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Sorpresa sul Blockhaus: Hindley, il canguro d'Abruzzo

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  Nella terra di Vito Taccone , il Camoscio "abruzzese" che non t'aspetti. Quello d'adozione: Jai Hindley , che ciclisticamente è cresciuto qui dove, nel 1967, divenne grande il 22enne Eddy Merckx . È il 26enne australiano di Perth il primo dei sei cavalieri che hanno fatto l'impresa, 191 km da Isernia con la doppia scalata del Blockhaus , la cima della Maiella che deve il nome - tedesco d'Austria - ai fortilizi usati come posti di blocco contro il brigantaggio nell'Italia da poco unita. Al secondo arrivo in quota saltano l'idolo di casa Giulio Ciccone e con lui - per ginocchio e gran caldo - uno dei favoriti Simon Yates , insieme con i big della generale resistono i nonnetti ; non solo italiani: il commovente Domenico Pozzovivo , che a febbraio era ancora senza squadra e due anni fa rischiava la protesi a un braccio; l'irriducibile Vincenzo Nibali , che a fine stagione smetterà. A novembre compiranno 40 anni il Pozzo e 38 lo "Squalo" N...

GUILLAUME MARTIN - Nietzsche sale in bici: «Ma quando pedalo non faccio filosofia»

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Da 28° a 4° in classifica, Guillaume scrive libri e si ispira ai grandi pensatori: «Bisogna amare il dolore della vita» di ALESSANDRA GIARDINI Gazzetta dello Sport - domenica 15 maggio 2022 Lo chiamano tutti filosofo, ma Guillaume Martin ci tiene a lasciare separati i suoi due mondi. «Quando pedalo, non faccio filosofia. Penso a correre, a vincere. Anche se le corse mi influenzano: le delusioni per esempio mi ispirano, mi fanno scrivere». Eppure, quando pedala, non smette mai di pensare. Guillaume ha una singolare propensione a entrare nella fuga giusta: è così che si è riportato in classifica al Tour dell’anno scorso e poi alla Vuelta, concludendo rispettivamente all’ottavo e al nono posto. Nel Giro del debutto il giorno del golpe è stato ieri, sul circuito di Napoli. «Guillaume segue molto l’istinto - racconta Roberto Damiani, dall’ammiraglia della Cofidis -. Quando ce lo siamo trovati in fuga ci siamo detti: adesso ce la giochiamo». Prima del via era 28° a 4’06” da Lopez; uscendo al...

BIKE PORTRAITS - Da Messina a Messina: ciao Nibali, la fine di un'èra

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SPOTIFY https://open.spotify.com/episode/4shiz6Xu28WYHM9Dzpa4qn Un colpo di teatro, di fantasia, uno dei suoi. Una scelta d'istinto, testa-cuore-e-gambe, come sempre ha corso. E vinto. L'annuncio - in diretta RAI - dell'addio là dove tutto era cominciato: nella sua Messina, come forse solo nei sogni. Lui che sin da 15-enne emigrato a Lamporecchio, in Toscana, nella Mastromarco di Carlo Franceschi, è sempre stato capace di addormentarsi ovunque. Persino nelle vigilie più importanti. Se c'è stato un corridore, negli ultimi 18 anni, in grado di reggere le pressioni e al contempo regalare imprese, quello è stato Vincenzo Nibali. Campione sempre, personaggio mai: il suo tallone d'Achille, la poca mediaticità, assieme allo spunto veloce. Per il resto, un campione straordinario come le sue imprese: uno dei sette re dalla tripla corona nelle grandi corse a tappe - due Giri, il Tour e la Vuelta - e tre monumenti - i due Lombardia e la storica Sanremo. La corsa che forse meno...

VDB: mascherato tra gli amatori

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Frank Vandenbroucke, il belga talento del ciclismo poi travolto da una vita sregolata, corre tra gli amatori sotto falso nome: sul tesserino la foto di Tom Boonen di CLAUDIO GHISALBERTI La Gazzetta dello Sport - 24 agosto 2006 MILANO, 24 agosto 2006 - Era considerato il più grande talento del ciclismo belga dopo Eddy Merckx. Ma il talento, Frank Vandenbroucke lo ha dissipato con una vita sul filo del rasoio. Lui però non sa scendere dalla bici e pur di stare in corsa lo fa tra gli amatori sotto falso nome e con la foto di Tom Boonen sulla tessera. Una giornata d’estate. Sole, grande caldo, l’asfalto delle strade che sembra coprirsi di specchi. E’ la fata morgana, fenomeno ottico simile al miraggio. Una giornata stupenda per una bella pedalata. un po’ meno se ti attacchi un numero sulla schiena e ti butti nella mischia per una corsa. Ma la voglia è tanta. Mercoledì pomeriggio, a Inverno, piccolo paese agricolo nella pianura della provincia di Pavia, sponda destra del Lambro meridionale,...

The Boston Celtics Walked off the Court vs. the Pistons in 1988 and Now Kevin McHale Explains

https://www.sportscasting.com/the-boston-celtics-walked-off-the-court-vs-the-pistons-in-1988-and-now-kevin-mchale-explains/ by Mike Thomas | More Articles: NBA Published on May 11, 2020 Much has been made of Isiah Thomas and the Detroit Pistons walking off the court prematurely after the Chicago Bulls swept the Pistons in the first round of the 1991 playoffs. In ESPN’s The Last Dance, that moment was highlighted and triggered some animosity between Thomas and Michael Jordan . During the 1988 Eastern Conference Finals, the tables were turned a bit when Thomas eliminated the Boston Celtics, who left the court early as well. Former Celtics star Kevin McHale recently explained why that happened. Chicago Bulls vs. Detroit Pistons, 1991 playoffs It was always a battle when the Chicago Bulls and Detroit Pistons met in the late 1980s and early 90s, and the intensity always picked up during the playoffs. The relationship between the Bad Boys of Detroit and Jordan’s Bulls was already sour a...

Flavio Giupponi: «Cattivo non lo sono stato mai»

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di CHRISTIAN GIORDANO © in ESCLUSIVA per Rainbow Sports Books © Flavio Giupponi, allora 23-enne e pro’ da due, dal Giro ’87 si aspettava molto. E come lui gli italiani.  L’anno prima, era stato maglia bianca di miglior giovane, chiuse quarto ma in calando, (senza) forse anche per via del lavoro di sostegno al capitano, Beppe Saronni, che fu in maglia rosa per undici tappe (con l’intermezzo delle due di Gibì Baronchelli) prima di lasciarla definitivamente a Roberto Visentini.  Nell’87, per sua stessa ammissione, alla Del Tongo lui era la quarta punta dietro il tridente Saronni-Baronchelli-Contini. La strada però avrebbe detto altro. Saronni e Baronchelli quel Giro non l’avrebbero finito, e Contini nemmeno iniziato.  Giupponi lo chiuse quinto (a 7’42”), primo degli italiani; per trentun anni il peggior risultato tricolore, poi ripetuto – ma da 35-enne – da Domenico Pozzovivo nel 2018.  E qualcuno pure arricciò il naso.  «Fosse stat...