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Follia al Giro

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Prima il folle in bici che si inserisce in gruppo a dieci chilometri dall'arrivo di Genova; poi la grande paura per Domenico Pozzovivo, caduto ai sessanta orari lungo la discesa di Barbagelata; e ora, l'ennesimo pseudotifoso che per scattare una foto ha provocato una paurosa caduta collettiva ai trecento metri dal traguardo di Castiglione della Pescaia. Peggio di tutti è andata a Daniele Colli, che in carriera ha superato guai al ginocchio peggiori di questa pur gravissima frattura scomposta all'omero sinistro. Alberto Contador, sempre in maglia rosa con 2" su Aru e 20 su porte, è riuscito - pur dolorante - a chiudere la tappa vinta in volata dal campione di Germania André Greipel, neo-maglia rossa di leader della classifica a punti, davanti a ben 8 italiani nei primi dieci. Per Contador si parla di "leggera instabilità della spalla sinistra rispetto alla controlaterale" e contusione al ginocchio sinistro. Tutto per una foto. No, non si può. ...

Polanc sull'Abetone, Contador in rosa

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1992: la serie. Dopo Davide Formolo, altra prima vittoria da professionista per un classe '92: Jan Polanc, sloveno di Kranj, che corre per il team italiano Lampre Merida. È sua l'impresa oscurata dal duello ad alta quota, in cima all'Abetone, fra Aru e la nuova maglia rosa Contador, con Richie Porte terzo incomodo. Primo arrivo in salita, e prime scintille vere tra i big che lasciano andare la fuga, poi decisiva, già al sedicesimo chilometro.    Fra i cinque fuggitivi più bello da vedere in sella è Polanc, che ai meno undici saluta tutti e va a vincere da solo con un minuto e mezzo di distacco. In gruppo, già alla partenza, si chiacchierava di un Contador smanioso di rivestirsi di rosa quattro anni dopo il vittorioso Giro 2011, successo poi revocato. E così il pistolero ha testato se stesso e i gli altri big con una prima sparata ai meno sei e uno più poderosa a 4,4 km dal traguardo. Bravo e svelto Aru a rispondergli, resistendo al ritorno dello spagnolo nello sprint...

Barça por la Quinta

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Otto. Per l'ottava volta in sessanta edizioni, la CoppadeiCampioni/Champions League avrà in finale il Barcellona. Negli ultimi dieci anni - da quando la ricostruzione è cominciata - è successo tre volte, e tre volte l'ha vinta. Quattro le semifinali, una uscita ai quarti e una agli ottavi. Insomma, loro, i piccoletti che il possesso palla l'hanno prima rivoluzionato e ora persino superato, in fondo ci arrivano sempre; o quasi.    Cambiano i tridenti - con sua maestà Messi sempre al centro dell'impero, anche quando si defila sull'out a difendere come un terzino; o arretra come rampa di lancio per gli altri due fenomeni:; 114 gol in tre; 37 Neymar, 24 Suarez e 53 la Pulce. Xavi non è più titolare, ma Andrés Iniesta resta sempre il faro di un centrocampo che ha rinunciato a cesc Fàbregas per il più funzionale Ivan Rakitic. Luis Enrique, dopo un inizio in linea spezzata come i suoi spigoli, sta dimostrando quel che il suo amico pep sapeva già prima di consigliarl...

La prima di Formolo, da Roccia a stella

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Permettete che si presenti: Davide Formolo, veronese di Marano di Valpolicella nato a Negrar per via dell'ospedale. Per tutti Roccia. E' così che lo chiamano da quando aveva sei anni. Adesso che ne ha 22, e ha vinto al Giro la sua prima corsa al secondo anno da pro', nessuno gli chiede più perché.   Predestinato sin da allievi e juniores, questo scalatore di 1,81 per 62 kg sa cogliere l'attimo.  L'anno scorso si fece conoscere dal grande pubblico per quello sprint finale al campionato italiano, chiuso alle spalle della nuova maglia tricolore Vincenzo Nibali.  Stavolta, alla sua prima corsa da tre settimane, e in una tappa nervosa, con 2600 mketri di dislivello e alla vigilia dell'Abetone, parte ai piedi del Biassa, ai meno 14, e se na va da solo. Alla maniera dei grandi. Bruciando tutti, i big Aru, Contador, Porte e Uran Uran (il grande sconfitto di giornata); e all'arrivo a La Spezia l'incredulo Simon Clarke, terzo australiano in rosa in que...

