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ALLEN IVERSON - Non c'è bisogno di domande per essere "The Answer"

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Viene dalla più forte famiglia di ex schiavi della Georgia. Talento rinascimentale convinto a mollare il football per il basket grazie a un paio di scarpe., condannato a cinque anni di galera e poi graziato. Tutto era cominciato così, con mamma Ann incinta "per miracolo" mentre la nonna era fuori a messa. di FEDERICO BUFFA LE STELLE DELLA NBA: ALLEN IVERSON Nastro giallo. La propria vita avvolta a del nastro giallo, con "crime scene" marchiato sopra, quello con cui la polizia sigilla la scena del crimine. Quando hanno ammazzato Rah, al funerale il reverendo ha ammonito di guardare alle proprie vite come ad un libro e di smetterla di buttare via pagine riempiendole di lamento, preoccupazione e maldicenza. "Some deep shit right there" (tanta roba) pensa Allen Iverson, che con Rah era cresciuto in un mondo sigillato dal nastro giallo. Il giorno in cui l'han celebrato come MVP della NBA, alla conferenza stampa non ha messo la cravatta ma una T-shirt nera c...

Salvate il soldato Allen (parte 4/4)

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"Cos'è tutta questa tsuris?" (antico detto yiddish) di FEDERICO BUFFA Black Jesus - The Anthology "Stanotte a mezzanotte. A casa di mia nonna e non far tardi, è il gran giorno per me, Allen". È la notte del 22 settembre 1974 , il giorno del quindicesimo compleanno di Ann Iverson , l'ultima discendente della più forte, affidabile, tremendamente orgogliosa famiglia di ex schiavi della Georgia . Gente coi dorsali inarcati sul cotone fino a quindici ore il giorno. Allen è Allen Broughton, "the Fucking Boss": anni 17, professione gang leader con alle dipendenze gente di 40 anni che spaccia, sventra, spara a nome suo. Segni particolari: a tough motherfucker . Per perdere la verginità l'ultima degli Iverson ha scelto lui. E per ottenere questo privilegio ne ha sdraiata un'altra, la numero trentasette . Mademoiselle ha vinto 37 combattimenti a mani nude con causali assortite, perdendo solo contro una coppia di gemelli. Maschi. Avere vinto l'ult...

Il sigaro in bocca non fumato, ricordando papà (parte 3/4)

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"Anche un orologio rotto segna due volte al giorno l'ora esatta" (antico detto yiddish) di FEDERICO BUFFA Black Jesus - The Anthology "No, Rocket, no: quella è la forchetta per gli antipasti... Ecco, sì: quella è la forchetta per il pollo. Piano piano ci arriveremo tutti". "Grazie coach!". Il coach ovviamente è Larry B.  Rocket è Rod Foster, detto "Rocket" per via di una abbacinante velocità di base.  La location? Westwood, L.A., dal momento che Larry si siede sul pino che fino a cinque anni prima era di John Wooden. Il coach, come avrete intuito, insegna ai ragazzi anche come si sta a tavola.  Un giorno qualcuno nota che la sua deambulazione non è impeccabile e che un'anca tende a dolergli un po' troppo spesso. Colpa dei tuffi: tanti, troppi, su ogni palla vagante che potesse tornare utile ai Tar Heels o alle sue squadre ABA, dove fu capintesta per tre stagioni consecutive per gli assist ed è il recordman ogni epoca con 23 in singola...

La guerra dei Brown, i particolari in cronaca - parte 2/4

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"Nessuna risposta è già una risposta" (antico detto yiddish) di FEDERICO BUFFA Black Jesus - The Anthology "Allora, caro giemme Scheer, siamo d'accordo: via Bobby Jones, anche se è un ex Carolina come me. Prendiamo George McGinnis. Che talento, il Mac. È proprio l'uomo che ci serve".  "Scusate, señores, ma qui piove a dirotto. Io se permettete vado a casa, mica vorrete giocare lo stesso?". I fratelli Brown sono finiti su due pianeti leggermente diversi. Larry - diventato allenatore - è a Denver in ABA, dove da lui i Nuggets si attendo un lifting tecnico e di personale. Herb è a Portorico, dove avrebbe allenato per quindici estati consecutive, intervallando gli inverni americani.  "Un certo Rubin di New York aprì il grande canale tecnico verso l'isola - racconta Herb -. E siamo finiti lì in tanti. Io, Nissalke, Tex Winter, Phil...". Phil sarebbe Jackson. Phil Jackson. "Ero a Quebradilla - prosegue -, il campo era all'aperto e ...

I Brown, da Ellis Island al titolo NBA - parte 1/4

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"L'amore è dolce, ma è meglio avere il pane ad accompagnarlo" (detto yiddish) di FEDERICO BUFFA Black Jesus - The Anthology - Voi, voi che venite dalla Polonia, come vi chiamate? La consueta domanda del doganiere anglofono e senza voglia d'esperanto , o alternativa a Ellis Island - dei sassi con ambizione da isola davanti a New York -, passaggio obbligato per chi arrivava dalla vecchia Europa e aveva dato sfogo alla voglia d'America. "Braun". - Benvenuti in America, signori Brown. "Si scrive con la 'a' e con la 'u'". - Benvenuti in America, signori Brown. Come dimostra Mike Krzyzewski, ai polacchi di solito andava male, con un drammatico rapporto vocali consonanti. Con i Braun ci si poteva magari sforzare un po' di più, anche se a ripensarci, già presentarsi al primo colloquio di lavoro col cognome anglosassone non era del tutto da buttare, come idea. Da qualche parte stavano dichiarando le loro generalità anche Pop Hittlema...

What Makes Larry Run?

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http://grantland.com/features/what-larry-brown-doing-coaching-college-hoops/ What is Hall of Fame coach Larry Brown doing down at SMU?  The answer is complicated. Very complicated. BY NEAL GABLER GRANTLAND - FEBRUARY 12, 2013 At the age of 72, with the Naismith Hall of Fame on his résumé and his standing as the only basketball coach ever to have won both an NCAA championship and an NBA championship , you have to wonder why Larry Brown is riding the team bus nearly four hours down I-35 through Waco, Georgetown (not that Georgetown), Round Rock, and Austin to San Marcos and Texas State University; why at six one morning, he drives his Chevy Malibu to a Houston high school to scout a kid while Coach K flies in on his private jet ; why last July alone he hauled himself around the country to Philly, Indiana, Las Vegas, Orlando, two outposts in the Texas hinterlands, and Hampton, Virginia, where John Calipari of Kentucky and Bill Self of Kansas, two of Brown’s closest friends, sat seign...