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Amstel 2015 a Kwiatkowski: come al mondiale

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La corsa della birra. Dei velocisti. E dei campioni del mondo.  Sui 258 chilometri e 34 cotes da Maastricht a Valkenburg, Michał Kwiatkowski era con Gilbert il favorito e non ha deluso: per la quarta volta (dopo Merckx 75, Raas 80 e Hinault 81, che ha dato il via alla gara) è la maglia arcobaleno a vincere la classica che apre il Trittico delle Ardenne , la settimana che - con la Freccia Vallone di mercoledì 22 e la Liegi di domenica - chiude la campagna del Nord. Nibali tornava alle gare dopo la Sanremo, e ci ha pure provato ad attaccare ma la fuga è stata ripresa a 15 km dall'arrivo. Nel finale, "Kwiatko" ha vinto alla sua maniera: come al mondiale di Ponferrada. Sbucando dal nulla e sorprendendo l'eterno secondo Alejandro Valverde, lo "piazzato" anche nel 2013, e Michael Matthews, terzo un mese fa anche nella Classicissima di primavera.  Primo polacco re della Amstel, Kiato ; primo italiano Enrico Gasparotto, ottavo, e vincitore qui ...

Qui Varese: tra l'Avellino e lo spettro del fallimento

Il Varese, afflitto dai debiti e ultimo in classifica, cerca di chiudere con dignità la stagione, in mezzo a tanto caos, con cambi improvvisi ai vertici societari e penalizzazioni che rendono vani i risultati positivi conquistati sul rettangolo di gioco.   Il club non ha più soldi e c'è la sensazione di trovarsi di fronte a una situazione simile a quella del Parma. L' avvocato Pierpaolo Cassarà , diventato presidente il mese scorso , ha evitato una nuova penalizzazione in classifica versando i 170 mila euro per i pagamenti dei contributi Irpef di novembre e dicembre . Da un mese, però, la situazione non è migliorata. I fondi della Lega di Serie B sono serviti a garantire i contributi, i rimborsi e tre mensilità ai dipendenti, come riferisce il sito CalcioWeb.eu. Ma ora non c'è più un soldo e il rischio fallimento è sempre più concreto. Ben che vada, il Varese partirà il prossimo anno con una pesante penalizzazione in classifica. Non convocati gli infortunati Neto Pere...

36ª giornata di B – VARESE-AVELLINO: le probabili formazioni

di Manuel Favia Per la 36ª giornata del campionato di Serie B, va in scena un delicato testa-coda della classifica allo stadio “Franco Ossola” : Varese-Avellino. Ospiti mai vittoriosi in terra lombarda , a eccezione dello 0-1 raccolto in Coppa Italia nella stagione 2011/2012 . Sarà infatti la sesta occasione in cui i biancorossi ospiteranno gli irpini nel torneo cadetto , con uno score positivo: 2 vittorie e 3 pareggi. L’ultimo precedente è datato 22 febbraio 2014: 1-1 con reti di Ciano e pareggio dei padroni di casa firmato Rodrigo Ely, ora difensore biancoverde . La gara d’ andata giocatasi al “Partenio” si è chiusa sul risultato di 0-0. Il Varese non ha mai vinto in casa nel 2015, appena un punto in 7 partite . Le sconfitte consecutive al “Franco Ossola” sono diventate 5, dopo il pesante 0-3 incassato dal Catania . La formazione lombarda non vince da 12 turni, tra le mure amiche dal 28 dicembre 2014 (2-0 alla Ternana) ed è ormai condannata alla retrocessione. Imperativo vince...

