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BIKE PORTRAITS - Da Messina a Messina: ciao Nibali, la fine di un'èra

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SPOTIFY https://open.spotify.com/episode/4shiz6Xu28WYHM9Dzpa4qn Un colpo di teatro, di fantasia, uno dei suoi. Una scelta d'istinto, testa-cuore-e-gambe, come sempre ha corso. E vinto. L'annuncio - in diretta RAI - dell'addio là dove tutto era cominciato: nella sua Messina, come forse solo nei sogni. Lui che sin da 15-enne emigrato a Lamporecchio, in Toscana, nella Mastromarco di Carlo Franceschi, è sempre stato capace di addormentarsi ovunque. Persino nelle vigilie più importanti. Se c'è stato un corridore, negli ultimi 18 anni, in grado di reggere le pressioni e al contempo regalare imprese, quello è stato Vincenzo Nibali. Campione sempre, personaggio mai: il suo tallone d'Achille, la poca mediaticità, assieme allo spunto veloce. Per il resto, un campione straordinario come le sue imprese: uno dei sette re dalla tripla corona nelle grandi corse a tappe - due Giri, il Tour e la Vuelta - e tre monumenti - i due Lombardia e la storica Sanremo. La corsa che forse meno...

VDB: mascherato tra gli amatori

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Frank Vandenbroucke, il belga talento del ciclismo poi travolto da una vita sregolata, corre tra gli amatori sotto falso nome: sul tesserino la foto di Tom Boonen di CLAUDIO GHISALBERTI La Gazzetta dello Sport - 24 agosto 2006 MILANO, 24 agosto 2006 - Era considerato il più grande talento del ciclismo belga dopo Eddy Merckx. Ma il talento, Frank Vandenbroucke lo ha dissipato con una vita sul filo del rasoio. Lui però non sa scendere dalla bici e pur di stare in corsa lo fa tra gli amatori sotto falso nome e con la foto di Tom Boonen sulla tessera. Una giornata d’estate. Sole, grande caldo, l’asfalto delle strade che sembra coprirsi di specchi. E’ la fata morgana, fenomeno ottico simile al miraggio. Una giornata stupenda per una bella pedalata. un po’ meno se ti attacchi un numero sulla schiena e ti butti nella mischia per una corsa. Ma la voglia è tanta. Mercoledì pomeriggio, a Inverno, piccolo paese agricolo nella pianura della provincia di Pavia, sponda destra del Lambro meridionale,...

The Boston Celtics Walked off the Court vs. the Pistons in 1988 and Now Kevin McHale Explains

https://www.sportscasting.com/the-boston-celtics-walked-off-the-court-vs-the-pistons-in-1988-and-now-kevin-mchale-explains/ by Mike Thomas | More Articles: NBA Published on May 11, 2020 Much has been made of Isiah Thomas and the Detroit Pistons walking off the court prematurely after the Chicago Bulls swept the Pistons in the first round of the 1991 playoffs. In ESPN’s The Last Dance, that moment was highlighted and triggered some animosity between Thomas and Michael Jordan . During the 1988 Eastern Conference Finals, the tables were turned a bit when Thomas eliminated the Boston Celtics, who left the court early as well. Former Celtics star Kevin McHale recently explained why that happened. Chicago Bulls vs. Detroit Pistons, 1991 playoffs It was always a battle when the Chicago Bulls and Detroit Pistons met in the late 1980s and early 90s, and the intensity always picked up during the playoffs. The relationship between the Bad Boys of Detroit and Jordan’s Bulls was already sour a...