Red Hook Crit - An Italian Conquered Brooklyn

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He was one of the big men, Ivan Ravaioli, literally. In Brooklyn for the first stage of Rockstar Red Hook Crit 2015, he came to win it. And he won it. By half a wheel, at photo-finish, but he won it. Lining up the Spaniard Luis Junquera San Millan and the Mexican Raul Torres Pagaza on this pier street, very technical circuit – 1.25 km (0,78 miles) to be repeated 24 times for a total of 30 km (18,6 miles) for men and 18 times for a total of 22,5 km (14 miles) for women. Luckily, as a 34 year-old former road pro who ten years ago rode Giro d’Italia (Tour of Italy) and monument one-day classic Milano-Sanremo, he had no specific experience to beat fixed gear track bike fanatics. The female race was dominated by the Spanish Ainara Elbusto Artega, first in 2014 in Barcelona and second in Milan and winner of the last Championship Series. She sprinted over the French Fleur Faure, at her very first U.S. appearance, and veteran Kacey Manderfield Lloyd, winner of first edition in 2008, who...

Paura per Pozzovivo, Matthews rivince in rosa

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Barbagelata. Già dal nome una discesa da brividi. Brividi che, con la caduta di Domenico Pozzovivo a 40 km dall'arrivo di Sestri levante, abbiamo temuto di rivivere quattro anni dopo la tragedia di Wouter Weylandt sul Passo del Bocco al Giro 2011 e di Fabio Casartelli sul Portet-d'Aspet al Tour '95. Stavolta, solo tanta paura per quella ruota anteriore slittata sull'asfalto asciutto e granuloso il giusto, e il volto picchiato ai sessanta orari sull'asfalto. Numero uno di dorsale e di sfortuna, il capitano della francese AG2R La Mondiale: nella seconda tappa aveva perso un minuto, a una decina di km dall'arrivo sulla sopraelevata di Genova, per colpa di un folle intrufolatosi in gruppo. Appena il tempo di chiedere alla giuria l'annullamento di ritardi ed ecco che il suo Giro è già finito ancora prima di cominciare. È cominciato come meglio non si poteva, invece, quello degli australiani della Orica Green Edge: vittoria e maglia rosa con Simon Gerran...

I cinque ciclisti colombiani più forti della storia

http://www.sportcafe24.com/182356/prima-pagina/cinque-ciclisti-colombiani-storia.html 8 maggio 2015 Non solo Quintana ed Uran: a pochi giorni dal via del Giro, scopriamo i grandi ciclisti sudamericani del passato A pochi giorni dal via ufficiale, la Corsa Rosa ha già le sue certezze. La prima, risaputa da tempo, è che il detentore Quintana non difenderà il titolo. La seconda, invece, riguarda lo spettacolo: anche quest’anno la pattuglia colombiana( che annovera Uran e Betancur) al via garantirà scintille lungo il percorso. Le pendenze arcigne delle nostre salite, per i corridori del paese sudamericano, sono viste come le montagne russe: un’occasione per divertirsi e divertire il pubblico. Il cartello che indica l’inizio di un’ascesa è visto come una sfida, più che come una minaccia, per chi l’alta quota ce l’ha nel Dna. Il Mondiale di Duitama, corso nel 1995, è ricordato come uno dei più belli e duri di sempre. E in quelle strade sono nati e cresciuti alcuni corridori, del pr...

Arsenal 2014-15, lezione per il Professore

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In lotta col City per il secondo posto in Premier a +5 sullo United e accesso diretto alla prossima Champions quasi sicuro; finale di FA Cup da detentore, e favorito, contro l'Aston Villa il 30 maggio a Wembley. Non fosse per la partenza a handicap - nelle prime 12 giornate la peggiore dei gunners dal 1982-83 - e quello scivolone nel finale all'Emirates negli ottavi col Monaco, la stagione dell'Arsenal somiglierebbe tanto a un successone. Invece, se non arriverà la seconda coppa d'Inghilterra consecutiva, nel caso la 12esima del club (record assoluto), si rafforzerà la sensazione di bella incompiuta, refrain classico delle squadre allenate da Arsène Wenger. Questa, paradossalmente, ha svoltato con l'ennesimo infortunio di Aaron Ramsey. Per la serie "non tutto il male vien per nuocere", il 12 dicembre è stato richiamato dal Charlton Athletic l'incontrista Francis Coquelin. Specialista nel tackle e nel gioco aereo, il francesino classe 1991 è dell...

