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Visentini guadagna l’azzurro

Ruota d’oro (6-9 agosto 1983) Bicisport n. 9, settembre 1983 La Ruota d’Oro è servta per vestire d’azzurro Visentini ch grazie alla vittoria nel cronoprologo è riuscito a guadagnare un vantaggio su tutti gli avversari che ha potuto ammnistarre con sufficiente sicurezza. Gara amara per Saronni, rimasto coinvolto in una brutta caduta nel corso della seconda tappa insieme a Silvano Contini. I postumi di questo infortunio hanno condizionato il campione del mondo negativamente nel periodo più delciato della preparazione ai campionati del mondo. Prologo – cronometro individuale  1. Visentini Roberto (Inoxpran), km 6,100, media km 47,472; 2. Torelli a 5”; 3. Gradi a 5”3/10. 1° tappa – 1. Bontempi Guido (Inoxpran), km 208, media km 37,546; 2. Saronni G.; 3. Rosola. 2° tappa – 1. Bombini Emanuele (Bottecchia-Malvor), km 194, media km 37,097; 2. Lejarreta Marino; 3. Cassani Davide. 3° tappa – 1. Perani Domenico (Amici della...

Tre Valli Varesine: sfreccia Paganessi

Corsa scialba con tanto entusiasmo per Contini tradito dal compagno a dispetto di un accordo di Sergio Cuti l'Unità - martedì 30 agosto 1983  ISPRA — Alfredo Martini, appena Paganessi taglia il traguardo delle «Tre valli varesine», ultima corsa del trittico lombardo, annuncia le due riserve (cioè i corridori che stanno in panchina) fra i quindici «azzurri» che il 4 settembre correranno il mondiale in Svizzera: sono Cassani e Verza .  Si dice che il secondo, gregario di Moser, sia stato immolato sull'altare della pacificazione fra i due capitani . «Non è vero — assicura Martini, il selezionatore della nazionale. La scelta dei due giovani come riserve non è avvenuta per loro inferiorità di valore o di rendimento rispetto agli altri, ma per una minore esperienza internazionale. Sono due corridori che stanno prendendo confidenza con il campo professionistico e, quando avranno completato Questa esperienza, si potranno inserire nel giro dei migliori».  Marti...

1983, Il Giro del Guttalax

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Non c’è il tiranno Hinault. Moser è forse al punto più basso della propria straordinaria carriera ma resta uno dei favoriti con Battaglin , che la corsa rosa l’ha già vinta, nel 1981, e Baronchelli , che invece non ce la farà mai, neanche coi Giri disegnati duri, quasi su misura ma mai quanto quelli per gli sceriffi Checco e Beppe. Già, Saronni. Dopo l’exploit da 21-enne nel 1979, il 1983 sembra l’anno buono per il bis di un Saronni in forma strepitosa. Visentini invece se lo filano in pochi. Il Giro però quell’anno parte da Brescia. Anzi: partirebbe, perché il cronoprologo viene annullato per via di una protesa dei metalmeccanici. Peccato per il Visenta, che sulle sue strade, contro il tempo, avrebbe avuto grandi chance di infilarsi subito la rosa.  Si comincia invece con la cronosquadre Brescia-Mantova, e vince la Bianchi di Silvano Contini e Tommy Prim , nomen omen, primo leader della generale. Dura un giorno.  A Comacchio s’impone Bontempi e in rosa va Freuler . A...

Sono ricco e so sciare da campione ma faccio il corridore. Vi dispiace?

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Per la prim volta, dopo cinque stagioni tra i professionisti, Roberto Visentini fa sinceramente il punto della situazione Ha cambiato cinque squadre, ha sempre lottato smentendo chi lo definiva un pesce fuor d’acqua in questo sport. «Sono capitato nelle squadre sbagliate, dove ognuno pensava solo agli affari suoi. Accanto a Battaglin spero di trovare, finalmente, l’apertura giusta. Correrò fino a quando avrò trent’anni» di Ermanno Mioli Bicisport, marzo 1983 «È come se ricominciassi da capo – dice Roberto Visentini – nell’Inoxpran ho gareggiato da dilettante, ho vinto anche il titolo italiano a cronometro».  Sesta stagione, quinta squadra. Roberto è volubile, capriccioso, viziato, come lo sono sovente i ricchi? Visentini ha un’espressione di disappunto. Elegante, zazzeetta curata, abbronzato come chi torni da un lungo soggiorno ai Caraibi, un tantino annoiato: il suo aspetto è in effetti quello del figlio di papà. Ma ha un senso sovrapporre l’immagine del corridore...

