Post

Apocalypse Now

Immagine
http://www.rivistacontrasti.it/apocalypse-now/ CHRISTIAN GIORDANO  ©  - IN ESCLUSIVA per Rivista CONTRASTI Intervista di MICHELE DI VIRGILIO La Nazionale come immagine della nazione?  Sì e no. Sì, perché il calcio abita lo stesso Paese che ogni giorno fingiamo di rigettare come se non fosse il nostro, non fossimo noi a farlo. Allo stesso tempo è no, perché che c’azzecca l’eliminazione della Nazionale di calcio con la malasanità, la malagiustizia, la corruzione, il «furbismo» eletto a ideologia fondante, il parassitismo, la mancanza di rispetto per le regole, una stampa e, più in generale, i media clowneschi prima ancora che imbavagliati, eccetera? Però un po’ – almeno un po’ – c’azzecca eccome, e il terreno comune è quello inaridito con mefistofeliche incompetenza, malafede, incapacità o mancata volontà di preparare le persone «giuste» per i posti giusti, e non gente arrivata lì a decidere (nella migliore delle ipotesi) senza un perché. E soprattutto un pe...

PARIGI-ROUBAIX 1978, LA PRIMA PERLA DI MOSER NELL’INFERNO DEL NORD

Immagine
https://storiediciclismoblog.wordpress.com/2017/11/20/parigi-roubaix-1978-la-prima-perla-di-moser-nellinferno-del-nord/ di Nicola Pucci Il palmarès su strada di Francesco Moser non ha eguali tra i corridori che battono bandiera tricolore, a eccezione di Fausto Coppi… ma l’airone appartiene al pianeta degli alieni in bicicletta. Ha vinto di tutto, e tanto, il trentino di Palù di Giovo, dal Mondiale alla Sanremo, dalla Freccia Vallone al Giro di Lombardia, passando per il Giro d’Italia, un paio di titoli nazionali e con la ciliegina sulla torta del record dell’ora. Ma se c’è una corsa che più di ogni altra raffigura l’emblema di una carriera memorabile, ecco, quella corsa è la Parigi-Roubaix, che Moser ha vinto, anzi dominato per tre volte consecutive. Oggi vi raccontiamo la prima impresa del trittico delle meraviglie, che porta la data del 16 aprile 1978. Moser veste la maglia iridata conquistata a San Cristobal, in Venezuela, nel 1977 e guida la formazione più aggu...

"Tic tac" Anquetil, il re del tempo

Immagine
https://www.facebook.com/profile.php?id=100010185609576&hc_ref=ARSEMjM4498kspuj_3gZGfN9Z8Y6utP-mSNay2AgA7btBE34UdvAt7J3EirDfdjL3cQ&pnref=story di GIOVANNI MANENTI Muore a Rouen il 18 novembre 1987, all'età di soli 53 anni, stroncato da un male incurabile, Jacques ANQUETIL, ciclista francese di livello mondiale a cavallo degli anni '60. Nato a Mont-Saint-Aignan, in Normandia, l'8 gennaio 1934, e passato Professionista nel 1953, dopo essersi aggiudicato la medaglia di Bronzo nell'inseguimento alle Olimpiadi di Helsinki '52, Anquetil è uno dei soli sei ciclisti di ogni epoca, ed il primo in ordine cronologico, ad essersi aggiudicato tutte e tre le principali corse a tappe europee, in parte sfruttando la sua grande abilità nelle tappe contro il tempo, tanto da essere soprannominato in patria "Monsieur Chrono", una circostanza che lo porta a vincere ben 9 edizioni del "Gran Premio delle Nazioni". Con i successi nelle grandi cla...

Sappada per sempre

Immagine
di CHRISTIAN GIORDANO Trent’anni, e sembra ieri. Sappada: basta la parola.  C’è chi ancora ci attacca prima il “massacro” o il “tradimento” di Stephen Roche a Roberto Visentini, suo capitano alla Carrera e maglia rosa in corsa e uscente.  Era il Giro ’87. Trent’anni fa, appunto. Sembra ieri, e invece è come se fosse passato un secolo. Altri tempi, altro ciclismo, altro mondo. Se siamo qui a scriverne, non è per cavalcare antichi rancori mai sopiti ma per perpetrarne l’epica, e magari sfatare bugie vecchie e nuove e luoghi comuni duri a morire. Tipo: il Visenta bello e impossibile, il figlio di papà troppo ricco per far fatica in bicicletta, il playboy che amava la bella vita e girava in Ferrari; o lo Stefano irlandese furbetto e vilipeso dall’ Italietta provinciale che è sempre stata e forse sempre sarà e sciovinista che mai è stata e forse mai sarà. Siamo andati a rileggerli, i giornali e le riviste dell’epoca, e di là delle ovvie partigianerie...

Fleet Week

17 Nov 2017 - Newsweek International DERIK HAMILTON Shalane Flanagan celebrates after winning the women’s New York City Marathon on November 5. The 36-year-old became the first American woman to win the contest since Miki Gorman did so in 1977. She crossed the finished line in 2 hours, 26 minutes and 53 seconds, beating Kenya’s Mary Keitany , a three-time defending champion who is a legend in the sport. Kenya’s Geoffrey Kamworor won the men’s race with a time of 2 hours, 10 minutes and 53 seconds.