Giro2015: più completo del Tour

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di SIMONE BASSO, Il Giornale del Popolo Edizione numero 98 del Giro, si parte dalla Riviera dei Fiori per un tracciato quasi interamente tricolore con l'eccezione della tappa di Lugano . Corsa rosa che, rispetto alla concorrenza ASO (Tour e Vuelta, ricchi e poveri), è stata disegnata in maniera più logica e classica. Più chilometri a confronto con la Grande Boucle -sprint di quest'anno, 3482 rispetto ai 3344 della "Festa di Luglio", e adatta dunque ad atleti completi: fondo, passo, salita e crono. Vegni e Allocchio, gli organizzatori, hanno voluto mettere l'accento - agonistico - su una concezione diversa dello spettacolo ciclistico. Nei cosiddetti tapponi, le salite più impegnative saranno il penultimo ostacolo prima dell'arrivo. Si vuole evitare l'andamento tattico monodico di tante (troppe) frazioni di montagna dell'evo moderno, caratterizzate dall'immancabile fuga di coraggiosi fuori-classifica e dall'attesa, estenuante, dei ras ...

Messi è per sempre

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Siamo-tutti-testimoni. Tre minuti già consegnati alla storia. Tre gemme (doppietta e assist) incastonate in una partita maiuscola, l'ennesima, di un fuoriclasse assoluto, totale, leggendario. Un artista di fronte al quale il Camp Nou - come il bayern del suo ex maestro Guardiola - non può che inchinarsi. Era stato freddo col Pep, alla vigilia, Leo: non ci siamo più sentiti.  Il figlio prediletto di Santpedor, tornato a casa per la prima volta da avversario e contro l'amico ed ex compagno Luis Enrique, invece quasi presagiva quanto sarebbe accaduto: se messi gioca come negli ultimi tre, quattro mesi non c'è sistema difensivo né allenatore che tenga. Detto, fatto. Nonostante (o forse proprio per) le assenze, tante e pesanti, Guardiola c'è ricascato con l'overcoaching: primo tempo da paura per il 343 del Bayern con Schweini vertice alto alle spalle di Mueller e il Lewandowski mascherato (alla lettera); con Lahm e Xabi Alonso mediani bassi e Thiago Alcantar...

Red Hook Crit 2015: Ravaioli, buona la prima

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Era uno dei favoriti, Ivan Ravaioli. A Brooklyn per la prima tappa del Rockstar Red Hook Crit 2015 è venuto per vincere. E ha vinto. Di mezza ruota, al fotofinish, ma ha vinto. Mettendo in fila lo spagnolo Luis Junquera San Millan e il messicano Raul Torres Pagaza sul circuito cittadino, molto tecnico, di 1,25 km da ripetere 24 volte per un totale di 30 km gli uomini 18 volte per complessivi 22km e mezzo le donne. E meno male che un 34enne che da pro' dieci anni fa ha corso Giro e Sanremo non aveva l'esperienza specifica per battere i fanatici della scatto fisso. Nella prova femminile ha dominato la spagnola Ainara Elbusto Artega, nel 2014 prima a Barcellona e seconda a Milano e campionessa del Championship. Allo sprint s'è messa alle spalle la francese Fleur Faure, al debutto americano, e la veterana Kacey Manderfield Lloyd, tornata in gara dopo un anno da direttrice di corsa.   Prima delle italiane la 18enne Vittoria Reati, quinta come il fratello maggiore Augusto,...

Soukhoroutchenkov, il più grande fuori dai pro

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https://www.indiscreto.info/2015/05/soukhoroutchenkov-il-comunista-che-mangiava-gli-avversari.html di Simone Basso indiscreto, 5 maggio 2015 Il 30 aprile 1981 si disputava la quinta tappa del Giro delle Regioni. Da Arezzo, lo stabilimento della Del Tongo in quel di Tegoleto, fino a San Marino: la frazione chiave di una competizione contraddistinta, fin lì, dallo strapotere sovietico. L’Unione Sovietica del ciclismo, diretta col pugno di ferro da Viktor Kapitonov, non aveva nulla da invidiare – in quanto a talento (bulimico) – alla leggendaria Sbornaya dell’hockey, lo squadrone di Kharlamov, Maltsev, Fetisov e compagni. In Italia quella volta, intenti a razziare qualsiasi traguardo, c’erano Zagretdinov, Mitchenko, Barinov, Kachirin. Tutti campioni. E poi Soukhoroutchenkov, che faceva storia a sé. Una delle tre gare a tappe più prestigiose del mondo dilettanti, le altre due erano la Corsa della Pace e il Tour de l’Avenir, il Regioni veniva organizzato da Eugenio Bombo...