Chelsea-Man Utd, prima svolta a sinistra

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Poi dice che uno si butta a sinistra: Blind-Fellaini-Young. Da quando Louis van Gaal ha imbroccato la catena mancina, il suo United ha finalmente trovato la quadra: quindici gol fatti e quattro subiti ma soprattutto sei vittorie consecutive, con gli scalpi eccellenti di Tottenham, Liverpool e City nelle ultime quattro.    E davanti, la possibilità, sbancando Stamford Bridge - impresa centrata una volta negli ultimi undici tentativi in Premier -, di riaprire la corsa al titolo che fino neanche a un mese fa sembrava già vinto dai Blues.   A sei giornate dalla fine, di fatto sette per il Chelsea che il 29 aprile recupererà la partita in casa del Leicester City, la capolista resta super favorita; non solo perché in caso di sconfitta resterebbe prima, a +4; ma perché non perde da 11 gare e per la solidità mostrata sin qui in ogni zona del campo.   Non solo a sinistra, dove Azpilicueta, Matic e soprattutto Hazard; già 17 gol in stagione, 12 con 8 assist in campi...

Varese-Avellino: presente e possibile futuro di Martino Borghese

La sfida della 15esima giornata di ritorno del campionato di Serie B tra Varese e Avellino, sarà l’occasione giusta per la società campana di parlare con Martino Borghese. Il centrale difensivo di origini svizzere, secondo quanto riportato da ‘Irpinianews.it’, è sempre sul taccuino della società irpina, dopo il corteggiamento a vuoto dell’estate scorsa. Nonostante l’ottima posizione di classifica infatti, in ‘casa biancoverde’ si sta già pensando al futuro, con il direttore sportivo Enzo De Vito in cerca di giocatori che possano rinforzare la rosa a disposizione di mister Rastelli. Il pacchetto arretrato verrà così quasi certamente rivoluzionato: partiranno Rodrigo Ely, Alessandro Fabbro e Marco Chiosa, mentre sono già stati perfezionati gli innesti a parametro zero di Milan Nitriansky e Davide Biraschi. Il nome di Borghese circola nell’ambiente irpino ormai da tempo: difensore roccioso e con il vizio del gol (ben 5 in questo campionato) , l’italo-svizzero è un pallino di ...

Avellino verso Varese: cresce l'attesa ed è totoformazione

È il momento di rompere il digiuno. Perché, a sette giornate dalla fine del campionato, chi si ferma è perduto. Play off e promozione diretta: per raggiungerli; per rincorrerla fino in fondo, il margine di errore è sempre più ridotto. E allora sabato, a Varese, l'Avellino ha davvero un solo risultato a disposizione. Non partiranno battuti i biancorossi di Bettinelli, ma per una squadra che ambisce a giocarsi la Serie A è francamente impensabile non andare a vincere in casa del fanalino di coda della Serie B. Un glorioso e recente passato; un presente tra mille difficoltà, tanti indisponibili, tra infortuni e squalifiche, ed un piede in mezzo in Lega Pro: i prossimi avversari di turno vanno rispettati, non sottovalutati, altrimenti il rischio di una clamorosa beffa in stile Padova diventa altissimo, ma soprattutto affrontati col piglio della squadra che deve far capire, sin dal primo minuto, che non c'è spazio per le sempre più flebili ambizioni altrui. Troppo lontano l'ult...

Quarti di Champions: il sottile filo blaugrana

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C'è un mica tanto sottile filo blaugrana nel quadrilatero che, da Parigi a Porto, in attesa del ritorno a Barcellona e Monaco, ha chiuso l'andata dei quarti di Champions League: due 3-1 che più wendersiani non si può. Così vicini, così lontani: - per la tante, troppe assenze che a questi livelli paghi anche se ti chiami Bayern o PSG. - per i 4 ex compagni in panchina, Blanc e Luis Enrique al Barca '96-97; Lopetegui e Guardiola sempre al Barca, ma dal '94 al '97; tutti e 4 nel 96-97; - per la doppietta di chi ti aspetti, un Suarez in versione Ajax e Liverpool; e di chi mai avresti detto: il miglior Quaresma già visto, guarda caso, solo nel suo primo passaggio al Porto e mai all'Inter, al Chelsea e nemmeno, massì, al Barcellona; Quello che anziché per la trivela, nella magica serata del Do Dragao, usa l'esterno destro per infilare in controtempo Neuer, il portiere campione del mondo raramente così in difficoltà. Non solo per colpa sua, però.   Perché se d...

