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Roberto Conti

http://www.museociclismo.it/content/articoli/1424-Storia-di-Roberto-Conti/index.html di Paolo Mannini (Firenze) Nato a Faenza nel 1964, difende i colori della Massese dal 1978 al 1980 come esordiente e allievo . Da dilettante gareggia con Ricci Ceramiche, Stampoplast e Sicc Pesaro . Nel 1984 vince il campionato emiliano dilettanti 2° serie al termine di una corsa con quattro salite che gli permette di affermare la sua indiscussa appartenenza alla ristretta cerchia dei "grimpeur". Passato professionista nel 1986 si mette subito in evidenza per le que qualità tecniche ed agonistiche dimostrandosi ben tagliato per le gare a tappe. Lo testimonia il rendimento conseguito in Giri d'Italia e Tour de France dove, quando la strada comincia a impennarsi, è autore di notevoli imprese figurando tra i migliori. Ha disputato da professionista 18 stagioni chiudendo con l'attività agonistica nel 2003 a quasi 39 anni. Ha preso parte a 16 Giri d'Italia (solo 2 i ritiri),...

Roberto Conti, l'essenza del gregario

http://www.museociclismo.it/content/articoli/5675-Roberto-Conti%2C-l%27essenza-del-gregario/index.html di Gino Sala, Tuttobici, n. 3/2004 Roberto Conti ha concluso una lunghissima carriera e il mio è un saluto pieno di ammirazione e di affetto. Romagnolo nato a Faenza il 16 dicembre 1964, la faccia del gregario sorridente, diciotto stagioni tra i professionisti, primi colpi di pedale quando era tredicenne, 700.000 chilometri a cavallo della bici, un fantastico amore in chiave ciclistica. Gregario di stile antico, dotato di resistenza e di intuito, capace di pedalare al fianco dei campioni nei momenti più delicati della gara, vuoi quando bisogna tamponare le azioni dei rivali, vuoi quando è necessario trovarsi in prima linea per creare selezione, per dare il là a fasi decisive. Per molti versi Roberto mi ricorda gli scudieri del passato, quelli che hanno fatto storia ai tempi di Bartali, Coppi e Magni, uomini che sono poi diventati degli ottimi istruttori perché in possesso d...

Charly Mottet

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=326250357781988&id=313059979101026 Tanti auguri a Charly Mottet, nato il 16 dicembre 1962 a Valance. Passato professionista nel 1983 alla Renault, nella nidiata di Guimard, Mottet diventa ben presto il delfino di Fignon. Forse non era è uomo da corse a tappe ma ha grinta da vedere. Nell'anno del debutto vince una tappa al Giro di Lussemburgo ed una al Giro dei Medi Pirenei. Nel 1984 al Giro finisce in maglia bianca come scudiero di Fignon, chiudendo 21esimo, ed al Tour, sempre chiuso dal biondino, finisce senza sussulti. Si mette in mostra come buon cronoman nel 1985 vincendo a Cannes il Gp delle Nazioni e regala agli italiani un altro squillo vincendo a Novara il Giro del Piemonte. Charly pare essere un atleta da classiche, ma il suo tenere in salita e le sue qualità a cronometro lasciano ben sperare.  Alla Vuelta '86 vince a San Isidro e fa sua la crono di Valladolid, Ci si aspetta una esplosione che però tarda ad...

Roberto Conti

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/ Compie oggi gli anni Roberto Conti , nato a Faenza il 16 dicembre 1964. Passato professionista nel 1986, Conti si fa subito notare per le sue qualità di passista scalatore, chiudendo in 15esima posizione nella classifica finale del Giro d'Italia del 1987 e aggiudicandosi la maglia bianca di miglior giovane . Negli anni successivi diventa un uomo-squadra tra i più apprezzati, fidato gregario di Marco Pantani alla Mercatone Uno . Sul finire della carriera contribuisce anche alla causa di Mario Cipollini . Nel suo palmarès Conti vanta due vittorie, l'affermazione nella tappa con arrivo all'Alpe d'Huez al Tour de France 1994, dove finisce sesto in classifica generale vestendo la maglia della Lampre, e il Giro di Romagna del 1999. Conclude la sua lunga carriera nel 2003, sacrificandosi ancora una volta per Marco Pantani in quello che rimarrà l'ultimo anno da professionista del "Pirat...

Louis Hardiquest

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/ Il 15 dicembre 1910 nasce a Hoegaarden Louis Hardiquest, ciclista belga vincitore in carriera di un Giro delle Fiandre. Professionista dal 1932 al 1938, Hardiquest sale sul podio delle più importanti corse in linea della sua epoca, e del ciclismo mondiale in generale, come il Grand Prix de l'Escaut (1933, battuto dal connazionale Horemans), la Parigi-Bruxelles (secondo nel 1935 alle spalle di De Caluwè e terzo nel 1936 anticipato da Meulenberg e Bonduel), la Liegi-Bastogne-Liegi (terzo nel 1935 in uno sprint con Schepers e lo stesso Bonduel) e la Parigi-Roubaix (1938, quando si inchina in volata a Storme), vincendo il Giro delle Fiandre del 1936 regolando in volata un gruppetto di quattro corridori, chiudendo poi terzo e quarto nelle due edizioni successive. E' inoltre vicecampione del Belgio dietro Jean Aerts nel 1936. Nel 1933 arriva secondo alla prima storica edizione della Parigi-Nizza a poco pi...