Mou vince sempre

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One-nil , uno a zero. Il settimo della stagione, e forse anche il manifesto. Per come è arrivato - dubbio rigore di e su Eden Hazard, negato uno che pareva netto al Crystal Palace - e per i suoi molteplici significati. Con i tre punti, il Chelsea torna campione dopo cinque anni. E festeggia allo Stamford Bridge il quinto titolo della sua storia, il quarto in premier nell'èra-Abramovich; per Mourinho, il terzo; e l'ottavo campionato vinto in carriera dopo i 2 col Porto e con l'Inter, e la Liga da 100 punti col Real Madrid. Solito, specialissimo secondo anno per José: tanto brillante e strafottente fuori, quanto avveduto in panchina. In testa dall'inizio alla fine, i Blues questo torneo l'hanno dominato mentalmente prima ancora che sui piani tecnico, tattico e fisico. Subito quattro vittorie consecutive; la prima sconfitta alla 15esima giornata, 2-1 a Newcastle; la seconda, e sin qui ultima, al ventesima turno, al white hart lane nel derby col tottenham, 5-3 po...

Boring, Winning Chelsea

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Tre punti nel derby col Crystal Palace e il Chelsea dopo cinque anni, e con tre turni di anticipo, tornerà campione d'Inghilterra. Successo solo da ufficializzare, quindi, e mai davvero in discussione per il sesto anno di gestione-Mourinho, che salvo improbabili sorprese festeggerà già domenica allo Stamford Bridge la sua quarta Premier, dominata dall'inizio alla fine ben al di là dei numeri. E delle critiche rivolte alla presunta scarsa spettacolarità dei suoi Blues, che hanno colonizzato per sei undicesimi la top 11 del campionato: Ivanovic, Cahill e Terry in difesa; in mediana Matic, ideale complemento di quel Fabregas che per Mourinho è stato scandalosamente dimenticato nell'undici ideale; e in attacco i fenomeni che il titolo più di tutti lo hanno firmato: Hazard, miglior giocatore del torneo; e Diego Costa: 19 gol in 24 presenze al debutto in Premier. Non fosse stato per squalifiche e infortuni - l'ultimo lo tiene fuori da quattro gare - l'impatto sarebbe ...

La riga blu di Roeselare

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Breve la vita e grande la storia di Jean-Pierre Monseré , morto quarant’anni fa in una corsa di preparazione alla Sanremo. Uno dei pochi campioni dell’era-Merckx a non essere stati cancellati dal Cannibale, fino alla morte tragicamente simile a quella del figlio…  di Herbie Sykes (ma anche Simone Basso) Roeselare è una cittadina anonima, indistinguibile da una dozzina di altri paesi delle Fiandre occidentali. Le folate di vento dal Mare del Nord portano nuvoloni gonfi di pioggia; a ogni angolo delle strade ci sono i pub o le sale da tè e le persone sono indaffarate nel tipico stile fiammingo (poco cerimonioso…). I fiamminghi, per i quali è stato coniato il termine flemmatico, non possono essere equivocati.  Chiedi un’informazione in giro e la gente si ferma, scrolla le spalle, e se ne va prevedendo un altro acquazzone. Ciò che è strano di Roeselare, e che ci si domanda cosa sia, è quella sottile linea blu . La linea corre parallela al marciapiede e sembra t...

At the Red Hook Crit, It’s Anyone’s Race

Cyclists of all stripes come together in Brooklyn for backstreet racing and good times By Ian Landau March 23, 2011 STROLL ALONG THE WATERFRONT in the Red Hook neighborhood of Brooklyn on a cool March night and you might feel you’ve been transported onto the set of Gangs of New York. Hulking Civil War-era warehouses loom over you. Old piers jut into the darkness of New York Harbor. There’s little or no foot traffic . There are no cabs . But come Saturday, nearly a hundred cyclists will line up in this very place at the unlikely hour of 11 p.m. to take part in what is possibly the country’s coolest bike race . The Red Hook Criterium pits messengers, trackies, roadies, and fixie fanatics against one another to vie for some sweet prizes, like custom Giro helmets, jerseys from Rapha, and every racer’s favorite, stacks of cash. Participants will complete 20 laps of a challenging three-quarter-mile course replete with cobblestones, potholes, a tricky chicane, and hundreds...

