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Too much, too young? Stephen Roche on success, fame and money aged 21

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https://www.stickybottle.com/latest-news/too-much-too-young-stephen-roche-on-success-fame-and-money-aged-21/ stickybottle.com January 21st, 2021 Stephen Roche wins Paris-Nice in 1981 in his first weeks as a pro rider and aged just 21 years riding for the Peugeot team. Roche believes the new generation of riders now enjoying success can keep it going for years, despite those who doubt their longevity prospects. However, while riders were now looked after better than ever, Roche says the top level of the sport is now much more intense than in his day The past couple of seasons, especially last year’s Covid19-hit campaign, have witnessed so many very young riders break through to the top tier of the sport that something of a generational change has taken place. The changing of the guard, and the sheer scale of the success achieved by the new wave of riders, has seen a debate emerge about whether those already at or near the top of pro cycling in their very early 20s will be able to keep i...

FOOTBALL PORTRAITS - McLeish, Alex senza l’ariete

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Ha rivitalizzato un gruppo che sotto la guida di Dick Advocaat sembrava aver dato tutto. Il tecnico dei Rangers riflette il McLeish calciatore: grinta, determinazione e fedeltà alla causa. Con un occhio al bilancio… di Christian Giordano, Calcio Gold Alex McLeish (Glasgow, 1959) ha accettato la sua sfida più grande nel dicembre 2001, subentrando all’olandese Dick Advocaat, “promosso” all’altisonante qualifica di Director of Football, che lo aveva espressamente indicato come successore per il non facile incarico di manager dei Rangers.  Per riconquistare la leadership cittadina, quindi nazionale, e rinverdire i fasti del decennio di successi vissuto nella gestione-Souness, ad Ibrox si puntava forte su uno degli allenatori emergenti del panorama scozzese, un tecnico giovane e grintoso per il quale non era difficile prevedere un brillante futuro. Il suo background, del resto, parlava ch...

L’ELEFANTE NEL CIELO DI COLUMBINE E L’UNIVERSO O IL MOSTRO IN UNA TASCA

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https://www.sport-e-cultura.com/2021/01/21/lelefante-nel-cielo-di-columbine-e-luniverso-o-il-mostro-in-una-tasca/?fbclid=IwAR2Y5Pc3JJIp01URXNm_wC2qc4QM7i9ZEfOUPyBOGuCjxsN5w4pfjWxCcxs di SIMONE BASSO Sport e cultura, 21 gennaio 2020 Raccogliamo le vesti di chi se le straccia, per la libertà (digitale) tolta a Nerone .  Se si nega l’evidenza di un atto (di insurrezione teleguidata dall’alto, zeppa di simbologie e di esoterismo kitsch) di quel genere, si annega nei pregiudizi cognitivi che sostituiscono i fatti (la realtà) con le opinioni.  Scacco matto. La profanazione di Capitol Hill è stata solo la realizzazione scenica più delirante (e coerente) di un culto fondamentalista – il trumpismo – che odora di morte, pop art e collasso della psicosfera collettiva. Death and Disaster  [Andy Warhol, nda] mescolato con l’America (s)profonda e l’ennesima serie Netflix basata sulla paranoia e la violenza. Un universo parallelo che si vuole sostituire all’esistente, dominato dal pensi...

HOOPS PORTRAITS - Wade "Swede" Halbrook, i ferri del mestiere

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di CHRISTIAN GIORDANO Wade "Swede" Halbrook, 2,19 per 107 kg, approdò tardi nella NBA, a ventisette anni, ma il suo segno lo lasciò eccome. Ingaggiato dai Syracuse Nationals nel 1960 e propagandato - alla lettera: su insegne e cartelloni pubblicitari - come "il cestista più alto al mondo,  Halbrook, una sorta di Rik Smits ante litteram, era il più alto giocatore nella storia della lega, ma il soprannome, lo Svedese, era improprio, date le sue origini sì nord-europee ma tedesco-olandesi. Halbrook fu uno dei personaggi più insoliti della NBA. Anticonformista, timido e introverso, aveva come hobby quello di lavorare a maglia (!), innocuo diversivo che, a suo dire, lo aiutava a rilassarsi. Tra lo sconcerto di compagni di squadra e dirigenti dei Nats, portava con sé in trasferta ferri e gomitoli, ma alla fine, per tutta una serie di scherzi e sfottò, dovette smettere. Perlomeno in pubblico, perché nella privacy della sua stanza d'albergo, o in via eccezionale a qualche ...

Il figliol prodigo Luka Jović, là dove riosano le Aquile

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Neanche un aedo come Emir Kusturica, altro serbo seppure naturalizzato, avrebbe potuto scrivergli - e figuriamoci girare - un plot con happy ending migliore. La duplice parabola del figliol prodigo. Gliela disegna, per due volte in diciannove minuti, alla prima in casa nel debutto-bis nell'Eintracht Francoforte contro lo Schalke 04, il connazionale e "gemello" Filip Kostić . Adi Hütter lo aveva fatto entrare dieci minuti prima, al 62'.  Primo pallone, primo gol per il 23-enne ex baby prodigio in prestito dal Real Madrid fino a fine stagione. Ancora servito a memoria da Kostić, ed ecco il vitello grasso sottoforma di doppietta: 3-1 e Aquile che tornano a osare lassù, a quota 26 col Wolfbsurg sesto. Zona Europa League. Sì, Luka Jović , era tornato a casa. In tutti i sensi. Due stagioni fa, in coppa aveva trascinato in coppia con Haller - e 17 gol in 14 partite (27 in 48 in stagione) - l'Eintracht fino alla semifinale, persa ai rigori contro il Chelsea di Maurizio S...