La Malvor entra in grande

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Bicisport n. 3, marzo 1983 Quest’anno al mitico nome di Ottavio Bottecchia si accompagnerà un nuovo sponsor che debutta nel grande giro. Parliamo della Malvor, una linea di cosmetici della Bahia srl di Milano presieduta da un vero appassionato del ciclismo, ex corridore dilettante, Mario Cal. Il marchio che figura sulle maglie degli atleti della Bottecchia del Comm. Carnielli può a ben ragione definirsi un marchio “ecologico”, in quanto i cosmetici della Malvor hanno quale elemento principle la pianta della malva. Ciclismo ed ecologia a braccetto: un binomio perfetto. La formazione della Bottecchia-Malvor è stata presentata alla stampa dal DS Dino Zandegù nel corso di un pranzo in un albergo di Vittorio veneto. Nella foto da sinistra, il vicepresidente Teodoro Jr. Carnielli, Silvestro Milani, il DS Dino Zandegù, Emanuele Bombini e il presidente della squadra Mario Cal.

La FIR SpA entra nel grande ciclismo professionistico

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Bicisport n. 3, marzo 1983 «Quando competere è vincere... allora...  CERCHI FIR - FABBRICA ITALIANA RUOTE»    - slogan pubblicitario FIR, 1983 La FIR SpA, via B. Colleoni 6, Boltiere (Bergamo), telef. 035-881090, è una ditta fondata nel 1960 dai quattro fratelli Arrigoni, grazie all'amore per il ciclismo dove tutti si sono cimentati con notevoli successi, in modo particolare Piergiacomo , che riuscì a fare il salto nel professionismo. Grazie all'esperienza maturata con successo nel settore del montaggio ruote per biciclette e moto, con una produzione oscillante tra i 2.500-2.800 pezzi giornalieri, la FIR annovera nella sua clientela le maggiori fabbriche di biciclette e moto nazionali. Nel 1973 la FIR si trasforma in SpA dando corso ad un lungo processo tecnologico di ricerca nel campo dei cerchi in lega leggera di alluminio per biciclette da corsa, sportivi, nonché ruote integrali in alluminio pressofuse  per biciclette. La qualità dei pro...

Battaglin, nona disavventura

Bicisport n. 5, maggio 1982 Giovanni Battaglin è nato a Marostica il 22 luglio 1951. Professionista dal 1973, ha al suo attivo 47 vittorie. L'ìanno scorso ha colto le più prestigiose con l'accoppiata Vuelta-Giro. E' sposato, ha un figlio. Non è mai stato molto fortunato nella sua carriera, costellata di incidenti e di malattie che gli hanno impdito di raggiungere traguardi migliori. Ecco la catena di disavventure. GENNAIO 1974: esce di strada con l'auto e si procura una contusione sacrale e l'incrinatura di tre costole.; MARZO 1974: cade alla Tirreno-Adriatico e si frattura un polso; LUGLIO 1975: con un ginocchio in disordine (rotula incrinta) corre tre tappe del Tour, poi torna a casa alla vigilia dei Pirenei; APRILE 1977: nuova caduta al Giro di Puglia che gli causa la frattura dello scafoide; MILANO-TORINO 1978: coinvolto in una caduta riporta forti contusioni alla testa, a una spalla e a una coscia; TOUR 1979: lo trovano positiv...

8 agosto 1981 - Coppa Placci

http://www.museociclismo.it/content/articoli/7027-8+agosto+1981+-+Coppa+Placci/index.html Il percorso prevede 16 giri del Circuito dei Tre Monti per un totale di 245,234 chilometri. Nel corso del secondo giro allunga Cazzolato. Su di lui si riportano Miozzo, Masi, Salvietti, Bazzichi, Maestrelli, Moro e D'Arcangelo, ma il vantaggio è minimo e il gruppo annulla il tentativo. Stessa sorte per undici corridori che ci provano nel corso del quinto giro e al km 100 escono dal gruppo Savini e Favero. Al km 150 i due battistrada precedono il gruppo di oltre tre minuti, poi Favero, colto da una leggera indisposizione, cede. Aliverti rientra su Savini e, dopo 170 km di gara, i due hanno 1'55" sul gruppo. Nel tratto di salita Savini cede, mentre su Aliverti rientrano Bortolotto, Montella ed altri. Così al km 180 in testa si forma un gruppetto forte di una ventina di unità. In discesa, durante il tredicesimo giro, si avvantaggiano leggermente Torelli e Montella. Nel giro succes...

