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Tourmalet, el carnet ciclista

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La mítica cima de los Pirineos se estrena en La Vuelta  “Es un puerto para un escalador puro”, explica Sergio Samitier 8 Aug 2023  AS - DANI MIRANDA Hablar de mística y de historia en el ciclismo es hablar de Tourmalet, una cima icónica, la ascensión que nunca deja indiferente a nadie. Habitual del Tour de Francia, es el puerto más destacado de los Pirineos. En 1910, debutó en la carrera francesa gracias a, cuenta la leyenda, una mentira del periodista deportivo Alphonse Steinès, que viajó a la zona con la idea de buscar nuevas cimas para el Tour.Sergio Samitier señala el cartel que indica el ‘Col du Tourmalet’. Ni pudo llegar al punto más alto con su chófer, completó este camino a pie (alrededor de 4 km) y luego dijo que estaba en perfectas condiciones para ir en carrera. Totalmente falso, pero le hicieron caso. Desde entonces, el Tour finalizó allí en más de cincuenta ocasiones y fue puerto de paso en muchas más, y por vez primera este año será desenlace en La Vuelta. Será e...

UNE FURIE

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Au terme d’une course folle où il a chuté à 16 kilomètres de l’arrivée, le Néerlandais MATHIEU VAN DER POEL est devenu champion du monde. Il devance le Belge Wout Van Aert et le Slovène Tadej Pogacar. DE NOTRE ENVOYÉ SPÉCIAL ALEXANDRE ROOS L'Équipe, 7 Aug 2023 GLASGOW (ÉCOSSE) – On aura tout dit sur ce circuit des Championnats du monde de Glasgow, du poli « indigne » au plus familier «de merde» , qu’il était sorti de l’esprit d’un « tordu » ou d’un « mec bourré » , mais on avait oublié que les désaxés et les ivrognes peuvent être des personnes très créatives et surtout que de la laideur pouvait naître la beauté. Bon sang, quel Championnat du monde, quelle frénésie, six heures d’une bagarre totale qui nous grillèrent le cerveau tant on ne comprenait rien de ce qui était en train de se passer et nous emmenèrent au bord de l’épilepsie à force de voir ce dragon furieux foncer dans le labyrinthe écossais, sans jamais s’arrêter alors qu’on aurait eu besoin à quelques moments de mettre su...

Glasgow 2023 - Ganna e MvdP fuori dal mondo

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https://open.spotify.com/episode/0HYhudmIhnp1knRyzTRpaH Filippo Ganna e Mathieu van der Poel. Imprese da titani nel primo Super mondiale di sempre. Pippo con la tranquillità dei grandissimi (e lo sguardo del killer) rimonta al suo amico, compagno alla Ineos e ingegnere Daniel Bingham due secondi nel quarto e ultimo km, e oltre un secondo nei due giri finali: quello conclusivo in 57".472 e crono fermato sul 4' 01" 976 per l'azzurro, contro i 59".694 e il 4' 02" 030 del britannico; 54 millesimi: una roba fuori dal mondo. Ganna, sempre a podio dal 2016 (6 ori, un argento, un bronzo) e primatista dell'ora succeduto proprio al britannico, è al sesto oro iridato sui 17 italiani nella specialità; con il bronzo di Jonathan Milan (4' 05" 868) sul portoghese Ivo Oliveira (4' 08" 469), un delitto dell'UCI che l'inseguimento individuale non sia più specialità olimpica. Su strada van der Poel è il primo a vincere, nello stesso anno, mond...