FOOTBALL PORTRAITS - Guardiola, Pep 50 (l'anti)Special

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Filosofo. Visionario. Ossessivo. Intelligente. Per quanto gliel'avranno ripetuto, di lui e del suo calcio, nel suo primo mezzo secolo?! Tanto, troppo. Troppo "avanti". Troppo "tiqui taca", copyright mai amato (da Pep) del periodista Andrés Montes. Troppo vincente : 16 trofei da giocatore, 29 da allenatore. Troppo logorante. Per sé e l'asfissiante entorno , quel mix di politica, interessi e spifferi che serpeggia nel "més que un club". E che gli ha fatto lasciare, prosciugato dopo 4 stagioni, l'incarico per cui aveva sfidato l'allora presidente Laporta: Non ne hai gli attributi, gli disse in termini più prosaici poi diventati libro. Per Pep Guardiola, a 37 anni, dopo due di  Barça " B", era come tornare a casa. Ci era entrato tredicenne, come Messi, ma per lui, catalano di Sanpedor - 7mila anime a 60 chilometri da Barcellona - non era il viaggio della vita. Era "la" vita. Da play lento di passo e svelto di pensiero, conqu...

L'ossessione di Mourinho per Guardiola (e viceversa)

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http s://carotenuto.blogautore.repubblica.it/2016/08/20/lossessione-di-mourinho-per-guardiola-e-viceversa/ di ANGELO CAROTENUTO Il venerdì di Repubblica, 20 agosto 2016 Lui è il capodoglio bianco, l’inseguito, quello che si sottrae. Lui cerca l’equilibrio, sfugge la schiuma, gelido, mai trabocca. Il Buono della storia è questo uomo senza più capelli. Gli ultimi li ha persi per lo stress di una navigazione col vento in faccia, il vento che gli gettava addosso Quello Lì. Chiamatemi Pep: ogni verità è un abisso. Guardiola è uomo di spazi e di linee, panorami e prospettive. È uomo di confini da spostare e mappe da riscrivere. Il silenzio attorno gli è indispensabile. La bava e la spuma che l’altro agita, sono effervescenze da cui scappare. Tutto è curato dentro il suo mondo, tutto è placido e pacato. Anche la barba sfatta ha una sua armonia. Il look racconta la vocazione alla misura. I maglioncini dal collo a V di colore rosso o grigio. La mano che si accarezza il mento. Una bottiglietta d...

Guardiola, una storia da grande visionario lunga già mezzo secolo

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Domani il catalano taglia il traguardo dei cinquant’anni: tempo di bilanci. Nella sua carriera trofei, amicizie e rivoluzioni. Il futuro potrebbe portarlo in Italia Dal nostro corrispondente  Stefano Boldrini17 gennaio - LONDRA Gazzetta.it - Domenica 17 gennaio 2021 La curiosità, l’intelligenza e il talento: sono le tre qualità che deve possedere un uomo per partire da un paese di settemila abitanti come Santpedor per diventare uno degli allenatori che hanno scritto la storia del calcio.  Pep Guardiola domani festeggerà 50 anni e, nel bilancio che si fa quando si compie mezzo secolo, può riempire molte caselle con il segno positivo. Ha dato un senso alla sua vita svolgendo, molto bene, tutte le attività che ha intrapreso: calciatore prima e allenatore poi. Ha costruito un solido patrimonio di affetti: la moglie Cristina, i figli Mariùs, Maria e Valentina .  Ha dato lustro al concetto della parola amicizia, creando un gruppo di persone che lo ha accompagnato e lo acc...

Preview: Eintracht Frankfurt vs. Schalke 04

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https://www.sportsmole.co.uk/football/eintracht-frankfurt/preview/preview-frankfurt-vs-schalke-prediction-team-news-lineups_430616.html By Brett Curtis Eintracht Frankfurt take on Schalke 04 in the Bundesliga on Sunday, with the visitors buoyed by moving off the foot of the table after recording their first Bundesliga win in almost an entire year last weekend. Frankfurt have been boosted themselves in recent days by announcing the return of striker Luka Jovic on loan from Real Madrid. Match preview The Serbian striker may have to be patient in terms of reclaiming a space in Frankfurt's first XI, though, with Adi Hutter 's side recording 3 wins in a row to move into the top half of the Bundesliga. However, after selling Bas Dost to Club Brugge, there was a clear space in the squad to fill, so Hutter and Frankfurt fans alike will be delighted that they have managed to bring in a high pedigree player who knows the club inside and out. Moreover, despite beating struggling Mai...

Eintracht Frankfurt – FC Schalke 04

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EF - Winning run continues Eintracht Frankfurt not only celebrated their first Bundesliga win in Mainz on the last matchday, but also their third consecutive victory . They last enjoyed such a run almost two years ago in spring 2019 (6 wins in a row back then). S04 - Negative record avoided After almost a year of setbacks, everything went well for Schalke on the last matchday against Hoffenheim .  Thanks to Hoppe, Harit and a helping hand from TSG, the Royal Blues managed to end their historic negative run of 30 top-flight games without a win before equalling 1965-66 Tasmania’s all-time record.  S04 were clinical in front of goal ( shots on target: 5-5, final score: 4-0 ), scored all four goals from counter-attacks and were saved from falling behind on several occasions in the first half by the impressive Ralf Fährmann (5 saves).  Despite Schalke’s 12 shots to Hoffenheim’s 18, they ended their negative run with their first victory since January 2020 (358 days). S04 - ...