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INNO AL GREGARIO

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/07/24/inno-al-gregario-mario-chiesa-quello-della-carrera-non-del-pio-albergo-trivulzio-il-duca-di-benidorm-e-il-roscioli/?fbclid=IwAR023eXkac8Ji6x-S9OJ0hn5oUk9a2BS4V-x26VRcosrrlKu6GFYSHVIFuo MARIO CHIESA – QUELLO DELLA CARRERA, NON DEL PIO ALBERGO TRIVULZIO – IL DUCA DI BENIDORM E IL ROSCIOLI di SIMONE BASSO Sport e cultura, 24 luglio 2020 Quel nome, nel 1992, divenne celebre: un altro Mario Chiesa , il mariuolo craxiano del Pio Albergo Trivulzio, inaugurò suo malgrado il terremoto di Tangentopoli. Anche in questo particolare beffardo sta il tremendismo del Mario Chiesa giusto, lo sfregaselle della Carrera dei tempi che fu. Ricordando il biondino, e gli altri martinitt della vittoria, vorremmo glorificare il ruolo più poetico (e indispensabile?) dell’epos ciclistico, ovvero quello del gregario. Il Mario nei pro' vinse una sola gara, per sbaglio naturalmente, ma corse tantissimo: rappresentò alla perfezione lo stereotip...

Dennis Rodman’s dad Philander, 79, passes away in Pampanga

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https://tiebreakertimes.com.ph/tbt/dennis-rodmans-dad-philander-79-passes-away-pampanga/186827 By  Matthew Li Published July 17, 2020 The original Bad Boy has passed away. Philander Rodman (February 11, 1941-July 14, 2020), father of Dennis Rodman, passed away peacefully last Tuesday, July 14 in Angeles City, Pampanga . He was 79. Fondly known as “Pilay”, Philander served in the United States Air Force back in the 60s. In the 1970s, he would settle down in the Philippines, owning a burger joint called Rodman’s Rainbow Burger in Angeles City. According to him, he has 29 children from 16 women in three different countries . Dennis would be estranged from Philander. “Despite what Dennis says, I did not leave my family. I was serving in the U.S.A.F. and had to go where I was posted! Shirley — Dennis’ mother — refused to join me, and insisted on staying in the United States,” Philander once said about his son’s allegations that he left them. The two would reconcile in Manila during an ...

JENS, LO PTERODATTILO DELLA DDR

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/07/10/jens-lo-pterodattilo-della-ddr/?fbclid=IwAR163DKLeoIDk5OFPt3dGCKdAU38vSsGk6m6kXt2oqHCWBc_msh3cS1Cuuk di SIMONE BASSO Il Giornale del Popolo, 22 luglio 2014 Il primo giorno di Tour de France, alla  Grand Départ , un paio di milioni di spettatori sulle strade dello Yorkshire, Inghilterra, assistevano (entusiasti) al solito tentativo di fuga da lontano. Un terzetto di coraggiosi: con Nicolas Edet e Benoit Jarrier, Jens Voigt. La figura più ieratica del plotone ha lasciato sfogare, sul primo gipiemme, i pollastri poi – in vista di un traguardo volante – li ha salutati con uno scatto.  Jensie , al termine del logico ricongiungimento e dell’altrettanto logica conclusione allo sprint, è salito sul podio per indossare la maglia a pois. Sedici anni dopo la prima volta. Herr Voigt (classe 1971) compirà quarantatré primavere il prossimo 17 settembre: nacque nella DDR in quel di Grevesmuhlen, il Mar Baltico a pochi passi, e ide...

FOOTBALL PORTRAITS - Di Stéfano, gracias Viejo! (2005)

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di CHRISTIAN GIORDANO La Gazzetta dello Sport Home Video (2005) https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 «Maradona è stato il più grande negli ultimi 30 metri, Platini negli ultimi 50, Cruijff sui 60-70. E Di Stefano su tutti i 110», parola di Enzo Bearzot, uno che li ha visti tutti. E da vicino. È stato il più grande dei grandi perché esprimeva il meglio in ogni settore del campo, da una porta all’altra. Il calciatore totale, se ne esiste uno. Il tutto completato da un carattere da combattente, con il carisma del condottiero e qualità fisiche straordinarie per velocità e resistenza. Un leader nato per giocare calcio. A portarlo in Europa il destino ci prova già nel 1949, quando il River Plate di Stéfano, il 26 maggio, gioca un amichevole in memoria del grande Torino, perito il 4 maggio nella sciagura aerea di Superga. Al giocatore è interessata la Juventus, ma alla richiesta di 45 milioni di lire la trattativa sfuma...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI: Andy Hampsten, l'Amerikano buono

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https://www.amazon.it/FUGA-DAGLI-SCERIFFI-Saronni-ciclismo/dp/1087075408/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr= di SIMONE BASSO ©  IN FUGA DAGLI SCERIFFI Rainbow Sports Books © Campione e pioniere, Andy Hampsten nacque (a Columbus) in Ohio e rappresentò – poco dietro Greg LeMond – la frontiera americana. Nei primi anni Ottanta, il suo nome rimbalzava già qua e là sui periodici stile Miroir e Biesse . Due volte medagliato, da junior, nella Settanta chilometri iridata (1979 e 1980), crebbe – da dilettante – nella (piccola) Levi’s-Raleigh. Al battesimo del fuoco con i pro’ del vecchio continente – 1985 – si mise subito in evidenza. Firmò un contratto a tempo con la 7-Eleven, la compagine nordamericana che colmò le distanze, soprattutto culturali, con l’altra parte dell’Atlantico.  Hampsten, dei ragazzi del diesse Mike Neel, era il più futuribile. C’erano Ron Kiefel, che sorprese tutti, all’esordio ...

