LA BICI RESISTENZA DI ALAA PER GAZA


Alaa al-Dali da bambino desiderava diventare ciclista ma l’esercito israeliano ha ucciso il suo sogno sparandogli a una gamba

SERENA TARABINI
Il Manifesto  - Giovedì 15 ottobre 2026 
Pagina 16

Alaa al-Dali ha 6 anni quando riceve in regalo dal padre la sua prima bicicletta.

Da quel momento diventano inseparabili. Alaa trascorre tutto il tempo possibile su quelle due ruote, per spostarsi, per divertirsi, per sfidare. È felice, molto felice. Letteralmente cresce assieme alla sua bicicletta, e l’unica strada asfaltata e pianeggiante disponibile nei confini di Gaza diventa la sua pista di allenamento. Gareggia alla pari anche con i più grandi. Comincia a partecipare alle competizioni, ed è sempre primo: in quelle scolastiche e in quelle cittadine. Si iscrive alla Federazione Ciclistica Nazionale Palestinese e comincia a gareggiare a livello nazionale: è il migliore nella categoria giovanile e in quella dei principianti.

A SOLI 21 ANNI È CONSIDERATO il miglior ciclista della Striscia di Gaza e uno dei più promettenti del ciclismo professionale palestinese. Per sei anni tenta invano di ottenere i permessi per uscire dalla Striscia e competere all’estero.

NEL 2018 ARRIVA LA SVOLTA: si qualifica ufficialmente per rappresentare la Palestina ai Giochi Asiatici di Giacarta, in Indonesia.

Tuttavia, con l’avvicinarsi della competizione, le autorità israeliane gli rifiutano ilvisto di uscita. Il sogno di diventare un ciclista di fama internazionale si infrange definitivamente quando nello stesso anno Alaa partecipa alle manifestazioni della Grande Marcia per il ritorno per attirare l’attenzione sulla situazione degli atleti bloccati a Gaza.

Vi si reca vestito con la sua divisa ufficiale da ciclismo e portando con sé la propria bicicletta da corsa, posizionandosi lontano dalla recinzione di confine. Nonostante la distanza e la natura non violenta della sua presenza, un proiettile israeliano di tipo espandibile (proibito dalle convenzioni internazionali) lo colpisce alla gamba destra distruggendo l’osso e recidendo i vasi sanguigni. Le autorità israeliane negano il permesso di evacuazione medica in Cisgiordania o Israele, e Ala dopo 9 interventi chirurgici fallimentari a Gaza, per aver salva la vita subisce l’amputazione della gamba destra sopra il ginocchio.

ALAA STESSO HA DEFINITO quel momento come l’amputazione di un sogno, ma non la sua distruzione. A soli due mesi dall’operazione torna in sella e il Comitato Paralimpico Asiatico (Apc) gli offre l’ iscrizione d’ufficio ai Giochi Paralimpici Asiatici coprendo tutti i costi del visto, dei voli e dei permessi.

Nuovamente ilgoverno israeliano glielo impedisce. Anziché sprofondare nella rabbia e nella disperazione Alaa decide di iniziare a una delle incredibili storie di resistenza che caratterizzano il popolo palestinese.

QUELLA DI MIRARE ALLE GAMBE o agli arti inferiori è una vera e propria pratica di mantenimento dell’ordine pubblico da parte dell’esercito israeliano, il risultato sono centinaia di giovani palestinesi amputati.

Nel 2020 Alaa con l’amico Karim Ali, ora il coordinatore nazionale, fonda la prima squadra paraciclistica della Palestina, i Gaza Sun Birds, con l’obiettivo di dare una nuova speranza a chi aveva perso un arto, e continuare a tentare di superare l’assedio Israeliano attraverso lo sport. Si allenano prima senza e poi, con maggiore forza, con le protesi; senza pezzi di ricambio, anch’essi bloccati alla frontiera da Israele, comprano bici usate sul mercato nero egiziano e diventano maestri del riciclo: recuperano vecchi telai, saldano metalli di scarto e riadattano componenti usate per rimettere in sesto e adattare alle protesi biciclette destinate alla discarica, riducendo i rifiuti e massimizzando l'economia circolare delle risorse sul territorio.

LA DEVASTAZIONE DI GAZA in atto dal 7 ottobre 2023 ha travolto la squadra: distrutti dalle bombe la sede e le biciclette accumulate in anni di sacrifici, sfollati gli atleti, ma ciononostante un’altra straordinaria storia di resistenza ha inizio. Una volta ristabiliti i contatti, gli atleti convertono la squadra in una rete di distribuzione umanitaria su due ruote. Con le strade distrutte e la totale mancanza di carburante, le biciclette dei Sun birds si rivelano gli unici mezzi capaci di muoversi fra le macerie; gli atleti rimasti a Gaza, pedalando su una gamba sola e portando carichi enormi sulle spalle, cominciano a distribuire quotidianamente beni di prima necessità acquistati grazie a raccolte fondi globali con cui sono in contatto, riuscendo grazie alla versatilità della bicicletta, a raggiungere anche le tendopoli più isolate. Un’azione concreta, dal basso e a impatto zero in un territorio devastato anche ambientalmente.

DA OTTOBRE 2023 I «GAZA SUN BIRDS» hanno distribuito l’equivalente di 600 mila dollari di aiuti (pacchi alimentari, acqua potabile, latte artificiale, pasti caldi) e raccolto 33.000 dollari in sussidi diretti (Disability Ubi) per supportare economicamente le persone con disabilità fuggite dai bombardamenti.

ULTERIORE ASPETTO DI SOSTENIBILITÀ sociale e ambientale della loro rete il fatto che il 90% delle risorse viene acquistato direttamente all’interno di Gaza, da fattorie locali rimaste intatte, magazzini e mercati nel sud. Questo non solo accelera le consegne aggirando i blocchi ai valichi di frontiera, ma sostiene anche la fragile economia locale rimasta.

ALLO STATO ATTUALE, VOLONTARI, i membri locali e nuovi atleti continuano a operare sul campo. Gestiscono la distribuzione degli aiuti d’emergenza non appena si aprono finestre di accesso e stanno riavviando i programmi di riabilitazione e attività sportive per le persone con disabilità locali. Allo stesso tempo i Gaza Sun Bird continuano a portare avanti il sogno di alzare la bandiera palestinese nelle manifestazioni sportive internazionali. Il prossimo obiettivo sono le Paralimpiadi di Los Angeles del 2028.

ALAA AL-DALI, EVACUATO assieme ad altri 6 ciclisti nel 2024, coordina le operazioni internazionali dal Belgio e in diverse occasioni si sposta con altri atleti tra Europa, Egitto e Irlanda, dove sono stati ingaggiati altri paraciclisti e per allenarsi, partecipare a gare ufficiali e portare avanti campagne di sensibilizzazione come le Great Ride of Return, le Corse del ritorno: pedalate collettive organizzate per raccogliere fondi destinati all’emergenza a Gaza e raccontare la storia dei Sun Birds. Una di queste, dal nome Move for Gaza si svolgerà a Milano il 17 ottobre, organizzata dall’Associazione sportiva Amaro presso il Circolo Arci Olmi. Dalle 8,30 si pedala, si corre, si gioca, sia in forma amatoriale che agonistica. Denominatore comune: solidarietà con Gaza.

Commenti

Post popolari in questo blog

'SONO LORO I MIEI CARCERIERI SEI ANNI FA RAPIRONO ANCHE ME'

I 100 cattivi del calcio

L'origine de Maghnes Akliouche : Histoire et Racines