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HOOPS MEMORIES - Bucks '71: capolavoro da Oscar

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https://www.amazon.it/gp/product/B01CDOFOLU/ref=dbs_a_def_rwt_bibl_vppi_i8 Sull’asse Robertson-Alcindor, Milwaukee costruisce una delle formazioni offensive più forti di sempre e conquista il suo unico titolo. Un successo storico che, stretto tra il primo dei Knicks e quello dei Lakers della Striscia, resta colpevolmente sottovalutato di Christian Giordano © RAINBOW SPORTS BOOKS © All’inizio degli anni Settanta, fra le leghe professionistiche nordamericane, il basket è ancora il quarto sport professionistico dietro baseball, football e hockey. Tuttavia, in vista della stagione 1970-71, nonostante la stagnante economia nazionale e preoccupata di sottrarre alla ABA, la lega concorrente, più mercati possibili, la NBA si allarga a 17 franchigie. L’ulteriore espansione, la quinta dopo quelle del 1961 (Chicago Packers, poi Zephyrs e quindi Bullets ma a Baltimore), 1966 (Chicago Bulls), 1967 (San Diego Rockets e Seattle SuperSonics) e 1968 (Milwaukee Bucks e Phoenix Suns), porta nel circ...

Remo Rocchia, dalla stalla alle stelle

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di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS © Lo incontro quando ormai è ora di cena mentre sta rientrando dalla passeggiata col cane, e  non trovo il suo civico. È già buio, e il bianco delle recenti nevicate risalta ancora di più le montagne del Cuneese. La barriera naturale che gli ha segnato l'esistenza e una carriera tanto breve quanto sfortunata. Borgo San Dalmazzo (Cuneo), 6 marzo 2018 - Remo Rocchia, lei che corridore è stato? «Un corridore mediocre, niente di più. Ho provato a far qualche cosina, in salita mi difendevo, però avevo i miei limiti. Ero uno scalatore puro». - Come si è avvicinato al ciclismo? «Sono il nono di dieci figli in una famiglia poverissima. Abitavamo su in montagna, a Festione, in Valle Stura. Avevamo della terra, mio papà era contadino».  - Eravate la classica famiglia che aveva bisogno di tante braccia? «Più che tante braccia, nel periodo della mia infanzia l’agricoltura in montagna veniva abbando...

Edwards added a key piece to the championship runs for the Pistons

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https://www.vintagedetroit.com/james-edwards-detroit-pistons/ by DAN HOLMES on MARCH 20, 2016 Stoic James Edwards played 1,168 games in the National Basketball Association, the most ever by a player who was never an all-star. But Edwards was a star in the eyes of Detroit Piston fans as a key cog in two NBA title teams. The man they called “Buddha” arrived in Detroit just in time to join the championship rotation for coach Chuck Daly, becoming a Piston on February 24, 1988 from the Suns. Quick: who did Detroit give up to get Edwards in that trade? You can’t tell me, can you? It was Ron Moore, a rookie who saw action in only nine games for Daly and the Pistons that season. Moore was one of those guys who was only in the NBA because he happened to have the genes that made him seven-feet tall. Edwards was seven-feet tall too, but he had honed skills that NBA coaches loved. His patented move was the fade away jumper from six-to-eight feet from the hoop, a shot that was impossible to block...

Martinello, meno male che (questo) Silvio c’è

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di CHRISTIAN GIORDANO © IN ESCLUSIVA per Rainbow Sports Books © Fuoriclasse su pista e al microfono, gran velocista su strada. Già questo basterebbe a inquadrarlo, ma Silvio Martinello è stato - ed è - molto altro, e di più. Padovano di Tencarola, frazione di Selvazzano Dentro, classe ’63, passa pofessionista nel 1986. In 18 stagioni:  quattro giorni in rosa nel ’96, il suo anno magico, 19 vittorie su strada (due al Giro, una alla Vuelta; lo zero al Tour il suo unico cruccio) e centinaia su pista, fra i quali spiccano l’oro olimpico di Atene ’96 e il bronzo a Sydney 2000, 6 titoli mondiali (compreso l'oro ai mondiali militari), 14 nazionali e le 28 Sei Giorni (16 in coppia con l’amico fraterno Marco Villa), miglior italiano all-time a +3 tre su Nando Terruzzi, mito anni Cinquanta. Nel 1999 apre nella sua Selvazzano il centro benessere Atletico, ed è lì che vado a trovarlo. Per farmi raccontare il Giro ’87, che lui ha corso in gruppo, ma soprattutto la sua ...