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Addio a Casillas, la leggenda del Santo paratore

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Stavolta, la prima e l'ultima in trent'anni, è stato lui, il Santo, a invocare i suoi devoti. E non il viceversa.  Iker - per tutti "San" - Casillas li ha ringraziati tutti - blancos, rojos, dragoes - con una lunga, accorata lettera. Una preghiera laica di un Prescelto che oltre al dono innato ha avuto in sorte anche le durezze della vita. In campo e fuori.  Per precocità, talento, carattere e longevità è stato il Buffon di Spagna. L'uno si è sempre rivisto nell'altro. Caratteri diversi, stessa classe. Pari pressioni ambientali, a volte oltre a quelle che, al Real come alla Juve, e in nazionale, la fascia di capitano comportano.  L'esposizione mediatica di un amore glamour con tanto di "Beso del Mundial" alla futura moglie Sara Carbonero. Le questioni di salute familiari.  I problemi al cuore come spartiacque della carriera. Da calciatore la sua sembrava finita, invece si è concesso un dorato tramonto al Porto. ...

Strade Bianche 2020: Van Vleuten & Van Aert, dal tramonto all'alba di un'èra

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L'impresa fra le due imprese - perché di tali si tratta - è capire quale sua la più grande, in questa prima, e speriamo unica, Strade Bianche agostana post-Covid. Il back-to-back dell'olandese Annemiek van Vleuten, 37-enne iridata della Mitchelton Scott nella sesta edizione femminile. O, nella 14-esima maschile, il terzo podio filato su tre partecipazioni del predestinato fiammingo Wout Van Aert (Jumbo-Visma), tre volte iridato nel cross e qui terzo nel 2018 e 2019 e, finalmente primo, dopo essersi scrollato di ruota, ai -12 la crème de la crème dello sterrato.  Van Vleuten ha cannibalizzato i 58 km (su 136 totali) di fuga della spagnola "Mavi" Garcia, poi piazzata davanti alla statunitense Lhea Thomas, che aveva pure picchiato il gomito sinistro dopo un salto di catena. Van Aert invece, nella decisiva fuga a sei, ha prima resistito al forcing del padrone di casa Alberto Bettiol, vincitore del Fiandre 2019, poi ai meno 12 ha salutato la compagnia...

NINE THINGS I HATE ABOUT YOU

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Celtic’s charge for a record 10th consecutive title is the talking point of 2020-21 in Scotland. But back in 1997-98, it was the Bhoys who had to stop Rangers from landing that holy grail... Words Chris Flanagan  Additional reporting Lindsay Herron FOUR FOUR TWO - August 2020 Henrik Larsson was just 16 minutes into his Celtic career , but already it wasn’t going well.  Introduced as a second-half substitute at Hibernian , his task was simple: help Celtic win the game. Instead, he inadvertently helped them lose it.  When Larsson picked up the ball on the corner of his own penalty area, the dreadlocked Swede tried to start an attack, swivelling and aiming a pass towards team-mate Darren Jackson . However, it never got there. Chic Charnley, a 34-year-old barrel-chested journeyman also on his debut , intercepted Larsson’s pass and rifled home Hibs’ winner from 25 yards . A week later the Bhoys lost at home to Dunfermline, and sat bottom of the Scottish Premier Division on ze...

I MILLE FANTASMI DEL PALACE DI AUBURN HILLS: DAI BAD BOYS AL MALICE

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/07/31/i-mille-fantasmi-del-palace-di-auburn-hills-dai-bad-boys-al-malice/?fbclid=IwAR0NCr0H38cZsEFXaU234z-iNvmK37oQiN2coG15rmtNnHQhRxsnhzh9C6g di SIMONE BASSO Sport e cultura, 31 luglio 2020 Lo scorso 11 luglio , in giro (per la rete) troverete diversi filmati dell’implosione (controllata), il Palace di Auburn Hills è stato demolito .  Realizzando l’iter, che trasformerà il (non) luogo in un’inevitabile area commerciale, si è chiuso il cerchio di una storia fondamentale per l’NBA. Che cominciò quando, nell’autunno 1985, Bill Davidson (allora presidente dei Detroit Pistons) decise di inventarsi la prima, vera, arena (multifunzionale) del basket pro' di allora. Che, sull’onda di Larry Bird e "Magic" Johnson (e del nuovo Commissioner David Stern ) stava decollando – finanziariamente – dopo le secche di fine anni Settanta. Il momento giusto per creare un impianto moderno che divenne l’archetipo di quel tipo di stru...

