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"PAPA BEAR" Sam Gilbert - The dark side of the UCLA basketball dynasty

https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2010-jun-08-la-sp-0609-wooden-gilbert-20100609-story.html By CHRIS DUFRESNE Los Angeles Times - JUNE 8, 2010  John R. Wooden, who died Friday at age 99 , left for the ages an exemplary body of work in which the rewards, ten-fold, outweighed the trials. No rendering of Wooden’s legacy, though, is complete without mention of a man who influenced one of sport’s most unimpeachable dynasties: Sam Gilbert . If Wooden was the father figure of UCLA basketball, Gilbert was its shadowy one. Gilbert was a small, burly, self-made man with unfettered devotion to the Bruins . He could be benevolent yet, to nose-poking reporters, a bully. He attended UCLA in the 1930s but did not graduate, later to make his fortune as a contractor. UCLA players recalled his showing up after Bruins games in the 1960s, dispensing apples and oranges. He forged bonds with many Bruins who helped hang 10 national championship banners from 1964 to...

Dutch doping book causes stir

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https://www.cyclingnews.com/news/dutch-doping-book-causes-stir/ Cycling News - May 11, 2010 Former team doctor published study of performance-enhancing methods Peter Janssen discusses the use of EPO in his book " Bloedvorm "  Peter Janssen, the former team doctor of Dutch squad Vacansoleil , has released a book called "Bloedvorm" [Blood Form], in which he discusses the dangers of various performance-enhancing substances and methods, including EPO. Janssen caused some controversy by declaring that small doses of EPO were not harmful to the health of professional cyclists. " Well-dosed, EPO is an extremely safe medicine for patients and athletes alike . If my son would want to ride a Grand Tour, I would want to join him taking a little bit of EPO with me to make him come through it in good health. At the same time, I would advise him not to take it. It is bad to get caught for the rider and even worse for cycling. That's why it's b...

Stanga: "Basta dilettanti"

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TuttoBici Numero: 5 Anno: 2010 di Pier Augusto Stagi Da tre anni è fuori dal ciclismo. O meglio, Gian Luigi Stanga, 61 anni portati egregiamente, è lì a bordo strada, che segue i suoi ragazzi della UC Bergamasca, e lavora sodo per tornare nel grande giro professionistico con una squadra degna del suo passato.  Da tecnico della Bergamasca De Nardi nel ’74, fino al ruolo di team manager della tedesca Milram, nel 2007, anno in cui lasciò il mondo professionistico varcato nel 1983, con la Mareno Wilier Triestina. Tren­ta­tré anni ininterrotti. Lo incon­triamo do­po un po’ di tempo, per sapere dal suo punto di osservazione come vede il ciclismo attuale e conoscere dal­la sua viva voce cosa vorrebbe si facesse per rilanciare uno sport che fatica a ritrovarsi. - Ti manca il ciclismo? «Se ti dicessi di no ti direi una bugia. Mi manca perché è una passione, però non ne faccio una malattia. Seguo da lontano l’UC Bergamasca De Nardi e lavoro per creare i presupposti neces...

Actor who played Jimmy Chitwood in 'Hoosiers' made the most of his one big shot

https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2010-apr-04-la-sp-crowe-20100405-story.html CROWE'S NEST Maris Valainis, 47 and now living in Southland, is still recognized from his portrayal of the player who made the winning jumper in the 1986 film, one of the most beloved sports movies of all time. The Indiana native's acting career was short-lived, but his cinematic basket is immortal. April 04, 2010  | Los Angeles Times Jerry Crowe The man who made perhaps the most famous shot in cinematic hoops history never played high school basketball. "I tried out three years in a row," Maris Valainis says, "and I got cut three years in a row." But as Jimmy Chitwood in the venerated 1986 film "Hoosiers," Valainis calmly sinks the game-winning jumper to give the Hickory High Huskers the 1952 Indiana state title. Movie fans haven't forgotten. Valainis says he's still recognized from his portrayal of Chitwood, whose shy, reserved personality is similar to hi...