Luca Miracoli: dalla Feralpi Salò alle porte del grande calcio

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By Redazione · 9 marzo 2014  Si presenta come un ragazzo qualsiasi: maglietta, jeans e giubbotto. Un teenager disinvolto dal carattere socievole e spensierato. Eppure il suo metro e novanta e il suo fisico atletico possono destare perplessità. Luca Miracoli è proprio così, proprio come appare. Genovese di nascita ma ormai da tre anni ‘adottato’ dalla mondanità bresciana (un anno fa abitava a Montirone, ora vive a Desenzano), alla prima impressione, Luca, 22 anni a breve, attaccante della Feralpi Salò, realtà calcistica che si identifica come una delle migliori Scuole Calcio della provincia di Brescia, può sembrare come tutti gli altri. In realtà, dietro, si nasconde una persona umile e motivata al tempo stesso, matura e con degli obiettivi ben precisi, con una mentalità aperta e lungimirante, capace di impressionare la dirigenza verdeblu (i colori della sua squadra) tanto da essere confermato, per la seconda stagione consecutiva, nella formazione titolare agli ordini di mister ...

Avellino, Rastelli può sorridere: riecco Visconti e Vergara

L'esterno mancino e il centrale di difesa si candidano per un finale da protagonisti di Carmine Roca Sedici reti alla Primavera e altrettanti avvertimenti inviati al Varese con posta prioritaria. L'Avellino si è divertito, questo pomeriggio, al cospetto della formazione guidata da Claudio Luperto, nel test in famiglia disputato al Partenio-Lombardi, davanti ad un centinaio di spettatori presenti in Tribuna Terminio, sotto un caldo sole primaverile. Rieccoli - Sedici reti, tanti spunti degli di nota e due buone notizie per Massimo Rastelli. Il tecnico ha pienamente recuperato Visconti e Vergara. L'ex Cremonese ha occupato la casella sull'out mancino della difesa a quattro, lasciando intravedere di aver archiviato il lungo periodo di stop in seguito all'infortunio occorsogli alla spalla destra, che ha richiesto un intervento chirurgico. Visconti non è ancora al meglio della condizione fisica, ma si candida per un finale di stagione da protagonista. Allo stes...

Roubaix story, dal pioniere Fischer al poker di De Vlaeminck

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L’Inferno del Nord nacque il 19 aprile 1896 e ha respinto fior di campioni. Nell’albo d’oro ci sono anche 13 vittorie italiane di Paolo Marabini, Gazzetta dello Sport Domenica si corre l’edizione numero 113 della Parigi-Roubaix, quella che per molti è considerata la madre di tutte le classiche. Una corsa spietata, massacrante, che vale una carriera. Una gara per duri , che sfugge a qualunque canone. Vinta da fior di campioni - da Fausto Coppi a Eddy Merckx - ma anche da corridori che hanno legato il loro nome solo alle pietre dell’Inferno del Nord. MERITO DEL VELODROMO — L’idea di organizzare la Parigi-Roubaix venne a due patiti della pista, Theodore Vienne e Maurice Perez, dopo che nel 1895 avevano fatto costruire un velodromo tra gli abitati di Croix e Roubaix. L’anno dopo, per fare cassetta, pensarono a una corsa che partisse da Parigi per arrivare proprio nel velodromo. Louis Minart, capo-redattore del giornale sportivo Le Velo, e il suo braccio destro Victor Brayer, ra...

Roubaix, una domenica all’Inferno

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Nell’aprile del 1919 venne chiamata l’Inferno del Nord, definizione perfetta di una gara che mette a durissima prova gli atleti, confrontati a un percorso variegato e impervio. La lista di pretendenti alla gloria è lunga, ma chi alzerà al cielo il cubo di porfido del vincitore? di Simone Basso, Il Giornale del Popolo Era il 20 aprile 1919 e la Parigi-Roubaix divenne l’Inferno del Nord . Quella gara durissima, folle, inventata da Vienne e Perez nel 1896 , tornò dopo quattro anni. Al suo posto, quasi in tutta Europa, la Grande Guerra . Alla partenza i ciclisti commemorarono i colleghi caduti sul fronte. Un minuto di silenzio ricordando Lapize, Petit-Breton, Friol, Cadolle, Hourlier, Engel... Francois Faber fu ucciso nella battaglia di Artois; Carlo Oriani morì a causa di una polmonite contratta attraversando – a nuoto – il Tagliamento per salvare dei commilitoni. Il Quattordici-Diciotto fu una strage di uomini e di corridori. Cielo color piombo, pioggia invernale, la competi...

