La nuova era degli U2 “Siamo una school band”


Bono durante il primo concerto degli U2 alla Mount Temple School di Dublino 
Ieri gli U2 si sono esibiti alla Mount Temple School di Dublino.

Il gruppo di Bono ritorna nei luoghi della giovinezza per annunciare il disco "Carnaval de Luz" disponibile dal 13 novembre
ANDREA SILENZI
La Repubblica - Sabato 26 settembre 2026
Pagina 45

Accade tutto a Dublino.

50 anni fa, Larry Mullen jr. mise un annuncio nella bacheca del Mount Temple Comprehensive School, un istituto scolastico nel nord della capitale irlandese. L'annuncio recitava: "Batterista cerca musicisti per formare una band". Casa di Mullen, situata al 60 di Rosemount Avenue, anche questa meta di pellegrinaggi dei fan da qualche giorno, era a poca distanza: fu lì che si riunirono per la prima volta gli U2. Per festeggiare il loro anniversario artistico, anticipando di qualche settimana l'uscita del nuovo album Carnaval de luz, in uscita il 13 novembre, gli U2 sono tornati a casa. Stessi posti, stesso spirito.

La giornata ha attraversato i luoghi simbolo della loro storia: la Mount Temple, il Mcgonagles, un locale di inizio Novecento con tanto di confessionale all'entrata e foto della band affisse ovunque, che ha ospitato le loro prime esibizioni, la terrazza del Bewley's Oriental Cafè in Grafton Street, una delle strade-simbolo del centro cittadino. L'arrivo nella scuola è probabilmente la metafora di questa loro nuova fase artistica: con novecento ragazzi in attesa nei grandi cortili dell'edificio, giornalisti da tutto il mondo e un certo numero di fan che cercavano in ogni modo di entrare (ma la sicurezza era rigorosa), la band ha suonato senza supporti elettronici o megaschermi.

Chitarra, basso, batteria e voce, con Bono che appena salito sul palco ha fatto sapere ai ragazzi quanto tutti e quattro si sentano ancora una school band: un segnale di speranza per le nuove generazioni che li hanno accolti con cartelli e un entusiasmo potente, ingovernabile nella sua purezza. Anche la scelta del set (sette brani in totale) ha evidenziato lo spirito di questa iniziativa: hanno deciso di partire con I will follow, la canzone simbolo del loro disco d'esordio, Boy, 1980, con il microfono di Bono che tarda a entrare in funzione. Ma anche il resto è stato un omaggio alla loro attitudine totalmente rock'n'roll: Vertigo, Beautiful Day, Out of Control e Silencio, il brano-guida del nuovo album.

«Quest'isola è piena di musica e sono così fiero di essere irlandese» ha detto Bono ai ragazzi. «È risaputo che gli studenti di questo campus non si lasciano controllare». Un richiamo nemmeno troppo velato agli esordi, quando lo spirito punk ha spinto quattro ragazzi dei sobborghi dublinesi a seguire un istinto non negoziabile. E allora ecco 32 studenti della scuola, una giovane orchestra chiamata Here, che prendono in mano violini, viole e violoncelli per accompagnare una magnifica versione di One. Un filo rosso che conduce sempre al punto centrale: la necessità di non cedere alla disperazione. Gli U2 sono un punto di partenza e un punto di arrivo. Bono ha ricordato con orgoglio il programma Music Generation, attivo dal 2010, che garantisce a prezzi popolarissimi 110.000 ore di lezione l'anno per oltre 130.000 bambini e ragazzi.

Lo show sarebbe finito, ma le urla delle ragazze (quasi un deja vu dell'era Beatles: il rock è una storia circolare) convincono la band a tornare sul palco per With or Without You.

Il messaggio è forte e chiaro: il rock'n'roll è caos, ma più ancora energia. Ed è diretto alle generazioni di adolescenti, bistrattati e lasciati soli con i loro demoni. Ragazzi che vivono all'inferno perché sognano il paradiso.

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