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GALEOTTO FU KOC, PADERBORN PROMOSSO

Dove si trovarono il Papa e Carlo Magno ora c’è la Bundes: non si gioca dopo le 22, a centrocampo un ex rapinatore pentito di Pierfrancesco Archetti , ExtraTime, Gazzetta dello Sport Dopo la promozione storica del Paderborn in Bundesliga, alcuni tifosi hanno voluto marcare subito il nuovo territorio facendo pipì sul cerchio del centrocampo. I giocatori invece si saranno liberati in spiaggia, durante il viaggio premio che il presidente ha offerto per l’exploit: destinazione Maiorca, luogo che per il turista tedesco medio significa baldoria senza limiti. Il proprietario Wilfried Finke, settore mobili, non si è trattenuto nelle spese e pure nelle sentenze da tramandare: «Dopo l’incontro tra Carlo Magno e il Papa, questo è l’avvenimento più straordinario per la nostra città». L’imperatore e Leone III parlarono della fondazione del Sacro romano impero, però era il 799 e non tutti i ragazzi del posto ora ricordano l’evento, quindi la Bundesliga salta in primo piano. Soprattutto perc...

La rivoluzione colombiana è pronta a divampare

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20.05.2014 - aggiornato: 20.05.2014 - 06:15 Riuscirà Cadel Evans a resistere agli attacchi dei sudamericani? I vari Quintana, Uran, Betancur, Arredondo sono il nuovo che avanza. Il Giro e l’australiano in rosa sono avvisati... di Simone Basso , Il Giornale del Popolo Prima settimana di corsa rosa scoppiettante, con molti incroci pericolosi (...). Saranno i punteggi del World Tour o le preparazioni con l’SRM, ma il mucchio selvaggio di pretendenti pare aver ridotto al minimo i vuoti di sceneggiatura. Si rivelano gli eredi di Alessandro Petacchi e Mark Cavendish (Marcel Kittel e Nacer Bouhanni), le promesse di un australiano che vincerà parecchio (il Matthew Matthews in rosa per sei dì) e quelle di un toscano che assomiglia a Bitossi ( Diego Ulissi da Cecina). La classifica vera conta undici nomi, col curioso testa coda di due vecchi lupi di mare legati al povero Aldo Sassi: Cadel Evans , primo e con il bonus del miglior gregario del plotone (un eccezionale Steve Morab...

Vola Colombia

di Simone Basso - Il Giornale del Popolo, 20 maggio 2014 Prima settimana di corsa rosa scoppiettante, con molti incroci pericolosi (…). Saranno i punteggi del World Tour o le preparazioni con l’SRM, ma il mucchio selvaggio di pretendenti pare aver ridotto al minimo i vuoti di sceneggiatura. Si rivelano gli eredi di Petacchi e Cavendish (Kittel e Bouhanni), le promesse di un australiano che vincerà parecchio (il Matthews in rosa per sei dì) e quelle di un toscano che assomiglia a Bitossi (Diego Ulissi da Cecina). La classifica vera conta undici nomi, col curioso testacoda di due vecchi lupi di mare legati al povero Aldo Sassi: Cadel Evans, primo e con il bonus del miglior gregario del plotone (un eccezionale Steve Morabito), e Ivan Basso, undecimo . In mezzo, gioventù di gran talento – Aru e Kelderman – e personaggi alla ricerca dell’ultimo passo, il più difficile, verso la consacrazione: Majka, Pozzovivo e Kiserlovski. Giovedì, con la crono langarola, lo scenario si modifiche...