Fuori dal Kemp

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https://nuovoindiscreto.wordpress.com/2010/02/28/fuori-dal-kemp/ di SIMONE BASSO Indiscreto - 28 febbraio 2010 Fermata di bus obbligatoria negli anni Novanta, dalle parti di una meteora splendente; un animale di raro interesse scientifico per caratteristiche e storia personale. Shawn Kemp incarna meglio di chiunque altro l’idea stereotipata dell’NBA helluva player , mefistofelico nell’alternare un talento quasi eccessivo con una zavorra subculturale oltre l’imbarazzo.  Al di là del bene e del male, Priest di due e dieci, uno stereotipo ingombrante di quali mostri (nel senso più freak del termine) possa (de)generare un sistema basato sui biglietti verdi; tanti, troppi e subito. Il Kemp come cestista fu importantissimo sia dal punto di vista evolutivo, del gioco, sia da quello politico-sociale: inarrestabile a livello liceale, nello stato (l’Indiana) che vanta la tradizione scolastica più leggendaria, divenne il prospetto più ambito della NCAA. Malgrado i tes...

Museo italiano

https://nuovoindiscreto.wordpress.com/2010/02/15/museo-italiano/ Considerazioni sulla stagione ciclistica al via: l’onda lunga del passato, il golem anglo-americano, la federazione protetta dai media, gli juniores che volano, il consiglio chiesto a Ballan e i cari vecchi direttori sportivi… di Simone Basso  Indiscreto - 15 febbraio 2010 “..Oh bongo bongo bongo/  stare bene solo al Congo/  non mi muovo no no/  bingo bango bengo/  molte scuse ma non vengo/  io rimango qui/  no bono radio e cine signorine/  magre così/  molto meglio anello al naso/  ma stare qui..”  Oroscopo ciclistico di inizio stagione , una scusa per ricominciare a scrivere di attualità stradaiola , quella che ormai rappresenta quasi al cento per cento l’immaginario degli appassionati. Essendo funaristicamente convinti che l’umanità giri attorno al deretano e si possa dividere in due categorie distinte (quelli che il sedere lo b...

Oltre la Roubaix

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https://nuovoindiscreto.wordpress.com/2010/02/09/oltre-la-roubaix/ In memoria di Franco Ballerini, campione da due stagioni e fuoriclasse sempre, che fra qualche anno sarà ricordato come il più grande commissario tecnico della storia… di SIMONE BASSO Indiscreto - 9 febbraio 2010 “E’ venuto il parroco, preoccupato, voleva fare il funerale in piazza, all’aperto, gli ho detto che è meglio che Franco stia in casa, in chiesa, al chiuso. E’ venuto il medico, due volte, preoccupato per la mia anemia. Sono io a dire loro di non preoccuparsi: tiro fuori tutto. Le donne sono forti e io sono una donna forte. Ma non è giusto che, visto che sono forte, debbano capitare tutte a me”.  (Sabrina Ballerini) In un giorno troppo invernale per essere finto, Natale a febbraio , omaggio obbligato a Franco Ballerini. Un anti-coccodrillo dovuto, leggendo l’insipienza e la fretta di quotidiani ormai sempre più carta straccia o tovaglie da bar. Pare l’altroieri, ma il nostro (redu...

Come bestie da strada

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http://www.possibilia.eu/come-bestie-da-strada/ Ciclismo: ai primordi dell’epica “sporca” di un mestiere Henri Pélissier, il campione che amava essere odiato di Simone Basso Possibilia, n. 4, febbraio 2010 «Ci trattano come bestie sul campo della fiera» Nella controversa figura di Henri Pélissier (1889-1935) possiamo leggere le viscere del primo Novecento sportivo e scoprire la nostra infatuazione per quel mestiere crudele che si chiama ciclismo.  Plume fu talmente personaggio da rappresentare, da solo, tutta l’epica “sporca” di un rito; ebbe una carriera pari alla vita, cioè esagerata e improbabile . Tanto da far pensare che, nell’essenza tormentata di quella Francia, fosse la trasposizione in carne e ossa di uno dei protagonisti bastardi dei romanzi di Céline. Campionissimo anomalo e bizzarro, anticipò tutti i temi, gli splendori e le miserie dello sport professionistico di cui fu inconsapevole profeta. Nulla è semplice nel viaggio di Henri, mutan...

