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Lauren Hill, Last One Game

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Un'ultima partita, la sua prima all'università. E' il sogno della vita di Lauren Hill, 19 anni lo scorso primo ottobre, ma Lauren non sa se vivrà abbastanza per trasformarlo in realtà. Freshman - cioè matricola - alla Mount Saint Joseph University, Hill lotta da un anno contro un tumore maligno al cervello. Si chiama DIPG e colpisce il tronco encefalico; speranza di vita: due mesi. Lauren potrebbe non arrivare a dicembre. E così il suo college ha chiesto alla NCAA di anticipare l'apertura della stagione. Per le leonesse il campionato comincerà in casa, e non in trasferta, contro Hiram College il 2 novembre anziché il 15: palla a due alle ore 14. Lauren, farà di tutto per esserci, e per scendere in campo con la sua canotta numero 22. Perché Lauren non è una che molla. Tutto è cominciato nel novembre 2013, 49 giorni dopo il suo 18esimo compleanno. Lauren giocava da senior - quarto e ultimo anno - alla Lawrenceburg High School di Cincinnati, Ohio.  In campo sentiva...

Capello, mi spezzo ma non mi spiego

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Otto-nove milioni l'anno per un altro pareggio, stavolta in casa, contro la Moldova; trentaquattro secondi dopo averla così faticosamente aperta, su rigore, quella maledetta scatola più nera che giallobù. E se neanche stavolta Fabio Capello dovrà dare spiegazioni alla Duma, il parlamento russo - come invece sembrava dopo il flop mondiale in Brasile - stavolta sarà lui a volere, a pretendere, spiegazioni. Una grande squadra non può subire gol, per di più su corner, mezzo minuto dopo averlo fatto e mentre sul tabellone dello Stadion Spartak ancora campeggiava l'immagine di Dzyuba, l'autore del vantaggio russo. Tantomeno una Squadra di Capello, confermato forse più dalla penale di 30 milioni che dalla piena fiducia del presidente federale Nikolai Tolstikh. Il grande problema di don Fabio, dopo 27 partite su quella panchina, è che la sua, ancora, squadra non è: attacca, attacca, ma sbaglia in proporzione, e prima o poi il golletto finisce per prenderlo. E poi il Grupp...

Polen über alles

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Sto-ri-ca. Non c'è un termine più adatto per definire l'impresa di Varsavia: mai la Polonia aveva battuto la Germania: nei 18 precedenti, sei pareggi e 12 sconfitte; e solo un gol segnato e 2 punti fatti nei 6 match ufficiali. Ci sono riusciti i ragazzi di Adam Nawalka, e addirittura contro i neo-campioni del mondo, imbattuti da 18 partite; l'ultima sconfitta di Loew, proprio qui, allo stadio nazionale, contro l'Italia: 2-1 di Balotelli in semifinale di Euro 2012. Polonia-Germania, come Polonia-Russia e Germania-Olanda, non sarà mai solo calcio.Troppe e profonde le ferite inferte nel dna dalla Storia: quella con la maiuscola, con l'invasione tedesca nella Campagna di settembre del '39; e quella del calcio, con la battaglia di Francoforte 74, dove la Polonia poi terza a quel mondiale, si arrese al gol di Gerd Mueller in un Waldstadion allagato. La Polonia non voleva giocare, la Germania sì: e chissà come sarebbe finita con Gadocha libero di sprintare su Vogt...

Leo vs CR7, aria di Clasico

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Ma quale Neymar, altro che Bale. Nell'Europa che più conta ci sono loro, sempre e solo loro: Leo e Cristiano, Messi e Ronaldo. In rigoroso ordine di gol: 62 in 80 presenze alla decima stagione di Champions per l'argentino; 54 in 97 in due stagioni in più per il portoghese. E proprio in Portogallo, al "Da Luz" di Lisbona, si giocherà la prossima finale. L'obiettivo più grande prima del mondiale brasiliano. E dichiarato a suon di triplette. CR7 chiama, la Pulce risponde. Il Galatasaray che l'anno scorso sfiorò l'impresa nei quarti contro il "Real Mourinho", è stato spazzato via: 6-1 a domicilio.  Altro ché "Benvenuti all'inferno": il diavolo veste blanco . E ha appena firmato fino al 2018 a 18 milioni l'anno. Giusto per far capire, a Bale e compagni, chi è che comanda al Bernabéu. Nell'altra metà del cielo, di Spagna e d'Europa, il capo non è mai stato neanche in discussione. A partire dalla scelta dell'allnatore: l...