Arsenal-Liverpool: Make or Break

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Make or Break . O la va o la spacca. In realtà più per il Liverpool che per l'Arsenal nel big-match della 31esima di Premier League. Una classica del calcio inglese, anche se quest'anno varrà al più un piazzamento Champions. Allo scontro diretto dell'Emirates arrivano due squadre in salute. I gunners vengono da sette vittorie consecutive, 9 successi nelle ultime 12 e 11 delle ultime 19; con appena una sconfitta e sette pareggi. Vincendo anche questa, i ragazzi di Arsène Wenger salirebbero a 63 punti, a +9 sul Liverpool che virtualmente saluterebbe ogni speranza di quarto posto. Pur avendo perso il suo "vero" derby, quello con lo United, però, la squadra di Brendan Rodgers non se la passa troppo male: tre sconfitte nelle ultime 15, ma fuori casa non perde da sei gare. Sfida nella sfida quella tra gli attacchi. Olivier Giroud è in formissima: 8 gol nelle ultime sette. En exploit realizzartivo che ha in parte coperto l'appannamento di Alexis Sanchez: 18 gol e...

Carpi, è quasi A

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Il sogno è lì, solo da afferrare. E dopo la notte magica del Cabassi, nessuno vuole più svegliarsi: 3-0 al Bologna. Al Bologna. Sessantaquattro km e sette scudetti di distanza, un abisso storico che sembrava incolmabile. Cinque anni fa, il piccolo Carpi era ancora in Serie D. Oggi la creatura di Stefano Bonacini, uno che il Bologna ha pure provato a comprarlo, quell'abisso lo ha ribaltato: Carpi primo a +12 dopo lo scontro diretto. È durata un tempo la partita del Bologna: 4 occasioni rossoblù, ma il gol lo ha trovato la capolista. Nella ripresa in campo s'è visto solo il Carpi. Ci ha provato, Lopez, a riacciuffare la partita, dopo l'infortunio di Zuculini addirittura col 424: Sansone e Importa attaccanti esterni; Cacia e Mancosu punte centrali. Dall'altra parte, troppa la differenza di fame e di voglia. E di momento magico. Il Carpi sente l'odore del sangue e nell'acqua dell'alta classifica ci sguazza. Greg Paltrinieri, tifoso doc che se ne intend...

Frans Verbeek - THE FLYING MILKMAN

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As founder of clothing manufacturer Vermarc, Frans Verbeeck has had more impact on the sport since retiring than he did in his pomp in the 1970s, when ‘The Flying Milkman’ gained a reputation as the nearly man of the Classics Writer: Peter Cossins Procycling, April 2015 What does it say about Frans Verbeeck’s racing career that he’s best-remembered not for the dozens of races he won, including the Amstel Gold Race , La Fleche Wallonne and the Belgian national title , but for his unforgettable nickname: ‘ The Flying Milkman ’? Well, that and for delivering the most memorable quote ever made about the Ronde van Vlaanderen .  Seventeen times a runner-up in major one-day races , Verbeeck had just finished second once again at the Ronde in 1975 . The only rider who had been quick enough and strong enough to respond to Eddy Merckx’s attack at the foot of the Oude Kwaremont, Verbeeck spent the next 95 km with ‘The Cannibal’, barely able to hang on, let alone offer a hand ...

