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Baronchelli, un indennizzo dal destino

http://giroforghisallo.gazzetta.it/2012/03/08/dal-vostro-invitato-un-indennizzo-dal-destino/ di Federico Meda Dal 1989, quando chiuse dopo sedici anni di professionismo, di Tista Baronchelli si sono perse le tracce. Da allora si occupa del negozio di biciclette ad Arzago d’Adda e della famiglia (ha tre figli, l’ultimo undicenne). Baronchelli è, per i più giovani, quello del secondo posto al Giro del 1974, a 12” da Merckx, messo alle corde dal bergamasco nella tappa delle Tre Cime di Lavaredo. Tista aveva solo vent’anni e molti tecnici ne parlavano come dell’erede di Merckx. Il che non è stato per motivi che lui stesso racconta.  «A carte viste, invece di passare professionista nella Scic, avrei dovuto accasarmi alla Molteni, correre al fianco di Merckx e imparare quasi tutto da lui. Sarei stato al coperto per due o tre stagioni, facendo esperienza, sarei maturato progressivamente. Con altri è successo. Dopodiché avrei potuto vincere anche cinque o sei Giri in fila, ...

Scognamiglio: Visentini tradito, ma è cambiato il mondo

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di CHRISTIAN GIORDANO  © in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS  © Ciro Scognamiglio, inviato della Gazzetta dello Sport , napoletano ormai milanese ma solo d'adozione, è  – nella migliore accezione – uno  degli ultimi "cagnacci" da notizia. Sempre sul pezzo, nel momento e al posto giusti.  Per sua e nostra fortuna,  alla bocca  non ha però la bava dello sciacallo. Anzi: proprio l'intimità - che non sconfina in complicità - con corridori e addetti ai lavori ne fa uno dei giovani suiveur più rispettati nella carovana che segue le corse pro' in giro per il mondo.  Ciro, di cui non posso dirmi amico perché non ci frequentiamo ma col so di avere un ottimo rapporto, è consapevole che questo mestiere, per servirlo bene come si dovrebbe, non si può fare troppo a lungo da sopravvivere a se stessi. Per questo riabbraccerà  non  fuori tempo massimo l'amato mare. Nel frattempo racconta il ciclismo con competenza, misura e ...

Strade Bianche 2018 - Sotto due buone stelle

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di CHRISTIAN GIORDANO © 3 marzo 2018 Forse, è nata una stella; anzi: due. Tiesj Benoot della Lotto-Soudal ha vinto, con il piglio e la faccia e infangata à la Sean Kelly - la dodicesima edizione della Strade Bianche; ma la sorpresa – un po’ annunciata dalla presentazione iridata con Peter Sagan – è il podio, alla prima classica su strada, di Wout Van Aert, 23enne della Willems tricampione mondiale nel ciclocross e piazzato dietro nientemeno che Romain Bardet, secondo al Tour 2017. Più che italiana è stata una classica del Nord, per spettacolo, freddo, pioggia, e sterrato diventato subito fango. Tanto fango. Non a caso, a dominarla son stati due belgi classe ’94, il vincitore addirittura senza guanti e a braccia nude color magenta; e nella prova femminile, dietro l’olandese Anna van der Breggen, olimpionica a Rio2016, e la polacca Katarzyna Niewiadoma, bronzo mondiale a Richmond 2015, ha chiuso terza Elisa Longo Borghini, la più “fiamminga” delle italiane.  ...

Simone Basso: Sappada State of Mind

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di CHRISTIAN GIORDANO IN ESCLUSIVA PER RAINBOW SPORTS BOOKS © Dalla Epicurean Way of Life di Ernest Hemingway al New York State of Mind di Billy Joel il passo non è poi così lungo… Lo spazio, e il tempo, di una passeggiata sotto i portici, in centro a Cuneo, fino a piazza Galimberti, e tappa – obbligata – alla caffetteria Arione.  Era l’8 maggio 1954 quando il grande “Papa”, su dritta del suo editore-amico Arnoldo Mondadori, arrivò in città con la moglie Mary. E a quel bancone ordinò un whisky e due chili dei celeberrimi “Cuneesi al rhum”, la prelibatezza trademark di Andrea Arione. «C'è Hemingway da Arione», e con l’ineluttabile capannello di curiosi partì subito il tam-tam mediatico, anche se allora nessuno si sarebbe neppure sognato di definirlo tale. Sorseggiato il whisky, il Vecchio (allora quasi 55enne) e consorte ripresero il viaggio verso il Mare. Di Nizza. E oggi, dell’evento, spesso ricordato come curiosità dai cuneesi senza rhum, resta una copia de...