FOOTBALL PORTRAITS - Neeskens, l'altro Johan (2014)

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di CHRISTIAN GIORDANO Federico Buffa Racconta - Storie Mondiali (Sky Sport, 2014) El Segundo . Non siamo nella Contea di Los Angeles, California, anche se in questa storia negli States ci torneremo eccome, ma sulla costa est. Johan Segundo, Johan secondo, come lo chiamavano ai tempi del Barcellona, al secolo è Johannes Jacobus Neeskens. Per tutti Johan, per sempre l’altro Johan. Il compagno di merende, più in campo che fuori, meno prediletto dagli dei. Se l’Olanda del 1974 era una rockband, allora Johan Cruijff era il quinto Beatle, Willem (Wim) van Hanegem era Van (non Jim) Morrison, Robbie Rensenbrink era Jimi Hendrix e Ruud Krol, be’, lui era Mr. Sinatra in persona. E Johan Neeskens, o Johan II, come inevitabilmente sarà per tutta la vita? Be’, lui, era Marc Bolan. O magari Jeff Buckley. Passionale, angelicamente bello, un fuorilclasse totale (è il caso di dirlo), q...

Lombardia 2014, la Classica delle foglie Martin

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Cinque sono le classiche monumento: in ordine di calendario Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia. Daniel Martin se ne è già messe in bacheca due, la Liegi 2013 e adesso la Classica delle foglie morte. La corsa che più ama. Quella che chiude la stagione. E che aveva sfiorato già nel 2011, quando finì secondo dietro allo svizzero Oliver Zaugg e davanti allo spagnolo Joaquim Rodríguez. Il gran favorito di giornata, a caccia di uno storico tris consecutivo che manca dai tempi di Fausto Coppi. Purito però non aveva la gamba delle ultime due edizioni, e nemmeno la stessa rabbia: due anni fa prese tanta acqua da gettare a terra la borraccia, l'anno scorso voleva far pagare a Valverde il tradimento mondiale di Firenze.  Quest'anno invece la rabbia era tutta di Martin, caduto all'ultima curva prima dell'ormai certo bis alla Liegi e poi nella cronosquadre al Giro. Non voleva però fare la fine dell'eterno piazzato Alejandro Valverde, e così se n'è andat...

Mou vs Arsène, sempre i soliti

Undici partite contro, cinque pareggi e mai una vittoria. Neanche una. E di quelle sei sconfitte, una ferita che mai si rimarginerà: 6-0 nel giorno della sua 1000esima panchina coi Gunners. Chelsea-Arsenal, finché in panchina ci saranno quei due, non sarà mai solo uno dei tanti derby londinesi: Sarà sempre José contro Arsène, Mourinho contro Wenger. Una continua partita a scacchi, in campo e sui media. Come non ci fosse abbastanza pepe, quest'anno sarà anche la Partita di Cesc Fàbregas. L'ex Barça che in estate ha scelto di tornare in Inghilterra, e a Londra, ma non all'Arsenal. Secondo Wenger, che l'anno prima aveva preso Mesut Özil , il ritorno di Cesc non è mai stato un obiettivo; ma chissà se il popolo dei Goonies non lo considererà lo stesso un traditore. Allo Stamford Bridge, si sfidano le uniche due imbattute del campionato. E arrivano da due diversissime serate di Champions League: i Blues dal sofferto 1-0 sullo Sporting a Lisbona; i Gunners dal 4-1 sul po...

Gabi, ma cosa ci combine?

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"Ho fatto ciò che il club mi ha chiesto". Parole di capitano, quelle di Gabi. Solo che il club non era il suo Atlético Madrid che ha appena battuto la Juventus in Champions League. No: era il Real Saragozza che lui, con la doppietta in casa del Levante, salvò alla 38esima e ultima giornata della Liga 2010-2011. Un caso di combine, secondo il quotidiano catalano Mundo Deportivo , ammessa dallo stesso centrocampista davanti al pubblico ministero. Nella stessa giornata, il PM ha ascltato anche l'ex maggiore azionista del Saragozza, Agapito Iglesias, e altri quattro ex compagni di Gabi: l'esterno uruguaiano Carlos Diogo - tornato al Saragozza quest'anno -; Braulio, attaccante che il Saragozza lo lasciò alla fine di quel campionato e oggi al Recreativo Huelva; Jorge López, centrocampista ora del Cadice; e Ivan Obradovic, terzino sinistro che gioca in Belgio, al Mechelen. Assenti invece due dei maggiori indiziati, il portiere Leo Franco e il centrocampista Ponzio, en...

