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Giro 2020 ma quando?

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Il Giro d'Italia numero 103 non partirà il 9 maggio. E forse non correrà le tre tappe ungheresi. Il Governo del premier Viktor Orbán, "a causa del diffondersi del Coronavirus - si legge nel comunicato di RCS Sport - ha dichiarato lo stato di emergenza che proibisce l'organizzazione di eventi di massa e rende impossibile organizzare eventi internazionali". Inevitabile quindi la scelta del Comitato Organizzatore di posticipare, quindi per il momento non di cancellare, la Grand Départ di Budapest e le altre due tappe ungheresi. Prima del 4 aprile - quindi - si possono fare solo ipotesi, più o meno verosimili. Specie nel silenzio - sempre più assordante - della UCI su un calendario già stravolto da oltre 50 corse annullate. Già assegnata la partenza alla Sicilia del Giro 2021, la Grand Départ di Budapest potrebbe slittare all'edizione 2022, per far partire così il Giro 103 dalla quarta tappa - la Monreale-Agrigento, prima delle tre frazioni siciliane previ...

Sport e Covid19, chi si ferma e chi no

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La margherita che ogni innamorato dello Sport mai avrebbe voluto sfogliare: m'ama, non m'ama in tempi - ufficialmente PANDEMICI - di Coronavirus significa, nell'ordine: SI FERMA, NON SI FERMA. Le prime positività di giocatori NBA, il francese Rudy Gobert e a ruota Donovan Mitchell, suo compagno negli Utah Jazz, ha spazzato via all'istante le ultime resistenze del Commissioner Adam Silver: stagione NBA sospesa da subito. La chiusura della NBA ha fatto da catalizzatore all'effetto-valanga che tra mercoledì e giovedì ha portato allo stop di tutte le maggiori leghe professionistiche statunitensi attive in stagione (quindi NHL e MLS), più la NCAA che poche ore prima aveva già deciso di cancellare i Tornei di Conference e giocare a PORTE CHIUSE la "March Madness" di college basketball, sia maschile, sia femminile. Si fermano anche l'ATP nel tennis almeno fino al 20 aprile; la stagione del rugby Pro14; e come la MotoGP anche la Formula Un...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Gli Scapigliati: Baronchelli

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https://www.amazon.it/dp/B07XP5GBYG Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books, 176 pagine Con quell’espressione un po’ così, con quella faccia un po’ così, Giovanbattista Baronchelli (che Adriano De Zan pronunciava come una poesia marinettiana) fu uno dei corridori-simbolo del moserismo.  Per descriverlo la parola incompiuto rende perfettamente l’idea: un patrimonio, per il ciclismo tricolore, lasciato a macerare in un contesto che ne esaltò i difetti atavici.  Primo rivale del re di Palù, fu proiettato in una dimensione che mai gli appartenne: lui, il lombardo, così timido e introverso, contrapposto al trentino, campione feroce e aggressivo.  Finì malissimo per Tista e la contrapposizione tolse ai due, complessivamente, almeno un Giro d’Italia a testa.  Il dilemma di Gibì furono i risultati, tonanti, ottenuti precocemente e nonostante un ars...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI

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DAL 10 MARZO 2020 ANCHE IN CARTACEO! https://www.amazon.it/dp/1087075408?ref_=pe_3052080_397514860 Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni '80 Rainbow Sports Books, 176 pagine, 23 euro Prefazione di Herbie Sykes Storie di campioni, meteore e falsi miti di un decennio che ha cambiato per sempre la storia del ciclismo italiano e internazionale. Simone Basso, penna finissima, le tratteggia con la passione dell'innamorato ferito. E con il rigore e la competenza di chi, cresciuto respirando quelle gesta, quei luoghi, quella fatica, non poteva che raccontarli per mestiere.  Non solo Moser e Saronni, Hinault, LeMond Fignon ma anche i flahutes, il piccolo mondo antico degli italiani, i cantori e i mammasantissima del gruppo, gli scapigliati, il vento dell'Est, la Nuova Frontiera di aussie e americani, i gregari, l'altra metà del cielo, i templi sacri. Un piccolo capolavoro. Da leggere e rileggere, perché la memoria è...

182° Man Derby, the place to be

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Per Ole ha un'importanza «massive». Per Pep son tutti «so special». Se lo dicono - e sentono così - loro, il vikingo norvegese di Kristiansund e l'hombre vertical catalano di Santpedor, che ne hanno sì la gran responsabilità ma che lì non sono nati né cresciuti, figuriamoci cosa signficihi, il derby, per il popolo Mancunian. Tre milioni di fedeli che, per la metà blu o rossa del cielo sopra manchester, si dividono e spasimano any given day . Infrasettimanale o weekend che sia. Come in questa stagione, che di Man Derby ne ha già vissuti tre, tutte vittorie esterne: 2-1 dello sfavorito United alla 16-esima di campionato, sabato 7 dicembre;  e la doppia semifinale di Coppa di Lega, secondo trofeo stagionale dei blu-cielo alzato domenica primo marzo a Wembley contro l'Aston Villa: 1-3 per il City all'Old Trafford all'andata martedì 7 gennaio; inutile 0-1 per lo United nel ritorno all'Etihad mercoledì 29 gennaio. Quello di domenica 8 marzo sarà il...