Glasgow 2023 - Cretti bronzo d'oro, quartetto azzurri ancora d'argento

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https://open.spotify.com/episode/2E1NuNeymP8QEvHzKFHYcK Ci si rivede a Parigi 2024. Un anno dopo St. Quentin, il quartetto azzurro maschile si conferma argento mondiale; sfumato invece il bronzo delle ragazze - Martina Fidanza, Letizia Paternoster, Vittoria Guazzini e Chiara Consonni, che ha rimpiazzato Elisa Balsamo -, campionesse uscenti e anche loro sconfitte in rimonta ma dalle francesi, e per meno di tre decimi: 4'13"059 contro 4'13"334. Su un altro pianeta, l'oro delle britanniche davanti alle neozelandesi. Al Sir Chris Hoy Velodrome di Glasgow, contro Francesco Lamon, Manlio Moro (preferito a Simone Consonni), Jonathan Milan e Filippo Ganna la favorita Danimarca di Niklas Larsen, Carl-Frederik Bevort, Lasse Leth e Rasmus Pedersen si prende la rivincita iridata per l'oro olimpico perso a Tokyo nel 2021; e tre anni dopo Berlino, è per la terza volta è campione del mondo. 3'45"161 il crono fissato dai danesi, 2" e 235 millesimi meno del 3...

La doppietta di Pantani compie 25 anni

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https://www.ilriformista.it/la-doppietta-di-pantani-compie-25-anni-373389/ Il Pirata veniva dalla stupenda vittoria ottenuta al Giro d’Italia nello stesso anno, dove aveva stroncato Pavel Tonkov sulla salita di Montecampione. Nel Tour, portato a casa il 2 agosto di 25 anni, fa sta in un’immagine plastica: Pantani sul podio e Gimondi che, precipitatosi a Parigi, lo abbraccia e gli alza il braccio verso il cielo in segno di trionfo Marco Fortis   il Riformista - 2 agosto 2023 Il 2 agosto del 1998 agli Champs Élysées un grande campione italiano, l’indimenticabile Marco Pantani, vinceva il Tour de France, 33 anni dopo che un altro grande campione, Felice Gimondi, nel 1965, aveva fatto sua la Grande Boucle rivelando al mondo tutto il suo talento. Il ricordo di quel 2 agosto di 25 anni fa sta in un’immagine plastica: Pantani sul podio e Gimondi che, precipitatosi a Parigi, lo abbraccia e gli alza il braccio verso il cielo in segno di trionfo. Pantani veniva dalla stupenda vittoria ottenu...

RIP Trevor Francis, One in a Million

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https://open.spotify.com/episode/3WWnhVfbyL24KPTZnxzDro "One Million Pound Football Player". Trevor Francis, il primo nel Regno Unito a costare un milione di sterline. Il Birmingham City, club che lo aveva cresciuto, s'era impuntato. Brian Clough, furbo nell'evitargli l'etichetta ma al contempo fiutandone la mediaticità, per averlo al Nottingham s'impunto anche lui: 999,999  pounds ; 975 mila al Birmingham, che più tasse e commissioni portavano il totale a 1.150.500 sterline. Era il 9 febbraio 1979. "Venduto come un Rembrandt all'asta in una galleria d'arte", strillò a titoloni il Guardian . Mai oltremanica si era arrivati alle sette cifre, con gli infortuni l'altra croce e delizia di un burbero gentleman nato per far - e far fare - gol. E non ancora 25enne. Sin lì, solo un club si era spinto fino alla metà, il West Bromwich Albion, che poche settimane prima ne aveva spese 516 mila per David Mills, attaccante del Middlesbrough. "Ho g...

DIARIO DEL TOUR 2023

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https://www.sport-e-cultura.com/2023/07/24/diario-del-tour-2023/?fbclid=IwAR0DvqsUwvOwAe23AuhDBPSfLl3zfrmB7SaoZ2qDegI_tUvPOr9aDxH0Ipk di SIMONE BASSO Sport e cultura - lunedì 24 luglio 2023 “Luglio col bene che ti voglio / Vedrai non finirà....” 1° luglio, Bilbao Il Tour de France numero 110 parte dai Paesi Baschi, il luogo (il piccolo mondo) più legato al ciclismo dopo le Fiandre. Folla (festa), colline (verdi), mare (l’Atlantico). Un panorama perfetto: si passa da Guernica, la Storia che si impone, e pochi ricordano che la Corsa della Pace – nel secolo scorso – esibiva la colomba (della pace) stilizzata da Pablo Picasso. Il disegno ASO di questo Tour è furbesco, piacione. Una scemata televisiva, ignara volutamente delle regole tattiche e tecniche dei Grandi Giri. Zero strade del Nord, cronometro ai minimi storici, garagismo, chilometraggi ridotti, appena due GPM sopra i 2000 metri d’altitudine. La Vuelta de Francia si salverà solo in virtù della qualità, eccelsa, del plotone. Una mi...