Io Balo da (troppo) solo

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Più ammonizioni che gol: due contro uno. Il più grande spreco di soldi dai tempi di Andy Carroll. Un grande acquisto: per i tifosi United. Corre sul filo del web l'ironia, leggera e insieme feroce, del popolo reds . Da quando è sbarcato ad Anfield, Mario Balotelli ha segnato solo una volta, in Champions, nell'andata in casa col Ludogorets, che poi ha fatto soffrire tantissimo il Real campione uscente. Per la verità, pur giocando male quasi quanto l'impalpabile Markovicd, il suo bel golletto Balo lo aveva trovato anche a Basilea, ma Eriksson, giustamente, glielo ha annullato per fuorigioco. E allora via web sono ricominciati gli sfottò: un costoso rigorista, perlatro inuile perché tanto, ai reds, dal dischetto ci va il capitano, Stevie G.   Ma Balotelli è davvero l'unico colpevole? Sicuri sicuri che possa funzionare il 4231 con Borini in panchina e l'ex inter e milan come unica punta davanti a un terzetto di trequartisti leggerino come Sterling, Coutinho e Mar...

Kwiatkowski, la Polonia che non è nata ieri

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https://www.indiscreto.info/2014/09/kwiatkowski-polonia-non-nata-ieri.html di SIMONE BASSO Indiscreto - 30 settembre 2014 Ponferrada consegna l’iride a un campione, uno dei predestinati della linea verde. E regala il primo Mondiale pro di sempre ai polacchi, grande scuola dell’Europa Orientale. Michal Kwiatkowski l’arcobaleno va a prenderselo, meritatamente, prima spremendo la squadra e poi cogliendo l’attimo fuggente, giù da Confederación. Se l’anno scorso a Firenze, su un tracciato più duro, i reduci della Vuelta fecero (e disfarono) la corsa (Nibali, Rodriguez, Valverde) e Rui Costa – che la preparò in Canada – ne approfittò, stavolta il tobòga iberico ha dimostrato l’aleatorietà di certe convinzioni. La tanto cantata competizione roja , a mo’ di preparazione, non ha inciso. Difatti la rumba è stata dominata, con poche eccezioni (Gilbert, Valverde), da chi ha gareggiato in Nord America, in Gran Bretagna e nel resto d’Europa. Eppure qualche sospetto alcuni tec...

Il Parco del principino

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C'era il gotha del calcio europeo e mondiale, presente e passato, al Parco dei Principi. In campo e in tribuna. Ma fra tante stelle a rubare la scena è stato il piccolo principe, Marco Verratti da Pescara; 22 anni il 5 novembre. Primo gol - e addirittura di testa - con il PSG, sei anni il primo da professionista: era il 9 agosto 2009; un altro 3-2, quello del Pescara contro la Sangiustese in Coppa Italia. Il primo in campionato, in Serie B, arrivò 15 giorni dopo, il 24 agosto, nel 2-0 in casa sul Rimini. L'ultimo prima dell'avventura parigina, data invece 29 maggio del 2011: ancora un 3-2, sempre all'Adriatico ma contro il Cittadella. Stavolta, il 3-2 pesantissimo per gli equilibri del girone, arriva sotto gli occhi di Zlatan Ibrahimovic, in tribuna per l'infortunio al tallone sinistro che gli ha impedito di affrontare l'unico club che non lo ha capito. In stagione il Barça non aveva ancora preso gol; record che, fra i top campionati europei, adess...

Ponferrada azzurra: meglio di così, impossibile

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Alfredo Martini, al primo Mondiale da Lassù , avrà applaudito. Non solo il cuore, le gambe e la testa dei suoi ragazzi, ma soprattutto lo spirito della squadra per la prima volta guidata dal "suo" Cittì, Davide Cassani . Meglio di così gli azzurri, che sulla maglia ne onoravano il ricordo, non potevano fare. E', insieme, il più grande dei complimenti e la fotografia più impietosa per un Mondiale che sulla carta non dovevamo - e sulla strada avremmo potuto - vincere. Il capitano, Vincenzo Nibali , è caduto anche quest'anno: non nel finale come a Firenze 2013, ma all'inizio del quarto giro, a 188 km dalla fine . Niente di grave se non fosse che ha picchiato sul lato sinistro, lo stesso della ferita pulita male dopo la caduta alla Tre Valli Varesine, la sua ultima gara premondiale. Ponferrada non era adatta allo Squalo, ma su quella discesa-trampolino avrebbe fatto da specchietto per le allodole Giovanni  Visconti in una fuga, o Sonny Colbrelli in volata . F...

