4 COSE 4 SUL LOMBARDIA



di SIMONE BASSO
Sport e cultura - sabato 10 ottobre 2026

Finale col botto, sulla rotta Bergamo-Como, di un '26 storico.
Anche se i primi tre solisti dell'orchestra (sinfonica) oggi non c'erano.

1. 
Un pomeriggio ad ammirare la Lombardia alta che pare in (piena) mezza estate. Stesso panorama, verdissimo, del Gran Piemonte. Altro che la "Classica delle foglie morte".

La gioventù arrembante di Paul Seixas si prende lo scalpo. Standard ciclismo totale: a tavoletta dallo start, selezione sul (caro, vecchio) Ghisallo preso dal Lago e poi, sul più bello, la sgasata di Polo sul Civiglio. Vea via in una progressione, folle, sbriciolando i resti del plotone. Seduto (ricorda qualcuno...), si beve quei 4100 metri al 9.7 % in 11'54". Paura.
Rimbalzano per ultimi il solito, tostissimo, Giulio Ciccone, e un ottimo Enric Mas; che 30 km prima aveva improvvisato, in una galleria, una sosta pupù. 
Il ciclismo è lo Sport più Sport di tutti e un mestiere di merda.

2.
Dando i numeri, il "francesino" (è alto 1 e 86) fa 38" meglio del Tadej Pogacar 2022. 460 watt medi, più di 7 al chilo. Le freak c'est chic.

A 20 anni e 16 giorni è il più giovane vincitore del Lombardia, battendo la vernice (1905) del "diavolo rosso" Giovanni Gerbi.
Nella categoria (dell'anima: un'invenzione postuma senza senso) dei monumenti si deve risalire a Rik Van Steenbergen, Ronde 1944, per trovare un under 20.
Rimirando il suo 2026, l'evidenza. Seixas è già il post Pogastar.
La nostra previsione, da Circe coi funghi magici? Campi Elisi, 2028.

3.
Dei battuti, il più illustre (e tumefatto...) è Remco Evenepoel; che ha sacrificato un Giulio Pellizzari deluxe, che andava più forte di lui, per osservare la sagoma di Polo che - sul Civiglio - se ne andava via.
Come a inizio stagione, è stato staccato in salita, su una rampa cattiva, da una dozzina di corridori.
L'impressione è che, vedendo Polo, l'operazione Grande Boucle possa diventare Godot o una chimera. La scialuppa rosa di Luca Guercilena, che metterà più chilometri a cronometro nel prossimo Giro, arriva al momento giusto.
Niente male, tra gli italiani, Filippo Zana e Christian Scaroni.
Pello Bilbao mette la bici al chiodo con un garone, Brandon McNulty onora la maglia (iridata) più di un evanescente Isaac del Toro. Un guaio al ginocchio, per il messicano, che sopra i 200 chilometri non ci pare ancora maturo per il colpaccio.
Il problema, al pari di un Davide Piganzoli, è che Seixas ha tre-quattro anni in meno. Azz.

4.
Nella mattinata avevamo visto una divinità mortale di 39 anni, Marianne Vos, vincere down under il Mondiale gravel. Qualche ora dopo il prossimo Bernard Hinault, ventenne, sul San Fermo della Battaglia.
Déjà vu bleus, il Tasso nel 1984 fece il bis come Polo oggi, di forza. Il bretone azionava però i rapportoni, il lionese mulina invece a 90 pedalate il minuto.
Il futuro è arrivato in anticipo, come sempre nel ciclismo.
À la santé!

"I'm glad that you're older than me /
Makes me feel important and free."
(David Bowie)

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