Il tempo di Remco
DOMINIO EVENEPOEL QUARTO ORO DI FILA DAVANTI A GANNA
Il belga riscrive la storia nella cronometro iridata e adesso punta al bis in linea. Pure Seixas sul podio
«Un’impresa straordinaria, ero qui per respirare profumo di storia»
Ora riposo un po’, faccio festa e poi penserò al prossimo obiettivo»
- Remco Evenepoel
21 Sep 2026 - La Gazzetta dello Sport
Di CIRO SCOGNAMIGLIO
INVIATO A MONTREAL
Come Remco Evenepoel nessuno mai, parte prima. Per la seconda se ne riparla tra sei giorni: intanto c’è questa agli atti, ed è pesantissima. Sembra quasi decollare il belga quando divora i 39,2 chilometri del percorso della crono iridata di Montreal a oltre 52 km l’ora di media, unico a superare quella barriera: il quarto oro mondiale consecutivo contro il tempo è suo (a 4 ci sono pure Fabian Cancellara e Tony Martin, ma non in fila) e se vince pure domenica la prova in linea farà un bis mai visto in una rassegna iridata. All’Olimpiade, sì: fatto proprio da lui, a Parigi, due anni fa. «Questa è una pietra miliare, è straordinario – le prime parole di Remco, che ha baciato subito la moglie Oumi -. Era per questo che mi sono presentato al via, sentivo il profumo della storia». Il nostro Filippo Ganna, valoroso sempre e comunque, si deve accontentare dell’argento, come già nel 2023 e nel 2024 – e ai Giochi di Parigi, e all’Europeo 2025... – ma stavolta il divario è ampio più di quanto ci si potesse attendere: 57”. Con loro, sul podio, il prodigio francese Paul Seixas, che giovedì compirà 20 (!) anni e ci ha tenuto a fare il selfie dei primi tre.
Hanno parlato un bel po’ Remco e Pippo prima delle premiazioni, e il nostro gigante sembrava al limite dell’incredulo per una superiorità così marcata. «Con il nostro staff – ha rivelato Evenepoel -, avevamo un nostro rilevamento cronometrico personale, dopo 6 km. Mi hanno detto che ero già davanti, e questo mi ha dato una fiducia ancora maggiore. Se promette bene verso domenica prossima? Ovviamente, ma ora riposo un po’, una festicciole, e poi il prossimo obiettivo; che arriverà presto». Sì, era stata la prima parte della cronometro – che poi toccava anche il circuito di Formula 1 intitolato al mito Gilles Villeneuve – a far capire tutto: in negativo per Ganna, purtroppo, che dopo 10,3 km era 10° a 22”, ben al di sotto delle previsioni (le ha superate invece Elisa Longo Borghini, quarta a 5” dal bronzo tra le donne). Un ritardo che neppure il ct Marco Villa si è spiegato: «Sembrava che avesse fatto delle buone curve, eppure...». «Pippo ha realizzato i valori che si pensava, e nel più alto - ha rivelato il coach Dario Cioni -. Fare più di così... difficile». E impossibile, dunque, superare Evenepoel.
Preprazione
Fabian Cancellara, uomo da 2 ori olimpici a crono oltre ai 4 mondiali, già in sede di vigilia diceva che «non è in discussione il fatto che Remco mi supererà quanto a titoli. Semmai, il quando. Ma è sicuro...». Avventurarsi in discorsi sul più grande cronoman di sempre è complicato – basti pensare che il mondiale è stato introdotto solo nel 1994 – ma di sicuro Evenepoel sta scrivendo la storia della disciplina, anzi la sta sconvolgendo visto la sua taglia (1.71 di altezza, 63 kg di peso) che è in controtendenza rispetto ai giganti del passato, e a Ganna stesso. Merito (anche) di una posizione in bici che ha meritato il soprannome di proiettile: lui e il mezzo sembrano quasi fondersi, con le braccia in avanti, unite, leggermente sollevate, dietro le quali si nasconde il volto.
Numeri
La parola fuoriclasse si può spendere senza timori per Evenepoel, che suo malgrado si è dovuto spesso inchinare all’unico che in quest’epoca lo è più di lui, cioè Tadej Pogacar. Ma di questo esercizio senza dubbio è il padrone: l’anno scorso, nella crono iridata molto dura del Ruanda, addirittura riprese e sorpassò lo sloveno. Delle ultime 14 prove contro il tempo disputate, ne ha vinte 13: ecco che cosa vuol dire rasentare l’imbattibilità.