HOOPS PORTRAITS - Sterling, il crollo del palazzinaro

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Sedici giugno 1981: Donald T. Sterling, palazzinaro di Chicago che negli anni sessanta ha fatto fortuna a Beverly Hills, per 12,5 milioni e mezzo di dollari acquista i San Diego Clippers. Come, San Diego? Sì, e dopo la prima vittoria, impazzito di gioia, attraversa di corsa il campo per andare ad abbracciare coach Paul Silas, pelle nera, nerissima. Tempo tre stagioni, nell’84 Sterling trasferisce i Clippers a Los Angeles. Come, Los Angeles? Sì. In tanti pensavano veleggiassero ad Anaheim, ma Sterling aveva un sogno: sfidare i Lakers, e il loro pubblico di celebrities, sul loro terreno. Vip di Hollywood che erano anche amici suoi e che mai avrebbero tradito i gialloviola, col Forum di Inglewood lì, a dieci miglia da L.A. Trent’anni dopo, oggi, la rivista economica Forbes valuta l’ex barzelletta della lega 575 milioni di dollari. Chissà quanto si è deprezzata dopo il polverone mediatico che ha condannato senza processo Sterling per le frasi razziste che il sito di gossip Tmz ha rubato...

The Once and Future Saint

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https://grantland.com/features/st-cecilia-basketball-detroit-jalen-rose-george-gervin-chris-webber/ A visit to St. Cecilia’s, the Detroit gym where George Gervin, Magic Johnson, Jalen Rose, and many other basketball greats tested themselves against the city’s best. BY PAUL WACHTER ON APRIL 15, 2014 Few cities have as rich a cultural and sporting history as Detroit. From the ’80s Pistons to Bob Seger, Eminem to Miguel Cabrera, the Motor City is a rich tapestry of compelling figures, unbelievable moments, and uniquely American ingenuity. On April 17, ESPN will premiere 30 for 30: Bad Boys , a documentary about those unforgettable Pistons teams. To celebrate, Grantland will devote an entire week , from April 11 through April 18, to the various stories of this wholly original place. ♦♦♦ In the predawn hours of July 23, 1967, Detroit police raided an unlicensed after-hours bar at the corner of 12th Street [1] and Clairmount, sparking the worst riots in American...

Leggerezza di Spartacus

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https://www.indiscreto.info/2014/04/leggerezza-spartacus.html di SIMONE BASSO Il Giornale del Popolo, 12 aprile 2014 La Settimana Santa del ciclismo si conclude, domenica pomeriggio, nel Velodromo di Roubaix: un luogo sacro per lo sport europeo, come solamente Kitzbühel , Holmenkollen e Wimbledon . Il leitmotiv del rito, che riverbera e addirittura amplifica l’epica brutale della Ronde , è il solito: Cancellara, che a Oudenaarde ha chiarito la sua collocazione storica, contro l’Omega Pharma - Quick-Step, la corazzata del Nord ancora a secco o quasi; il resto però non è mancia. SPARTACUS E GLI ALTRI Ribadiamo che il tris fiammingo del bernese rende ancor più evidente il concetto: Fabian, alla voce flahute , nel dopoguerra, è in una compagnia esclusiva. Al suo livello solamente Rik Van I e II , Merckx, De Vlaeminck, Museeuw e Boonen . Poi, allargando la cerchia, potremmo discutere – sempre in ordine rigorosamente cronologico – di Impanis, Magni, Godefroot, Moser e Kell...

Kosovo: Milestone match after years in limbo

Haiti were the opponente as Kosovo played their fist FIFA approved international JAMES MONTAGUE in Mitrovica, Kosovo - World Soccer Under black clouds and plumes of acrid yellow smoke, a group of young men in blue tracksuits are meeting each other on a football pitch for the first time. The players of the Kosovo national team run around the pitch of the decrepit stadium in Obilic – a poor, industrial town dominated by Kosovo’s two largest power stations which, according to the World Bank, represent the “worst single-point source of pollution in Europe” – as a crowd of a few hundred look on. In two days time the players are due to be involved in an important milestone in Kosovo’s recent history. After years of politics, fighting, failure, fraught negotiation and, finally, a tentative agreement, Kosovo are about to play their first FIFA-approved match: a friendly against Haiti. “I feel great because we struggled to have this opportunity to show the world we have tradition i...

