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LA PARTITA-ALEPH DEL CALCIO: PAURA E DELIRIO AL PARCO DEI PRINCIPI

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/05/06/la-partita-aleph-del-calcio-paura-e-delirio-al-parco-dei-principi/?fbclid=IwAR3R7qA4Qdcamrrj9XyTzyaBaJ7xn4EFnpjri_ynWrhh4f1Mbbl1t28Kvdw di SIMONE BASSO Sport e Cultura - 6 maggio 2020 Il 28 maggio 1975, la finale della Coppa dei Campioni era tra Leeds United e Bayern Monaco. L’UEFA scelse Parigi, il modernissimo Parco dei Principi, inaugurato tre anni prima, per festeggiare il giubileo della coppa con le orecchie. Laddove, nel secondo impianto, nel 1956, si giocò la prima finale tra il Real Madrid e lo Stade Reims. Malgrado la cerimonia, in pompa magna, il saluto del sindaco Jacques Chirac, l’incontro divenne subito drammatico. Nemmeno cinque minuti e un fallo da codice penale di Terry Yorath, una porcata da Captagon (neanche fu ammonito…), sul terzino Bjorn Andersson. Sostituzione immediata, con lo svedese portato via in barella. Col senno di poi, dal punto di vista tattico, considerando il vuoto, il null...

Anatomia del punto G (League)

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 Jalen Green (#4 della  Prolific Prep)  all'Hoophall Classic di high school giocato il 19 gennaio 2020 a Springfield, Massachusetts (foto AP) https://www.888sport.it/blog/basket-g-league-giordano?fbclid=IwAR1MglxmA0aAn8t9eBRAFIMU-n51CL5uEeqfJI-2BY4HYVs7eBp4jkmO1b8 NBA G-League: ve la raccontiamo con Christian Giordano. Insieme al giornalista di Sky parliamo, in esclusiva, della lega minore ufficiale della NBA  di Emanuele Giulianelli May 5 2020 Non potevamo scegliere un ospite migliore di Christian Giordano, giornalista di Sky Sport e autore (tra i tanti libri che ha scritto) del pregevole “Lost souls: Storie e miti del basket di strada”, per raccontarvi, in esclusiva per il blog di 888sport.it, la G-League, la sorella minore della NBA. “L’ex NBA Development League o NBA D-League - ci spiega Giordano - è la lega minore ufficiale della NBA. Un campionato per ‘seconde’ squadre, affiliate alle rispettive case madri NBA, che serve da palestr...

Roche à toutes épreuves

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Jean-Paul Ollivier HISTOIRE DU CYCLISME Une seule saison, particulièrement brillante, aura suffi à Stephen Roche pour entrer dans la légende. Le fantastique triplé 1987 de cet Irlandais de Dublin, né en 1959, restera dans toutes les mémoires : Tour d’Italie, Tour de France et championnat du monde. Un seul coureur avait réussi pareil triplé avant lui : Eddy Merckx, en 1974.  Roche a effectué son apprentissage de coureur en France. À 20 ans, il débarque à Paris pour courir à l’A.C.B.B., le vivier parisien du groupe Peugeot. Le garçon ne manque pas d’étoffe et les succès ne se font pas attendre, comme Paris-Roubaix amateur en 1980. Professionnel en 1981, il réalise une percée fulgurante à la manière des champions prodiges, s’attribuant d’entrée Paris-Nice, Tour de Corse, Tour d’Indre-et-Loire et Étoile des Espoirs, échouant de peu au Grand Prix des Nations.  En 1982, il subit le contrecoup de cette année bien remplie. Il connaît le premier de ses passages à vide qu...

1987

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Jean-Paul Ollivier HISTOIRE DU CYCLISME En début de saison, on assiste à un Paris-Nice très ouvert sur le papier, mais où, très vite Roche et Kelly font figure de vainqueurs potentiels, malgré la résistance de Ronan Pensec et de Jean-François Bernard qui prend, un moment, le maillot blanc vite récupéré par Roche. Mais ce dernier, victime d’une crevaison le dernier jour, doit laisser la victoire à son compatriote et ami Kelly qui, avec six victoires, détient désormais le record dans Paris-Nice. En Italie, Sörensen s’impose dans Tirreno-Adriatico, et c’est un Suisse qui remporte, à la manière des plus grands, Milan-San Remo. Parti avec un groupe d’échappés, Eric Mächler se détache en fin de parcours pour terminer en solitaire devant Vanderaerden. Kelly coupe court aux rumeurs de déclin en remportant son troisième Critérium international devant Roche à 10 ». Dans Paris-Roubaix, Vanderaerden tire parti des chutes de Kelly, contraint à l’abandon. Le Belge réussit à rejoindre en une p...