Super - Per Remco Evenepoel è la 27ª crono vinta sulle 50 disputate da professionista
UOMINI
1. Remco EVENEPOEL (Belgio) 39,2 km in 44’53”, media 52,403
2. GANNA a 57”
3. Seixas (Fra) a 1’13”
4. McNulty (Usa) a 1’25”
5. Söderqvist (Sve) a 1’26”
6. Del Toro (Mes) a 1’38”
7. Küng (Svi) a 1’44”
16. CATTANEO a 2’14”
DONNE
1. Marlen REUSSER (Svizzera) 39,2 km in 50’24”, media 46,660
2. Backstedt (GB) a 40”;
3. Koch (Ger) a 45”
4. LONGO BORGHINI a 50”
5. Kerbaol (Fra) a 1’10”
10. GUAZZINI a 2’05”.
Il podio della cronometro iridata di Montreal 2026. Da sinistra Filippo Ganna, 30 anni, medaglia d’argento come nel 2023 e nel 2024; poi Remco Evenepoel, 26, al quarto oro consecutivo; Paul Seixas, 19, bronzo
Senza Tadej Pogacar, Remco Evenepoel sarà il favorito anche della prova in linea di domenica. Lui stesso ha già sfiorato due volte questa doppietta, mai riuscita al Mondiale: primo a crono e secondo in linea nel 2025, terzo a crono e primo in linea nel 2022.
Wout Van Aert, a Imola 2020, aveva conquistato due argenti. Per il resto, bisogna tornare indietro a Duitama 1995 quando gli spagnoli Miguel Indurain e Abraham Olano vinsero un oro e un argento a testa.
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Doppietta mondiale
L’ha già sfiorata nel 2022 e nel 2025
Senza Tadej Pogacar, Remco Evenepoel sarà il favorito anche della prova in linea di domenica. Lui stesso ha già sfiorato due volte questa doppietta, mai riuscita al Mondiale: primo a crono e secondo in linea nel 2025, terzo a crono e primo in linea nel 2022.
Wout Van Aert, a Imola 2020, aveva conquistato due argenti.
Per il resto, bisogna tornare indietro a Duitama 1995 quando gli spagnoli Miguel Indurain e Abraham Olano vinsero un oro e un argento a testa.
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Senza rimpianti: «Lui in bici è un proiettile»
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21 Sep 2026 - La Gazzetta dello Sport
INVIATO A MONTREAL
Non era il favorito, ma Filippo Ganna credeva di essere più vicino a Remco Evenepoel, speranza condivisa da tutto lo staff azzurro. Non pensava all’argento, voleva vincere, ma non c’è stato niente da fare e nelle sconfitte subite contro il belga – restando alla Nazionale, siamo a 3 Mondiali, 1 Olimpiade, 1 Europeo – mai il divario era stato così ampio. «Però io non mi posso rimproverare nulla.
Più forte di così, non potevo», l’ammissione del 30enne piemontese che domani sarà di nuovo in gara nella cronostaffetta mista con Cattaneo, Sobrero, Longo Borghini, Guazzini, Trinca Colonel. «Su uno sforzo di 45 minuti, ho fatto i miei valori migliori», anche se quando l’hanno riferito a Evenepoel, il belga ha osservato: «Lo dice sempre. Ma se così fosse stato, forse sarebbe stato più vicino. Comunque, è una grande sfida la nostra, e ci rispettiamo molto».
«L’asfalto, nella prima parte soprattutto, non era il massimo, specie per un Mondiale – ha continuato Ganna, iridato di specialità nel 2020 e nel 2021 -. Però non è un alibi, era uguale per tutti. Evenepoel è stato migliore di me, ma io mi sono allenato bene per una distanza così. Da dove nasce questa differenza, allora? Non ho una risposta precisa. Magari i materiali. O magari la posizione in bici, io non sono un “proiettile” come lui». E poi il pensiero si allarga, va a quanto già c’è stato di una stagione che lo ha visto sempre in prima fila.«Da quando ho iniziato a correre, ho vinto almeno una volta in quasi tutti i mesi, e quando non ho vinto sono arrivato secondo». Quanto ai test in galleria del vento «li ho fatti a inizio anno, più di recente il tunnel non era libero per la data che mi interessava. La preparazione però è andata bene nel complesso, dopo il Tour mi sono concentrato parecchio sulla crono.
E la stagione non finisce in Canada per me, visto che ci saranno i Mondiali in pista. E quindi le vacanze, dopo, saranno un grande obiettivo...». Resta la curiosità di sapere che cosa si sono detti con Evenepoel prima del podio: «Ah sì, mi ha augurato buona fortuna quando ha saputo che per la cronostaffetta mista mi dovrò svegliare molto presto...».
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