VISENTINI - Drammatica concentrazione, basta un sasso per farlo cadere

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Studio curva di Vittorio Adorni Bicisport, giugno 1981 Visentini è uno strano corridore. Guardatelo con quale drammatica concentrazione si butta in questa curva. Vi è già dentro prima ancora di… cominciarla. Visentini è un corridore con classe indiscussa. Forse non è ancora riuscito ad esprimere il meglio di se stesso e per questo non è un uomo soddisfatto, quindi non è un uomo sereno. Per capire anche il comportamento stilistico di un corridore si deve esaminare e capire il più a fondo possibile il carattere e il rendimento nell professione. Bene: io sono convinto che Visentini ha carattere e intelligenza notevoli. Ha anche grnde sensibilità però penso che dati i risultati sino a questo momento ottenuti, Visentini sia in uno stato interiore di perenne burrasca. Parlo di una burrasca dell’animo. Questa realtà lo porta sovente a commettere errori. Lo porta a correre male. Lo spinge, insomma, verso comportamenti che non sarebbero suoi se la situazione generale gli co...

Sta nascendo un vivaio per giovani corridori. Lo hanno inventato Boifava & Prandelli

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Un'idea rubata al calcio: una squadra professionistica decide di curare i ragazzi fin dai 13 anni e di seguirli per evitargli inutili sforzi prima del tempo.  Per i migliori: professionismo assicurato Boifava non ha avuto grande fortuna nelle corse. È anche stato in coma e ha chiuso prestissimo. Al volante dell'ammiraglia ha subito dato dimostrazione di serietà ed ha portato nell'ambiente nuove idee: questa è senz'altro clamorosa di Beppe Conti BiciSport, n. 12 / dicembre 1980 Tra mille progetti fumosi e già superati prima ancora d'ssere attuati, fra innovazioni che abortiscono prima ancora d'essere considerati tali, per fortuna nel ciclismo c'è anche chi fa sul serio. Un esempio? L'inoxpran di Davide Boifava e Angelo Prandelli . La novità è ghiotta e quanto mai interessante. Hanno deciso, i due, di creare un vivaio di giovani, sull'esempio delle società calcistiche. Un'idea che rappresenta un grosso passo avanti verso...

L'altro fattaccio del Giro del Friuli '80

BiciSport, n. 11 / novembre 1980 Oltre allo "sciopero" il Giro del Friuli 1980 era stato caratterizzato da un episodio ancora non del tutto chiaro e comunque assai poco edificante, protagonisti Visentini e Panizza. I due corridori sono stati denunciati alla magistratura da Rino Grion, di Aiello del Friuli (Udine), membro della commissione tencia della Fereciclismo regionale, il quale li ha accusati di averlo aggredito e percosso lungo la salita che conduce a Piancavallo. Grion ha presentato querela alla Pretura  di Pordenone allegando un certificato medico e spiegando che Visentini lo avrebbe colpito con un pugno allo stomaco mentre Panizza gli avrebbe tirato una borraccia piena d'acqua.  Il patron della corsa, Ugo Caon, ha sollecitato la Federciclismo ad aprire una severa inchiesta sui fatti.

The Methods and Madness of Hubie Brown

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https://www.thestacksreader.com/the-methods-and-madness-of-hubie-brown/ https://www.amazon.com/Mans-World-Portraits-Steve-Oney/dp/0881466182 By Steve Oney The Atlanta Journal Constitution Magazine  December 9, 1979 From a vantage point high in some structural-steel arena in a city like Philadelphia or New York or, for that matter, Atlanta, Hubie Brown, the coach of the Atlanta Hawks, appears to be a slightly mad martinet, a ranting, bantam dictator commanding an army of giants. Clad in a loud plaid jacket, a silken shirt open wide at the collar, double-knit slacks, and shiny black shoes, he stomps along the sidelines of the National Basketball Association cursing and screaming and throwing his hands over his head in nearly game-long bouts of apoplectic rage. When a call goes against the Hawks, Hubie erupts from his chair at the head of the bench and storms toward the offending referee like a bouncer going after an unruly drunk . “What kind of an asshole call is that?” he shrieks....