Liverpool sette bellezze

Liverpool a forza sette. L'ultima la più sofferta e anche per questo ancora più bella. Contro il Sunderland, che lotta per non retrocedere, i Reds cercavano il settimo successo consecutivo per tenere aperta a tre la corsa al titolo. Nella giornata che ha sancito il definitvo forfait dell'Arsenal, umiliato sei-zero non a Wimbledon ma a Stamford Bridge nella 100esima panchina di Arsène Wenger coi Gunners, Brendan Rodgers doveva tenere il passo della concorrenza. I suoi hanno sudato, ma alla fine ci sono riusciti. Solita punizione dai venticinque metri di Steven Gerrard, e complice Vito Mannone - ex Arsenal - gara sbloccata a 6' dal riposo, con l'11esimo centro del capitano. Tre minuti dopo l'intervallo, partita virtualmente chiusa con il capolavoro di Daniel Sturridge, sinistro a giro là - come dicono in America - dove la mamma nasconde la marmellata, e Chelsea sempre lì, a meno uno. Col City potenzialmente capolista a +3 se dovesse vincere i due recuperi...

Tanking, si fa ma non si dice

Tanking? No, thankx.  Il neo-Commissioner NBA, Adam Silver, non "ci è", e certo non ci fa. Non gioca sulle parole, è che per lui il problema non sussiste. I media lo chiamano tanking , giocare a perdere per arrivare a scegliere più in alto al Draft a fine stagione. Lui, l'ex delfino di David Stern nominato comandante dal suo stesso predecessore, lo chiama rebuilding . Ricostruzione. Il tanking, l'arte di perdere volutamente, per i vertici della lega è diventato un tabù al punto che il gran capo rifiuta persino di pronunciarlo. "T-word", lo chiama; la parola che "comincia per T".  Ma perché le squadre ci tengono tanto a perdere. E a perdere tanto? Perché alla lottery, il sorteggio per accedere ai migliori talenti universitari, le squadre sono classificate in ordine inverso rispetto al record della regular season, quindi la squadra con la peggiore percentuale vittorie/sconfitte è quella con più palline nell'urna. E quindi con maggiori ...

FOOTBALL PORTRAITS - Hernanes, le meraviglie del Profeta (2014)

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di CHRISTIAN GIORDANO © Guerin Sportivo © n. 3, marzo 2014  Nato a Recife, prodotto del vivaio del São Paulo come Kaká, il Profeta ama la buna cucina (migliorata nei tre anni e mezzo a Roma), la chitarra e i libri. Specie la Bibbia. L’Inter di Walter Mazzarri, spendendo 20 milioni di euro, ha finalmente il giocatore per ripartire  «Un essere umano nasce con quattro doni. Il primo è la vita. Il secondo è saper fare le cose: giocare a calcio, disegnare, creare arti e scienze, tutto ciò che possiamo imparare. Il terzo è il dono di amare, del piacere per le cose. E l’ultimo è quello di poter credere in qualcosa».  Così predicava il profeta Hernanes a Jonas Oliveira sul mensile brasiliano Placar numero 1348, novembre 2010.  «’A Profe’ nun te ne anna’».  Così lo implorava il popolo laziale, con lui in lacrime fuori dal finestrino per autografi e selfie da smartphone all’uscita dal centro tecnico di Formello. Un video già web-culto.  Lacrime sincere, di Aquil...

THE INCREDIBLE STORY OF THE IRISH DUEL AT THE 1987 PARIS-NICE

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https://www.eurosport.com/cycling/the-incredible-story-of-the-irish-duel-at-the-1987-paris-nice_sto4164349/story.shtml BY EUROSPORT PUBLISHED 07/03/2014  In the spring of 1987, Irish rider Sean Kelly was the world’s number one ranked cyclist and his compatriot Stephen Roche was on the cusp of the greatest season of his career, during which he won the Giro d’Italia, Tour de France and World Championships. The two Irish riders had enjoyed a fierce and mostly friendly rivalry since Roche turned professional in 1981. In fact, it was the Dubliner’s victory at Paris-Nice, just a few weeks after starting his pro career with the Peugeot team, that prompted Kelly to get serious. Although Kelly had won stages of the Tour de France and Vuelta a España, he had not made the sort of splash that Roche had made by winning one of the most prestigious stage races in French cycling. Paris-Nice had often been a battleground for the two Irishmen but in 1987, with Kelly aiming for his sixth consecutive ...