Roche paints the Emerald Isle yellow

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The Official Tour de France Centennial 1903-2003  By 1 July 1987, as the riders prepared to start the Prologue of the Tour de France in a still-divided Berlin, Bernard Hinault had retired, Greg LeMond was recovering from gunshot wounds sustained in a serious hunting accident and Laurent Fignon was suffering from a catastrophic loss of form. Cycling had entered a period of transition, and the Tour de France was more open than ever.  No Tour had ever had so many stages (25), and none had seen so many different riders wear the yellow jersey; eight, an all-time record, with nine changes of leader. The powerful Ditch rouleur Jelle Nijdam won the Prologue, before Poland’s Lech Piasecki became the first East European to lead the Tour. Switzerland Erick Mächler took over from him, but the real race hierarchy was established during the incredibly long Saumur-Futuroscope time trial (87.5 km/54 miles). Ireland’s Stephen Roche won it, but France’s Charly Mottet took the yellow ...

Sotto il sole di Francia

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di GIAN PAOLO ORMEZZANO Tuttobiciweb - n. 4 - aprile 2020 Jacques Goddet - Suo fratello aveva fondato, con Henri Desgrange, l’Equipe e quindi il Tour de France che lui dirigeva. Vestiva per la tappa da ufficiale delle Legione Straniera in pieno Sahara, camicia e braghette di tela caki, in testa kepi antisole. Scriveva per la prima pagina del quotidiano sportivo vangelo per tutti noi pezzetti brevi, sentenziosi e retorici il giusto. Gli parlavo appellandolo “monsieur Goddet” e lui mi regalava subito un “cher confrère”, ovviamente senza sapere chi io fossi. Félix Lévitan - Giornalista anche lui (del Parisien Liberé), vicedirettore di corsa al Tour, parlava alla radio di bordo con Goddet usando la lingua di Molière ai suoi massimi. Mai diceva “io posso”, ma “je suis en mesure de…”. Padrone degli eventi anche mentre sul Mont Ventoux il corridore inglese Simpson moriva di doping e sole e cognac. C’era di sicuro lui tra gli ufficiali francesi del film premio Oscar “All’ovest n...

ZATO, L’UOMO CAVALLO, L’ICONA

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/04/30/zato-luomo-cavallo-licona/ Simone Basso Sport & Cultura - 30 aprile 2020 “Non ho abbastanza talento per correre e sorridere allo stesso tempo.” Emil Zatopek da Zlìn, che negli anni del comunismo si chiamò Gottwaldov , non può essere spiegato con un pezzo: ma rendergli omaggio significa riconoscerne la grandezza intonsa, giunta a noi (attraverso tanti articoli e qualche filmato) come brani di una mitologia moderna. La locomotiva umana fece la storia dell’atletica leggera e la incrociò, suo malgrado, con una vicenda personale che attraversò la Storia vera; quella che segna gli uomini e le terre da loro abitate. Non c’era molto da inventarsi per un moravo che crebbe povero, sesto figlio (su sette) di un padre falegname e una madre casalinga. Gli sbocchi lavorativi erano rappresentati dalle fabbriche della Matra, a Koprivnice, e della Bata. Emil entrò nella seconda e iniziò a sgobbare nella catena di quel ca...

CAPITOLO 38 - Il signore dell'anello

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“Di recente l’ex governatore di New York Mario Cuomo rifletteva ad alta voce chiedendosi dove mai fossero finiti tutti gli eroi dello sport americani, e si domandava perché i giovani d’oggi non sembrassero avere eroi paragonabili a quelli della sua gioventù, come Joe DiMaggio e Ted Williams. Un mio amico, Dick Holbrooke, allora broker [agente di cambio] a Wall Street e in seguito primo negoziatore degli Stati Uniti in Bosnia, scrisse a Cuomo che quegli eroi esistevano ancora, ma che giocavano uno sport diverso, la pallacanestro, e che i loro nomi erano Magic Johnson, Larry Bird e Michael Jordan. Ammetto d’essermi sbagliato, gli riscrisse Cuomo.” - David Halberstam  di CHRISTIAN GIORDANO © Michael "Air" Jordan  © Rainbow Sports Books  Talvolta, per esprimere un concetto, più di tante parole può bastare un comunissimo episodio della nostra vita di tutti i giorni, come, per esempio, prendere un ascensore.  Chissà se la pensava così anche David Halb...

CAPITOLO 37 - Simply The Best

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«Non ci sarà mai un altro Michael Jordan» - Magic Johnson  «È il più grande puro e semplice giocatore di basket di tutti i tempi» – Jerry West di  CHRISTIAN GIORDANO  © Michael  Air  Jordan © Rainbow Sports Books Nel frullatore spazio-temporale che, alla ricerca della spremuta ideale, tritura i migliori atleti del secolo relativamente agli sport di squadra, la frutta americana è sempre la stessa: Babe Ruth per il baseball, Wayne Gretzky per l’hockey su ghiaccio, Jim Brown per il football e Michael Jordan per il basket.  Se poi ci si volesse avventurare nell'impervio terreno dell'impatto extra-sportivo, allora in quell'arena dominerebbe ancora oggi, e forse più che mai, la figura del pugile Cassius Clay, al (ventesimo) secolo, dopo la sua conversione alla religione mussulmana, Muhammad Ali.  The Greatest, Il Più Grande, come amava (probabilmente non a torto) considerarsi e definirsi pubblicamente Ali, ha infatti rappre...