ROB RENSENBRINK (1947-2020)

by  Keir Radnedge World Soccer - March 2020 Although he got 14 goals in 46 games for Holland , Rensenbrink will always be remembered for the one he didn’t score.  After 89 minutes against Argentina in the 1978 World Cup Final, and with the score at 1-1, Holland’s Rudi Krol lofted a long ball down field. His only thought was to clear the lines with extra-time in sight.  As the host nation’s defence hesitated, Rensenbrink accelerated in from the left and toe-poked the ball past the South American keeper. But his shot struck a post and ricocheted away. Argentina had survived and went on to win 3-1 in the extra half hour.  “In the Netherlands now people only know me from that shot against the post,” the Dutchman would later say. “That made me a national celebrity... that post will stay with me to my dying day. ”  An Amsterdammer, though one who never played for Ajax, at 21 he turned professional with DWS who, though now an amateur club in the ...

Nicolas Portal – Obituary

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https://www.cyclingnews.com/features/nicolas-portal-obituary/?fbclid=IwAR2qcMhm-yBTBIw4FWCqyAhLbbdeQ3l1pXQf7TgqE7jBL0LaO3TdZ5t7F4A#disqus_thread 40-year-old Team Ineos sports director died after suffering heart attack on Tuesday by Barry Ryan  Cyclingnews - March 4, 2020  Nicolas Portal 's eight Grand Tour victories made him one of the most successful directeurs sportifs in cycling history, but the amiable Frenchman's calm and unassuming demeanour could hardly have been further removed from the more authoritarian style once seemingly de rigueur for the role. Chris Froome, who was guided by Portal in each of his four Tour de France victories, spoke for many when he described his late confidant as "the kindest, happiest guy I knew" . The sentiment has been echoed in many of the tributes that have been paid to Portal by his former charges and teammates in the hours since it was announced that he had died after suffering a heart attack at his home in ...

Roger Rivière, la tragica storia di un fuoriclasse maledetto

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https://www.suiveur.it/storie/mano-libera/roger-riviere-la-tragica-storia-di-un-fuoriclasse-maledetto/?fbclid=IwAR2zQ6YdBA1LW4H69mX1VEGTxlQia6k3qocijUfgGzT0fx1DS6-62WZTPVo Le cronometro, la pista, la Grande Boucle: Roger Rivière era un campione. di LUCA SAUGO Suiveur - 1 marzo 2020 La storia di Roger Rivière è forse la più drammatica che il ciclismo possa offrire: per quello che gli è successo in carriera e per i risvolti che ciò ha avuto nella sua vita privata. Rivière è stato un talento orizzontale e luminoso come pochi altri apparsi nell’universo del pedale. Un atleta che in un’epoca di grandi campioni, quale fu il finire degli anni ’50, nessuno guardava dall’alto verso il basso. Financo Jacques Anquetil non poteva avere la pretesa di credersi superiore a Roger. E l’eterna maledizione che ha perseguitato Rivière ci ha levato quella che sarebbe stata, verosimilmente, una delle rivalità più sentite da quando questo sport esiste. Nato nel 1936 a Saint-Étienne, n...

Una chiacchierata con Italo Zilioli

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https://www.bikeraceinfo.com/oralhistory/zilioli-it.html di Bill McGann & Valeria Paoletti Italo Zilioli sulla strada per Dobbiaco nella 19° Tappa del Giro d'Italia del 1970 Verso la fine della stagione agonistica del 1963, il neo-professionista Italo Zilioli, che correva per il leggendario teamCarpano, scosse il mondo del ciclismo Italiano vincendo quattro tra le più importanti gare di un giorno: le Tre Valle Varesine, il Giro dell’Appennino, il Giro del Veneto e il Giro dell’Emilia. Dalla scomparsa di Fausto Coppi nel 1960, il ciclismo Italiano aveva sperato di trovare un altro Coppi e l’exploit di Zilioli fece ben sperare.  Soprannominato Coppino per la sua costituzione esile, la sua straordinaria abilità di scalatore e il suo stile non esplosivo, fu un atleta di grande talento, in grado di collezionare 58 vittorie in 14 anni di professionismo, di indossare la Maglia Gialla e di salire sul podio finale del Giro d’Italia per quattro volte (2° nel 1964, ’65 e ’66 e...