Compagni di Leo e di CR

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Un giorno anche loro potranno dire non solo "io c'ero" ma ci ho giocato: non soltanto contro, ma insieme.  Miralem Pjanic e Arthur, accento sulla u, sono gli ultimi ad aggiungersi a quella pulitissima dozzina di privilegiati che sono stati compagni di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo; in rigoroso ordine di Palloni d'oro: 6 a 5 per la Pulce. La peculiarità farà forse meno effetto forse Ángel Di María, che su assitò di Leo firmò con l'Argentina l'oro olimpico a Pechino 2008 (col Mondialino Under 20 gli unici trofei della Pulga con la Seleccion) e con CR al Real Madrid la Décima (magata di Carletto che per alzare la Champions lo arretrò a interno sinistro nel 433); il Fideo infatti - in carriera - oltre ai dioscuri ha avuto in squadra tutti i grandissimi di quest'epoca: Rooney allo United, Ibra, Neymar e Mbappé al PSG. Sul doppio binario club/nazionale hanno viaggiato altri tre argentini ex merengue: Fernando Gago, Ezequiel Garay e Gabriel He...

Johan van der Velde won 40 jaar geleden Dauphiné

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https://www-cyclingonline-nl.translate.goog/artikel/18638_johan_van_der_velde_won_40_jaar_geleden_dauphin%C3%A9.html?_x_tr_sl=auto&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=wapp interviste Johan van der Velde vinse il Delfinato 40 anni fa Sabato 27 giugno 2020 Interviste - Johan van der Velde è stato il primo e unico olandese a vincere la Dauphiné Libéré il 2 giugno 1980. Henk Lubberding dietro il tre volte vincitore Bernard Hinault (1979) e Steven Rooks dietro Phil Anderson (1985), è arrivato secondo in Provenza e Joop Zoetemelk (1973, 1975 e 1986) ha ottenuto il terzo posto tre volte nella corsa a tappe francese. Testo: Dan Rolandus Le corse a tappe come il Critérium du Dauphiné sono solitamente gare in cui gli scalatori vogliono mettersi alla prova e prepararsi per il Tour de France, per il grande lavoro che li attende sui Pirenei e sulle Alpi. Johan van der Velde ha fatto la storia 40 anni fa (!) chiudendo trionfalmente la 32a edizione della Dauphiné Libéré. ''Mi sono u...

Arjen di casa: Robben ricomincia col Groningen

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Quattrocentodiciannove giorni. Tanto è durata l'astinenza di Arjen Robben dal suo duplice addio, il 5 maggio 2019 col gemello diverso Franck Ribéry, al Bayern al solito campione di Germania e al calcio giocato. Sarà un caso, o un capriccio del Fato, ma proprio nel giorno in cui il Bayern si conferma al solito campione di Germania - ecco l'annuncio che era un po' nell'aria dopo le scorse settimane passate ad allenarsi coi vecchi compagni. Arjen Robben - a 36 anni, 18 dei quali giocati da professionista - torna a casa. Al suo Groningen. Il club nelle cui giovanili, nel 1996, tutto era cominciato.  Un ritorno che, complici le difficoltà post-Covid-19, ha un che di kennedyano: non chiederti cosa può fare il club per te ma cosa puoi fare tu per il club. Arjen se lo è chiesto, e si è dato "la" risposta. L'unica possibile. "Segui il tuo cuore", l'invito dei tifosi.  Anche quelli troppo giovani per ricordarlo spiccare il volo...

LA LEGGENDA DI ROGER BROWN

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/06/26/la-leggenda-di-roger-brown/?fbclid=IwAR0LcdzuapvjgEag7TXtEhzlnDh5ktWtmOR2bTcfH_FEcMeRjWyyKdpYDkQ di SIMONE BASSO Sport e cultura - 26 giugno 2020 Pubblicato da Indiscreto il 9 settembre 2011 “They called him The Man Of 1000 Moves, but I don’t know about all that. He probably had 500, but they were all good. “ (Connie Hawkins) Roger Brown viveva a Bedford Stuyesant, New York. Da adolescente l’unica cosa che gli importava era il playground, ma capì che con quelli più grandi e grossi non si poteva scherzare. Così imparò, di notte, a scavalcare i cancelli. Miope, avrebbe passato la carriera a chiedere ai compagni di squadra il punteggio e il cronometro delle partite: ma non sembrava fregargli granché. Apprese il segreto giocando nel crepuscolo, illuminato appena dai lampioni. Siccome sentiva il canestro, non aveva bisogno di vederlo. Divenne, senza saperlo, il primo di una nuova specie. Il corpo di un’ala con la t...