Vingo out, Remco e un Tour non più li stessi


"Senza di lui non sarà lo stesso Tour". Parola di chi lo sta dominando, Tadej Pogačar. Dal 2021 il suo rivalissimo.

La Grande Boucle di Jonas Vingegaard finisce ai -21,3 km dall'arrivo - inedito - di Plateau de Solaison.

Su uno spartitraffico di una rotatoria: quattro suoi Visma-Lease a Bike la passano indenni, lui allarga e pinza troppo. E va giù con Jai Hindley e gli UAE Emirates-XRG Felix Großschartner e Isaac del Toro, che qui lo scorso 14 giugno ha vinto ultima tappa e Tour Auvergne - Rhône-Alpes (l'ex Delfinato).

Per loro solo botte, per il danese: clavicola destra rotta, sarà operata. Primo ritiro in un grande giro per Vingo.


La 15esima però resta comunque una tappona: 184 km da Champagnole con 4 GPM e 3950 metri di dislivello. Con il veleno - e l'inaudito - nella coda. 

Pogačar, in maglia gialla, gregario extra-lusso per far (ri)vincere del Toro, con Remco Evenepoel cattivissimo a far la mezza ruota al signore e padrone.

Sulla terribile rampa finale - 11,3 km al 9,1% medio e un muro di trecento metri al 21,5% dopo 4 km di ascesa - il belga resiste ai due attacchi del messicano (poi terzo e di nuovo maglia bianca su Paul Seixas, poi quarto a 58" al traguardo e ora pure nella generale, a 6'23").

E ai -400 metri va a vincere la sua prima tappa in linea al Tour dopo i due successi in carriera a crono (2024, 2025). 

Mai visto un Evenepoel così su salite lunghe da 30-40' di sforzo. Nella generale è ora secondo a 5'00", con Del Toro terzo a 5'58".

E crono sarà, martedì, dopo l'ultimo riposo.

Già riposo: i corridori e le competizioni vanno rispettati - l'antidoping a Vingo alle 2 e a Pogi alle 5 di notte - pur legalissimi - gridano vendetta.

E al traguardo il re solo - che forse nemmeno ha sprintato per non vincere senza il suo dioscuro - non le ha mandate a dire. Jonas forse è caduto anche per il poco sonno. E "senza di lui il Tour" - già stravinto - "non è più lo stesso".
PER SKY SPORT 24 ©, CHRISTIAN GIORDANO ©
Domenica 19 luglio 2026

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