Nel fango del dio ciclismo

https://nuovoindiscreto.wordpress.com/2010/01/27/nel-fango-del-dio-ciclismo/ di SIMONE BASSO Indiscreto - 27 gennaio 2010 Breve omelia questa volta sui dannati del ciclocross, fratello minore bastardo del ciclismo su strada. Per ribadire il nostro amore verso l’etica e l’estetica del fango, dimensione molto più pulita e dignitosa rispetto alla liofilizzazione imperante. A pochi dì dalla sfida iridata di Tabor, in Repubblica Ceca, un bignami incompleto ma sentimentale sullo spettacolo ciclistico più bucolico e selvaggio nel carnet degli sfregaselle.  Da circa quindici anni il cross interpreta benissimo il ruolo, perdente ma orgoglioso, dei nativi americani rinchiusi nelle riserve: scacciati dalle loro terre dall’arrivo del fanatismo belligerante dei vaccari, ovvero la mountain bike che tanto bene fece alle tasche dei produttori di bici… E francamente riesce quasi impossibile paragonare le due entità: il rampichino, così moderno nell’incarnare una via di fuga chic e b...

L’età dell’Auro

https://nuovoindiscreto.wordpress.com/category/simone-basso/page/1/ Pensieri su ciclismo e televisione dopo l’addio  di Bulbarelli  al microfono. Fra divagazioni e infatuazioni, passando per la difficoltà di raccontare uno sport che non permette lo schiacciamento sul presente di Simone Basso in esclusiva per Indiscreto, 13 gennaio 2010 “Il mezzo è il messaggio”. (Marshall McLuhan) Nel villaggio globale dello sport, il ventunesimo secolo è quello dell’esposizione bulimica, esagerata. Infatti, come qualsiasi attività umana, ormai accade solo ciò che viene televissuto ; l’idea onirica delle imprese sportive raccontate dagli inviati o dai film fotografici è un reperto (o referto) del Novecento. Diventa quindi fondamentale, per vendere meglio il catalogo , il quinto potere coinvolto nell’operazione: la fruizione dello spettacolo agonistico viene rinnovata non per migliorare lo sguardo diretto di chi presenzia all’evento, bensì per consentire più telegenicità al...

Coppa d'Africa, antipasto dei Mondiali

Dal 10 al 31 gennaio in Angola si sfideranno le grandi del Continente Nero: un prologo di lusso del Mondiale di giugno in Sudafrica. Ecco allora tutti i protagonisti, la storia, il programma di un fantastico spettacolo.    di CHRISTIAN GIORDANO, Sky Sport 24 5 gennaio 2010 http://sport.sky.it/calcio_estero/2010/01/05/coppa_africa_presentazione.html L'Africa? Non esiste. Anzi, ne esistono almeno 4. La pensava così Ryszard Kapuscinski , il massimo inviato di guerra del Novecento. Uno che l'Africa la conosceva bene. C'era andato per la prima volta, da corrispondente dell'agenzia polacca Pap, nel 1957. L'anno della prima Coppa d'Africa. E certo non poteva sapere che quella prima, sommaria suddivisione avrebbe avuto, negli anni, una declinazione anche calcistica al di là degli immaginifici soprannomi: i Leoni Indomabili del Camerun, gli Elefanti ivoriani e le tante Aquile: del Mali, le Super della Nigeria o di Cartagine della Tunisia, le Black Stars gh...

Angola 2010, l'antipasto dei Mondiali

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5 gennaio 2010 di Christian Giordano, Sky Sport 24 L'Africa? Non esiste. Anzi, ne esistono almeno 4. La pensava così Ryszard Kapuscinski , il massimo inviato di guerra del Novecento. Uno che l'Africa la conosceva bene. C'era andato per la prima volta, da corrispondente dell'agenzia polacca Pap, nel 1957. L'anno della prima Coppa d'Africa. E certo non poteva sapere che quella prima, sommaria suddivisione avrebbe avuto, negli anni, una declinazione anche calcistica al di là degli immaginifici soprannomi: i Leoni Indomabili del Camerun, gli Elefanti ivoriani e le tante Aquile: del Mali, le Super della Nigeria o di Cartagine della Tunisia, le Black Stars ghanesi e via fantasticando. Le 4 Afriche del pallone - Anche nel calcio, infatti, di afriche ce ne sono almeno 4. C'è il calcio spezzettato e molto "europeo" del Maghreb - tecnico, rissoso in Marocco e Tunisia, solido e organizzato in Egitto; quello del Golfo di Guinea, forte e nero: Cost...