piedi, infiamma la vigilia con provocatorie dichiarazioni sulla diversa mentalità che il suo «Dream Team», strafavorito, vanterebbe sul club di via Turati: il Barça compra Romário per far gol, il Milan Desailly per non prenderne. Capello non raccoglie e demanda al campo ogni giudizio. E lì avrà ragione lui: 4-0 con Romário a secco e Desailly autore della quarta rete con uno splendido dest...

Milano 1965 - Peiró che Liverpolli

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di CHRISTIAN GIORDANO © - Guerin Sportivo n.1 7-13 gennaio 2003 © Rainbow Sports Books L’Inter si ripete nel 1965, anno in cui l’Italia schiera, oltre ai campioni d’Europa, il neoscudettato Bologna (eliminato al primo turno dall’Anderlecht: 0-1; 2-1; 0-0 allo spareggio, i belgi si qualificano per sorteggio). I nerazzurri superano la Dinamo Bucarest (6-0/1-0), i Glasgow Rangers (3-1/0-1) e il Liverpool (1-3 in Inghilterra e 3-0 a San Siro). In finale, a Milano, il 27 maggio 1965, prevarranno per 1-0 (Jair al 42’) sul Benfica. Nei «Momenti di Coppa» però entra di diritto la semifinale di ritorno, la magica serata di Inter-Liverpool.  Davanti ai 54.082 di "Anfield" il Liverpool ha dominato, tanto che perfino Herrera è costretto ad ammetterlo: «Avevamo già perso in passato, ma stasera ci hanno proprio battuto», e non è proprio la stessa cosa. Il 3-1 era pesante, ma sarebbe potuto degenerare in un pesantissimo 4-1 se Lawler, superati tre difensori, non si fosse limita...

A Novara "W" il cuore di Weylandt e Merlier

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Il segno della doppia vu. E anche del cuore. Dieci anni dopo che si è fermato quello di Wout Weylandt.  Tim Merlier, quel maledetto 9 maggio 2011, era un 19-enne fiammingo che davanti la tv sognava, un giorno, di passare pro’.  Due lustri dopo, alla prima tappa in linea, al debutto in un grande Giro, gli ha dedicato la vittoria. La sua terza stagionale, la più importante nella carriera.  Dopo 179 km di passeggiata di buona lena dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi, a Novara il velocista della Alpecin Felix - che nelle Fiandre clamano "Merlìr" e in Vallonia "Merliè" - ha messo in fila nientemeno che due tricolori campioni d’Europa, quello attuale Giacomo Nizzolo e l’ex, Elia Viviani. E persino Dylan Groenewegen, al primo sprint a 277 giorni dal terribile incidente con Fabio Jakobsen del 5 agosto al Giro di Polonia, e il tre volte iridato Peter Sagan.  Un belga non vinceva al Giro da un altro Tim fiammingo, Wellens nel 2018 a Caltagirone, non per caso la "Liegi...

Ganna dei miracoli

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Da Piazza Castello alla Gran Madre, otto chilometri e sei in 8’47”. A 58,748 km/h di media.  Spaziale, Filippo Ganna. Come il suo mulinare il mostruoso 60x11. Prima rosa di questo Giro 104, nel cronoprologo di Torino, nel suo Piemonte. Come al debutto, nella Monreale-Palermo del Giro2020.  Top Ganna, contro il tempo, è uno sport a parte. E al Giro, sin qui, ha fatto en-plein : 4 su 4.  Edoardo Affini, suo amico rivale da junior e poi da Under 23, ha corso la crono della vita. E ha chiuso piazzato, a dieci secondi.  Terzo a 13” il norvegese Tobias Foss, compagno di Affini nella Jumbo-Visma.  Quarto a 17” il primo big, quel Joao Almeida che a Palermo, a ottobre, finì secondo dietro il gigante - in tutti i sensi - della Ineos-Grenadiers.  A proposito di fenomeni, settimo a 19” il predestinato belga Remco Evenepoel al rientro agonistico dopo la frattura al bacino di Ferragosto al Lombardia.  Quinto a 18” l’altro favorito di giornata, il francese Remi Cavag...

GUIDA GALATTICA AL GIRO D’ITALIA 2021

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https://www.sport-e-cultura.com/2021/05/07/guida-galattica-al-giro-ditalia-2021/?fbclid=IwAR2EkT9hX2HTRz21hDePm8sTK3BEN4L5nHUqeqQd032zVYhg5Q1IkaC3op0 di Simone Basso Sport & Cultura, venerdì 7 maggio 2021 Centoquattro edizioni di Giro d’Italia. Il secondo costretto dal covid-19 in una bolla sanitaria: al pari del 2020 ottobrino, improvvisato e divertente, questa edizione sembra una sfinge, illeggibile. Nell’èra-Lappartient, diretta (...) dal moloch Tour de France e dell’ASO, il Giro prova a reinventarsi, sperimentando. Con l’eccezione del biennio (d’oro) 2017-18 , la partecipazione è ciò che resta dagli avanzi della Grande Boucle e delle classiche primaverili. Così, a sottolineare la tendenza, in Italia i ras – quelli che comandano il plotone – li vediamo a marzo tra Strade Bianche, Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo . Il Giro invece è costretto alle seconde file, ai giovani leoni e alle promesse non mantenute del (recente) passato. Una Vuelta con un percorso molto più vario e se...

THE ONE THAT DIDN’T GET AWAY

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Frenchman Laurent Fignon had endured a series of disappointing seasons after winning the 1983 and 1984 Tours. But he turned up for the 1989 Giro in great form. Procycling looks at a race where everything went right for him Writer William Fotheringham Procycling UK - May 2021 When Laurent Fignon won the 1984 Tour de France, the future of cycling seemed to be set in stone. Fignon and his Renault-Gitane team had dominated that Tour to the extent that he was portrayed on the front page of the Fren ch cycling bible Vélo with the coverline ‘The Ogre’. Bernard Hinault, winner of four yellow jerseys between 1978 and 1982 , finished second , but he was in a different race. It was obvious now: Fignon would dominate cycling for the next few years.  At the end of July 1984, after Fignon had won the Tour by almost 11 minutes from Hinault and picked up mountain stage wins at will, no one would have predicted that he would win only one more three-week Tour , and that it would take him the b...

URBAN GIRO - Stage 21: Milan (May 30, 2021)

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The Giro is often presented through its epic mountain scenery and iconic climbs. But the  corsa rosa  also has an intimate and important relationship with the cities, towns and urban centres of the  bel paese .  Procycling  looks at the geography, culture and racing history of the 2021 route's population centres  by Barry Ryan Procycling UK - May 2021  Last October, a rider who had just finished the Giro d’Italia entered the terrace of a café on a back street behind the Duomo, perched his bike against the window and ordered a beer. In any other town in Italy, a passer-by would have instantly demanded a selfie or a water bottle, but here, nobody batted an eyelid as the man in the skinsuit took his seat among them. In Milan, they’ve seen it all before. Nowhere has hosted the finish of the Giro as often, but the city that waved the first edition away from Piazzale Loreto in the early hours of May 13, 1909 hasn’t always been as willing to welcome the race...