Latina, l'internazionale nerazzurra

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A Brescia, Mark Iuliano ha schierato 6 stranieri nell’undici iniziale, record nella storia del club 17.03.2015 09:30 di Marco Ferri - Fonte: Il Giornale di Latina L’Internazionale nerazzurra va in scena a Brescia. Figlia di un mercato di riparazione esterofilo e dell’assenza di una delle pedine italiane più utilizzate ( Valiani ), il Latina ha fatto registrare il numero più alto di stranieri nell’undici titolare. I 6 schierati al Rigamonti da Mark Iuliano sono un record nella storia della società e una decisa rottura con il recente passato. LINEA-IULIANO – Ai due calciatori nati all’estero (Benali e Da Silva) di cui si è servito Calori, Iuliano ha risposto riempiendo la squadra con oltre il 50% distribuiti tra tutti i reparti . Dal tridentone di matrice africana, con Oduamadi, Sowe e Bidaoui, si è passati per il debutto del franco-algerino Ammari fino alla conferma, sulle fasce, dei soliti noti Ristovski e Alhassan . A questi si aggiunge  l’innesto in corso d’opera dell...

Di Gennaro, una porta sul passato

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01.04.2015 14:00 di Marco Ferri - Fonte: Il Giornale di Latina Una porta sul passato. Raffaele Di Gennaro la aprirà domani, quando, al Francioni, farà tappa la squadra con la quale ha iniziato la sua carriera tra i grandi. Storia di non più di un anno fa, quando il 20enne di belle speranze, svezzato dall’Inter, scelse la periferia della serie B per iniziare per continuare quel percorso di maturazione in una carriera che gli addetti ai lavori gli preconizzano radiosa. ENFANT PRODIGE – Il destino lo mette subito di fronte ai ricordi, facendogli sfidare l’Inter in Coppa Italia nella Scala del calcio italiano. Sarà la seconda delle sue 41 presenze stagionali . Tutte da titolare, con 51 gol sul groppone e 13 gare imbattuto, che hanno concorso alla salvezza last-minute della squadra di Claudio Foscarini, arrivata grazie a un girone di ritorno a ritmo da play-off: “L’anno scorso mi arrivavano molti più tiri in porta, c’era praticamente un assedio a ogni partita. Sapevamo di giocare risch...

Wevelgem, l'Oscar del Gerva

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Il rosso è tornato. È tornato a vincere. La barba di Luca Paolini davanti a tutti nella 77esima Gand-Wevelgem, dove il tricolore non garriva da Cipollini 2002. La Ferrari di Sebastian Vettel, due anni dopo Alonso al Montmelò del maggio 2013. E proprio da maggio 2013, la Sorrento-Marina d'Ascèa al Giro, non alzava le braccia il rosso del team Katusha; 38 anni e non sentirli: primo italiano re in una classica dal Lombardia 2008, il terzo e ultimo di Damiano Cunego. Settimana da Oscar per il Gerva, nickname dovuto alle sue imitazioni del signor Gervasoni, il personaggio svizzero di Aldo-Giovanni-e-Giacomo. Da regista di culto per il bis di Alexander Kristoff sfumato a 50 metri nella Sanremo una settimana fa; a miglior attore protagonista di una Wevelgem spazzata da pioggia e vento ai 50 orari: solo 38 all'arrivo, ben 160 i ritirati. È caduto due volte, Paolini. Tre cambi di bici prima dell'attacco decisivo, a 6 km dal traguardo. L'olandese Niki Terpstra, primo a...

Dunga-bis, guarito il "complexo" Francia

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Sei gol fatti e solo uno subìto nelle ultime due partite, a meno di due anni l'una dall'altra. Tre a zero il 9 giugno 2013 a Porto Alegre, ultima amichevole prima della Confederations Cup poi vinta dalla Selecao di Scolari sulla Spagna; tre a uno al St. Denis nella prima sconfitta post-mondiale dei Blues. A guardare i numeri, si direbbe che il secondo Brasile di Dunga sia già guarito da uno dei tanti complexo de vira-lata, il "complesso da cane randagio" reso immortale da Nelson Rodrigues.  Sette vittorie su sette nel nuovo corso, solo due reti subite contro Colombia, Ecuador, Argentina, Giappone, Turchia, Austria. E ora, Francia; che era pure andata in vantaggio. Non con Benzema, alla prima da capitano e subito vicino al gol, negatogli dalla manona aperta di Jefferson, goleiro del Botafogo ed ennesimo candidato per il dopo-Julio César. Il record dell'ex gattone inviso a Mourinho resta quindi intatto: 25 gol e altrettante vittorie della sua nazionale. Col s...