Domingo Perurena

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/?hc_ref=ARQM-DYJ81S7scg03ql0ndZSCSXc_mEgy6dWjNbUKsTCdqlqAr5w5X70U1IpM8vkrcE&fref=nf Tanti auguri a Domingo Perurena, nato ad Oyarzun il 15 dicembre 1943.  Corridore completo, professionista dal 1965 al 1979 con 158 vittorie all'attivo, è lo spagnolo che ha vinto di più dopo Miguel Poblet. I grandi di Spagna, che sono venuti dopo gli stanno lontani. Ma Domingo ha avuto la sfortuna di doversi battere contro la generazione più forte della storia del ciclismo belga, italiano e coi francesi comunque di gran livello, ed a tutto ciò dobbiamo aggiungere che veniva da un paese straziato dal franchismo. Per oltre un decennio è stato il miglior corridore spagnolo nelle corse in linea, ed uno dei migliori in quelli a tappe, anche se queste erano corse dove il suo talento era certamente inferiore. Era perfino generoso, al punto di appannare quello spunto veloce che, pur non trascendentale, si faceva sentir...

Froome, il puff e Le Nouveau Cyclisme di Lappartient

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di SIMONE BASSO Il Giornale del Popolo, 14 dicembre 2017 Il dispaccio di agenzia sulla non negatività - per eccesso di salbutamolo - di Chris Froome alla Vuelta 2017 vinta, si reitera a mo' di valanga sui media.  I tempi digitali (ignoranti) impongono di rincorrere le notizie, eppure - al di là dell'effetto déjà vu - il bordone non ci ha colto di sorpresa. L'UCI (la federazione internazionale) comunica che l'anomalia è stata riscontrata lo scorso 7 settembre, dalla CADF (Foundation Antidopage du Cyclisme), un organo indipendente francese (...), mentre tutti gli altri controlli (il britannico era stato testato ogni giorno) erano nella norma. Il salbutamolo, ovvero il principio attivo contenuto nel Ventolin, prodotto antiasmatico, non è proibito dalla WADA, l'Agenzia Mondiale dell'Anti-Doping, ma ha una restrizione d'uso che arriva a 1600 microgrammi per millimetro nelle ventiquattro ore. Oppure 800 nelle dodici ore: trattasi, più o me...

Riccardo Magrini: «Sappada, una bastardata a tavolino»

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di CHRISTIAN GIORDANO © IN ESCLUSIVA per Rainbow Sports Books © Riccardo Magrini non ha bisogno di presentazioni. Istrionico, carismatico, competente, per conoscenza dell'ambiente e accesso agli addetti ai lavori, è una specie di Federico Buffa del pedale. Shakerate il tutto con la sua proverbiale toscanità e avrete (con Silvio Martinello) la miglior voce tecnica della tv.  Superati con la grinta che lo contraddistingue i problemi di salute, ho aspettato qualche mese prima di contattarlo. E in quel frangente  ho capito - dalle testimonianze d'affetto degli appassionati e del suo mondo - quanto sia amato e rispettato. Soprattutto dai corridori. Perché è ancora uno di loro, uno di noi. Riccardo del ciclismo è un innamorato sincero, e starebbe a parlarne per ore. Con me lo ha fatto e senza reticenze. Il Magro è stato velocista per dieci anni nei pro' e direttore sportivo prima di diventare color analyst per Eurosport. Chi meglio di lui per farsi raccon...

Visentini ha detto stop: «Ho tenuto duro dodici anni, poi basta»

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https://www.youtube.com/watch?v=DzxCx3KfQ7Q INTERVISTA di RICCARDO MAGRINI A ROBERTO VISENTINI da Il Veglione del Tritello, Radio Toscana Riccardo Magrini: «Allora, come promesso, a Radio Toscana, al veglione del Tritello l’ospite è d’eccezione, veramente un ospite eccezionale perché Roberto Visentini non parla con nessuno da anni nell’ambiente del ciclismo». - Ciao Roberto «Ciao, ciao, ciao…». - Come stai, intanto? «Benissimo». - Aaaahh, benissimo perché senza bicicletta si sta benissimo… «Meglio di quando correvo». - Ecco. Ascolta, Roby. Tu hai vinto un Giro d’Italia alla grandissima e poi ne potevi vincere anche altri, qualcuno te l’han rubato, ma io non voglio parlare di questo… Io voglio, con curiosità… Mi piacerebbe sapere come hai fatto a diventare un corridore. «Non lo so nemmeno io. Sì perché io ho cominciato a 14 anni a correre, il primo anno ho vinto 15 corse da esordiente, poi son passato allievo di primo anno ne ho vinte una decina, poi all...