Barry Ryan: Sappada, un "melodrama" di business

Immagine
di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS © Barry Ryan è stato una grande scoperta. Corrispondente per l'Europa di Cyclingnews, irlandese di Cork trapiantato a Dublino, ha studiato in Italia (traduceva in inglese testi religiosi antichi dall'italiano arcaico) e parla un italiano così perfetto da fare invidia agli autoctoni. In più, intervista anche in francese e comprende lo spagnolo.  L'intelligenza finissima, poi, è pari forse solo alla sua squisita cortesia e, udite udite, umiltà; che non è mai - mai - falsa modestia. Anzi. Dopo aver vissuto in Inghilterra, è tornato in Irlanda e sogna di trasferirsi neanche lui sa ancora bene dove. Quando segue le corse "in continente", si appoggia al suo collega di testata Stephen Farrand, inglese di nascita che invece ha scelto  Livorno come campo-base per la propria esistenza. Nel 2017 Ryan ha pubblicato il suo primo libro,  The Ascent: Sean Kelly, Stephen Roche and the Rise of Irish Cyclin...

Sette mesi a Evra, meglio che a Cantona

Immagine
Squalificato per tutte le competizioni UEFA fino al 30 giugno 2018. Eccola la sentenza della Commissione Disciplinare, otto giorni dopo i fattacci pre Vitória Guimarães-Olympique Marsiglia di Europa League. Squalifica a tempo con efficacia alle sole competizioni continentali, per il 36enne terzino sinistro francese non più dell'OM, club con il quale ha consensualmente risolto il contratto. Lo ha annunciato, con sospetta tempestività, un comunicato della società sul proprio sito ufficiale.  Rispetto al connazionale Eric Cantona, altro ex capitano del Manchester United, a Evra è andata appena appena meglio. Per il colpo di kung fu a Matthew Simmons, che al Selhurst park scese undici file di gradoni per andare a insultarlo dopo l'espulsione contro il Crystal Palace, "le Dieu" (o "Le God", oltremanica) fu squalificato per otto mesi; e si beccò pure due settimane di prigione, poi commutate in appello, una settimana dopo, in 120 ore di servizi socia...

Hawkins ai Trotters (1963-1967) - Pagliaccio triste come me

Immagine
di CHRISTIAN GIORDANO CONNIE HAWKINS - Il volo spezzato del Falco https://rainbowsportsbooks.wixsite.com/rainbowsportsbooks https://www.amazon.it/Connie-Hawkins-spezzato-Basketball-Portraits-ebook/dp/B01B3WU3VY Quattro anni dopo l’unica stagione di Wilt Chamberlain, passato ai Philadelphia Warriors della NBA, agli Harlem Globetrotters arriva nel 1963 un’altra leggenda del playground. Una che però mai avrebbe ricordato col sorriso quel suo quadriennio passato a far da clown nero per un pubblico bianco. Ai lustrini e paillettes dell’èra-Wilt, mai timido sotto i riflettori, a Connie toccò il lato oscuro della luna: la dura vita ai Trotters del padre-padrone Abe Saperstein. A differenza di The Stilt, che aveva solo l’imbarazzo della scelta sulla squadra che lo avrebbe voluto e strapagato, The Hawk non sapeva dov’altro andare. Marchiato a fuoco dalle (false) accuse per uno scandalo scommesse mai commesso, era stato sedotto e abbandonato dalla University of Iowa,...

Global Spread Don't Mean a Good Thing

by EDWARD PICKERING, EDITOR Procycling magazine, ISSUE 236 / DECEMBER 2017 Professional cycling usually takes it as a given that the spread of racing into new territories and countries is a Good Thing. And on the face of it, who can argue? Ex-UCI president Hein Verbruggen’s ‘mondialisation’ project (built on the foundation of cycling’s earlier forays into the USA and Colombia) has turned cycling into a major international sport. We have big, televised races in South America, Canada, the USA, Asia and all over Europe. And the riders of those countries have grown in quality and number. The races of the old cycling countries have prospered, and they’re bolstered by new and interesting events in new and interesting countries. Everybody’s happy – the fans get more varied racing while the beancounters tap into new markets. However, recent developments have given me pause for thought. The Tour of Turkey may have been a washout on a sporting level, but I also wonder whether cycling,...

The Day Innocence Died

Immagine
http://www.espn.com/espn/eticket/story?page=bias by Michael Weinreb, ESPN It's true, what she says about the graves. I went to see them not long after I heard Lonise Bias tell an incredible story to a group of South Carolina high school students: While witnessing the burial of her son Jay, she looked down and realized she was standing on the grave of her eldest son, Leonard. I had assumed it was a rhetorical flourish, a metaphor crafted for effect by a guest speaker who was getting paid to whack some sobriety into a room of spaced-out pubescents with self-image issues. But then I drove to the cemetery, in a Maryland suburb of Washington called Suitland, and I trudged up a hill, and I found the markers, a couple of rectangles blotched with age, stamped into the dirt and rocks and tufts of grass. And it is true -- there is perhaps a foot of space between her boys. They are, quite literally, resting side by side. The graves, tucked together like this, are a stark te...