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Arseneal sul City, ma gode Ranieri

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Cento di queste notti, Theo. Theo Walcott.  Cento gol in carriera (81 acon l'Arsenal) per l'ex Wonderkid, il ragazzo-prodigio che a 17 anni, con Eriksson Ct, arrivò al mondiale prima ancora di aver esordito in Premier. E che il suo successore, fabio capello, esortava ad esercitarsi di più nel calciare. Il ragazzino è cresciuto, e il big-match dell'Emirates l'ha aperto lui. Poi il miglior Giroud in carriera - già in doppia cifra di gol in campionato - l'ha chiuso, finalizzando in pieno Arsenal-style la seconda invenzione di ozil (101 assist in carriera in campionato), e stavolta nata da un errore a metà campo di Mangala e Fernandinho. Il raddoppio ha esaltato con effetto balestra le giocate in campo aperto marchio di fabbrica di ogni Arseneal wengeriano. Stavolta però l'alsaziano l'aveva studiata bene: gunners più "bassi" del solito, col possesso lasciato al City, che un minuto prima stava per passare con De Bruyne. Sul ribaltament...

Doctor John’s and mister Hyde

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http://www.ncaabasket.net/week-6-cadono-duke-uk-e-iowa-state/ By Raffaele Fante Updated: dicembre 21, 2015 Dopo la bella vittoria contro Syracuse , i ragazzi di Chris Mullin sono tornati a mostrare il loro volto peggiore, perdendo in casa 73-51 contro Incarnate Word, college da soli tre anni in Division I che aveva appena perso il derby tra università cattoliche di San Antonio contro Our Lady of the Lake (Division II). Un disastro la prestazione di Mussini e compagni, alla prima sconfitta in casa contro una squadra bassissima (325° su 351 college per “average height”) che alla fine ha preso anche più rimbalzi. Derail Green, ‘centro’ di IW nel senso di giocatore più alto del quintetto con i suoi 2 metri, è stato immarcabile per i Red Storm che hanno preso un parziale di 11-2 alla fine del primo tempo. L’unica tripla della partita di Federico Mussini ha riportato St John’s a -7 ma il play italiano ha subito la difesa di Mitchell Badillo, guardia tascabile come lui, ...

Carnesecca Arena

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Formerly known as Alumni Hall , Carnesecca Arena opened its doors in December 1961 and is the on-campus facility for the men and women's basketball teams, fencing teams and volleyball team.   In 525 games at Carnesecca Arena, St. John's men's basketball has compiled a 443-83 (.842) record, including a 79-65 win against Georgetown University in the first ever game played in the arena. The University renamed the court in the fall of 2004 and building as part of a dedication ceremony honoring St. John's Hall of Fame coach and longtime mentor Lou Carnesecca . Along with the renaming, the University approved a plan to renovate the building . Beginning in 2005, Carnesecca Arena underwent more than $30 million of renovations in a three-year period .  The new floor plan expanded the lobby of Carnesecca Arena, which now honors past and present St. John's teams with displays of championship hardware.  New ticket windows were stationed outside the front ent...

Getting To Know...Creighton's Maurice Watson, Jr.

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12/18/2015 1:27:00 PM By Sean Brennan, Special to BIGEAST.com  In our latest installment of GETTING TO KNOW we go one-on-one with Creighton's rising star Maurice Watson Jr. The 5-10 junior point guard , who scored the second-most points in the history of the Philadelphia Public League (yes, even more than a guy named Wilt Chamberlain ), clues us in on what it was like playing for his dad in high school, why he chose to leave Boston University after two very successful seasons , how long it took him to decide that he would look really good in Creighton blue and white and how an East Coast guy , who is leading the Bluejays in assists and is second in scoring, is living the dream in Omaha . BIGEAST.com: You played for your dad, Maurice Sr., at Boys' Latin High School in Philadelphia. What kind of influence did he have on you and your basketball career? WATSON JR.: "My dad never pulled any punches with me. He told me everything straight and he just set me up to b...

FOOTBALL PORTRAITS - Bellucci, l'istinto del gol

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 di Christian Giordano © la Repubblica © «L’istinto è quello, e io non l’ho mai perso». L’istinto è quello del gol, se non si fosse capito. Claudio Bellucci non è uno da polemiche. Non ti dà mai il titolo. Troppo esperto, smaliziato e scafato per cascarci. Ma il calcio lo conosce. In campo e fuori. E quando si susseguono a mezzo stampa, via etere nel dopopartita o, come ieri, nel consueto incontro con i giornalisti a Casteldebole, arrivano due-segnali-due, meglio drizzare le antenne.  «Io mi sono sempre sentito, e sono sempre stato, un attaccante. E dovete darmene atto: lo dicevo anche quando Guidolin mi faceva giocare sulla fascia». Come recitava quel proverbio sul buon intenditor? Al bomberino, e si sapeva, piace giocare davanti. Ovvio, prima di tutto viene la squadra, specie «in momenti difficili come questo, si deve rinunciare a un “numero” e mettersi al servizio dei com...

