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La Premier riparte, il mondo ancora no

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Quarantotto giorni, e si riparte.  La Premier League l'avevamo lasciata il 26 luglio, con i verdetti finali dell'ultima giornata: Bournemouth e Watford ad accompagnare - dopo cinque anni - il già retrocesso Norwich City, ridisceso dopo una stagione; e sostituite con le neopromosse dirette Leeds United e West Brom, risalite dopo sedici e due anni, più il Fulham che ha vinto i playoff. La ritroveremo con l'edizione numero 29, sabato 12 settembre (anziché il teorico 8 agosto del pre-covid) per la prima della stagione 20/21 che si concluderà, dopo 253 giorni, il 23 maggio. Una prima giornata già definita negli abbinamenti ma ancora da completare come date e orari per le due Mancunian , fresche di amarissima Brexit continentale: il City dal Lione nei quarti di Champions; lo United dal Siviglia in semifinale di Europa League. Destino toccato addirittura agli ottavi (contro l'Atlético Madrid) al Liverpool campione uscente in Champions ed entrante in Inghil...

L’ODIO ITALIANO VERSO IL CICLISMO. L’NBA CONTRO TRUMP. L’ACQUA CALDA NEL CALCIO E L’ULTIMA SPIAGGIA DI MESSI

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/08/21/lodio-italiano-verso-il-ciclismo-lnba-contro-donald-trump-la-scoperta-dellacqua-calda-nel-calcio-e-lultima-spiaggia-di-messi/ di SIMONE BASSO Sport e cultura, 21 agosto 2020 Pallini estivi – nel senso di "Mister Pressing" – come la grandine che è scesa sul Col de Porte al Delfinato: sassi di ghiaccio, grossi e rossi (ecchimosi) – sulle schiene di quelli del gruppetto – come la Pimpa, e la maglia a pois del Tour. Di cose, ne succedono troppe e starci dietro non conviene. Il 2020 al pari di un set matto di Hana Mandlikova, che partiva annullando l’avversaria – impotente di fronte a quel talento fuori misura – e poi, all’improvviso, cancellava se stessa uscendo dalla partita e dal torneo. Arrivano contati, uno alla volta, i protagonisti di un Lombardia cattivo: le foglie morte, a Ferragosto, ridiventano verdi e sottolineano l’atipicità del momento. Il ciclismo è, tra gli sport professionistici post-Covid-19, quello...

Tour 1930: The Tour revolutionizes

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https://www.letour.fr/en/news/2020/1930-the-tour-revolutionizes-3-10/1283535 July 17 th 2020 - 11:00 At the turn of each decade, the Tour de France has gone through organisational changes and backstage struggles that have variously turned out to be decisive or utterly inconsequential. The journey back in time proposed by letour.fr continues in 1930, the year of a major revolution when, Tour boss and editor-in-chief of L'Auto, Henri Desgrange decided riders would compete in national teams and no longer for bicycle manufacturers. To pay for this costly reform, the newspaper also found a new source of income with the creation of the advertising caravan. Tensions between the bicycle brands and the organisers were a common thread that followed and forged the history of the nascent Tour de France and then the interwar period. Henri Desgrange, who was a purist and uncompromising in his conception of sporting competition, despised and fought against any form of agreement ...

Tour 1920: “sportsmen” according to Desgrange

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https://www.letour.fr/en/news/2020/1920-sportsmen-according-to-desgrange-2-10/1283494 July 8 th 2020 - 14:30 At the turn of each decade, the Tour de France has gone through organisational changes and backstage struggles that have variously turned out to be decisive or utterly inconsequential. The journey back in time proposed by letour.fr continues in 1920, with a look at the strong-minded decisions and writings of Henri Desgrange, the director of the Tour de France and chief editor of the newspaper L’Auto. In keeping with a French nation in admiration of its heroes from the Great War and enthralled by the adventures of the first aviators ready to risk their lives for heroics, the former holder of the hour record, who had become a powerful press figure, can also be considered to have made the Tour rhyme with trial and tribulation… It is a tricky exercise to determine the level of difficulty when designing a race to be demanding, to require its participants to stand out...

