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Alberto Volpi: “La storia poi ha dato ragione a Roche”

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Storico diesse - fra i tanti big diretti in carriera - di Nibali, Alberto Volpi è stato anche un bel corridore, dotato di una bella testa pensante, per qualcuno magari pure troppo.  Amico di Beppe Bergomi, Volpi viene a trovarmi in redazione a Sky una domenica sera assieme al suo antico sodale Marco Cattaneo, ennesimo predestinato da dilettante e poi meteora nei pro', tuttora suo compagno di pedalate preprandiali della domenica.  Volpi il Giro del 1987 lo chiuse 23-esimo, pur correndo  al servizio di Moreno Argentin, suo capitano alla Gewiss-Bianchi e, da "nemico" giurato del Visenta sin dai tempi della Sammontana, uno dei principali mandanti se non esecutori materiali del "tradimento di Sappada".  Questa la sua preziosa testimonianza, filtrata - ma non troppo, com'è nel suo stile, e a saper leggere tra i non detto - da una vita intera trascorsa nell'ambiente. Redazione Sky Sport,  Milano, domenica 28 gennaio 2018  - Alberto Volpi, saliamo sulla macch...

Kemp a Montegranaro

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https://www.instagram.com/p/CW-LEMNL6F5/ Nell'estate del 2008 una bomba di mercato sconvolge il basket italiano: Shawn Kemp alla @sutorbasket Montegranaro! Proprio lui, The Reign Man, una delle star NBA più popolari, l'eroe dei Seattle Sonics che nel 1996 contesero il titolo ai Bulls di Jordan.  A 39 anni, cinque dopo il suo ritiro, prova a tornare in campo nella provincia marchigiana che ribolle di passione per la pallacanestro 💣 Roberto Carmenati, allora direttore tecnico della Sutor, è l'artefice dell'operazione.  Ha conosciuto Kemp anni prima, ne è diventato il personal trainer e tra i due è nata una sincera amicizia. Kemp, a suo dire, ha recuperato una buona forma, si è ormai disintossicato da alcol e droga e sembra essersi lasciato alle spalle i guai personali (ha avuto sette figli da sei donne, più quelli non riconosciuti) ⛹🏿  La Sutor è reduce dalla miglior stagione della sua storia: quarto posto in @legabasketa ed eliminazione ai quarti di finale dei playof...

Giancarlo Perini, dalla Terra alla Luna (e ritorno)

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«È stato meraviglioso. L’uomo che più di tutti ha determinato il risultato»  – Alfredo Martini  Settecentomila chilometri percorsi in carriera, a star bassi (in senso metaforico e no), come dalla Terra alla Luna e ritorno.  Un Giulio Verne a due ruote, Giancarlo Perini da Carpaneto Piacentino.  Anche lombrosianamente, con quel naso aquilino a stagliarsi sull’ampia pelata e le gote incavate da fame atavica, l’effigie stessa del Gregario d’antan.  Che corridore però, il Pero.  Classe ’59 per appena un mesetto (è nato il 2 dicembre), professionista dal 1981 al 1995, una carriera al servizio degli altri, mai una soddisfazione per sé; a parte la vittoria – cercata per una vita eppure mai inseguita –, e arrivata quasi alla fine: la Cerignola-Crispiano, Giro di Puglia ’93.  L’anno prima, la sua stagione di grazia, lui, storico luogotenente del Chiappa, ha fatto (ri)vincere il mondiale a Bugno.  Fu lui a chiudere il buco nell'unica vera fuga (l'allungo di...