Meeus a Parigi e un Tour storico

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https://open.spotify.com/episode/5pOCPOOrcDzWOTVZgbHQVR Jordi Meeus, il belga che meno ti aspetti. È lui, il 25enne della Bora, che al fotofinish ha messo la ruota davanti a quella di Jasper Philipsen, il connazionale cui ha negato il pokerissimo al Tour #110 e il back-to-back sui Campi Elisi. Bis consecutivo riuscito invece a Jonas Vingegaard davanti a Tadej Pogačar, che la maglia gialla l'aveva già blindata con l'uno-due da KO tra la crono di Combloux e l'apoteosi sul Col de la Loze: tappe 16 e 17. Due terzi del podio sono gli stessi da tre anni: due volte primo e una secondo lo sloveno, una secondo e due primo il danese Sono i distacchi- monstre , che mancavano da un decennio: i 7'29" sul piazzato non si vedevano dai 7'37" di Vincenzo Nibali sul francese Jean-Christophe Péraud nel 2014. Adam Yates, compagno di Pogačar e terzo nella generale (suo primo podio in un grande giro), ha chiuso a 10'56". È stato un Tour originale e ultramoderno nel tra...

Pogi si ritrova, Vingo si conferma e Cicco a pois

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https://open.spotify.com/episode/7CSNWlSvF69k8RqBHFUzSj "Yes! Yes!", urlato al mondo. Tadej Pogačar ha ritrovato se stesso. Jonas Vingegaard invece non s'è mai smarrito. Secondo successo di tappa per il 24enne sloveno, secondo Tour in fila per il 26enne danese. Primi due gradini del podio come nel 2022: Pogi piazzato a 7'29" contro i 2'43" di un anno fa. Terzo a salirci, ma a un'eternità (10’56”) Adam Yates, compagno di Pogi alla UAE EMirates e prima maglia gialla di questa spettacolare, tiratissima Grande Boucle . Quarto, il suo gemello Simon, che ha scavalcato il 22enne "deb" spagnolo Carlos Rodríguez, caduto ancora come Sepp Kuss, miglior gregario in questo Tour e per quei postumi uscito, proprio nella penultima tappa, dalla top ten. L'ultimo tappone di montagna - 133,5 km da Belfort a Le Markstein su e giù per i Vosgi - ci ha regalato, 31 anni dopo la doppietta del Diablo Chiappucci, un altro italiano in maglia a pois a Parigi. Giu...

Mino Denti - Campione sfortunato, buon maestro, ora imprenditore

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Le gare contro il tempo una specialità che si addice ai bresciani Tre cronomen in poker d'iride Antonio Tagliani il precursore, mondiale a Roncadelle '62 - Ferruccio Manza e Mino Denti i seguaci GIORNALE DI BRESCIA - Speciale ciclismo, ottobre 1991 Inserto realizzato da Enrico Moreschi con la collaborazione di Carlo Bresciani, Giuseppe Bresciani e Guenda Piatto Personaggio che ha contribuito a costruire la storia del ciclismo bresciano, sia come corridore sia come tecnico, è senza dubbio Mino Denti, bresciano d'adozione, iridato nella cento chilometri a squadre a San Sebastiano, con Dalla Bona, Guerra e Soldi. Ha gareggiato dal 1962 al 1970, fin quando nella settima tappa del Giro d'Italia, nella discesa del Crocedomini su Bagolino, in una stretta curva, incappò nella sabbia e letteralmente volò fuori strada procurandosi numerose fratture. Riuscì con caparbietà a rimettersi completamente dopo oltre un anno di solerti cure. ed ora dispone a Travagliato di uno stabiliment...