St. Denis, 17 anni dopo

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Sulla scena del misfatto, diciassette anni dopo. Dal Dunga capitano di un Brasile sconfitto dal malore di Ronaldo, prima ancora che dalla storica doppietta - di testa - di Zidane e dal 3-0 di Petit nella finale mondiale del '98. Al Dunga di nuovo Ct di un Brasile uscito con le ossa rotte - quasi alla lettera [img neymar zuniga... foto?] - dal mondiale in casa che ha perso sul più bello il suo faro Neymar. "E' il nostro unico fuoriclasse" ha detto l'ex Cucciolo di Pisa-Fiorentina-Pescara. "Una volta avevamo Careca, Ronaldo e Rivaldo, oggi campioni così provengono da altri paesi". Non a caso la fascia al braccio il Ct l'ha affidata a Neymar, successore di un Thiago Silva ritenuto - in patria - di lacrima facile persino per gli standard locali. Con la Seleção come al PSG, fresco di quarti in Champions League. In un'amichevole tale solo sulla carta visti i palmarès e i 14 precedenti dal '58 al 2013, tra cui l'immortale punizione a tre...

Bentornata a casa, Sanremo (2015)

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Mancava dal 2007 il traguardo di via Roma alla Classicissima dei fiori . È tornato nell’edizione numero 106 della Milano-Sanremo, partita come “mondiale d’autunno” e arrivata, dopo 7 ore di sella e 293 km, come quel che dovrebbe essere: il “mondiale di primavera”. A sbocciare, però, è stato il talento purissimo di John Degenkolb e Niccolò Bonifazio. Ventisei anni il tedesco, al successo più importante della sua carriera; neanche 22 il ragazzino di Daino Marina, cresciuto ai piedi della Cipressa e subito quinto al debutto alla Sanremo. Ci siamo andati vicini, ma non vicinissimi, noi italiani, a vincere quella corsa che ci sta nel cuore da quando è nata, e sullo stomaco dal 2006. Quando Pippo Pozzato fu l’ultimo italiano a vincerla. Per trovare un digiuno più lungo bisogna tornare ai 17 anni tra la doppietta di Loretto Petrucci nel 1952-1953 l’acuto di Michele Dancelli nel 1970. La doppietta consecutiva invece manca da Erik Zabel 2000-01. Un altro tedesco. Alexander Kris...

Milano-Sanremo 2015: indecifrabile, la Classicissima

di Francesco Sulas Classicissima , Mondiale di primavera , semplicemente Sanremo. La prima "vera" corsa dell'anno è la più attesa e domani giunge alla 106esima edizione . La Milano-Sanremo sarà la prima classica-monumento del 2015 e tornerà all'antico: dopo 7 anni l'arrivo si sposta dal Lungomare Italo Calvino a Via Roma . Lì la Classicissima si concluse dal 1949 al 1985 e dal 1994 al 2007 . L'ultimo a vincerci fu Óscar Freire su Allan Davis e Tom Boonen . Sarà una Sanremo senza Mànie, come dal 2013: allora fu il maltempo ad escludere la salitella posta tra Noli e Finale Ligure, dallo scorso anno è stata tagliata. Niente Manie, si decide tutto su Cipressa e Poggio Si correrà sulla distanza di 293 km, uno in meno del 2014, con il chilometro zero posto come al solito in Via della Chiesa Rossa, periferia sud milanese .  Serviranno 143 km per arrivare al Passo del Turchino, buttandosi sulla riviera ligure dopo lo scollinamento .  Fino ad Alassio e Laigueglia ...