Red Hook Crit - A Race Like No Other

by Graham White While most people nowadays are content using their fixed gear bikes to cruise around the city taking in the sights, there exists an ever growing population of urban athletes taking their race ready track bikes from the wooden boards of the velodrome to the streets to compete in fixed gear criteriums . A mash-up of bike messenger style alleycat races and traditional road racing criteriums these races are high on adrenaline and low on rules. One gear, no brakes, furious racing all in a compact urban setting that’s an incredible buzz to watch . In this arena bike messengers race wheel to wheel with pro racers to find out who has the skills and speed to come out on top. The most high profile of these races is the Red Hook Crit, which now boasts a series of races that take place throughout the year in Brooklyn, Milan and Barcelona. What started as an illegal, non-serious birthday race for race director David Trimble in 2008, has morphed into an internationally recognis...

A Brooklyn Bike Race Worthy of James Dean

March 30, 2009 A Brooklyn Bike Race Worthy of James Dean By COLIN MOYNIHAN The old cobblestones on the Red Hook waterfront in Brooklyn have felt the weight of many kinds of vehicles, from wagons to tractor trailers to the snazzy cars and S.U.V.’s of the neighborhood’s newer residents. But as a soft drizzle fell on Saturday night, the stones felt something new — a clandestine bicycle race. From shortly after 11 p.m. until nearly midnight, about two dozen cyclists hurtled over the bumps and around the tight turns of several blocks near the East River while spectators cheered from sidewalks. The race, called the Red Hook Criterium, was organized by David August Trimble to celebrate his 26th birthday, which had been a few days earlier. Among the participants were art dealers, bike messengers, graduate students and at least one man who said he was happily unemployed. All were riding track bikes — fixed gear bicycles fit with narrow tires and aerodynamic frames for racing. And no brakes. B...

5 Minutes with David Trimble

by Chris Henry   If the name Trimble sounds familiar, it should. The Trimble Aero TT Bike was among the most radical frame designs in the early 1980s. Designers James and Brent Trimble were on the cutting edge of carbon bike design and early aero frames such as the Kestrel 4000 and GT superbikes used by the United States Olympic team in 1996 and 2000. Twenty-seven year old David Trimble is now making his own mark in cycling through grassroots race organization. Trimbles Red Hook Criterium will enter its fourth year in Brooklyn, New York, combining track bikes (fixed gear; no brakes), night racing, and the off-the-beaten-path energy of the Red Hook neighborhood. An art exhibit and after-party complete the Red Hook Crit package, set to run this year on March 26. Coming from a bike-building family, have you been riding and racing your whole life? Actually, no. I started go-kart racing at age 12 and raced professionally f...

Red Hook Crit, passione senza freni

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Pazzoidi fissati e sfrenati. Alla lettera. Senza freni. A scatto fisso. Senza rapporti. Sono come le bici che pilotano, non "guidano". Si dice così: pilotano. Il circuito è cittadino. In notturna. Agli albori, spesso clandestino. Si chiama Rockstar Red Hook Criterium. Anche se chi bazzica il ciclismo lo pronuncerà sempre all'europea, criterium: una corsa su strada, massimo 2 km tra vie urbane, da ripetere più volte. Niente World Tour né classifiche UCI, qui. Si procede a eliminazione. Diretta. E' nato tutto a Brooklyn, New York, -nel 2008: per il 26esimo compleanno di David Trimble, il 29 marzo. Il più pazzo sfrenato che ha inventato questa corsa inizialmente per bike messenger - i nostri pony express - e che nella prima edizione arrivò secondo, dietro una ragazza: Kacey Manderfield, che quest'anno torna in gara dopo averla vissuta, nel 2014 da direttrice della corsa femmile.  Oggi, Trimble - famiglia di bike-builders che negli '80 rivoluzionariono i...