FOOTBALL PORTRAITS - Louis Saha come si fa

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Ritorni / Dalla Francia con furore Gli infortuni, punto debole della sua carriera, e la spietata concorrenza sembravano averlo perso alla causa del Man Utd e dei Bleus. Ma il parigino è uno che non molla e una volta guarito è rinato di Christian Giordano © Guerin Sportivo © 2015 «SONO un combattente». Tanto per chiarire, a chi non li avesse chiari, la rabbia e l’orgoglio del parigino incacchiato.  Perché è lì che è nato, l’8 agosto 1978, Louis Laurent Saha. Non ce l’aveva con qualcuno in particolare se non con la jella nera come la sua pelle d’ebano che sembrava non smettere di perseguitarlo. Anche se a dire il vero non si ricordano, nella sua ancor breve carriera, lunghi periodi senza qualche acciacco. Sarà per quel modo di giocare tutto scatti nervosi e accelerazioni da fuoriserie, le stesse che lo mandano a nozze negli spazi ma a volte anche fuorigiri rispetto all'ap...

IrreCúperabili?

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Nel primo Valencia di Cúper (1999-2000), Mendieta, Farinós, Gérard e Kily González formavano “La Cúperativa”, il centrocampo delle meraviglie di una squadra non imbattibile ma spettacolare. Una volta separati, chi più chi meno hanno tutti deluso. Non erano più gli uomini giusti al posto giusto… di Christian Giordano, Indiscreto Anni fa un giovane redattore della Tv svizzera italiana, stanco dei luoghi comuni sul consumismo natalizio almeno quanto del proprio caposervizio, costruì il “pezzo” con il preciso intento di mandarli a quel paese accompagnati da chi glielo aveva commissionato. Questa l’idea-portante: stesse sequenze ma montate con musiche diverse e identiche interviste tagliate però in punti differenti. La tesi che voleva dimostrare? In buona sostanza, che il vento spirava dalla parte dove si voleva spirasse. Fuor di metafora, l’esemplificazione della differenza tra bandiere e banderuole. Non si occupava di calcio, ma compiendo un’analoga operazione con il pre...

FOOTBALL PORTRAITS - Tugay pride

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https://www.amazon.it/Football-Portraits-Ritratti-calcio-Agbonlahor-ebook/dp/B01KI1XRO6 Uno degli ultimi registi puri del calcio europeo sta vivendo in Inghilterra una seconda giovinezza. E per godersela, perso contro la Lituania il treno per Euro2004, ha detto addio alla Nazionale. Storia di un talento orgoglioso, sottovalutato e spesso al posto giusto nel momento sbagliato di Christian Giordano, Calcio Gold C’è un vecchietto, in Premiership, che gioca ancora come un ragazzino, alla faccia dell’età (33 anni) e degli acciacchi. Si chiama Tugay Kerimoğlu, per tutti Tugay, una vita al Galatasaray e ora, messa alle spalle una fugace e dolceamara parentesi ai Glasgow Rangers, nuovo idolo dell'Ewood Park. Al Blackburn il centrocampista turco, uno degli ultimi playmaker veri ancora in circolazione, sembra essersi rigenerato, dopo una fase declinante trascorsa più in panchina che in campo, al “Gala”, nell’ultimo anno della prima gestione Terim allorché patì la concorrenza ...

HOOPS MEMORIES - Lakers, la dinastia di re George

Con cinque titoli in sei stagioni i Minneapolis Lakers diedero vita, fra gli Anni 40 e 50, alla prima dinastia della NBA. Big George, lo Shaq dell’epoca, rivoluzionò storia, regolamento e filosofia del gioco. Da allora, il basket pro è affare da big men… di Christian Giordano, American Superbasket Ormai anche nei peggiori bar sport (certi media) pare acquisita una certezza: i confronti fra campioni di epoche diverse sono aria fritta. Eppure bisogna ricorrervi per descrivere lo strapotere fisico e tecnico esercitato fra gli Anni 40 e 50 da George Mikan e i suoi Minneapolis Lakers, perché il solo termine di paragone calzante è il suo erede in gialloviola, Shaquille O’Neal. Con una prima, sostanziale differenza: Shaq è un gigante fra i giganti, “Big George”, classe 1924, lo era in un’epoca che di giganti veri, tranne il coetaneo Bob Kurland, 2.12 di Oklahoma A&M, non ne aveva. Dopo aver dominato al college (2 titoli NCAA) e alle Olimpiadi (oro a Londra ’48 e a Helsinki ’52), ...