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ROB RENSENBRINK (1947-2020)

by  Keir Radnedge World Soccer - March 2020 Although he got 14 goals in 46 games for Holland , Rensenbrink will always be remembered for the one he didn’t score.  After 89 minutes against Argentina in the 1978 World Cup Final, and with the score at 1-1, Holland’s Rudi Krol lofted a long ball down field. His only thought was to clear the lines with extra-time in sight.  As the host nation’s defence hesitated, Rensenbrink accelerated in from the left and toe-poked the ball past the South American keeper. But his shot struck a post and ricocheted away. Argentina had survived and went on to win 3-1 in the extra half hour.  “In the Netherlands now people only know me from that shot against the post,” the Dutchman would later say. “That made me a national celebrity... that post will stay with me to my dying day. ”  An Amsterdammer, though one who never played for Ajax, at 21 he turned professional with DWS who, though now an amateur club in the ...

Nicolas Portal – Obituary

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https://www.cyclingnews.com/features/nicolas-portal-obituary/?fbclid=IwAR2qcMhm-yBTBIw4FWCqyAhLbbdeQ3l1pXQf7TgqE7jBL0LaO3TdZ5t7F4A#disqus_thread 40-year-old Team Ineos sports director died after suffering heart attack on Tuesday by Barry Ryan  Cyclingnews - March 4, 2020  Nicolas Portal 's eight Grand Tour victories made him one of the most successful directeurs sportifs in cycling history, but the amiable Frenchman's calm and unassuming demeanour could hardly have been further removed from the more authoritarian style once seemingly de rigueur for the role. Chris Froome, who was guided by Portal in each of his four Tour de France victories, spoke for many when he described his late confidant as "the kindest, happiest guy I knew" . The sentiment has been echoed in many of the tributes that have been paid to Portal by his former charges and teammates in the hours since it was announced that he had died after suffering a heart attack at his home in ...

Roger Rivière, la tragica storia di un fuoriclasse maledetto

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https://www.suiveur.it/storie/mano-libera/roger-riviere-la-tragica-storia-di-un-fuoriclasse-maledetto/?fbclid=IwAR2zQ6YdBA1LW4H69mX1VEGTxlQia6k3qocijUfgGzT0fx1DS6-62WZTPVo Le cronometro, la pista, la Grande Boucle: Roger Rivière era un campione. di LUCA SAUGO Suiveur - 1 marzo 2020 La storia di Roger Rivière è forse la più drammatica che il ciclismo possa offrire: per quello che gli è successo in carriera e per i risvolti che ciò ha avuto nella sua vita privata. Rivière è stato un talento orizzontale e luminoso come pochi altri apparsi nell’universo del pedale. Un atleta che in un’epoca di grandi campioni, quale fu il finire degli anni ’50, nessuno guardava dall’alto verso il basso. Financo Jacques Anquetil non poteva avere la pretesa di credersi superiore a Roger. E l’eterna maledizione che ha perseguitato Rivière ci ha levato quella che sarebbe stata, verosimilmente, una delle rivalità più sentite da quando questo sport esiste. Nato nel 1936 a Saint-Étienne, n...

Una chiacchierata con Italo Zilioli

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https://www.bikeraceinfo.com/oralhistory/zilioli-it.html di Bill McGann & Valeria Paoletti Italo Zilioli sulla strada per Dobbiaco nella 19° Tappa del Giro d'Italia del 1970 Verso la fine della stagione agonistica del 1963, il neo-professionista Italo Zilioli, che correva per il leggendario teamCarpano, scosse il mondo del ciclismo Italiano vincendo quattro tra le più importanti gare di un giorno: le Tre Valle Varesine, il Giro dell’Appennino, il Giro del Veneto e il Giro dell’Emilia. Dalla scomparsa di Fausto Coppi nel 1960, il ciclismo Italiano aveva sperato di trovare un altro Coppi e l’exploit di Zilioli fece ben sperare.  Soprannominato Coppino per la sua costituzione esile, la sua straordinaria abilità di scalatore e il suo stile non esplosivo, fu un atleta di grande talento, in grado di collezionare 58 vittorie in 14 anni di professionismo, di indossare la Maglia Gialla e di salire sul podio finale del Giro d’Italia per quattro volte (2° nel 1964, ’65 e ’66 e...

La caduta di Roger Rivière

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https://www.bdc-mag.com/la-caduta-di-roger-riviere/?refresh_ce-cp BDC-MAG.COM - 26/02/2020 Figlio di un cromatore di biciclette di Saint-Étienne, Roger Rivière (nato nel 1936), si era appassionato di ciclismo sin da bambino, collezionando le figurine dei campioni. A 10 anni riceve in regalo la prima bici e subito si iscrive ad un club ciclistico locale cominciando a gareggiare . A 16 anni, ottenuto un diploma professionale di meccanico di precisione, diventa amateur  (categoria ciclistica francese) e si dedica al ciclismo, pur lavorando a turni come attrezzista. Rivière è un appassionato di ciclismo, non solo un ciclista. Fosse vissuto ai nostri tempi sarebbe stato un fan sfegatato di Strava: praticamente ogni giorno scalava in bici il Col de la Republique la mattina, per poi allenarsi su pista il pomeriggio. I risultati non si fanno attendere, già dal 1952 arrivano le vittorie di un certo prestigio, almeno localmente. Nel 1955 arriva 2° ai campionati nazionali di...

MARIO BECCIA, LO SCALATORE GARIBALDINO CHE SAPEVA VINCERE

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https://sport660.wordpress.com/2020/02/21/mario-beccia-lo-scalatore-che-sapeva-vincere/?fbclid=IwAR1T6sKhp3OJXLC6LhJB8-iE__X0_w4G9zBv5XH87QKbwcaTx-R_zmfl7W8 di NICOLA PUCCI - 21 febbraio 2020 A ricordare il ciclismo anni Settanta-Ottanta, se l’Italia poteva affidarsi a fuoriclasse del calibro di Francesco Moser, Giuseppe Saronni, Giovanni Battaglin e Moreno Argentin , altresì aveva a disposizione, subito dietro ai campioni acclamati, un plotone consistente di corridori di seconda fascia, all’occorrenza capaci di imporsi in corse dal prestigio internazionale. Prendete Mario Beccia , ad esempio, scalatore per costituzione e attaccante per vocazione.  Nato a Troia, in provincia di Foggia, il 16 agosto del 1955 e professionista dal 1977 al 1988 , piccolo di statura e leggero quanto basta per eccellere in salita, Beccia seppe farsi apprezzare per il temperamento garibaldino e il carattere schietto, che se in parte gli alienò la simpatia degli organizzatori del Giro...