Amstel 2015 a Kwiatkowski: come al mondiale

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La corsa della birra. Dei velocisti. E dei campioni del mondo.  Sui 258 chilometri e 34 cotes da Maastricht a Valkenburg, Michał Kwiatkowski era con Gilbert il favorito e non ha deluso: per la quarta volta (dopo Merckx 75, Raas 80 e Hinault 81, che ha dato il via alla gara) è la maglia arcobaleno a vincere la classica che apre il Trittico delle Ardenne , la settimana che - con la Freccia Vallone di mercoledì 22 e la Liegi di domenica - chiude la campagna del Nord. Nibali tornava alle gare dopo la Sanremo, e ci ha pure provato ad attaccare ma la fuga è stata ripresa a 15 km dall'arrivo. Nel finale, "Kwiatko" ha vinto alla sua maniera: come al mondiale di Ponferrada. Sbucando dal nulla e sorprendendo l'eterno secondo Alejandro Valverde, lo "piazzato" anche nel 2013, e Michael Matthews, terzo un mese fa anche nella Classicissima di primavera.  Primo polacco re della Amstel, Kiato ; primo italiano Enrico Gasparotto, ottavo, e vincitore qui ...

Qui Varese: tra l'Avellino e lo spettro del fallimento

Il Varese, afflitto dai debiti e ultimo in classifica, cerca di chiudere con dignità la stagione, in mezzo a tanto caos, con cambi improvvisi ai vertici societari e penalizzazioni che rendono vani i risultati positivi conquistati sul rettangolo di gioco.   Il club non ha più soldi e c'è la sensazione di trovarsi di fronte a una situazione simile a quella del Parma. L' avvocato Pierpaolo Cassarà , diventato presidente il mese scorso , ha evitato una nuova penalizzazione in classifica versando i 170 mila euro per i pagamenti dei contributi Irpef di novembre e dicembre . Da un mese, però, la situazione non è migliorata. I fondi della Lega di Serie B sono serviti a garantire i contributi, i rimborsi e tre mensilità ai dipendenti, come riferisce il sito CalcioWeb.eu. Ma ora non c'è più un soldo e il rischio fallimento è sempre più concreto. Ben che vada, il Varese partirà il prossimo anno con una pesante penalizzazione in classifica. Non convocati gli infortunati Neto Pere...

36ª giornata di B – VARESE-AVELLINO: le probabili formazioni

di Manuel Favia Per la 36ª giornata del campionato di Serie B, va in scena un delicato testa-coda della classifica allo stadio “Franco Ossola” : Varese-Avellino. Ospiti mai vittoriosi in terra lombarda , a eccezione dello 0-1 raccolto in Coppa Italia nella stagione 2011/2012 . Sarà infatti la sesta occasione in cui i biancorossi ospiteranno gli irpini nel torneo cadetto , con uno score positivo: 2 vittorie e 3 pareggi. L’ultimo precedente è datato 22 febbraio 2014: 1-1 con reti di Ciano e pareggio dei padroni di casa firmato Rodrigo Ely, ora difensore biancoverde . La gara d’ andata giocatasi al “Partenio” si è chiusa sul risultato di 0-0. Il Varese non ha mai vinto in casa nel 2015, appena un punto in 7 partite . Le sconfitte consecutive al “Franco Ossola” sono diventate 5, dopo il pesante 0-3 incassato dal Catania . La formazione lombarda non vince da 12 turni, tra le mure amiche dal 28 dicembre 2014 (2-0 alla Ternana) ed è ormai condannata alla retrocessione. Imperativo vince...

Chelsea-Man Utd, prima svolta a sinistra

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Poi dice che uno si butta a sinistra: Blind-Fellaini-Young. Da quando Louis van Gaal ha imbroccato la catena mancina, il suo United ha finalmente trovato la quadra: quindici gol fatti e quattro subiti ma soprattutto sei vittorie consecutive, con gli scalpi eccellenti di Tottenham, Liverpool e City nelle ultime quattro.    E davanti, la possibilità, sbancando Stamford Bridge - impresa centrata una volta negli ultimi undici tentativi in Premier -, di riaprire la corsa al titolo che fino neanche a un mese fa sembrava già vinto dai Blues.   A sei giornate dalla fine, di fatto sette per il Chelsea che il 29 aprile recupererà la partita in casa del Leicester City, la capolista resta super favorita; non solo perché in caso di sconfitta resterebbe prima, a +4; ma perché non perde da 11 gare e per la solidità mostrata sin qui in ogni zona del campo.   Non solo a sinistra, dove Azpilicueta, Matic e soprattutto Hazard; già 17 gol in stagione, 12 con 8 assist in campi...