Ponferrada 2014, Show-down Must Go On

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di SIMONE BASSO, Il Giornale del Popolo Domenica 28, il dì dedicato alla prova in linea dei professionisti, si chiude coi fuochi artificiali la rassegna iridata di Ponferrada. Il percorso scelto dagli organizzatori, che sono riusciti a rispettare gli impegni nonostante le difficoltà finanziarie, non appare distante tecnicamente dal tobòga madrileno dell'ultima volta in Spagna (Madrid 2005). Allora vinse uno strapotente Tom Boonen , malgrado gli assalti di Bettini e Vinokourov: una gara appassionante, che si disputò nell'indifferenza di una metropoli distratta. Stavolta la Castiglia e Leon pare più adatta ad accogliere i Mondiali: la risposta del pubblico, in questo fine settimana, chiarirà molte cose. In fondo, alla Vuelta, la folla era quantitativamente inferiore rispetto a quella del concomitante Tour of Britain. Il tracciato, al di là della sindrome di Sallanches 1980 (ovvero la suggestione dei cittì che scambiano un cavalcavia per l'erta di Domancy), è mod...

Descansa en pau, Tito

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di CHRISTIAN GIORDANO, Sky Sport, 25 aprile 2014 «Corre el rumor de que Tito Vilanova ha muerto».  La notizia corre sul web, sui social network prima ancora che sui media tradizionali, sui siti ufficiali. È quella che nessuno vorrebbe sentire, che tutti vorremmo subito smentita. Invece no, è tutto vero: Tito stavolta non ce l'ha fatta. Il tumore alla ghiandola parotide, la malattia che lo aveva allontanato dalla panchina del Barça , da Pep Guardiola, l'amico di una vita prima ancora che l'allenatore di cui era stato assistente e poi successore, se lo è portato via. A 45 anni. Le sue condizioni si erano aggravate e una settimana prima, venerdì 18 aprile, era stato ricoverato nella Clínica Quirón di Barcellona. la stessa dove è stato operato d'urgenza. Purtroppo invano. La sua battaglia era iniziata nel 2011 quando Vilanova era ancora il vice di Guardiola, che a fine stagione, alzata la seconda Champions League in tre anni, si sarebbe preso un anno sabbatic...

Argento con filoSofia

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L'abbiamo aspettata tanto e finalmente è arrivata, la prima medaglia italiana. E non poteva che arrivare da loro: dalle azzurre del Ct Edoardo Salvoldi . Una sicurezza lui, e cinque sicurezze loro: le cinque ragazze in gara nella categoria juniores; Nicole Nesti, Sofia Beggìn, Sara Wackermann, Katia Ragusa e Sofia Bertizzolo , pilotata allo sprint finale dal perfetto lavoro di squadra delle compagne. Al primo anno da juniores, la vicentina - classe '97 - ha perso di un niente dalla danese, Amalie Dideriksen, che sul circuito spagnolo - poco selettivo - ha bissato l'oro di un anno fa a Firenze . Sul podio, anche la polacca Agnieszka Skalniak . Campionessa italiana ed europea su strada, Bertizzolo aveva chiuso 14esima nella crono e alla fine il rammarico c'è anche nella prova in linea, perché l'oro era davvero lì, a pochi centimetri. In volata ha forse peccato di inesperienza dopo aver pagato un po' in cima all'ultima salita, ma questo argento è solo un...

Chauncey Billups: retrospettiva di una carriera

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https://www.playitusa.com/nba/2014/09/58912/chauncey-billups-retrospettiva-di-una-carriera/ 26/09/2014 - Francesco Arrighi Play It USA Network Dopo 17 stagioni di NBA , fitte di momenti memorabili e insuccessi, Chauncey Ray Billups ha annunciato il proprio ritiro. “È ora. Lo so. La voglia c’è ancora, ma non posso ignorare d’aver avuto problemi fisici per tre anni consecutivi. Potrei provarci ancora e convincermi di riuscire a farcela, ma non posso sopportarlo. Quando non giochi più come potevi, sai che è giunto il momento di smettere”. Andiamo a ripercorrere la carriera di un giocatore speciale, che, a modo suo, ha scritto una pagina importante di storia NBA. Billups è un prodotto di Denver, Colorado, dove mosse i suoi primi passi cestistici, e volle rimanere anche quando il suo talento gli avrebbe consentito approdi prestigiosi, come Georgia Tech, Kansas o Oklahoma State. A Denver, Chauncey è per tutti Smooth (morbido), soprannome appioppatogli da coach Bobby Wilkerson, che lo allenò...