Strade Bianche, preview 2020: l'Inferno che il mondo c'invidia

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Strade Bianche: la Classica del Nord più a Sud d'Europa.  Tutto il mondo ce la invidia tutto il mondo, ma l'abbiamo solo noi: una Roubaix con le salite, il pavé, lo sterrato (11 tratti per 63 km su 184 gli uomini, 8 per 31 su 136 le donne), le meraviglie delle Crete Senesi, partenza dalla Fortezza Medìcea e arrivo nell'incomparabile "salotto" di Piazza del Campo.  Per essere monumento le manca - ancora - l'anzianità: solo 14-esima edizione la maschile, sesta la femminile; non certo lo status e l'albo d'oro: tripletta di Fabian Cancellara, doppietta di Michal Kwiatkowski, l'aristocrazia belga di ieri (Philippe Gilbert), oggi (Tiesj Benoot) e domani, quel Wout Van Aert due volte terzo su due. Unica vittoria italiana, Moreno Moser nel 2013. Campione uscenti, Julian Alaphilippe e l'iridata Annemiek van Vleuten che hanno dominato la stagione 2019. "Lulù" sfiorò il Tour e vinse pure la Sanremo, cui quest'anno...

Giro 2020, la Festa di ottobre

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"La Corsa più dura al mondo nel Paese più bello al mondo". Mai come nel 2020 il claim del Giro assume un valore che va molto oltre il mero, per quanto grande, significato agonistico. L'edizione 103 sarà, inevitabilmente, un simbolo di rinascita, di ripartenza, di ritorno alla vita che, normale, non sarà più. Perlomeno non come la intendevamo prima del Covid-19. Il lockdown ha rivoluzionato calendari e preparazione. Nessuno conosce appieno forze e gerarchie. Ma finalmente, oltre alle date - da sabato 3 a domenica 25 ottobre - dei quasi 3500 km sappiamo il percorso. Quello definitivo.  La Grande Partenza, per la nona volta, sarà in Sicilia, in un reciproco scambio con quella in Ungheria, posticipata al 2021. Resta così un unico sconfinamento: in Francia, alla penultima tappa, per scalare l'Izoard e rientrare in Italia per le ascese di Monginevro e Sestriere.  Solito cronoprologo individuale, 15 km da Monreale a Palermo, poi tre tappe sicilia...

Prologo - Gli anni Ottanta

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https://www.amazon.it/FUGA-DAGLI-SCERIFFI-Saronni-ciclismo/dp/1087075408 di Simone Basso © IN FUGA DAGLI SCERIFFI © Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni '80 RAINBOW SPORTS BOOKS ©, 176 pagine, 23 euro Negli anni Ottanta lo sport, quasi tutto, visse il suo zenit. Il calcio di Maradona e Platini e il basket NBA più bello di sempre, l’ultima boxe dei semidei e l’atletica della Guerra Fredda, le rivalità feroci di sci alpino e tennis, la Formula Uno e il motociclismo che ancora appartenevano a piloti e centauri.  Un decennio che parve infinito, cristallizzato nel suo splendore, a volte luciferino e con segnali evidenti dell’imbarbarimento prossimo. Credemmo, ingenuamente, che quella mirabile fusione fra evoluzione e tradizione potesse sopravvivere all’accelerazione spaventosa del postmoderno.  Negli anni Novanta invece lo sport si è comportato come un fenomeno entropico: l’eccesso di tutto, denaro, pressione, prestazione, fama, lo ha trasfigurato ...

Mockba 80 non crede alle lacrime

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di CHRISTIAN GIORDANO © In esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS ©  «Il destino vola come un razzo lungo la sua parabola.  Vola nelle tenebre profonde, di rado nell'arcobaleno.» – Valentin Chernykh, sceneggiatore Sarà stato per il caldo o forse perché in giornata-no, ma per Stephen Roche il sogno olimpico di Mosca 1980, inseguito al punto da lasciare, l’11 febbraio, la natia Irlanda per la Francia, si trasforma presto in un incubo. Che già al terzo dei 14 giri previsti, assume le sembianze del “mostro” di Brjansk.  Al secolo Sergei Nikolaevich Soukhoroutčhenkov, per il resto del mondo Soukho . Il “Merckx del Volga”, e pazienza se nato sulle sponde di un altro grande fiume, il Desna, affluente di sinistra del Dnepr lungo 1130 km fra Russia europea, Bielorussia e Ucraina. Il grande favorito di quei Giochi era, da almeno due anni, quel sovietico dal nome tanto lungo quanto impronunciabile che nel 1978 si era fatto conoscere anche oltrecortina...