Pidcock - Il vincente inglese
Passioni - Tom Pidcock, ha 27 anni.
È appassionato di automobili e videogiochi ed è tifoso del Leeds
PIDCOCK DA FAVOLA RE IN MOUNTAIN BIKE «E NON FINISCE QUI...»
Tom stacca tutti e conquista il suo secondo Mondiale:
«Felice, ma adesso punto al titolo iridato su strada»
"So che Pogacar ha seguito il Mondiale dalla clinica.
Spero si sia divertito. Lui è l’immagine del nostro sport"
- Tom Pidcock
- Tom Pidcock
"Non avevo potenza nelle gambe e non so perché. Nella gara precedente ero andato bene, stavolta no: devo capire"
- Mathieu Van der Poel
31 Aug 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO INVIATO A DAOLASA DI COMMEZZADURA
I campioni hanno fiuto. Possono riuscire a vedere ciò che gli altri non percepiscono, e immaginare ciò che poi si verificherà. «Tom Pidcock è un biker migliore di me», aveva detto venerdì Mathieu Van der Poel, e due giorni dopo la conferma è arrivata nell’appartamento più importante dell’anno, il Mondiale MTB organizzato alla perfezione in Val di Sole e davanti al pubblico delle grandi occasioni. È Tom Pidcock, infatti, a vestirsi con la maglia arcobaleno del cross country, la seconda per lui dopo quella del 2023, che si abbina splendidamente agli ultimi due ori olimpici della specialità. È Mathieu Van der Poel invece a dover recitare suo malgrado la parte dello sconfitto, e nettamente: sono partiti entrambi dalla quinta fila, dunque indietro, e i francesi hanno fatto di tutti per non farli rientrare sul duro percorso di Daolasa di Commezzadura, sotto gli occhi del presidente UCI, David Lappartient.
Con van der Poel ci sono riusciti, con Pidcock no: nonostante un errore nel quarto degli otto giri, il britannico si è portato via via sulla testa della corsa e nella penultima tornata ha piazzato l’affondo decisivo, chiudendo in gloria e sollevando al cielo la sua Pinarello dopo la linea bianca. Argento al suo connazionale Aldridge, bronzo al canadese Punchard. E mentre il miglior azzurro, Simone Avondetto (argento 2025) ha chiuso 13°, Mathieu van der Poel è arrivato solo 30°, a 4’40”. Una delusione cocente. «Dedico questo successo a Finlay Tarling, ho corso per lui», le prime, emozionate parole di Pidcock che è molto amico di Joshua Tarling, il fratello maggiore di Finlay, morto in seguito al tragico incidente al Giro del Portogallo il 14 agosto.
Spettacolo
Van der Poel, iridato di cross (8 volte), strada e gravel, non è mai stato in gara. «Per avere delle reali possibilità nella mountain bike, mi ci devo dedicare per più tempo». E anche su questo l’olandese ha ragione, senza considerare che un percorso così duro non era l’ideale per chi come lui pesa attorno ai 75 chili (quasi 20 in più del vincitore). Ma non deve essere una scusa, semmai è la sensazionale multidisciplinarietà di Pidcock – su strada stella della Pinarello-Q36.5 - che merita di essere celebrata a dovere. Perché nel suo palmares si trova di tutto, a partire dalle categorie giovanili quando aveva vinto la Roubaix (Espoirs, ndr) e il Giro d’Italia dei giovani. Terzo della Vuelta dell’anno scorso, secondo all’ultima Sanremo (e alla Liegi 2023), Tom ha firmato Amstel, Strade Bianche, la tappa dell’Alpe d’Huez al Tour 2022... «Ma se devo scegliere una corsa, una sola corsa che vorrei conquistare, è il titolo di campione del mondo su strada (ha già quello pure del cross; ndr). Tra meno di un mese, ci proverò in Canada. Non sarà semplice, come non è stato semplice concentrarsi sulla mountain bike dopo il nono posto al Tour de France. Ma ci proverò».