Tour 1910: Alphonse Steinès's great deception

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https://www.letour.fr/en/news/2020/the-tour-to-the-power-of-10/1283461 July 1 st 2020 At the turn of each decade, the Tour de France has gone through organisational changes and backstage struggles that have variously turned out to be decisive or utterly inconsequential. Our journey back in time begins in 1910 with journalist-organiser Alphonse Steinès, who was tasked with reconnoitring the course before the riders were sent on their first high-mountain challenge, in the Pyrenees. He was the first winner on the Tourmalet! 110 years ago, the organisers of the Tour de France were already looking for new ways of spicing up the race, be it with rule changes or with gruelling new courses. At the office of the newspaper L'Auto, the most audacious and creative of these visionaries was Alphonse Steinès, Henri Desgrange's odd-job man. He was the one who had first come up with the idea of letting the riders cross swords on the highest roads of the Pyrenees, at a time when...

Lombardia 2020: Fuglsang monumentale, Remco stagione finita

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La prima Monumento del fenomeno belga Remco Evenepoel, il Lombardia numero 114 - il primo a Ferragosto - era già nella Storia ma ha rischiato di entrarci dalla porta sbagliata. Nella lunga discesa dal Muro di Sormano, ai meno 45 km dal traguardo di Como, il 20-enne capitano della Deuceninck-QuickStep è precipitato - all'ingresso di un ponte - in una scarpata. Un volo pauroso. Frattura del bacino e contusione al polmone destro. Per lui stagione (verosimilmente) finita, ma poteva andare molto peggio. Subito immobilizzato dal Soccorso Alpino, coadiuvato dal diesse Davide Bramati, Remco è sempre rimasto cosciente, ha risposto lucido alle domande del medico di corsa, Massimo Branca, ed è stato ricoverato all'ospedale Sant'Anna di Como. Remco era tra i big sopravvissuti all'afa, e ai 41 km/h di media, su e giù per sette colli e 4000 metri di dislivello spalmati in 231 km (12 in meno del 2019) dal via di Bergamo, nel ricordo di Gimondi a un anno dalla scompa...

Visentini e il Tour, non sei degno di me

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di CHRISTIAN GIORDANO © Rainbow Sports Books © «Un corridore non degno del Tour».  Non si sarebbero mai amati, e non serviva la proverbiale, tutta francese causticità de l’équipe per ufficializzare un matrimonio che non s’aveva da fare, e che – altrettanto manzonianamente – mai s’è consumato.  Il Visenta e il Tour (e per lui, più in generale, l’estero) non eran fatti per piacersi. Con buona pace dei santoni, su tutti lo storico diesse Cyrille “Napeoleon” Guimard, padre-padre degli squadroni Renault e fra i pochissimi addetti ai lavori a vaticinare proprio nell’incostante bresciano l’unico italiano capace, in potenza, di imporsi nelle sacchiane ostiche-e-anche-“agnostiche” Grande Boucle dell’epoca.  La prova definitiva, se mai ne servisse altra, arrivò nell’edizione che convinse Boifava e quindi la Carrera a smettere di illudersi di convertire il Visenta in ciò che mai era stato e mai sarebbe diventato, e a buttarsi piuttosto sull’irlandese come capi...