Wiggo, il signore del tempo

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E' un Sir , e in quanto tale è stato di parola, Sir Bradley Wiggins. "Posso battere Tony Martin" aveva detto alla vigilia della cronomondiale di Ponferrada. Detto, fatto. Wiggo è il nuovo campione del mondo a cronometro, categoria Elite, dopo un triennio di dominio assoluto del tedesco, degnissimo successore del recordman Cancellara, l'unico nella storia a fare poker. Un'egemonia interrotta a metà - e solo nel 2008 - da un altro tedesco, Bert Grabsch. La vera notizia però non è tanto Wiggo che conquista così il suo primo titolo iridato su strada dopo i sei della pista nell'inseguimento individuale e di squadra. O che l'ex pistard abbia completato la sua personalissima Triple Crown, la tripla corona, fatta di ori mondiali e olimpici su pista e strada e persino il Tour de France. La vera notizia è che il 34enne britannico del team Sky ha battuto un marziano, anche se complice il ginocchio sinistro che tormenta Martin dalla caduta nella prima tappa del...

L'anno della Pro

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Seconda in quella Serie B persa due anni fa, dopo averla inseguita per 64 e con sette scudetti in bacheca. Si vede che era destino. Quando di mezzo c'è questa Pro, le partite non finiscono mai. E se lo fanno, non è mai undici contro undici. Stavolta però, Foscarini e Scazzòla hanno esagerato: il "Ferguson della Bassa" facendoisi espellere a 8' dal 90esimo; l'allenatore "speciale" della Pro, pescando al 92' il jolly-capolavoro con la prodezza di Beretta, entrato al 78' per Marchi. Tre volte nelle prime tre giornate la Pro aveva chiuso in dieci e per due aveva perso al'ultimo minuto: ad Avellino con Castaldo, e in dieci dal 40' per il rosso ad Ardizzone; a Modena con Granoche e in dieci dal 54' per il rosso a Scaglia;  solo in casa nel 3-2 sul Catania il rosso a Cosenza, dopo mezz'ora, non aveva influito sul risultato; e solo nel 4-0 sul Varese l'espulsione era toccata agli altri: al portiere Bastianoni sul rigore ...

Scazzola, l'altro “speciale”

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di STEFANO DOLCI, Eurosport Al debutto tra i professionisti  Cristiano Scazzola , tecnico della Pro Vercelli neopromossa in Serie B, è riuscito a trasformare da un anno all’altro una squadra, reduce da una retrocessione e 26 sconfitte, in una formazione quasi imbattibile. Dal 1° settembre 2013 al 7 giugno 2014 le “Bianche Casacche” hanno colto 33 risultati utili in 34 partite di campionato (17 vittorie e 16 pareggi), senza mai perdere in casa al “Silvio Piola” e con la difesa meno battuta dell’intera Prima Divisione Lega Pro: 19 reti incassate fra regular season e playoff. Un capolavoro, quello realizzato dalla gloriosa squadra piemontese, frutto anche della tenacia e del grande entusiasmo trasmessi dal 43enne ex centrocampista con un breve passato nel Genoa che, dal 2006, si è legato a doppia mandata con il club piemontese: tre anni da calciatore, partecipando sul campo alla promozione dalla D alla C2, poi, 4 anni fa, la sua avventura da tecnico guidando prima la forma...

Luci e ombre in vista di Ponferrada

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di Simone Basso Il riassunto della Vuelta 2014, il suo nucleo narrativo, è racchiuso nell’ultima ascesa. Salendo ad Ancares si ripete il pattern già esplorato nella seconda settimana di corsa: Chris Froome, generoso ma prevedibile, sgassa lasciando indietro tutti tranne la maglia rossa, un Alberto Contador diabolico, che a meno di mille metri dal traguardo lo lascia sui pedali e va a prendersi il bottino pieno. Arrivano in fila, a relativa distanza l'uno dall’altro, dettando la classifica finale: Contador, Froome, Valverde, Rodriguez, Aru. Non essendo strilloni del cosiddetto ciclismo tradizionale (forse perché ne conosciamo la storia) potremmo definire questo Giro di Spagna tecnicamente mediocre e ripetitivo: i grandi nomi, le rampe di garage, che tanto appassionano tv e tifosi, non possono coprire i vuoti di sceneggiatura. Chilometraggi-bonsai, tracciati monodici hanno prodotto distacchi minimi sino a La Farrapona, una delle (due) frazioni con dinamiche prossime ai Gr...