Riflessioni
Pidcock ha la fama di non avere il carattere più semplice di questo mondo, un po’ “ruvido”, ma non è banale, sa fare riflessioni profonde.«Ho pensato molto a quello che è successo a Finlay Tarling, al fatto che sia morto in un modo assurdo. È stata dura, anche per questo il secondo mondiale ha un valore speciale. È un qualcosa che ti fa venire in mente tante domande a cui non si riesce a dare una risposta». E non è mancato un pensiero per Tadej Pogacar, dopo l’incidente di sabato: «Qualcuno mi ha appena detto che ha seguito il Mondiale dall’ospedale. Spero che si sia divertito, almeno. Lui è l’immagine del nostro sport». Pidcock aveva solo un’altra apparizione in mountain bike in stagione, la prova di Coppa del Mondo del 24 maggio a Nove Mesto: vinta, pure quella. Ieri, ha strabiliato per abilità tecnica, potenza, ferocia agonistica: bastava ascoltare l’ovazione della gente per rendersi conto di quanta emozione abbia trasmesso Tom, che quando sale su una bicicletta – quale essa sia – è capace di tutto.
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Due ori olimpici MTB
Nel 2023 ha vinto la Strade Bianche
Nato a Leeds il 30 luglio 1999, corre per la PinarelloQ36,5. È alto 1.70 per 58 kg. Nella mtb, ha vinto l’oro olimpico 2021 e 2024, più i Mondiali 2023 e 2026. Nel cross, iridato U23 nel 2019 e élite 2022. Su strada, 14 successi, con Strade Bianche 2023, Amstel Gold Race 2024, Freccia del Brabante 2021, la tappa dell’Alpe d’Huez al Tour 2022, la Milano-Torino 2026.
5 - Ori nella MTB
Sono 5 i titoli “pesanti” conquistati da elité da Pidcock nel cross country: oltre all’Olimpiade 2021 e 2024, e ai Mondiali 2023 e 2026, c’è anche il titolo europeo del 2022
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Corvi d’oro, Berta d’argento: l’Italia c’è
Trionfo tra le Under 23 e secondo posto Elite
Valentina: «Non sentivo più la fatica».
Martina: «Giornata perfetta»
31 Aug 2026 - La Gazzetta dello Sport
ci. sco.
DAOLASA - È ottimo il bilancio azzurro dell’ultima giornata in Val di Sole, e molto buono nel complesso: l’Italia festeggia l’oro di Valentina Corvi nel cross country Under 23. «A un certo punto non sentivo più la fatica, solo il rumore festoso del pubblico», ha detto la 21enne valtellinese, che era favorita e ha dominato. E poi l’argento tra le élite di Martina Berta, nata a Torino, 28 anni, che ha migliorato il terzo posto di Vallnord (Andorra) 2024 e che ora pensa «ai Giochi di Los Angeles 2028, l’obiettivo più importante». Per l’Italia dei tecnici Mirko Celestino e Nadia De Negri le medaglie sono 4, con l’oro del team relay e il bronzo nel downhill junior (il responsabile del settore è Simone Fabbri) di Filippo Gilardino. «Ho cercato di focalizzarmi su me stessa nei giorni precedenti – ha spiegato Valentina Corvi, che l’anno prossimo farà anche attività su strada con la Canyon-Sram -. Il lavoro con la mia psicologa mi ha aiutato, è stata la giornata perfetta». «Un conto è puntare al Mondiale, un conto è riuscire a mettere tutto insieme quando conta di più – le parole di Martina Berta -. Sina Frei non potevo contenerla, dunque ho ottenuto il miglior risultato. Abbiamo dimostrato quanto vale il movimento femminile in Italia. E non posso non pensare a Chiara Teocchi (l’azzurra aveva avuto un serio incidente a La Thuile a inizio luglio, ora è in miglioramento; ndr). Le mandiamo un abbraccio grosso e tutta la nostra forza».
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