Flavio Giupponi: «Cattivo non lo sono stato mai»

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di CHRISTIAN GIORDANO © in ESCLUSIVA per Rainbow Sports Books © Flavio Giupponi, allora 23-enne e pro’ da due, dal Giro ’87 si aspettava molto. E come lui gli italiani.  L’anno prima, era stato maglia bianca di miglior giovane, chiuse quarto ma in calando, (senza) forse anche per via del lavoro di sostegno al capitano, Beppe Saronni, che fu in maglia rosa per undici tappe (con l’intermezzo delle due di Gibì Baronchelli) prima di lasciarla definitivamente a Roberto Visentini.  Nell’87, per sua stessa ammissione, alla Del Tongo lui era la quarta punta dietro il tridente Saronni-Baronchelli-Contini. La strada però avrebbe detto altro. Saronni e Baronchelli quel Giro non l’avrebbero finito, e Contini nemmeno iniziato.  Giupponi lo chiuse quinto (a 7’42”), primo degli italiani; per trentun anni il peggior risultato tricolore, poi ripetuto – ma da 35-enne – da Domenico Pozzovivo nel 2018.  E qualcuno pure arricciò il naso.  «Fosse stat...

Giro, la nostra Festa di maggio in salsa ungherese

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Mathieu van der Poel subito in rosa al debutto sullo strappo di Visegrád. Simon Yates primo contro il tempo su VDP e Tom Dumoulin al Castello di Buda. Mark Cavendish in volata imperiale sul lago Balaton. Miglior biglietto da visita non poteva essere esibito dal Giro d'Italia, nella sua prima, storica, tre giorni ungherese. Una star delle classiche, uno dei favoriti per il successo a finale di Verona. E il fuoriclasse eterno degli sprint, tornato al Giro dopo 9 anni: 37 anni il prossimo 21 maggio, 53 successi nelle grandi corse a tappe, 16 più tre giorni in rosa al Giro, 160 in una carriera con mondiale, Sanremo e il record di 34 vittorie di tappa al Tour come Eddy Merckx. Come non bastasse, percorsi, panorami e risposta di pubblico fantastici dopo il rinvio del 2020 per pandemia. Il vero Giro, per noi italiani e per i big comincerà martedì in Sicilia con la scalata dell'Etna. Ma fin qui si è tutt'altro che scherzato. E' stata corsa vera, a volerla - e saperla - apprezza...

Yates re a Buda su VDP, Sobrero quarto di nobiltà

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Due volte buona la seconda, per sua maestà Simon Yates. Seconda crono (dopo quella alla Parigi-Nizza 2019) e 27esimo successo in carriera, per il britannico, che ha dominato la seconda tappa di Budapest: 9,2 km verso il Castello di Buda volati a 46,648 km/h di media in 11 minuti e 50. Tre secondi in meno dell'olandese Mathieu van der Poel, che resta in rosa ma adesso con 11 secondi su Yates e sedici sul redivivo Tom Dumoulin, campione d'Olanda contro il tempo. Non per caso gli unici tre sotto i dodici minuti. Quarto e miglior italiano - sia all'arrivo, sia nella generale - Matteo Sobrero, tricolore nella specialità, che scalzato dalla hot sea t ha prima applaudito Dumoulin e poi abbracciato Yates. Sobrero ha chiuso a 13" e in classifica è a 24" da van der Poel in una top ten con ben quattro sudditi di un'altra sua maestà, Guglielmo Alessandro. Tra i big si sono difesi Nibali e Carapaz, attardati nella generale di 30 e 35 secondi, Ciccone invece ne ha già persi...

Giro d’Italia 2022 – The Essential Preview

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https://www.cyclingnews.com/races/giro-d-italia-2022/preview/ The Corsa Rosa without an outright favourite offers boundless possibilities By Barry Ryan published 9 days ago The stories of some editions of the Giro d’Italia are driven by character, others by plot. Last May, the essential dramatic tension was provided by winner Egan Bernal’s own narrative, as he seemed to race against his own doubts as much as against his rivals. This year, in an open race without an overwhelming favourite , it looks to be mainly about the plot. Just about anything, it seems, could happen between Budapest and Verona. That sense of possibility is due in part to the fact that Tadej Pogačar has thus far resisted overtures from RCS Sport to test himself at the Giro. The Slovenian will surely sample – and probably win – the corsa rosa in due course, but while his absence, and that of his fellow countryman Primož Roglič, divests the Giro d'Italia of a little stardust, it does little to diminish the race ...