HIBS E GERS A BRACCETTO, ROSS COUNTY IMBATTUTO

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Il gol di Doidge a Tannadice Park http://ilcalcioscozzese.it/bolingoli-un-altro-pasticcio/ https://www.skysports.com/football/news/11794/12047162/dundee-utd-0-1-hibernian-christian-doidge-winner-continues-hibs-100-per-cent-start La vera sorpresa di questo inizio di stagione è l’Hibernian, che è andato a vincere anche in casa del Dundee United, con una rete del solito Chris Doidge . Gli Hibs sono primi a pari merito con i Rangers, ma considerata la differenza di ambizioni e budget, anche il più ottimista dei tifosi biancoverdi è sorpreso da una partenza così perfetta: 3 vittorie in altrettante partite. Ora arriva all'Easter Road un Motherwell che sta un po’ stentando, visto che finalmente il primo punto per gli Steelmen è arrivato ma bisogna anche dire che si sono fatti rimontare per due volte dal Livingston, e gli uomini di Jack Ross non vogliono smettere di stupire. Anche i Rangers sono in testa a punteggio pieno: se questa è una cosa che ci aspettavamo, non è scontato il...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Soukho, il Comunista che si mangiava gli avversari

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https://www.amazon.it/dp/B07XP5GBYG Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books, 160 pagine - kindle, amazon.it – € 9,90 La conoscenza con il Merckx del Volga nell’Europa capitalista la fecero per primi i francesi.  Al Tour de l’Avenir ospitarono un’edizione irripetibile dell’Armata Rossa: oltre al cameo del grande Aavo, al contadino di Trostynia si affiancarono altri bimbi-prodigio come Ramazan Galaletdinov (ventenne...), forzuti dell’arrampicata (Serguei Morozov) e passisti alla Aleksandr Averin (da cineteca i suoi zigzag in salita, sfinito, dopo centinaia di chilometri di fuga solitaria).  Sergei Soukhoroutčhenkov  gigioneggiò su ogni terreno, spalleggiato da una ciurma di pirati che monopolizzò tutte le classifiche. (...) Una belva sui falsipiani, spericolato in discesa, fortissimo sulle salite lunghe e sul passo; a completare l’identikit, ...

MAESTRI DI CALCIO - Rehhagel, König Otto

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https://www.amazon.it/Maestri-calcio-allenatori-stranieri-Portraits-ebook/dp/B01ARVU5JC di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo Alla vigilia dell’Europeo portoghese un tedesco, diventato chissà come Ct della Grecia, si vantava in conferenza stampa che l’aver raggiunto la fase finale gli consentiva privilegi vietati ai comuni mortali. Per esempio, transitare con la propria auto nel centro di Atene sulle corsie preferenziali riservate agli autobus. Più che un oscuro segno della decadenza dei tempi, un chiaro segnale della mutevolezza degli umori del calcio; dopo le sconfitte nelle prime due partite del girone di qualificazione, Rehhagel doveva tornarsene a casa, meno di un mese dopo quella conferenza stampa, il privilegio è diventato «riuscire ad entrarci, ad Atene».  Facile, ad Europeo vinto (dalla Grecia!), dimenticare che cos’era la selezione ellenica prima dell’arrivo del nuovo “Kaiser” del calcio europeo (a proposito, una montatura le polemiche legate alla sua presunt...

Sanremo 2020 - Van Aert à l'Alaphilippe

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Van Aert doveva essere, e Van Aert è stato. Come da pronostico, anche se nel modo forse più imprevedibile nella Sanremo "meno Sanremo" di sempre. Trecentosei km (317 effettivi, con il trasferimento) per la 111-esima Classicissima di primavera, stravolta - per Covid-19 - nel calendario, nel percorso, negli organici (6 corridori per squadra) e nella cornice. Niente tifosi, niente Turchino, niente capi Mele-Cervo-Berta, 500 metri di dislivello in più per 2400 totali ma concentrati negli ultimi 140 km. E persino con l'autogol commerciale e di immagine di troppi sindaci del Savonese, esclusa Albenga, che ha costretto gli organizzatori a ridisegnare una semi-classica del nord fino al consueto finale sull'Aurelia e il classicissimo, quello sì, traguardo sul rettilineo di Via Roma. Caldo e distanza ne hanno fatto una corsa a eliminazione, non sulla novità Colle di Nava né sulla Cipressa, bensì sul solito Poggio. Lì, ai meno sei, ha attaccato Alaphilippe, po...