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Brady & altri GOAT - A volte ritornano (pure troppo)

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Chissà se è stato davvero CR7 a convincerlo della decisione che Tom Brady, quaranta giorni dopo il ritiro solo annunciato, aveva forse già preso da sé.  "E' sempre un piacere e un privilegio scambiare idee e opinioni con un altro GOAT", ha postato - con foto - sui social il portoghese. Del resto, fra superstar dei due football, di qua e di là dell'Atlantico, ci si intende. E quasi a voler celebrare l'incontro con un latro highlander, Cr7 ha siglato co0ntro il Tottenham la sua tripletta numero 49 coi club e la numero 59 in carriera.  La seconda più "anziana" in Premier League, a 37 anni e 35 giorni Cristiano; 37 anni e 146 giorni Teddy Sheringham, ex United che nell'agosto 2003 la segnò per il Portsmouth contro il Bolton. Brady a 44 anni si appresta così a vivere la sua 23-esima stagione NFL, la terza ai Tampa Bay Buccaneers. Inevitabile pensare ai tanti più o meno arzilli "nonnetti" che della pensione, per quanto dorata, proprio non volevan...

C'era una volta il Chelsea

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Bloccati il conto bancario, diversi account e le carte di credito della società. Sono le più recenti conseguenze delle sanzioni comminate dal governo britannico al Chelsea di - ancora per poco - Roman Abramovich. La Barclay's, banca che per la Premier League è molto più che storico sponsor, ha "temporaneamente sospeso" la liquidità in giacenza del club, intestatario del conto ma di proprietà del patron. Il motivo è che alla banca serve tempo per valutare le conseguenze della "licenza speciale" che il governo UK ha rilasciato al Chelsea per permettergli di continuare la normale amministrazione legata al calcio. In questa NON rientrano l'acquisizione di nuovi giocatori e membri dello staff, la conduzione o il trasferimento di attività commerciali e persino le circa 600 mila sterline di introiti da matchday, compresi biglietti, indotto e merchandising. Per garantire la gestione ordinaria, e permettergli di concludere la stagione, è stato consentito al club un t...

1982-1988, IL SETTEBELLO DI KELLY ALLA PARIGI-NIZZA

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https://sport660.wordpress.com/2017/07/28/1982-1988-il-settebello-di-kelly-alla-parigi-nizza/?fbclid=IwAR2fj6djSoqmhGEokGaUBZod6M8wlRcN1v5pGE75fzHQubtMlSWiVE2BRAM articolo di Nicola Pucci Ancor prima di diventare quel meraviglioso interprete di classiche-monumento, dominatore per buona parte degli anni Ottanta e primi anni Novanta, con un palmarès ricco tanto da poter vantare due Milano-Sanremo (1986 e beffando Moreno Argentin nel 1992), due Parigi-Roubaix (1984 e 1986), due Liegi-Bastogne-Liegi (1984 e 1989) e tre Giri di Lombardia (1983, 1985 e 1991), a cui aggiungere la Vuelta del 1988 e seppur sempre respinto dal campionato del mondo, Sean Kelly ha guadagnato gloria ciclistica eleggendo le strade della Parigi-Nizza quale suo territorio di caccia preferito.  Irlandese di Waterford, classe 1956, Kelly debutta nel professionismo nel 1977, lanciato da Jean de Gribaldy , gran scopritore di talenti, che vede in lui un futuro campione. Ma se le prime stagioni non rispondono appieno al...

Leali della libertà

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Salò (Brescia), giovedì 1° febbraio 2018  - Allora, Bruno Leali, qua vedo una maglia tricolore e la foto capelli al vento, trent’anni indietro, se io ti dico: 1987, per te un anno magico?  «Sì, un anno magico per me perché ho vinto il campionato italiano, ho vinto il Trofeo Baracchi con Massimo Ghirotto, e nell’86-87, i due anni migliori della Carrera. Adesso parliamo di Bruno Leali, ma si sta parlando anche della Carrera, una grande squadra. A quei tempi era la migliore, o una delle migliori». - La migliore ma non soltanto dal punto di vista tecnico. Eravate all’avanguardia in tante cose, penso ai tanti corridori che andavate a prendere all’estero, uno su tutti Roche, gli svizzeri…  «Mächler, Zimmermann, Mutter, Breu…».  - Mächler che quell’anno vinse la Sanremo…  «Sì. Breu… C’era Zimmermann, che ha fatto secondo al Tour. C’erano corridori forti. Mutter, vincitore di classiche, e poi Roche. Roche e Schepers, dei corridori forti».  - Anche dal punto di...

Lo Sport contro la guerra, il migliore dei mondi possibili

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Se mai ce ne fosse bisogno, ecco - come sempre - la conferma che è lo Sport il migliore dei mondi possibili. L'unico che non ti lascia mai solo. Neanche dove, e quando, più è mancato - e sta mancando - chi, per definizione, sarebbe preposto a starti al fianco. A proteggere i più deboli. Dai cori dei paraolimpici nell'apertura dei Giochi di Pechino al weekend dei top campionati europei, si leva un'unica grande voce, in una cornice di solidarietà e di presa di posizione - basta guerre - chiara e netta. Come un risultato sportivo. E' un caleidoscopio bicromatico che illumina spalti e maxischermi della Premier League e della Ligue 1, e colora di speranza il logo della Bundesliga e le tute dello Stoccarda. Tutto questo nello stesso fine settimana in cui il numero di rifugiati minaccia di salire di altre duecentomila unità, fino a scollinare il milione e mezzo di persone - come riferito dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite, Filippo Grandi - che si stanno riversando l...